La presunta adesione di padre Agostino Gemelli al Manifesto della Razza: un falso storico?

a cura di Maurilio Lovatti

 

 

 

Il Manifesto della razza, o più esattamente il Manifesto degli scienziati razzisti, pubblicato una prima volta in forma anonima sul Giornale d'Italia il 15 luglio 1938 con il titolo Il Fascismo e i problemi della razza e ripubblicato sul numero uno de La difesa della razza, il 5 agosto 1938, è il primo atto della politica razziale del Fascismo in Italia, a cui seguiranno i  provvedimenti legislativi che costituiscono il corpus delle cosiddette leggi razziali fasciste a partire dal 1938.

Il testo della dichiarazione è il seguente:

« Il ministro segretario del partito ha ricevuto, il 26 luglio XVI, un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle università italiane, che hanno, sotto l’egida del Ministero della Cultura Popolare, redatto o aderito, alle proposizioni che fissano le basi del razzismo fascista.
1. LE RAZZE UMANE ESISTONO. La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi. Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti.
2. ESISTONO GRANDI RAZZE E PICCOLE RAZZE. Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.
3. IL CONCETTO DI RAZZA È CONCETTO PURAMENTE BIOLOGICO. Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su considerazioni storiche, linguistiche, religiose. Però alla base delle differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ecc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti, che da tempo molto antico costituiscono i diversi popoli, sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armonicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.
4. LA POPOLAZIONE DELL'ITALIA ATTUALE È NELLA MAGGIORANZA DI ORIGINE ARIANA E LA SUA CIVILTÀ ARIANA. Questa popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane. L'origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto perennemente vivo dell'Europa.
5. È UNA LEGGENDA L'APPORTO DI MASSE INGENTI DI UOMINI IN TEMPI STORICI. Dopo l'invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. Da ciò deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione razziale è variata notevolmente in tempi anche moderni, per l'Italia, nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi è la stessa di quella che era mille anni fa: i quarantaquattro milioni d'Italiani di oggi rimontano quindi nella assoluta maggioranza a famiglie che abitano l'Italia da almeno un millennio.
6. ESISTE ORMAI UNA PURA "RAZZA ITALIANA". Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l'Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.
7. È TEMPO CHE GLI ITALIANI SI PROCLAMINO FRANCAMENTE RAZZISTI. Tutta l'opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l'indirizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l'italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità.
8. È NECESSARIO FARE UNA NETTA DISTINZIONE FRA I MEDITERRANEI D'EUROPA (OCCIDENTALI) DA UNA PARTE E GLI ORIENTALI E GLI AFRICANI DALL'ALTRA. Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l'origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili.
9. GLI EBREI NON APPARTENGONO ALLA RAZZA ITALIANA. Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l'occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all'infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l'unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani.
10. I CARATTERI FISICI E PSICOLOGICI PURAMENTE EUROPEI DEGLI ITALIANI NON DEVONO ESSERE ALTERATI IN NESSUN MODO. L'unione è ammissibile solo nell'ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi altri. Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall'incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani. »

On. prof. Sabato Visco: Direttore dell'Istituto di Fisiologia Generale dell'Università di Roma e Direttore dell'Istituto Nazionale di Biologia presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche
Dott. Lino Businco: Assistente di Patologia Generale all'Università di Roma
Prof. Lidio Cipriani: Incaricato di Antropologia all'Università di Firenze
Prof. Arturo Donaggio: Direttore della Clinica Neuropsichiatrica dell'Università di Bologna e Presidente della Società Italiana di Psichiatria
Dott. Leone Franzi: Assistente nella Clinica Pediatrica dell'Università di Milano
Prof. Guido Landra: Assistente di Antropologia all'Università di Roma
Sen. Prof. Nicola Pende: Direttore dell'Istituto di Patologia Speciale Medica dell'Università di Roma
Dott. Marcello Ricci: Assistente di Zoologia all'Università di Roma
Prof. Franco Savorgnan: Ordinario di Demografia all'Università di Roma e Presidente dell'Istituto Centrale di Statistica
Prof. Edoardo Zavattari: Direttore dell'Istituto di Zoologia dell'Università di Roma.

