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ricordo |
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| Una indimenticabile immagine del
grande Alberto Sordi |
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Alberto
Sordi |
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Biografia di Alberto Sordi
(Roma, 1920-2003)
Nato a Roma il 15 giugno 1920, attore di compagnia fin
dal 1936, doppiatore di Oliver Hardy, Sordi esordisce nel
cinema appena diciannovenne e sostiene il suo primo ruolo
di protagonista ne "I tre aquilotti" (1942) di
Mario Mattoli.
Assai attivo nel dopoguerra in rivista ed in radio, dove
dà vita a personaggi - il signor Coso, Mario Pio
ed il conte Claro - che gli valgono una grande popolarità
e gli permettono d'interpretare (grazie a De Sica e Zavattini)
"Mamma mia, che impressione!" (1951) di Roberto
Savarese, imprime una prima svolta alla propria carriera
tramite l'incontro con Federico Fellini: "Lo sceicco
bianco" (1952) ed "I vitelloni" (1953) ce
lo presentano nei panni di giovane infingardo, vigliacchetto,
indolente e furbesco, ruolo dipoi costantemente ripetuto
almeno sino a "La grande guerra" (1959) di Mario
Monicelli.
Successivamente, egli darà vita ad una galleria di
ritratti quasi tutti negativi, dipinti con una cattiveria
a volte inficiata da un sospetto di compiacimento, sempre
e comunque all'insegna d'un magistero recitativo praticamente
senza uguali.
Tra i titoli da citare, "Il seduttore " (1954)
di Franco Rossi, "Un americano a Roma" (1954)
di Steno, "Il marito" (1958) di Gianni Puccini,
"Tutti a casa" (1960) di Luigi Comencini, "Una
vita difficile" (1961) di Dino Risi, "Mafioso"
(1962) di Alberto Lattuada, "Il medico della mutua"
(1968) di Luigi Zampa, "Detenuto in attesa di giudizio"
(1971) di Nanni Loy, "Bello, onesto, emigrato Australia
sposerebbe compaesana illibata" (1971) di Luigi Zampa,
"Lo scopone scientifico" (1972) di Luigi Comencini,
"Un borghese piccolo piccolo" (1977) di Mario
Monicelli.
Passato anche a dirigersi con "Fumo di Londra"
(1966), egli intensificherà sempre più quest'attività,
firmando fra gli altri "Un italiano in America"
(1967), "Amore mio aiutami" (1969), "Polvere
di stelle" (1973), "Finché c'è guerra
c'è speranza" (1974), "Il comune senso
del pudore" (1976), "Io e Caterina" (1980),
"Il tassinaro" (1983), "Tutti dentro"
(1984).
Muore il 25 febbraio 2003 all'età di 82 anni, dopo
una lunga carriera che annovera nella sua filmografia ben
190 film, alcuni dei quali restano a tutt'oggi degli autentici
capisaldi nella storia del nostro cinema.
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| Fonte: www.italica.rai.it |
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L'alluvione
del 66 |
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4 novembre 1966: Firenze invasa dalle
acque |
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Qui sopra una immagine dell'alluvione che colpisce Firenze
il 4 novembre. In Toscana Inizia a piovere il 1 novembre,
e qualcuno intuisce subito che non è il solito acquazzone,
perché non c'è un attimo di tregua. Non si interromperà
mai per 65 ore, e la mattina del 4 la piena dell'Arno invade
la città travolgendo i ponti. Più di 10.000
famiglie hanno perso tetto e sostanze, 500 aziende sono distrutte,
20.000 imprese di artigiani dovranno ricominciare da zero.
Ci sono perdite anche per migliaia di opere d'arte e qualche
inondazione alle biblioteche. Il 'Cristo' di Cimabue è
perduto. Ricordo immagini apocalittiche dalla Tv: macchine
rovesciate e una contro l'altra, palazzine invase dal fango.
La solidarietà generale sarà encomiabile. Si
gireranno perfino dei film per sovvenzionare la ricostruzione.
