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  Dik Dik
 
Discografia


1966 - 1973

45 giri
Se rimani con me
1966 Sognando la California/Dolce di giorno
1967 II mondo è con noi/Se io fossi un falegname
1967 Guardo te e vedo mio figlio/Senza luce
1967 Inno/Windy
1968 Il vento/L'esquimese
1968 Dimenticherai/Eleonora credi
1969 Zucchero/Piccola arancia
1969 II primo giorno di primavera/Nuvola bianca
1969 Primavera primavera/Sogni proibiti
1970 Io mi fermo qui/Restare bambino
1970 L'isola di Wight/Innamorato
1970 Vivo per te/Quattro bicchieri di vino
1970 Vivo per te/Dove vai
1971 Ninna nanna (cuore mio)/Incantesimo
1971 Vendo casa/Paura
1972 Viaggio di un poeta/Oggi no (*)
1972 II cavallo, l'aratro e l'uomo/Senza luce
1973 Storia di periferia/Libero
1973 II confine/Ma perchè
1974 Help Me/Sono nato
1975 Piccola mia/Uno strano sentimento

LP
1967 DIK DIK
1969 IL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA E ALTRI SUCCESSI
1970 L'ISOLA DI WIGHT
1972 SUITE PER UNA DONNA ASSOLUTAMENTE RELATIVA

1973 STORIE E CONFESSIONI

    La formazione originale comprendeva :
  • da Lallo (Giancarlo Sbriziolo, voce del gruppo),
  • Pepe (Erminio Salvaderi, chitarra ritmica tastiere e seconda voce) e
  • Pietruccio (Pietruccio Montalbetti, polistrumentista) e,
  • fino al 1974,anche dal tastierista Mario Totaro e dal batterista Sergio Panno.
   
  Biografia  
 

LI UNISCE LO STESSO QUARTIERE Pietruccio (Pietro Montalbetti) e Lallo (Giancarlo Sbriziolo) frequentano la stessa scuola elementare, abitano nello stesso quartiere a Milano; successivamente conoscono Pepe (Erminio Salvaderi) ed è amicizia vera, sin dalla tenera età. .
Prima di diventare Dik Dik sono Dreamers, poi Squali. Siamo agli inizi degli Anni '60: si esibiscono alle feste studentesche e nei locali che in quei giorni venivano aperti con una frenesia e una voglia di novità che calamitava nella Milano di quei tempi chi aveva desiderio di realizzarsi; il nostro gruppo non era da meno. Da ragazzi amano suonare la chitarra, consumano freneticamente i primi dischi di rock'n'roll che giungevano in Italia e da questi traggono il meglio che, lentamente, come una piccola collina che diventa montagna, alimenta e costruisce una solida base fatta di voglia di musica e d'arte che comunque bisogna avere innata perchè diventi anche traguardo da raggiungere, per poter proseguire verso altri traguardi ancora. Prendono il nome Dik Dik, gazzella africana, i tre s'avvicinano alla musica dei Beatles

Fortificati e pieni di coraggio, pronti al grande salto, riescono ad ottenere un'audizione presso la Casa discografica Ricordi, dove, durante un provino incontrano l'allora sconosciuto Lucio Battisti, anch'egli lì per lo stesso motivo.
Ottengono, insieme a Lucio, una scrittura e collaborano entrambi con Mogol (Giulio Rapetti). 1-2-3 IL PRIMO DISCO Il singolo, 1-2-3, del loro debutto viene presentato in anteprima da Gianni Boncompagni a Bandiera Gialla. È un buon inizio. Nasce così il gruppo - formato da Pietruccio Montalbetti, Sergio Panno (alla batteria), Mario Totaro (alle tastiere), Lallo (Giancarlo Sbriziolo - voce e chitarra) e Pepe (Erminio Salvaderi (chitarra e seconda voce) - che unisce alla nuova amicizia l'arte che ognuno ha dentro di sè. Il sodalizio, Battisti-Dik Dik-Mogol, dura per ben sette anni, durante i quali mette a segno molti successi discografici: Sognando la California, Il mondo è con noi, Guardo te e vedo mio figlio, Il vento, Vendo casa, Dolce di giorno, Se io fossi un falegname, Io mi fermo qui, Il primo giorno di primavera, Senza luce. La scelta sapiente di cover inglesi e americane che le grandi star dell'epoca non disdegnavano di far proprie è il modo migliore di entrare, per non più uscire, dal cuore di migliaia e migliaia di fans che non li abbandoneranno più. California dreamin', A whiter shade of pale, If a were a carpenter, Mighty Quinn, canzoni che tradotte in italiano, colpiscono inesorabilmente e direttamente al cuore gli ascoltatori e diventano espressione di libertà e gioia per la gioventù che in questa musica si identifica.

