A seguito della morte, o meglio dell'exitus, qualsiasi
organismo animale (dicesi "carogna" il corpo di un animale deceduto)
è soggetto ad una successione di eventi denominati, nel loro insieme,
"fenomeni cadaverici". La "tanatologia" è la disciplina
scientifica che si occupa di indagare metodologicamente tali fenomeni al fine di
accertare l'effettiva morte (l'avvenuto exitus), nonché al fine di datare
l'evento morte, riconoscendo la cronologia con la quale i fenomeni cadaverici si
susseguono.
Didatticamente i fenomeni cadaverici possono essere
classificati da un punto di vista cronologico, fenomenologico nonché in base
alla loro evoluzione:
Cronologicamente: immediati (conseguono
immediatamente all'exitus); consecutivi (conseguono all'exitus con una
intensità e/o successione proporzionale al tempo intercorso dall'exitus
stesso).
Fenomenologicamente: abiotici (mediati da fenomeni
fisico-chimici senza alcuna implicazione biologica esogena, batterica,
metazoaria, ecc.); biotici (mediati da processi biologici esogeni,
batterici, metazoari, ecc.).
Evoluzione: distruttivi (la carogna viene degradata
con modalità e tempi variabili a seconda di fattori interni od esterni alla
carogna stessa); conservativi (la carogna subisce una trasformazione che ne
allunga l'"esistenza" per decenni, centinaia o migliaia di anni).
Come precedentemente accennato uno dei primi compiti che
spettano al perito settore (colui che esegue una necroscopia) è di accertarsi,
per ovvi motivi, che l'organismo sul quale si accinge ad operare sia
effettivamente deceduto. La constatazione della comparsa dei fenomeni
cadaverici, con la loro tipica successione, porta all'accertamento del decesso.
Se risulta chiaro che un organismo in avanzato stato di putrefazione è,
ovviamente, deceduto, non altrettanto chiaro e facile potrebbe risultare
constatare il decesso di un organismo basandosi sui primissimi fenomeni che
conseguono immediatamente alla morte (fenomeni immediati). Ne consegue la
necessità di individuare nonché seguire nel tempo l'evoluzione di più
fenomeni cadaverici.
Didatticamente i fenomeni cadaverici utili ai fini della
constatazione e la datazione del decesso possono essere classificati come segue:
Fenomeni trasformativi: biotici a carattere
distruttivo (putrefazione nelle sue diverse fasi), abiotici a carattere
conservativo (mummificazione, in presenza di clima secco, asciutto,
ventilato; corificazione, in presenza di un ambiente riducente, ricco in
tannini, acidi umici, ecc.; saponificazione, in ambiente acquatico).