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| (Testimoninza tratta da memoriale.com) |
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Lo
sbarco sulla Luna |
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Neil Armstrong, il primo
uomo sulla Luna |
Guarda che luna!
di Piero Bianucci
FU l’estate che vide la «vergine Luna»
di Leopardi perdere la sua verginità. Nella notte
tra il 20 e il 21 luglio due astronauti americani, Neil
Armstrong e «Buzz» Aldrin, sbarcarono sul nostro
satellite e lasciarono le impronte del loro scalpiccìo
su quella che descrissero come una «spiaggia sporca»,
in realtà un’arida pianura lavica che nel 1651
il gesuita italiano Giovanni Riccioli aveva chiamato, in
una delle prime mappe lunari, Mare della Tranquillità.
La gita durò dieci ore. Poi Armstrong e Aldrin risalirono
sulla scialuppa spaziale, raggiunsero il compagno Michael
Collins che li attendeva nella capsula «Apollo»
e tornarono sul nostro vecchio pianeta portando 23 chilogrammi
di sassi lunari. Che erano costati 24 miliardi di dollari
dell’epoca (ma per la verità questa cifra si
riferisce all’intero Programma Apollo, che portò
poi ancora altri dieci uomini sulla Luna e 380 chilogrammi
di Luna sulla Terra).
Fu anche l’estate della prima diretta in mondovisione.
Dall’America all’Europa all’Asia, 600
milioni di persone rimasero ipnotizzate davanti ai teleschermi,
ad ascoltare gracchianti scambi di battute tra il centro
spaziale di Houston e la base lunare, a guardare in immagini
confuse, tra contrasti di luci abbaglianti e nerissime ombre,
i passi malfermi dei primi uomini sbarcati in un mondo alieno.
Seicento milioni. A pensarci, il primo atto della globalizzazione.
Per l’Italia fu anche un record di resistenza. Il
Radiocorriere alla pagina del 20 luglio 1969 annunciava:
«La più grande impresa umana di tutti i tempi,
la cui fase più delicata e spettacolare ha inizio
oggi, sarà seguita minuto per minuto dalle telecamere.
Il lungo collegamento per la “telecronaca del secolo”
parte dalle 19,30 per protrarsi ininterrottamente fino alle
21 di domani sera». In totale la diretta durerà
poi 28 ore. A Roma nello Studio 3 di via Teulada si alternavano
Andrea Barbato, Tito Stagno e Piero Forcella, assistiti
da Enrico Medi, un allievo di Enrico Fermi per il quale
è ora in corso una causa di beatificazione (ma non
in seguito a quella pionieristica opera divulgativa). Negli
Stati Uniti, a Cape Canaveral, c’era Ruggero Orlando.
L’istante dell’approdo nel Mare della Tranquillità
favorì Tito Stagno, che rubò l’annuncio
al povero Ruggero anticipando l’evento di qualche
secondo.
Nello scendere l’ultimo scalino del Lem, il modulo
lunare, Armstrong pronunciò la frase che aveva preparato
per i posteri: «Questo è un piccolo passo per
un uomo ma un balzo gigantesco per l’umanità».
