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Originari di Liverpool (Regno Unito) hanno
segnato un'epoca non solo nella musica ma anche nel costume,
nella moda e nell'arte moderna. Sono considerati uno dei maggiori
fenomeni di influsso sulla musica contemporanea, tale da condizionare
in maniera determinante la cultura pop del XX secolo.
A distanza di diversi decenni dal loro scioglimento ufficiale
- e dopo la morte di due dei suoi quattro componenti - i Beatles
contano ancora su un vasto seguito. I loro dischi vengono
regolarmente commercializzati in versione digitale e arricchiti
dal recupero di materiale inedito.
Numerosi sono i fan club a loro dedicati esistenti in ogni
parte del mondo e l'aura - per molti versi non sempre codificabile
secondo canoni comuni - che circonda tanto lo sviluppo del
loro sorprendente successo come parte dei moderni media quanto
lo straordinario esito artistico - in senso innovativo - della
loro attività di musicisti rock, sono tuttora oggetto
di studio da parte di persone appassionate o estranee al mondo
della musica.
[modifica] Dai Quarry Men ai Beatles
Sabato 6 luglio 1957, nella chiesa di san Pietro a Liverpool,
era in corso un'esibizione dei Quarry Men, il gruppo skiffle
del diciassettenne John Lennon, in occasione della festa annuale
della parrocchia. Ivan Vaughan, già compagno delle
elementari di John, gli presentò il quindicenne Paul
McCartney, all'epoca suo compagno di scuola al Liverpool Institute.
Paul si presentò suonando Long Tall Sally di Little
Richard e Twenty Flight Rock di Eddie Cochran.
Durante le sue esibizioni John usava cambiare
parole e accordi a suo piacimento; rimase quindi colpito dalla
memoria di Paul che ricordava alla perfezione testi e melodie.
Sebbene John ben sapesse che invitare Paul a far parte del
gruppo avrebbe significato condividerne la leadership, si
risolse ben presto a chiedergli di entrare nei Quarry Men.
Dopo l'arrivo di Paul, il gruppo abbandonò
il rock sostenuto per avvicinarsi a linee melodiche pur sempre
ritmate ma più vicine alla sensibilità dei giovani
dell'epoca. Un anno dopo l'ingresso di Paul nel gruppo, questi
contattò per un provino un altro ragazzo del Liverpool
Institute, l'amico e compagno di scuolabus George Harrison.
John ammise George nel gruppo dopo il provino. Nel 1960 fu
un compagno di classe di John, lo scozzese Stuart "Stu"
Sutcliffe a divenire il bassista dei Quarry Men. Più
tardi, quell'anno, in onore dei Buddy Holly's Cricket (grillo,
in inglese), il complesso prese il nome di Beatles (dopo essere
passati per Beetles - scarafaggi -, Silver Beetles e Beatals).
Il primo batterista era Thomas Moore, sostituito poco dopo
da Pete Best.
Gli inizi furono, come accadeva all'epoca a quasi
tutti i gruppi rock, fatti di dura gavetta: lunghe sessioni
di prova negli studi di registrazione, concerti in piccoli
locali (storico è diventato il nome del Cavern Club
di Liverpool che ospitò le loro prime performance),
faticose trasferte in piccoli teatrini di periferia e, talora,
frustranti (e sottopagati) tour all'estero, come nel caso
della lunga permanenza ad Amburgo negli anni immediatamente
precedenti la notorietà.
Dal primo (fallito) provino a Love Me Do
Tornati in Gran Bretagna a causa di alcuni problemi con la
polizia tedesca (George era minorenne; John e Paul, sfrattati
dal loro appartamento di Amburgo, rientrando nottetempo per
prendere le loro cose, illuminavano la stanza per mezzo di
alcuni profilattici appesi alle pareti cui davano fuoco, incendiando
così la carta da parati, evento che provocava la loro
espulsione), trovarono un manager in Brian Epstein che, all'epoca,
gestiva un negozio di dischi a Liverpool e teneva sotto contratto
alcuni gruppi locali, nella speranza che essi assurgessero
alla fama. Epstein riuscì a far ottenere un provino
ai Beatles per il giorno di capodanno del 1962. Fu così
che Mike Smith, osservatore della Decca Records, partì
alla volta di Liverpool per ascoltare i Beatles e un altro
gruppo locale. Nonostante il gradimento di Smith, la Decca
preferì mettere sotto contratto l'altro gruppo. Il
fatto divenne aneddotico ed entrò a far parte della
classica galleria di errori di valutazione della serie La
parola agli esperti.
