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  Banco del Mutuo Soccorso
 
Discografia
Album:

Banco del mutuo soccorso (1972)
Darwin? (1972)
Io sono nato libero (1973)
Come in un' ultima cena (1976)
Canto di primavera (1979)
Banco (19839
Il 13 (1994)

Nudo (1997)

La formazione originale comprendeva :
  • Nocenzi Vittorio:tastiere,voce
  • Nocenzi Gianni: tastiere
  • Di Giacomo Francesco:voce
  • Calderoni Pier Luigi: batteria
  • D'Angelo Renato:basso
  • Maltese Rodolfo:chitarra.tromba

       
      Biografia  
     

    Gruppo storico del rock progressivo italiano, autore dei lavori più interessanti della nostra musica pop, il Banco del Mutuo Soccorso ha oggi un successo di pubblico e di critica maggiore all'estero che in patria. Lo stile della band è caratterizzato dal prezioso pianismo classico di Gianni Nocenzi (che lascerà il gruppo inspiegabilmente dopo i primi album), che ben si amalgama con quello emersoniano/jazzistico del fratello Vittorio (spesso agli strumenti elettrici) e con la bella voce tenorile di Francesco Di Giacomo, autore dei testi più belli e impegnati del prog italiano. Notoriamente sia le liriche che il cantato dilettantistico - non rientrano in questa categorizzazione Stratos e Sorrenti, ovviamente - sono il punto debole del prog italico , in questo caso ne sono quasi il punto di forza, a sottolineare l'eccezionalità dell'esperienza del gruppo romano.
    Banco del mutuo soccorso (1972)
    Noto anche come "salvadanaio" per la copertina dalla caratteristica forma e corredata di linguetta tridimensionale è il loro disco d'esordio in cui già si delinea completamente il loro caratteristico stile. Il disco si apre con una intro in stile medievale che ripropone l'episodio ariostesco di "Astolfo sulla luna", accompagnato da uno scudiero che pronuncia le celebri parole "Da qui messere si domina la valle". Già la prima suite "R.I.P." mostra le velleità liriche di Di Giacomo che, dopo uno scatenato rock and roll dalle tipiche sonorità "anni 70" in cui si raccontano gli episodi di una battaglia di altri tempi, vista dagli occhi di un soldato che viene poi pugnalato, indulge su riflessioni sul tema della morte . Altra bella suite prettamente strumentale è "Metamorfosi". Il brevissimo divertissement "Passaggio" per solo clavicembalo di Vittorio Nocenzi conduce alla lunga suite "Il giardino del mago" di argomento fantastico, storia di un uomo che fugge dal mondo per rifugiarsi e poi rimanere intrappolato nel giardino di un ipotetico mago potentissimo, un luogo in cui le leggi umane non vigono più. In questo posto al di fuori dello spazio e del tempo regna una natura allucinata, ma in armonia con gli esseri umani e con se stessa. Il protagonista si perde in questo sogno e non tornerà mai più alla realtà dominata da ingiustizie sociali. . Chiude il disco il divertente e leggero pezzo strumentale "Traccia".
    Concept album sul tema dell'evoluzionismo. L'intera storia della vita sulla terra dall'ipotetico giorno in cui prese vita per generazione spontanea fino all'Armageddon finale con il fato che deride gli inutili sforzi dell'uomo per sottrarsi al suo destino . Musicalmente vario e con leggere assonanze stilistiche con la suite "Tarkus" degli Emerson, Lake e Palmer per l'utilizzo copioso di Hammond, moog e synth in dialogo frenetico nei primi brani.

    Io sono nato libero (1973)
    Con questo disco ritornano alle sonorità del primo album. La lunga suite "Canto nomade di un prigioniero politico" è il loro capolavoro, degna di stare a fianco dei classici inglesi come "Lizard", "Supper's ready", "Plague of lighthouse keeper" in una ipotetica hit-parade delle one-side tracks del rock sinfonico. Opera di denuncia politica, è la storia di un condannato che aspetta l'esecuzione e che affida al suo canto il suo lascito .

