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CHI SIAMO ?

Siamo monache contemplative domenicane, nate nel 1207 a Prouille, in Francia. Discendiamo da alcune donne catare, convertite al cattolicesimo dalla predicazione e dal cuore di Domenico, nostro Fondatore vissuto dal 1170 al 1221.

Domenico voleva i suoi frati in giro per il mondo ad annunciare la Buona Novella e a confutare le eresie del suo tempo. Le monache dovevano, con la loro preghiera e la loro vita, alimentare e rendere feconda la missione dell’Ordine. Egli, uomo innamorato di Dio, conosceva il valore della preghiera: per questo volle che le monache venissero istituite prima dei frati, proprio per preparare il terreno ad accogliere e far germogliare un carisma grande come quello di imitare la vita e il ministero di Gesù e degli Apostoli.

Le monache, vivendo nella clausura di un monastero, potevano dedicarsi interamente alla vita contemplativa costituita da elementi sostanziali come la preghiera liturgica e personale, la lectio divina, lo studio della Sacra Scrittura e delle varie discipline religiose, il tutto accompagnata dal lavoro, dal silenzio, dal raccoglimento, dalla vita in comune, dall’ospitalità.

La clausura non equivale a una chiusura o a una separazione dal genere umano, ma è un mezzo necessario per distaccarsi da ciò che nel mondo è solo rumore e caos e per concentrarsi su quanto è essenziale.

La contemplazione di Dio e la conoscenza del Suo amore, della Sua vita, dei Suoi progetti sulla storia umana, apre il cuore alla solidarietà, lo forma e lo educa all’amore autentico, lo rende puro liberandolo dall’egoismo e da quanto può dividerlo dagli altri: l’isolamento non lo sperimenta chi si lascia afferrare da Dio, ma chi ha il cuore chiuso e ripiegato solo sui propri bisogni. Ha scritto con la consueta incisività Thomas Merton: "Le grate non servono per trattenere le monache in quella clausura da esse liberamente scelta ma per impedire che il mondo vi si precipiti e la faccia da padrone".

E tu, fratello o sorella che ti trovi nel mondo, vivi nella libertà o sei prigioniero/a di te stesso/a e di cose futili, che non possono renderti felice?