Franco Cuomo, nel libro I Dieci. Chi erano gli scienziati italiani che firmarono il manifesto della razza, Baldini Castaldi Dalai, Milano 2005, pubblica alle pagine 202-207 il seguente elenco di presunti aderenti al Manifesto della razza:


  • Prof. Giacomo Acerbo
  • Alfredo Acito
  • Pino Alessandri
  • Rino Alessi
  • Dino Alfieri
  • Giorgio Almirante
  • Ermanno Amicucci
  • Ugo Giorgio Andalò
  • Giuseppe Andreucci
  • Franco Angelini
  • Antonio Antonucci
  • Livio Apolloni
  • Mario Appelius
  • Nicola Archidiacono
  • Felice Arfelli
  • Prof. Gaetano Azzariti
  • Dott. Alessandro Baccaglini
  • Mario Baccigaluppi
  • Vincenzo Baccioli
  • Pietro Badoglio
  • Emilio Balbo
  • Giancarlo Ballarati
  • Dante Cesare Bancher
  • Ferruccio Banissoni
  • Mameli Barbara
  • Carlo Barduzzi
  • Piero Bargellini
  • Carlo Bazzi
  • Ugoberto Bellino
  • Umberto Benigni
  • Vittorio Beonio Brocchieri
  • Carlo Bergamaschi
  • Giorgio Luigi Bernucci
  • Bruno Biagi
  • Dott. Ettore Biamonti
  • Dott. Rodolfo Biancorosso
  • Bruno Biancini
  • Renato Biasutti
  • Angelo Marco Bioletto
  • Francesco Biondolillo
  • Giorgio Bocca
  • Gino Boccasile
  • Ing. Gian Giacomo Borghese
  • Mario Borretti
  • Carlo Borsani
  • Giuseppe Bottai
  • Prof. Filippo Bottazzi
  • Guglielmo Blasi
  • Roberto Brighenti
  • Guido Buffarini Guidi
  • Dr Lino Businco
  • Luigi Cabrini
  • Giovanni Calendoli
  • Francesco Callari
  • Claudio Calosso
  • Bruno Caluri
  • Augusto Camerini
  • Emilio Canevari
  • Renato Caniglia
  • Aldo Capasso
  • Lino Cappuccio
  • Riccardo Carbonelli
  • Dott. Emanuele Filiberto Carnevale
  • Gherardo Casini
  • Francesco Casnati
  • Marco Cassiano
  • Giuseppe Castelletti
  • Guido Cavallucci
  • Giovanni Cazzani
  • Carlo Cecchelli
  • Giuseppe Cesetti
  • Gino Chelazzi
  • Livio Chersi
  • Riccardo Chiarelli
  • Luigi Chiarini
  • Angelo Chiauzzi
  • Guglielmo Chillemi
  • Giorgio Chiurco
  • Tullio Cianetti
  • Galeazzo Ciano
  • Alfio Cimino
  • Arnaldo Cipolla
  • Prof. Lidio Cipriani
  • Maurizio Claremoris
  • Andro Clarici
  • Giuseppe Cocchiara
  • Giulio Cogni
  • Gioacchino Colizzi (Attalo)
  • Dott. Collalto Collaltino
  • Francesco Consoli
  • Francesco Coppola
  • Prof. Raffaele Corso
  • Carlo Cossio
  • Carlo Costamagna
  • Oberdan Cotone
  • Alfredo Cucco
  • Mario Cutelli
  • Ernesto Darquanno
  • Mario Dè Bagni
  • Prof. Vito De Blasi
  • Francesco Dedel
  • Adolfo De Dominicis
  • Pietro De Francisci
  • Dott. Michele Delle Donne
  • Giuseppe Dell'isola
  • Gabriele De Rosa
  • Ennio De Rosa
  • Stefano De Ruggiero
  • Enrico De Seta
  • Pier Lorenzo De Vita
  • Lodovico Di Caporiacco
  • Alfredo Di Donno
  • Guido Di Giorgio
  • Prof. Cornelio Di Marzio
  • Carlo Domenici
  • Arturo Donaggio
  • Nicola Donadio
  • Fernando Elefante
  • Pietro Ellero
  • Julius Evola
  • Giuseppe (Bepi) Abiano
  • Vittorio Emanuele Fabbri
  • Amintore Fanfani
  • Roberto Farinacci
  • Carlo Emilio Ferri
  • Dott. Raffaele Festa Campanile
  • Giuseppe Ficai
  • Arnaldo Fioretti
  • Quinto Flavio
  • Gislero Flesch
  • Luigi Fontanelli
  • Dott. Raffaele Formosa
  • Giuseppe Forteguerri
  • Leone Franzi
  • Fabio Frasetto
  • Prof. Cesare Frugoni
  • Dott. Ottone Gabelli
  • Virginio Gayda
  • Nino Gardini
  • Walter Gardini
  • Ferdinando Garibaldi
  • Elio Gasteiner
  • Tancredi Gatti
  • Luigi Gedda
  • Agostino Gemelli
  • Prof. Giuseppe E. Genna
  • Cesare Genovesi
  • Giovanni Gentile
  • Prof. Alessandro Ghigi
  • Niccolò Giani
  • Berlindo Giannetti
  • Lorenzo Gigi.I
  • Giuseppe Giovenco
  • Domenico Giuliotti
  • Paolo Emilio Giusti
  • Ezio Maria Gray
  • Asvero Gravelli
