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Gli Inti Illimani sono un gruppo vocale
e strumentale cileno, che si forma, nel 1967 nell'ambito del
movimento della Nueva Canción Chilena e tuttora attivo.
Il nome del gruppo significa, in lingua aymara, sole dell'Illimani
(una cima della catena delle Ande). Costretti all'esilio in
conseguenza del golpe cileno del 1973 rientrano in patria
nel 1988 dove proseguono l'attività musicale attraverso
anche un rinnovamento nel repertorio e nella composizione
del gruppo stesso.
Il gruppo nasce nel 1967 all'interno dell'Università
Tecnica di Santiago del Cile e nei primi anni vede un continuo
avvicendarsi di elementi al suo interno. Dopo le tournée
in Sud America arriva nel 1973 la prima in Europa durante
la quale gli Inti Illimani divengono esuli forzati a causa
del colpo di stato.rimarrà tale per tutto il tempo
dell'esilio in Italia, dove i membri del gruppo ottengono
asilo politico, tranne che per l'uscita di Jose Miguel Camus
Vargas nel 1978 sostituito da Marcelo Coulon fratello del
fondatore Jorge e per l'inserimento di Renato Freyggang dal
1984. Da ricordare anche la fugace apparizione del venezuelano
Jorge Ball che farà parte del gruppo per circa 2 anni
dal 1982 al 1984.
Nel corso degli anni i sei giovani catalizzano le loro esperienze:
di vita, musicali, politiche e culturali per produrre un ampio
repertorio. Si caratterizzano per stile musicale e strumentazione,
hanno preparazione tecnica e vocale notevole, sebbene il gruppo
abbia spesso dichiarato di possedere una formazione autodidatta.
Nella loro opera musicale i brani spaziano da quelli caratterizzati
dallo stile della musica andina a quelli della canzone rivoluzionaria
in una ampia gamma di colorazioni intermedie, insolite ed
orìginali. Non viene lasciato spazio a forme analoghe
a creare una corrente artistica (come è potuto accadere
ad esempio nel rock o nella musica dei cantautori). La musica
e lo stile del gruppo restano unici ed irripetuti, la loro
fama e longevità è di gran lunga superiore a
quella del resto del movimento. La loro attività musicale
inizia con l'arrangiamento di temi popolari e folkloristici
producendo piccole opere autonome che sono, in alcuni casi,
anche ben elaborate. La loro è una continua ricerca
di nuovi sviluppi che raramente si ripercorre. Il repertorio
vanta dunque una vasta gamma di combinazioni armoniche ritmiche
e stilistiche che pone ogni brano al centro di sé stesso,
la varietà è talmente ampia da non far notare
il fatto che la struttura introduzione-strofe-ritornello è
pressoché onmnipresente con pochissime eccezioni, ma
proprio in queste pochissime eccezioni mostrano una elevata
capacità creativa sviluppando strutture sinfoniche
ben orchestrate (volutamente non è stato usato il termine
arrangiate). Il repertorio dunque non si stabilizza intorno
ad un modello tipo, non vi è la ricerca della combinazione
che funziona o ottimale al contrario mostra molte possibili
combinazioni, spesso geniali, sviluppate dalla confluenza
di ingredienti semplici ma saggiamente dosati. Anche nelle
elaborazioni più ingenue o scontate valorizzano al
massimo il risultato a creare piccoli grandi capolavori, capolavori
che non sono la singola versione di un qualche brano preso
a modello. Tutto ciò riguarda sia il discorso musicale
di per sé sia le argomentazioni e la strumentazione.
Infatti, nei primi anni, il parco strumenti del gruppo è
pressoché statico e prossimi allo 'schema fisso' sono
i ruoli vocali e strumentali. Nonostante questa staticità
(comunque relativa) riescono a non ripetersi neanche nelle
sonorità strumentali e vocaliì sfruttando al
meglio le possibilità tecniche degli strumenti e della
voce.
La loro padronanza della tecnica esecutiva ed arrangiativa
si esprime anche nel fatto che le sofisticazioni armoniche
non sono sempre necessarie, stesso dicasi per i virtuosismi
vocali. Se America Novia Mia ha una struttura ritmica ed armonica
abbastanza semplice e le parti vocali non mostrano un'eccessiva
elaborazione, non la si può di certo ritenere una canzone
di facile esecuzione; anche alla luce del fatto che cosituisce
un pezzo di repertorio appartenente ad una fase non giovanile
del gruppo si può ritenere qualcosa di più che
una semplice messa in musica di un testo poetico. Soprattutto
considerando la coda finale, tutt'altro che semplice o canonica.
Non mancano poi esibizioni di coralità orchestale (Patria
Prisioniera, Canto a los Caidos, La Exiliada del Sur); di
colorazione efficacie e curata La Segunda Independencia, Simon
Bolivar, Carnevalito della Quebrada de Hamahuaca; ricerca
di tradizioni profonde nei brani: (Señora Chichera,
Flor de Sancayo). Numerosi sono i brani allegri nella musica
ma struggenti nei testi (Lamento dell'Indio, Taita Salasaca),
e con costanza vengono prodotti brani strumentali in cui è
la musica la sola protagonista e che quasi sempre portano
titoli di località (Alturas, Chiloe, Ramis). Vengono
prodotte, come poc'anzi ricordato, anche strutture musicali
complesse: (Huajra, Canto a los Caidos, Chiloe), brani che
si evolvono in maniera sinfonica con strutture armoniche sapientemente
dosate, con ritmi che non sono semplice accompagnamento di
base, ma che vanno a costituire parte orchestrale.
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