La battuta fu in parte cancellata da un disturbo radio:
venne reintegrata nel verbale ufficiale della missione ma
i filologi ancora discutono se Armstrong abbia effettivamente
detto «a man», un uomo, con l’articolo
indeterminativo, o «l’uomo»
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Articolo tratto da La
Stampa del 19 giugno 2003 |
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Gli
anni 60 |
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Gli anni 60
- di Michele Perrone
Gli anni Sessanta hanno rappresentato certamente
il decennio caratterizzato dal più importante
rinnovamento generazionale che il secolo scorso
abbia mai visto. |
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Gli
anni Sessanta o, se preferite, i "mitici"
anni Sessanta come spesso molti amano definirli, hanno
rappresentato certamente il decennio caratterizzato
dal più importante rinnovamento generazionale che il
secolo scorso abbia mai visto. Gli eventi socio-politici
e culturali di quegli anni avrebbero infatti inevitabilmente
influenzato e modificato profondamente valori, aspirazioni
e stile di vita delle future generazioni. Prima la beat
generation e in seguito la musica pop, diventano il
nuovo modo di espressione dei giovani, che si identificano
sempre di più nei loro idoli musicali. Sono gli anni
in cui si affermano i media, la cultura pop e la minigonna,
che fa emergere una nuova figura femminile che abbandona
gradualmente l'etichetta formale in favore di una maggiore
espressione di libertà. Nella prima parte del decennio
L'Italia risente ancora dei benefici del boom economico,
che favorisce le attività economiche ed il progresso
della tecnologia. Sono sempre di più gli Italiani che
scendono nelle piazze per manifestare i loro ideali
politici ed esprimere il proprio dissenso; proprio le
piazze saranno teatro, qualche anno più tardi, verso
la fine del decennio, delle grandi contestazioni giovanili
che culmineranno nella grande rivoluzione culturale
del '68.
1960:
è l'anno della dolce vita, consacrato anche dalla famosa
pellicola di Federico Fellini che fa gridare allo scandalo.
La Fiat 600, nata nel 1955, conosce in questi anni il
suo momento magico, diventando l'auto preferita dagli
Italiani. Alla radio nasce "tutto il calcio minuto per
minuto", storica rubrica radiofonica della domenica;
tra gli speaker si distingue subito Sandro Ciotti, che
in breve tempo diventa una delle voci più familiari
a tutti gli sportivi italiani. Per il cinema è l'anno
di "psycho", Di Alfred Hitchcock. un capolavoro unico
nel suo genere. In televisione partono le prime trasmissioni
di "tribuna politica" e "non è mai troppo tardi", le
indimenticabili lezioni scolastiche del professor Alberto
Manzi. La canzone più ascoltata è "il cielo in una stanza",
sia nella versione di Mina che in quella di Gino
Paoli, mentre al festival trionfa "romantica", che
decreta il successo di Tony Dallara. Nello stesso anno
Ray Charles compone la splendida "Georgia",ancora oggi
una delle pagine musicali più intense ed emozionanti
del grande blues man. Verso la metà dell'anno fanno
la loro comparsa le prime radio a transistor che sostituiscono
i più vecchi ed ingombranti apparecchi a valvole: è
il boom delle radioline portatili a batteria che gli
Italiani si portano dietro un po' dappertutto.
1961:
L'Italia compie cento anni. Nel mese di marzo le celebrazioni
e i festeggiamenti si susseguono un po' in tutto il
nostro Paese. Nascono le prime cassette audio, mentre
le case discografiche aumentano considerevolmente la
produzione dei dischi in vinile. Vettura dell'anno è
la Lancia Appia, una delle auto più originali mai prodotte.
Per quanto riguarda la musica è l'anno di "24.000 baci"
di Adriano
Celentano e "le mille bolle blu" di Mina. Si formano
i Beach Boys, che entro due anni diventano uno dei gruppi
più famosi e più richiesti a livello internazionale.
Il 4 novembre nasce il secondo canale della Rai: i volti
di Rosanna Vaudetti, Mariolina Cannuli e Gabriella Farinon
diventano presto familiari a tutti gli Italiani. Intanto
sul primo canale nazionale apre i battenti "studio uno",
storico programma di Antonello Falqui, che lancia il
famoso "Dadaumpa" delle Kessler. Il 12 aprile si apre
l'era dei primi voli spaziali. Il primo uomo a volare
nello spazio a bordo di un'astronave sovietica si chiama
Yuri Gagarin: il suo nome entrerà nella leggenda.