Ad ogni modo, al di là dell'aneddotica, è necessario
ricordare che in realtà la Decca, quantomeno, concesse
ai Beatles un'audizione, laddove la stessa EMI, che poi finì
per pubblicare i primi dischi del gruppo, di essi all'inizio
non voleva saperne (e comunque, un paio d'anni dopo, la Decca,
per ironia della sorte su raccomandazione di George Harrison,
mise sotto contratto i Rolling Stones). Fu solo l'insistenza
di Brian Epstein e le sue minacce di boicottare l'etichetta
discografica londinese nei suoi negozi di Liverpool a convincere
finalmente i dirigenti della EMI, che demandarono a George
Martin il compito di ascoltare qualche traccia incisa dai
Beatles.
Martin, all'epoca, era responsabile per la EMI
dell'etichetta sussidiaria Parlophone, che si occupava di
jazz e musica classica. Non era molto sintonizzato quindi
con lo stile dei Beatles, ma avendo ascoltato su insistenza
di Epstein parte del materiale da essi prodotto, decise di
concedere loro un'audizione che si tenne il 6 giugno 1962
a Londra.
Furono registrati quattro pezzi, tra cui una
versione del classico Besame Mucho cantata da Paul, e tre
composizioni originali: Love Me Do, P.S. I Love You e Ask
Me Why, sulle quali l'assistente di studio di George Martin,
Ron Richards (che si fece carico della seduta di registrazione
in attesa dell'arrivo di Martin), riteneva si potesse lavorare.
Fu solo a quel punto che i Beatles poterono avere un vero
contratto discografico, anche se non molto vantaggioso per
loro. Martin non era molto convinto del look e del nome del
gruppo, visto che a quei tempi andava di moda il nome del
front-man seguìto dal gruppo d'accompagno (es. Rory
Storm & The Hurricanes oppure Bill Haley & The Comets),
ma li ingaggiò ugualmente.
Quando il 4 settembre 1962 i Beatles si ripresentarono
in sala d'incisione, Ringo Starr appariva alla batteria al
posto di Pete Best, sostituito il 16 agosto per motivi mai
chiariti. Love Me Do fu il primo brano a essere inciso, ma
Martin non era soddisfatto del risultato; in particolare non
era contento della prova di Ringo alla batteria. Decise così
di chiamare un batterista di sala di incisione, Andy White,
che registrò Love Me Do e P.S. I Love You. Ringo si
adattò a suonare il tamburello come rinforzo al rullante
in Love Me Do, mentre in P.S. I Love You era alle maracas.
Martin non era comunque ancora soddisfatto, visto che, alla
fine, decise di pubblicare come singolo la versione con Ringo
alla batteria, mentre sul lato B c'era P.S. I Love You. Il
disco raggiunse il diciassettesimo posto nelle classifiche
di vendita del Regno Unito, ma a Liverpool vendette moltissimo.
Una leggenda mai confermata vuole che il successo di vendite
a Liverpool fu dovuto all'acquisto di diecimila copie da parte
di Brian Epstein. Sul primo album dei Beatles, Please Please
Me, venne invece pubblicata la versione con Ringo al tamburello.
Si decise di utilizzare questa come versione standard, e il
master dell'altra versione venne distrutto, o andò
perduto. Riemerse anni più tardi, e la versione di
Love Me Do con Ringo alla batteria venne pubblicata nella
compilation Past Masters, Volume One.
Beatlemania
I Beatles al Teatro Adriano di Roma nel giugno
1965Il primo posto arrivò con il loro secondo 45 giri,
Please Please Me, brano che iniziò a far conoscere
il gruppo su scala nazionale: uscito l'11 gennaio 1963 ebbe
subito recensioni positive. Due mesi dopo, il 23 marzo, uscì
l'album omonimo, che vendette subito 500.000 copie e raggiunse
la vetta della classifica di vendita degli LP.
Seguiranno With the Beatles e A Hard Day's Night.
Quest'ultimo, realizzato come colonna sonora dell'omonimo
film, è un album importante perché fu il primo
a contenere solo brani originali.
Accanto all'intensa attività in studio,
si susseguivano senza sosta i concerti e i tour in vari Paesi
del mondo.
