La KTM 400 ha una corsa ridotta da 63,4 a 55,5 mm. L'albero a camme ha una fasatura più morbida, così come la mappatura della centralina. Il rapporto di compressione scende da 11,9 a 11,1:1. Per tutto il resto, è uguale alla sorella maggiore con la quale condivide anche una serie di interventi alla testa, al carburatore, che permette ora un avviamento a freddo più pronto, alla mappatura e alla frizione. Dove la KTM ha il punto di forza nel motore. Ottimo in senso assoluto, al di là del confronto diretto con il 300 Husqvarna, sfavorito dalla cubatura minore. Il monoalbero KTM è reattivo, lineare e sempre pronto a spingere. Non è mai brusco, ma la cavalleria c'è. Insomma, questa EXC può essere competitiva anche nei campionati enduro minori. Il fatto di essere un po' più gestibile in termini di motore, rispetto ad un 450, rende la EXC 400 più redditizia e pratica in molte situazioni. E poi c'è la mappatura soft che, sul muschio o sui sassi smossi, garantisce una trazione da diesel. Taglia al massimo 1,5 CV (al nostro banco prova), ma rende tutto ancora più dolce.
La KTM, quindi, è ancora più poliedrica dell'Husqvarna. Piacevolissima per la girata, allarga il suo orizzonte al cronometro. In ogni caso, che si voglia girellare o smanettare, bisogna abituarsi alla posizione di guida. Sulle prime si rimane un po' spiazzati, si ha la sensazione di avere tra le gambe una moto larga. Il manubrio è basso, mentre la moto, complessivamente, risulta molto alta dietro. Quella che si viene a creare è una sorta di posizione a cuneo che, se da un lato favorisce l'inserimento in curva, veloce e immediato, dall'altro va a inficiare la stabilità del posteriore, un po' orientato a sbandierare quando si inizia a forzare il ritmo. Poi, piano piano, ci si abitua. |
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La base è quella delle TE, il telaio rivisto nella zona inferiore, i cerchi neri e la inedita mascherina. Il punto di partenza è la TE 250, con alesaggio aumentato da 76 a 83 mm, per una cilindrata totale di 297,6 cc.
L'Husqvarna è molto intuitiva, ha una posizione di guida azzeccatissima, è facile nel complesso ed è precisa negli inserimenti di curva. Il motore è un po' sottotono e non tiene il passo con una ciclistica da riferimento. Non spinge molto e non lo fa in maniera cattiva. Mantiene nella sostanza le stesse prestazioni del 250 un po' più di corpo. Non è impiccato, non chiede sempre la marcia, non ha la droga del limitatore come certi 250 4T molto più aggressivi. E' adatto insomma a chi cerca un'erogazione dolce e lineare. Potrebbe essere anche un a buona soluzione per gare di ampio respiro come i Motorally. In questo ambito la TE 310 può dire la sua e risultare una valida alternativa a una imbarazzante 450, perché la ciclistica è valida. Grazie anche all fantastica forcella Marzocchi da 50 mm, più sensibile rispetto a quella della KTM e più immediata a partire. Sul veloce, quando il terreno è cattivo e più che osservarlo lo devi sentire con le ruote, è insuperabile, un'incassatrice perfetta. Soffre un po' nelle curve molto strette e lente, per la pesantezza complessiva dell'anteriore. L'Husky convince di più anche al retrotreno. Il Sachs con i leveraggi è più morbido rispetto al WP con PDS della KTM, lo si apprezza nelle situazioni con tante buche in sequenza. Nel confronto diretto, l'Husqvarna è più stabile sul veloce e intuitiva, ma la KTM si riprende qualcosa in ingresso nelle curve lente, dove è più immediata. La TE 310 alla bilancia segna 5 kg. secchi in meno della KTM: uno dei vantaggi di essere una "250 maggiorata" |