1962:
è
l'anno de "il sorpasso", memorabile film diretto da
Dino Risi magistralmente interpretato da un esuberante
Vittorio Gassman. Al festival di Sanremo inizia l'era
del patron Gianni Ravera; Claudio Villa e Domenico Modugno
diventano i beniamini più illustri della canzone italica,
mentre "quando quando quando" di Tony Renis fa subito
il giro del mondo. Tra le nuove mode dilaga il "twist",
un nuovo modo di ballare dimenando il corpo che scandalizza
subito i moralisti. "Let's twist again" di Peppino di
Capri e "guarda come dondolo"di Edoardo Vianello diventano
le canzoni simbolo di questa nuova tendenza. Ma il 1962
è l'anno in cui in Inghilterra al "Cavern", un piccolo
locale di Liverpool, inizia la straordinaria avventura
di quattro ragazzi che avrebbero cambiato per sempre
la storia della musica entrando nella leggenda: I "Beatles".
Parallelamente nascono anche i Rolling Stones" di Mick
Jagger, che daranno però il via ufficiale alla loro
discografia l'anno successivo. Il mondo dell'arte guarda
con curiosità alle opere di Andy Warhol, in particolare
quelle che ritraggono Marilyn Monroe, scomparsa prematuramente
nel mese di agosto per cause misteriose.
1963:
è
l'anno che verrà ricordato soprattutto per un tragico
avvenimento che sconvolse l'opinione pubblica mondiale,
oltre che l'assetto politico americano di quel periodo:
l'assassinio di John F. Kennedy, vittima di un attentato
il 22 novembre a Dallas, in Texas. Le immagini del barbaro
omicidio fecero il giro di tutto il mondo. A Cannes
trionfa "il gattopardo", celebre pellicola di Luchino
Visconti, mentre Fellini realizza un alto dei suoi film
più discussi e famosi: "otto e mezzo". Gli Italiani
continuano a ballare freneticamente: dopo il "twist"
è la volta dell' "hully gully". Ma per sognare e ballare
con la propria amata si preferisce la più romantica
"sapore di sale", che diventerà uno dei cavalli di battaglia
del grande Gino Paoli. Sono gli anni in cui si consolidano
i nuovi miti borghesi, l'elettronica si impone sempre
di più nel mercato degli accessori casalinghi, la Fiat
1100 diventa il nuovo status symbol degli Italiani ,
mentre l'immagine femminile abbandona gradualmente l'etichetta
classica a favore di una maggiore libertà di espressione.
1964:
un anno di grandi fermenti culturali e sociali. Mentre
in Gran Bretagna imperversano i Beatles e i Rolling
Stones, in America, il rifiuto della guerra del Vietnam
e lo shock provocato dall'assassinio del presidente
Kennedy, creano fra i giovani confusione ed incertezza
e si cerca, nella protesta collettiva, una via che porti
ad un futuro migliore. Nasce la musica rock, che diventerà
megafono di una generazione idealista e confusa che
si identificherà negli anni successivi nelle parole
e nella musica di artisti leggendari come Jim Morrison
e Jimi Hendrix. In Italia gli echi di questi fermenti
si faranno sentire qualche anno più tardi. Il '64 vede
nel cinema il successo di Sergio Leone con "per un pugno
di dollari", primo celebre film del genere "spaghetti
western", filone cinematografico made in Italy che si
afferma nel mondo. In televisione parte "specchio segreto",
programma storico di Nanny Loy che filma i comportamenti
degli Italiani a telecamere nascoste, un format che
diverrà presto un classico dal quale attingono ancora
oggi molti programmi televisivi di successo. Musicalmente,
uomo dell'anno è Gianni Morandi. Esplodono prima "in
ginocchio da te" che diventa anche un film, poi "non
son degno di te", che consacrano definitivamente al
successo il giovane talento di Monghidoro. I Beatles
fanno la loro prima apparizione televisiva negli Stati
Uniti: sarà l'inizio di un successo inarrestabile, che
li porterà, nei prossimi anni, verso traguardi mai raggiunti
prima da nessun altra formazione nella storia della
musica pop. Tra le curiosità da segnalare il boom della
Barbie, la bambola bionda più famosa; apparsa per la
prima volta a New york nel 1959, arriva solo quest'anno
in Italia ed è subito boom commerciale. Ancora oggi
è la bambola più apprezzata e ricercata dalle bambine
di tutto il mondo.