  • Felice Graziani
  • Rodolfo Graziani
  • Francesco Saverio Grazioli
  • Giovannino Guareschi
  • Ottorino Guerrieri
  • Paolo Guidotti
  • Bruno Imbasciati
  • Telesio Interlandi
  • Giuseppe Isani
  • Dott. Giuseppe Lampis
  • Arturo Lancellotti
  • Giovanni Landra
  • Guido Landra
  • Ugo Lanza
  • Dott. Giuseppe Lanzara
  • Lorenzo La Via
  • Massimo Lelj
  • Roberto Lemmi
  • Enzo Leoni
  • Dott. Antonio Le Pera
  • Alessandro Lessona
  • Prof. Livio Livi
  • Armando Lodolini
  • Mario Lolli
  • Paolo Lorenzini
  • Alberto Luchini
  • Giuseppe Lucidi
  • Gino Lupi
  • Filippo Macrì
  • Michele Magani
  • Giuseppe Maggiore
  • Avv. Antonio Manca
  • Nicola Marchitto
  • Marco Marini
  • Giovanni Marro
  • Conte Antonio Marzotto Caotorta
  • Domenico Morana
  • Ettore Martinoli
  • Carlo Alberto Masini
  • Mario Massa
  • Alberto Mastrojanni
  • Fortunato Matarrese
  • Vincenzo Mazzei
  • Gino Mazzoni
  • Dott. Renzo Meregazzi
  • Fernando Mezzasoma
  • Guido Milanesi
  • Piero Misciatelli
  • Mario Missiroli
  • Gino Mitrano Sani
  • Aldo Modica
  • Riccardo Molinari
  • Walter Molino
  • Mario Montecchi
  • Giuseppe Mormino
  • Romolo Murri
  • Benito Mussolini
  • Savina Luigi Naj
  • Romualdo Natoli
  • Italo Neri
  • Carlo Nicco
  • Ubaldo Nieddu
  • Umberto Notari
  • Giuseppe Omarini
  • Paolo Orano
  • Dott. Giovanni Ortolani
  • Prof. Biagio Pace
  • Nazareno Padellaro
  • Piero Pedrazza
  • Prof. Antonino Pagliaro
  • Nino Palmieri
  • Domenico Paolella
  • Giovanni Papini
  • Roberto Paribeni
  • Dott. Michele Pascolato
  • Roberto Pavese
  • Alessandro Pavolini
  • Federico Pedrocchi
  • Piero Peillicano
  • Camillo Pellizzi
  • Prof. Nicola Pende
  • Pasquale Pennisi
  • Avv. Giovanni Petraccone
  • Giuseppe Pensabene
  • Pericle Perali
  • Giuseppe Maria Petazzi
  • Raffaele Pettazzoni
  • Prof. Giovanni Petragnani
  • Tommaso Petri
  • Antonio Petrucci
  • Concetto Pettinato
  • Giuseppe Piazza
  • Giorgio Piceno
  • Angelo Piccioli
  • Prof. Umberto Pieramonti
  • Guido Pichetti
  • Giorgio Pini
  • Dott. Athos Poli
  • Marco Pomilio
  • Guido Podaliri
  • Giovanni Preziosi
  • Uberto Puccioni
  • Maurizio Rava
  • Carlo Ravasio
  • Leo Rea
  • Prof. Ugo Rellini
  • Prof. Domenico Rende
  • Marcello Ricci
  • Gastone Rognoni
  • Alfredo Romanini
  • Raffaello Romano
  • Gustavo (Gustavino) Rosso
  • Mario Ruccione
  • Erminio Ruffilli Weiss
  • Giuseppe Russo (Girus)
  • Arturo Sabatini
  • Prof. Giunio Salvi
  • Giorgio Maria Sangiorgi
  • Enzo Santarelli
  • Corrado Sarri
  • Santi Savarino
  • Giovanni Savelli
  • Prof. Francesco Savorgnan
  • Massimo Scaligero
  • Francesco Scardaoni
  • Furio Scarpelli
  • Giorgio Scudellari
  • Renato Semizzi
  • Giovanni Semprini
  • Prof. Sergio Sergi
  • Bruno Sertolis Spampanato
  • Massimo Antonio Sgabelloni (Massimo Scaligero)
  • Ardengo Soffici
  • Arrigo Solmi
  • Ferruccio Sorlini
  • Gino Sottochiesa
  • Giacomo Spardini
  • Achille Starace
  • Padre Pietro Tacchi Venturi
  • Giuseppe Tallarico
  • Renato Tassinari
  • Vittorio Tedesco Zammarano
  • Mario Tirelli
  • Giove Toppi
  • Armando Tosti
  • Romolo Tritoni
  • Nino Tripodi
  • Antonino Trizzino
  • Giuseppe Tucci
  • Mario Turone
  • Mario Felice Turrini
  • Prof. Francesco Valagussa
  • Rindo Valente
  • Attilio Vallecchi
  • Aldo Valori
  • Edmondo Vercellesi
  • Raul Verdini
  • Cesco Vian
  • Ferdinando Vichi
  • Dott. Emilio Villa
  • Rindo Villa
  • Luigi Villari
  • Prof. Felice Vinci
  • Prof. Sabato Visco
  • Angelo Viziano
  • Paolo Zappa
  • Edoardo Zavattari
  • Giuseppe Zanini
  • Ennio Zedda
  • Paolo Zerbino
  • Prof. Luigi Zoja
  • Cesare Zumaglini