Le scene di delirio collettivo che si erano verificate
oltre Atlantico in occasione del tour che li lanciava sul
mercato americano (con lo storico concerto allo Shea Stadium
di New York), si sarebbero ripetute di lì a poco in
Italia.
Attesi spasmodicamente, nel giugno del 1965,
i Beatles effettuarono un mini-tour italiano e in ciascuno
dei concerti - uno al pomeriggio ed uno alla sera - suonarono
per poco più di mezz'ora; ma i fan che accorsero ad
ascoltarli al Velodromo Vigorelli di Milano, al Palasport
di Genova e al Teatro Adriano di Roma rimasero tutt'altro
che delusi. Sarà l'unica volta che suoneranno in Italia.
Torneranno in America per consolidare la loro
fama e recuperare sul mercato americano, anche grazie all'apparizione
televisiva del 5 giugno 1966 all'Ed Sullivan Show.
Membri dell'Ordine dell'Impero Britannico
Nel pieno della carriera, i componenti del complesso furono
nominati - a furor di popolo, ma soprattutto grazie ad una
illuminante mossa politica del Primo Ministro Harold Wilson
in cerca di consensi - Membri dell'Ordine dell'Impero Britannico
dalla regina Elisabetta II (e pare che i quattro nell'occasione
non abbiano risparmiato apprezzamenti poco regalmente corretti
nei confronti dell'augusta sovrana, mentre ancor più
certa, nonostante le smentite successive, pare la leggenda
che i fab four abbiano consumato uno spinello nelle regali
toilettes di Palazzo).
Anni più tardi, nel 1969, Lennon rinuncerà
alle onorificenze restituendo la medaglia alla regina: fu
un gesto clamoroso con cui intese protestare per il ruolo
del Regno Unito nel Biafra e contro l'appoggio agli Stati
Uniti in Vietnam... e, in pieno stile Lennon, per il fatto
che il suo disco "Cold Turkey" non fosse rimasto
abbastanza tempo in classifica.
Molti anni dopo Paul McCartney fu promosso al
grado di Cavaliere dell'Ordine dell'Impero Britannico, il
che comporta il diritto al titolo di Sir davanti al nome.
Verso la maturità
Lo stress da superlavoro causò il passo indietro di
Beatles for Sale, considerato l'album meno incisivo del gruppo.
Tale lavoro fu però un passo necessario
verso l'evoluzione - passata attraverso Help!, altro album
di supporto a un film - che portò al risultato di Rubber
Soul, raffinato e ricercato album in cui le sonorità
presero il sopravvento sui temi trattati nei primi anni di
carriera, volutamente non impegnati per conquistare più
pubblico possibile. I Beatles erano adesso pronti anche a
mettere pubblicamente su disco le riflessioni sul proprio
ruolo di star e sull'importanza che essi, all'inizio incoscientemente
e, mano mano, sempre più volontariamente, stavano assumendo
nel panorama della musica occidentale.
Comincia anche l'uso di stupefacenti come l'LSD,
che ispirano direttamente il testo e le suggestioni psichedeliche
di molti brani. È il preludio alla fase della maturità
artistica. Revolver parla di amore, di droga, ma anche di
tasse e soprattutto di morte. I suoni si arricchiscono di
strumenti indiani, di voci e chitarre registrati al contrario
e di molte altre innovazioni.
Cominciano i cosiddetti studio years, gli anni
delle lunghe sedute di registrazione in studio: non potendo
riprodurre i complessi arrangiamenti in concerto, ma anche
stufi delle estenuanti tournée mondiali con tumultuose
esibizioni in cui il suono del gruppo era letteralmente sommerso
dalle urla delle fans, i Beatles interrompono l'attività
dal vivo e si dedicano esclusivamente all'attività
in studio di registrazione.
Summer of Love
Nella mitica estate del 1967 esce il disco considerato dalla
maggioranza dei critici, il più importante della storia
del rock: Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, che inizialmente
non fu pensato come concept album (nella stessa sessione durata
6 mesi vennero tra l'altro registrate anche Penny Lane e Strawberry
Fields Forever). L'uscita del disco provocò uno strappo
nel panorama musicale: tutto, dalla copertina, ai suoni mai
ascoltati prima, alla chiusura con la "epica" A
Day in the Life, segnalano che siamo ad un punto di non ritorno:
da questo momento la musica pop può a ben diritto essere
considerata arte. Nella copertina c'è un messaggio
ironico all'indirizzo del loro gruppo rivale, costituito dalla
frase "Welcome The Rolling Stones" stampata sulla
maglietta di un pupazzo dalle fattezze di una bimba col viso
di Shirley Temple.