1965:
è
un anno di grandi novità nel costume e nella moda: nasce
la minigonna, creazione della geniale disegnatrice di
moda Mary Quant, che avrebbe rivoluzionato completamente
il modo di vestire delle donne, segno inconfutabile
dell'esigenza da parte del gentil sesso di esprimersi
in maniera più autonoma e indipendente. Nuovi fermenti
anche nel campo della tecnologia: compare la Polaroid,
la prima macchina fotografica in grado di sviluppare
subito le foto, destinata ad un grande successo. Il
18 marzo l'Unione Sovietica lancia in orbita una nave
spaziale con due persone a bordo. Per la prima volta
si vedono in televisione le immagini memorabili di un
uomo che volteggia nello spazio mentre il nostro Pianeta
gli appare alle spalle. Nascono nuovi miti come il Piper,
noto locale romano che diventa in breve la nuova culla
del beat. E' l'anno di Caterina Caselli che spopola
con "la ragazza del Piper"e di "bandiera gialla", programma
radiofonico condotto da due giovanissimi Gianni Boncompagni
e Renzo Arbore. Ma l'evento clou dal punto di vista
musicale è certamente lo sbarco dei Beatles in Italia
avvenuto il 24 giugno al velodromo Vigorelli di Milano,
prima tappa di un tour che li vedrà impegnati anche
a Genova e Roma. Ancora oggi i collezionisti di reperti
musicali conservano gelosamente locandine e biglietti
stampati per l'occasione.
1966:
si consolida la beat generation, nascono nuovi gruppi
e i capelloni, che disturbano la vista dei benpensanti
delle famiglie borghesi. I blue jeans trovano la prima
grande diffusione tra i giovani. E'l'anno in cui si
avvertono le prime avvisaglie di rivolte sociali che
preparano il terreno alle contestazioni del '68. Per
Firenze è un anno tragico: il 4 novembre la città viene
invasa dalle acque dell'Arno. L'alluvione del '66 sarà
ricordata dai Fiorentini come uno dei disastri più terribili
del secolo, ma, in quel tragico frangente, saranno proprio
quei giovani capelloni, accorsi da ogni parte del mondo,
considerati a torto degli scapestrati, ad essere invece
determinanti nel grande lavoro di recupero di manoscritti
ed opere d'arte, tanto da guadagnarsi alla fine il meritato
appellativo di "angeli del fango". Tra il 1966 e il
1967 il calcio diventa sempre di più fenomeno di massa:
sono gli anni della grande Inter di Helenio Herrera
che conquista l'Europa a suon di goals, attirando su
di sé l'entusiasmo degli sportivi italiani. Grande delusione
al contrario per la Nazionale Azzurra, sconfitta clamorosamente
ai mondiali inglesi dalla Korea grazie al gol del dentista
Pak Doo Ik, che ci rispedisce a casa anzitempo lasciando
letteralmente scioccati gli appassionati Italiani di
calcio. Il cinema celebra successi intramontabili come
"il dottor Zivago", tratto dal romanzo di Boris Pasternak
e il mitico film italiano "l'armata Brancaleone" di
Mario Monicelli con un grande Vittorio Gassman. In televisione
si affaccia per la prima volta al successo Pippo Baudo
con un programma musicale rimasto nella storia: "sette
voci". Frank Sinatra firma uno dei suoi più straordinari
successi: "strangers in the night", mentre Caterina
Caselli, soprannominata "casco d'oro", porta al successo
a Sanremo "nessuno mi può giudicare", primo brano rock
che infrange le tradizionali barriere del festival.
Spopolano anche i Beatles, prima con "Michelle", poi
con "yellow submarine". Le cronache mondane del 1966
celebrano come matrimonio dell'anno quello tra Sophia
Loren e Carlo Ponti; unione che fa discutere essendo
Carlo Ponti già sposato. Nel mondo inizia a circolare
una certa sensibilità nei confronti dei temi sull'ambiente:
viene infatti fondato il WWF, il cui simbolo è rappresentato
dal panda. Verso la fine dell'anno scompare un nome
caro a tutti noi, il papà di quei personaggi straordinari
che fanno parte ancora oggi del nostro immaginario infantile:
Walt Disney. Infine una curiosità: va in vigore per
la prima volta l'ora legale.