I Dik Dik diventano così il gruppo italiano con più Hits in classifica. Dopo questo sodalizio i Dik Dik iniziano un'altra proficua collaborazione con Maurizio Vandelli, producendo altri grandi successi, quali: L'isola di Wight, Viaggio di un poeta, Storia di periferia, Help me.I Dik Dik partecipano alle più grandi manifestazioni e rassegne musicali in tutto il mondo; dai festival nazionali di Sanremo, Cantagiro e Festivalbar, passano con il medesimo entusiasmo e professionalità al festival di Montreaux, a Cuba, in Cile, e in varie tournée in tutta Europa, in Sud America e negli USA
I Dik Dik sono un gruppo storico del pop - beat - rock italiano anni sessanta/settanta, composto da Lallo (Giancarlo Sbriziolo, voce del gruppo), Pepe (Erminio Salvaderi, chitarra ritmica tastiere e seconda voce) e Pietruccio (Pietruccio Montalbetti, polistrumentista) e, fino al 1974, anche dal tastierista Mario Totaro e dal batterista Sergio Panno.

Prima Dreamers, poi Squali, esordiscono nel mercato discografico con l'etichetta Ricordi come Dik Dik nel 1966 col singolo 1-2-3, e nello stesso anno centrano due grandi successi con Sognando la California, cover di California Dreamin' dei Mamas and Papas (lato B Dolce di giorno di Mogol-Lucio Battisti) e con Il mondo è con noi.

Da allora si susseguono annualmente i 45 giri di successo: nel 1967, Senza luce, versione italiana di A Whiter Shade Of Pale, con la quale raggiungono il primo posto nella Hit Parade; nel 1968, Il vento l'anno seguente, Il primo giorno di primavera; nel '70: Io mi fermo qui (presentata a Sanremo) e L'isola di Wight; Poi Vendo casa (1971), Viaggio di un poeta (1972), di nuovo prima a Hit Parade, Storia di periferia (1973), Help me (1974).

Non così fortunata è la loro carriera a 33 giri: dopo tre raccolte assemblate con i singoli di successo più qualche inedito (pubblicate rispettivamente nel 1967, 1969 e 1970) nel 1972 i Dik Dik danno alle stampe il primo album originale, dal titolo Suite per una donna assolutamente relativa. Il lavoro, composto da Mario Totaro con i testi di Herbert Pagani, è un esperimento di rock progressivo, ma il pubblico, che si aspettava brani di pop melodico, non gradisce il cambiamento di rotta e l'album costituirà per il gruppo il più grande insuccesso di vendite.

Nel 1974, Panno e Totaro lasciano il gruppo e sono sostituiti da Roberto Carlotto (alle tastiere) e Nunzio "Cucciolo" Favia (alla batteria). Nel 1977 esce dal gruppo Giancarlo "Lallo" Sbriziolo ed è rilevato dal chitarrista Roberto "Roby" Facini. L'anno successivo entra anche un altro chitarrista, Rosario Brancati. Nel 1980 esce Roberto Carlotto ed entra in pianta stabile il tastierista Joe Vescovi, che collaborava già dal 1974 col gruppo.

Dopo aver pubblicato Help me e, nel 1975, Volando (una bella cover di "Sailing" di Rod Stewart), il gruppo vive un periodo di appannamento e declino - quantomeno sul lato discografico - dovuto in parte al cambiamento dei gusti del pubblico, in parte a scelte discografiche un po' azzardate e poco coerenti con il resto della produzione Dik Dik: si pensi a I'te vurria vasà (Eduardo Di Capua) del 1976.

Dopo qualche singolo di successo come Laser vivente (1980) e Giornale di bordo (1982) arriva lo scioglimento informale del gruppo nel 1982.

I Dik Dik torneranno in pista nel 1986 con il solo terzetto originale (Pietruccio-Pepe-Lallo) con Joe Vescovi ed altri musicisti di spalla che varieranno negli anni e, tra fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 con l'apprezzamento del pubblico riscontrato in trasmissioni-amarcord come Una rotonda sul mare, torneranno al successo che li porterà nel 1993 a calcare nuovamente il palco del Festival di Sanremo insieme ai Camaleonti, altro gruppo storico degli anni sessanta e settanta, e a Maurizio Vandelli, ex-voce degli Equipe 84, con la canzone Come passa il tempo, che pur venendo esclusa dalla finale avrà un buon esito commerciale.