|
"Il ruolo che gli strumenti della comunicazione sociale hanno assunto nella società va ormai considerato parte integrante della questione antropologica, che emerge come sfida cruciale del terzo millennio. In maniera non dissimile da quanto accade sul fronte della vita umana, del matrimonio e della famiglia, e nell'ambito delle grandi questioni contemporanee concernenti la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato, anche nel settore delle comunicazioni sociali sono in gioco dimensioni costitutive dell'uomo e della sua verità. Quando la comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale, finisce per non tenere più in conto la centralità e la dignità inviolabile dell'uomo,rischiando di incidere negativamente sulla sua coscienza, sulle sue scelte, e di condizionare in definitiva la libertà e la vita stessa delle persone. Ecco perché è indispensabile che le comunicazioni sociali difendano gelosamente la persona e ne rispettino appieno la dignità. Più di qualcuno pensa che sia oggi necessaria, in questo ambito, un'"info-etica" così come esiste la bio-etica nel campo della medicina e della ricerca scientifica legata alla vita." (Benedetto XVI) Quel che la Chiesa auspica è che i contenuti delle "comunicazioni sociali" rispettino sempre l'uomo nella sua integrale realtà esistenziale umana. Perciò che "l'informazione, nel suo contenuto, sia sempre vera e, fatte salve la giustizia e la carità, anche intera"; che nelle opere di ingegno o di arte si ricorra pure "alla narrazione, descrizione e rappresentazione del male morale..., che può indubbiamente contribuire ad una più profonda conoscenza ed analisi dell'uomo, ed a manifestare ed esaltare lo splendore del vero e del bene, oltre che a creare più felici effetti drammatici"; e che in ogni caso, anche "mediante l'uso di questi strumenti, si formino e prevalgano opinioni rette". La Chiesa propone cioè un'etica che va più a fondo, perché riesce a raggiungere la persona umana nella sua coscienza, nella sua dignità, nel suo intreccio di relazioni con gli altri.
I DIECI COMANDAMENTI DELL'ETICA DELL'USO DEI COMPUTER dall'Istituto per l'Etica dei Computer 1. Non userai un computer per danneggiare altre persone 2. Non interferirai con il lavoro al computer di altre persone 3. Non curioserai nei file di altre persone 4. Non userai un computer per rubare 5. Non userai un computer per portare falsa testimonianza 6. Non userai o copierai software che non hai dovutamente pagato 7. Non userai le risorse di altri senza autorizzazione 8. Non ti approprierai del risultato del lavoro intellettuale altrui 9. Penserai alle conseguenze sociali dei programmi che scrivi 10. Userai il computer in un modo che mostri considerazione e rispetto.
|
|