1967:
iniziano gli anni della tecnologia: nell'industria spaziale
si prepara lo sbarco sulla Luna, i televisori sono presenti
nelle case di otto Italiani su dieci, si viaggia in
auto ascoltando l'autoradio, nascono periodici e pubblicazioni
di ogni genere, cambiano i costumi e con essi anche
gli Italiani. Negli Stati Uniti crescono le proteste
per l'intervento militare in Vietnam, che costerà all'America
una pesante sconfitta ed un prezzo molto alto in termini
di vite umane. Gli Hippies prendono maggiore coscienza
di sé, dando vita ad una cultura alternativa che si
esprime essenzialmente attraverso il dissenso e la contestazione.
Per la prima volta Christian Barnard trapianta un nuovo
cuore: Il primo trapianto non avrà purtroppo un esito
felice, ma apre comunque la strada ad un campo che,
in un prossimo futuro, raggiungerà traguardi di grande
successo. La ricerca spaziale americana conosce la prima
tragedia: al centro sperimentale Kennedy tre astronauti
perdono la vita a causa di un incendio sviluppatosi
all'interno dell' Apollo. Il cinema vede il trionfo
de "il laureato", celebre pellicola che porta agli onori
di Hollywood un giovanissimo Dustin Hoffman. Il festival
di Sanremo viene funestato da un tragico episodio: "ciao
amore ciao", la canzone in gara di Luigi Tenco viene
esclusa dalla finale e il cantante, per la delusione,
si uccide nella sua camera d'albergo. Il mese di gennaio
segna la partenza alla radio della storica "hit Parade"
di Lelio Luttazzi, che diventa in breve tempo uno dei
programmi radiofonici di maggiore successo tra i più
giovani. Grazie a "are you experinecd" si fa strada
il mito di Jimi Hendrix, che getta le basi per la più
straordinaria e creativa ondata di musica rock che di
lì a poco avrebbe invaso il mondo.
1968:
l'anno della svolta. I giovani, sempre più determinati
ed agguerriti scendono in piazza, occupano le università,
scatenano una vera e propria rivolta; è l'inizio di
quella che verrà ricordata dai posteri come "la rivoluzione
culturale".Il 4 aprile l'America è scossa dall'assassinio
di Martin Luther King, leader dell'integrazione nera;
nello stesso anno, a distanza di soli due mesi, il 5
giugno, viene ucciso anche l'allora ministro della giustizia
Robert Kennedy, probabile candidato alla Casa Bianca.
E' un anno storico per quanto riguarda la musica che
viene inevitabilmente influenzata dai grandi fermenti
di questo periodo. Dilagano in tutto il mondo vere e
proprie icone della musica pop come Jimi Hendrix, Van
Morrison, Otis Redding, i Pink Floyd. In Italia le canzoni
che si ascoltano di più sono "azzurro" di Paolo Conte,
cantata da Celentano, "vengo anch'io" di Enzo Jannacci,
"la bambola" di Patty Pravo, "luglio" di Riccardo del
Turco e "La tramontana" di Antoine. Al cinema è l'anno
di "c'era una volta il west" di Sergio Leone e "2001,
odissea nello spazio" di Stanley Kubrick, considerato
un vero e proprio "cult" nel suo genere. Anche in televisione
nascono trasmissioni che hanno fatto epoca, tra queste
"chissà chi lo sa", condotta da Febo Conti, "senza rete"
ed una memorabile edizione di "canzonissima" con un
trio di presentatori d'eccezione: Mina, Walter Chiari
e Paolo Panelli. "Zum zum zum", sigla iniziale del fortunato
programma, cantata da Sylvie Vartan, diventa immediatamente
il tormentone più scanzonato dell'Italia dell'epoca.