Questo elenco non è per nulla attendibile. Il Cuomo non cita alcuna fonte controllabile da cui avrebbe tratto l'elenco. In particolare i tre esponenti cattolici inclusi nell'elenco (oltre a padre Agostino Gemelli, padre Pietro Tacchi Venturi e mons. Giovanni Cazzani, vescovo di Cremona) non risultano tra i sottoscrittori nemmeno sulla "Difesa della Razza", sia nel 1938 che nel 1939.
Una lista simile era stata pubblicata in Avvenimenti (settembre 1995), in calce ad un articolo di Lia Levi, ma anche qui non viene indicata alcuna fonte.

Forse questo elenco è stato compilato includendo tutti coloro che pubblicamente hanno formulato affermazioni o tesi "antiebraiche", che comunque è cosa assai diversa dal sottoscrivere un manifesto razzista e fascista. In particolare le affermazioni di Gemelli e Cazzani si riferiscono al popolo ebraico, inteso come professante la religione ebraica e non certamente ad una presunta (e inesistente) razza ebraica, alla quale (sempre se esistesse) apparterrebbero anche Gesù e gli apostoli.

In una conferenza su Guglielmo da Saliceto (medico medioevale del XIII secolo) tenuta a Bologna il 9 gennaio 1939, padre Gemelli disse:

« Vediamo attuarsi quella terribile sentenza che il popolo deicida ha chiesto su di sé e per la quale va ramingo per il mondo, incapace di trovare la pace di una patria, mentre le conseguenze dell'orribile delitto lo perseguitano ovunque e in ogni tempo. »

 

Il vescovo di Cremona, mons. Cazzani, in un’omelia dell’epifania 1939, così si espresse:
«La chiesa non ha condannato e non condanna qualunque difesa politica dell'integrità e della prosperità della razza, e qualunque precauzione legale contro una eccessiva e dannosa influenza giudaica nella vita della nazione, purché non si calpestino le leggi supreme della fratellanza umana e della carità cristiana, e lo si faccia con ragionevoli criteri e condizioni discriminanti, per cui non gravitino su chi non merita i rigori giudicati necessari per gli altri.» Mons. Cazzani, dopo aver affermato che «La Chiesa nella sua missione non si preoccupa delle forme e dei sistemi politici dei vari regimi statali» sosteneva che «La Chiesa non può trattenersi dal condannare una dottrina contraria alla verità rivelata» e quindi condannava esplicitamente il razzismo nazista.
L’intervento fu riportato su «Il regime fascista», 7 gennaio 1939 e da La Voce cattolica di Brescia, nel n. 3 del 21 gennaio 1939 alle pag. 3 e 4. Cazzani fu anche autore dell’opuscolo Unità cristiana e giudaismo, Cremona, 1939. (G. Israel, P. Nastasi, Scienza e razza nell'Italia fascista, Mulino, Bologna 1998, pag. 268, n. 106)

 

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