    Garofano Rosso (1976)
    Colonna sonora del film omonimo tratto da un romanzo di Elio Vittorini, per la regia di Luigi Faccini, vede il chitarrista Maltese insolitamente esibirsi alla tromba con sonorità "davisiane". Disco noioso che è segnato dalla ripetitiva riproposizione del bel "Tema di Giovanna" in più arrangiamenti. Primo disco per la Manticore di Keith Emerson e Greg Lake, che aveva già ingaggiato la PFM, altra storica formazione del progressive italiano.

    Come in un'ultima cena (1976)
    Il gruppo si avvicina alla forma canzone e rinuncia a lunghe suite pur senza intraprendere grandi svolte stilistiche. Il pezzo forte del disco è "Il ragno", brano più vicino agli standard progressive e che diventerà il cavallo di battaglia delle esibizioni live. Continua la linea dell'impegno politico già iniziata nel precedente lavoro di studio. Esiste anche una versione inglese.

    ...di terra (1977)
    Nuova colonna sonora, ambizioso lavoro orchestrale in cui Vittorio Nocenzi è alla direzione . Priva di momenti memorabili ma sicuramente ben suonata, molto omogenea ed elegante. Ottimo lavoro di sax dell'ospite Alan King. I titoli dei brani sono i versi di una poesia di Francesco Di Giacomo.

    Il disco Canto di primavera e il live Capolinea segnano la fine dell'esperienza progressiva del Banco, passeranno dieci anni di timidi e raffazzonati esperimenti pop/new wave sui quali è meglio sorvolare.

    Da qui messere si domina la valle (1991)
    La pessima qualità delle registrazioni dei primi due album (non ancora rimasterizzati all'epoca, ora disponibili in più ristampe, tra le quali si consigliano le ultime edizioni in digipack) spingono Nocenzi & C. a decidere di risuonare i primi due dischi con tutti i mezzi a disposizione oggigiorno e raccoglierli in un cofanetto.

    Il 13 (1994)
    Dopo alcuni anni di silenzio e la pessima svolta pop degli anni 80, il gruppo inizia il nuovo decennio con un album di hard rock/cantautoriale poco riuscito, ma ben suonato, rovinato da testi indegni dell'autore ed esplicite volgarità. Nocenzi condisce il tutto con sonorità interessanti al synth e con qualche pezzo strumentale. Brani migliori: "Anche Dio", "Emiliano", "Tirami una rete", "Bisbigli".

    Nudo (1997)
    Doppio album. Il primo volume contiene versioni acustiche e moderne dei classicissimi del gruppo, suonate però con gran classe e il risultato è molto più interessante e riuscito del pasticciaccio di "Da qui messere si domina la valle". Spiccano in particolare la lunga versione di "750 mila anni fa l'amore", segnata da una lunga intro easy jazz di piano di Vittorio Nocenzi e con una brillante e sofferta interpretazione vocale di Francesco Di Giacomo. "R.I.P.", "E mi viene da pensare" sono gli altri pezzi meglio riusciti, mentre ne "Il ragno" e "L'evoluzione" l'esperimento è poco riuscito, perché l'utilizzo di strumenti puramente acustici snatura troppo i brani. Una lunga suite in tre parti dal titolo "Nudo" completa questo cd nel segno di sonorità moderne .
    Il secondo volume del disco contiene invece una bella selezione del materiale live di un concerto in Giappone e di altri eventi dal vivo in Italia. "La conquista della posizione eretta" e il medley "Bisbigli/Passaggio/Coi capelli sciolti al vento" dimostrano come ancora oggi questo gruppo dia il meglio di sé dal vivo .Sicuramente Nudo è il disco da consigliare ai giovanissimi avvezzi a un sound moderno per conoscere la musica del Banco.