Armeria pungens (Link) Hoffmgg. et Link
Pianta caratteristica delle spiagge e delle dune marittime, vegeta sulle coste della Corsica, sulla costa atlantica della penisola iberica e sulle coste della Sardegna settentrionale. In Sardegna ha il limite di sviluppo più occidentale nella zona di litorale oggetto di studio del presente lavoro e, precisamente, nel tratto costituito da dune di modeste dimensioni che si trovano a circa 250-300 metri a sinistra di Punta d’Elice. E’ un suffrutice con fusti legnosi e foglie in rosetta con lamina lineare. Camefita. Fiorisce da maggio a luglio.
Crepis vesicaria L. subsp. taraxacifolia (Thuill.) Thell.
Prima segnalazione per la Sardegna. (Fig. 8)
E’ una specie appartenente alla famiglia delle Composite che nell’Italia settentrionale è stata osservata abbastanza recentemente. Secondo PIGNATTI (1982), Crepis vesicaria subsp. taraxacifolia, è in rapida espansione e, attualmente può essere considerata abbastanza comune, anche se è spesso confusa con la subsp. vesicaria nonostante, rispetto a quest’ultima le differenze siano piuttosto notevoli, tanto da ipotizzare che si tratti di una specie distinta.
Crepis vesicaria subsp. taraxacifolia si comporta come un’avventizia, invadendo, con dense popolazioni, le stazioni ruderali, i bordi delle strade, etc.. Gli esemplari rilevati nel corso della nostra ricerca, sono stati raccolti in un popolamento sito all’interno della subzona A1 dell’area esaminata, e precisamente in prossimità della Torre delle Saline, all’interno di un tratto retrodunale caratterizzato da una presenza antropica rilevante.
E’ una pianta annua o bienne con fusto ramoso molte volte più lungo delle foglie; le foglie basali presentano una dentellatura poco accentuata e poco evidente; le foglie cauline sono ridotte; gli acheni sono di 6-8 mm., tutti eguali, con becco lungo quanto o più del corpo dell’achenio.
Bromus rigidus Roth.
Si tratta di una specie abbastanza comune, appartenente alla famiglia delle Graminacee, della quale, in Italia (PIGNATTI, Flora d’Italia, 1982), sono state individuate la sottospecie rigidus (la più comune) e la sottospecie ambigens.
Gli esemplari, raccolti nella depressione retrodunale della subzona C1, nel corso della ricerca riguardante il presente lavoro, presentano caratteristiche morfologiche in parte dell’una in parte dell’altra delle due sottospecie note.
Simili alla subsp. rigidus sono le foglie, con lamina allungata e flaccide, la pannocchia, con rami inferiori isolati o al più appaiati, e le spighette, lunghe 4-5 cm senza le reste. Come la subsp. ambigens, invece, sono i rami dell’infiorescenza, ispessiti e pubescenti; inoltre, quest’ultima sottospecie vegeta solo su sabbie sciolte e spiagge, e tale è, appunto, il substrato sul quale è stato osservato il popolamento degli esemplari raccolti nella subzona C1.
Dall’analisi di quanto sopra, si potrebbe pertanto desumere che il succitato popolamento, possa essere costituito da individui derivanti dall’ibridazione tra elementi appartenenti alle due sottospecie rigidus e ambigens, anche se, è da rilevare che, in tutta l’area esaminata, non sono stati individuati esemplari di alcuna di esse. Quindi, se effettivamente, la causa che avrebbe determinato lo sviluppo di elementi con le menzionate caratteristiche, fosse ascrivibile ad un fenomeno di ibridazione, quest’ultimo potrebbe aver dato origine ad un gruppo di individui a loro volta fertili che, nel corso degli anni, si sono propagati costituendo una comunità di discrete dimensioni che ha sostituito le sottospecie progenitrici eventualmente presenti in passato.