L'approvazione critica è ai massimi livelli,
per non parlare della fama (il 4 marzo del 1966 John Lennon
dichiarò che i Beatles erano più famosi di Gesù
Cristo, affermazione che provocò una campagna di boicottaggio
dei loro dischi da parte dei fondamentalisti cristiani e del
Ku Klux Klan).
Un altro guaio diplomatico l'avevano avuto -
sempre nel '66 - durante il tour nelle Filippine, quando avevano
declinato l'invito al Palazzo Presidenziale rivolto loro da
Imelda Marcos, moglie dell'allora presidente Ferdinand Marcos.
La reazione delle autorità fu durissima e i quattro
scarafaggi furono costretti a rimanere chiusi in albergo e
a trasportarsi i bagagli in aeroporto da soli.
Famosi ma non infallibili: così i Beatles
si scopersero in quella estate: tra le altre cose, il loro
terzo film (destinato alla televisione) Magical Mystery Tour,
di cui firmano - e sarà l'unica volta - la regia, si
rivelerà un fiasco. Quella stessa estate, infine, il
loro "scopritore" e manager storico Brian Epstein
viene trovato morto nella sua stanza, per un letale mix di
alcool e psicofarmaci. La complessa macchina organizzativa
e soprattutto amministrativa del gruppo si trova così
all'improvviso senza una guida.
Primi contrasti
Il 1968 si apre con un travagliato viaggio in India presso
il Maharishi Mahesh Yogi. Da quella contrastante esperienza
nasce il doppio The Beatles (soprannominato White Album per
la copertina completamente bianca), in cui è evidente
che il gruppo sta perdendo la sua coesione. Per rimediare
ai sempre più frequenti contrasti (dovuti anche alla
presenza ingombrante della nuova compagna di Lennon, Yoko
Ono), nasce l'idea di "tornare alle origini" con
un disco più spontaneo e meno ricercato. Il progetto,
dal nome Get Back, prevede anche un film sulla realizzazione
e un ritorno alla dimensione "dal vivo".
Il 30 gennaio 1969 tennero quindi l'ultima apparizione
pubblica esibendosi nel loro estemporaneo (quanto non si sa)
concerto d'addio, destinato a restare - e a farli restare
- nella storia della musica pop. Il palcoscenico, l'ultimo
stage, era la terrazza del loro quartier generale londinese,
la Apple, al numero 3 di Savile Row.
Il pubblico era costituito, oltre che dagli operatori
addetti alle riprese cinematografiche del concerto, da una
manciata di curiosi, per lo più impiegati dello stesso
stabile accorsi fra i comignoli senza forse immaginare che
sarebbero stati testimoni di un evento. Per strada, per contro,
decine di bobbies faticavano a tenere a bada ancora una volta
(l'ultima) nugoli di fans che avevano appreso in qualche modo
la notizia della performance.
Ma subito dopo l'interesse dei quattro per Get
Back cala e si dedicano a diversi progetti solisti.
The End
Pochi mesi dopo i quattro tornano in studio per un nuovo album:
richiamano George Martin, che li aveva abbandonati dopo il
White Album stanco dei continui litigi, e producono con un
ultimo sforzo Abbey Road, il testamento artistico che si pone
forse al vertice della loro arte.
Dopo l'uscita di Abbey Road, Harrison e Lennon
(all'insaputa di McCartney) chiamano l'affermato produttore
Phil Spector per affidargli i nastri di Get Back: Spector
rielabora radicalmente molte canzoni, ma ha il merito di rendere
vendibile del materiale spesso troppo grezzo.
Il prodotto è l'album Let It Be, che uscirà
un mese dopo l'intervista con cui McCartney annuncia l'abbandono
del gruppo. È l'atto finale.
Seguiranno diverse cause legali, ma anche quattro
carriere soliste certo non paragonabili tra loro (e spesso
neppure a quella del complesso unito), ed una eredità
pesantissima.
"Mitologia"
I Beatles nel museo delle cere di M.me TussaudLe
molte (e controverse) informazioni sul gruppo nel suo insieme
o sui singoli componenti - rilanciate dalla stampa specializzata
e non in una sorta di caleidoscopico tam-tam mediatico - hanno
spesso generato leggende e falsi miti tra coloro che nel corso
degli anni ne hanno seguito vita e carriera. |
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