Cambiano i costumi: il primo nudo integrale femminile
compare su una rivista per soli uomini, segno evidente
della voglia di libertà e di trasgressione che si comincia
a respirare in questi anni. Anche nello sport le soddisfazioni
non mancano: la Nazionale italiana di calcio, allenata
da Ferruccio Valcareggi, vince gli europei battendo
la Jugoslavia in finale 2-0. Un grave lutto scuote purtroppo
l'Italia il 23 settembre: muore Padre Pio, oggi finalmente
divenuto Santo.
1969:
un anno grandioso. L'avvenimento più importante è ovviamente
la conquista della luna. Il 20 luglio Neil Armstrong
è il primo uomo al mondo a mettere piede sulla superficie
lunare: "un piccolo passo per un uomo, un enorme balzo
per l'umanità", una frase divenuta storica, quella pronunciata
dallo stesso Neil, una volta sceso dalla navicella spaziale.
Le televisioni di tutto il Globo immortalano questo
emozionante avvenimento, che rappresenta una tappa fondamentale
dell'era moderna. In Italia non è un buon momento a
causa del dilagare della "strategia della tensione"
instaurata dal terrorismo eversivo, che culmina nel
terribile attentato di Piazza Fontana a Milano. Politicamente
per il nostro Paese è un anno dominato dalle lotte sindacali.
La Fiat 125, berlina di lusso, diventa auto dell'anno,
ma, per andare in ufficio, gli Italiani prediligono
la 128, l'utilitaria più venduta dell'epoca. In America
si preferisce la moto, sinonimo di libertà: sono i tempi
di "Easy Rider", film di culto che diventa un vero e
proprio marchio generazionale. Il 20 marzo si sposano
John Lennon e Yoko Ono, una data che rappresenta probabilmente,
come vedremo in seguito, l'inizio della fine dei Beatles.
Il vento dei cambiamenti investe anche la Chiesa: il
30 novembre, dopo 1969 anni di latino, viene celebrata
la prima messa in Italiano. Nel calcio è un anno storico
per Firenze: la Fiorentina, allenata dal grande Pesaola,
vince lo scudetto. Per la musica il '69 è un'annata
straordinaria: è' l'anno di Woodstock, il più grande
mega raduno della storia del rock. Mezzo milione di
giovani affollano quella che prima era una fattoria
nei pressi di New York per assistere ad un evento musicale
che non ha precedenti: dal 21 agosto per tre giorni
si esibiranno talenti del calibro di Santana, Ten Years
After, Richie Havens, Joe Cocker, Jimi Hendrix. Per
la musica pop è un anno di grande vitalità: esce l'album
di debutto per Still, Crosby & nash, ai quali in seguito
si unirà anche Neil young, i Pink Floyd pubblicano "Ummagumma",
Yes e King Crimson incidono i loro primi album, David
Bowie lancia "space oddity",che ho scelto per voi nella
mia compilation. In Italia invece si canta "zingara",
che vince il festival di Sanremo ed innalza agli onori
del successo Iva Zanicchi e Bobby Solo; contemporaneamente
nasce il sodalizio storico tra Lucio Battisti e Mogol,
una sinergia che regalerà alla musica italiana emozioni
indimenticabili come "un'avventura", "acqua azzurra
acqua chiara" e "mi ritorni in mente". In questo clima
di grandi fermenti musicali esplode in Italia il mercato
discografico che ha, tra il 1968 e il1969, un boom inarrestabile.
L'estate e l'autunno del '69 costituiscono in questo
senso un periodo "magico": si prepara ormai il terreno
agli anni '70, gli anni della libertà, degli Hippies
e della musica pop.
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Foto
anni 60 |
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Marylin |
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Beatles - Let it be |
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Una storica immagine dei Beatles
a Milano |
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Il grande Elvis |
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| La mitica pubblicità della lavazza |
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| Celentano |
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| Rolling Stones |
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John
F. Kennedy |
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Il sorpasso (1962) |
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Lo sbarco sulla Luna
(20 luglio 1969) |
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Mina:
il mito |
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Mina Nasce a Busto Arsizio (Va), il 25
marzo 1940. Mina Anna Mazzini. È questo il vero nome
di una delle interpreti più importanti nel panorama
musicale italiano. Il suo esordio risale all'estate del 1958
quando nel locale Bussola di Marina di Pietrasanta canta Un'anima
pura. Esibendosi poi con il gruppo degli Happy boys incontra
il discografico della Italdisc/Broadway, David Matalon, che
intuisce il suo grande talento e le fa incidere quattro brani,
di cui due in inglese. Il 1959 per Mina rappresenta l'anno
della svolta. Partecipa per la prima volta a una trasmissione
televisiva, il Musichiere, con la canzone Nessuno, esibizione
che la fa conoscere al grande pubblico. Durante l'estate incide
Il cielo in una stanza con Gino Paoli, canzone che guadagna
subito i primi posti in classifica. L'inverno dello stesso
anno Mina partecipa prima alla trasmissione Il teatro di Walter
Chiari e poi come concorrente a Canzonissima dove canta Due
note. Nel 1960 gareggia al Festival di Sanremo, ma la partecipazione
si rivela poco produttiva. Il pubblico sanremese non è
infatti abituato ai virtuosismi vocali della Tigre di Cremona.
L'anno successivo Mina decide di ripresentarsi al Festival,
con la canzone Le mille bolle blu, ma anche questa volta la
cantante riceve una cocente delusione, tanto da ripromettersi
di non partecipare mai più alla prestigiosa gara canora.
Parte poco dopo per una tournée in Giappone. Al ritorno
è protagonista di Studio Uno, il fortunato varietà
di Raiuno insieme a Walter Chiari, Paolo Panelli e Lelio Luttazzi.
Al programma partecipano anche Don Lurio e le gemelle Kessler.
Mina si contraddistingue nel programma esibendosi maestralmente
in classici della canzone italiana e non.
Nel 1962 nasce la storia d'amore con Corrado Pani e scoppia
il caso Mina: la cantante rimane incinta senza essere sposata
con l'attore. Questo le crea problemi anche in tv e la porta
addirittura a cambiare casa discografica. Mina non si perde
d'animo, tanto che nel 1965 fa il suo rientro trionfale in
televisione con la conduzione di Studio Uno, nel quale lancia
E se domani, Brava e Un anno d'amore. Nel 1968 c'è
un altro ritorno stavolta nel locale che aveva visto il suo
esordio, la Bussola, dove incide il suo primo album dal vivo
che diventa in assoluto il primo live mai realizzato. Due
anni più tardi due grandi eventi allietano la vita
della cantante: primo fra tutti il matrimonio con il giornalista
Virgilio Crocco e l'inizio della prolifica collaborazione
con il duo Mogol-Battisti. Nel 1971 nasce la sua secondogenita
Benedetta e insieme ad Alberto Lupo incide Parole parole.
L'anno successivo sempre alla Bussola registra il suo secondo
album dal vivo. Nel 1973 un grave lutto segna la vita della
cantante, muore in un tragico incidente stradale il marito
Virgilio.
L'ultimo show televisivo di Mina è datato 1974. Si
tratta di Mille luci con Raffaella Carrà, che si ricorda
anche per la famosa sigla finale Non gioco più. Il
1978 è invece l'anno della sua ultima apparizione di
fronte al pubblico e Mina sceglie proprio la Bussola per festeggiare
i suoi venti anni di carriera e fare il suo ultimo concerto
del quale rimane anche un disco live.
Da qui in poi la cantante si ritira dalle scene, ma rimane
sempre vicino al pubblico attraverso i suoi album, che escono
ad una scadenza quasi annuale. In ognuno di questi Mina si
contraddistingue per la sua grande classe e la sensibilità
interpretativa. Molte sono le collaborazioni artistiche da
lei effettuate nel corso di questi anni, tra gli altri ritroviamo
Adriano Celentano, Piero Pelù, Mick Hucknall, Renato
Zero.
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| Fonte: www.archivio.raiuno.rai.it |
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