Scheda Tecnica
Lunghezza.................35 - 40 km
Durata.....................2,5 h
Difficoltà..................medio-facile (quasi tutti i sentieri hanno una buona percorribilità eccetto alcuni passaggi in discesa leggermente più difficoltosi)
Dislivello..................300-350 m
Tipo di tracciato..........fondo da cross country : sentieri brecciati (a volte con sassi) o terrosi
IL PERCORSO
Monte Vairano è un sito facilemte raggiungibile dal capoluogo molisano. Esso è interessante per vari aspetti, primi tra tutti quello naturalisto e quello archeologico. Infatti nemmeno molti abitanti della zona sanno che m.te Vairano è caratteriazzato da una biodiversità non indifferente, soprattutto sotto il punto di vista della flora; inoltre negli ultimi anni è stata creata anche un'area di riserva per la riproduzione del cervo e di altri animali. Gli scavi archeologici (purtroppo fermi) presenti in questa località sono relativi all'antico, glorioso popolo dei Sanniti. Monte Vairano è stato abitato fino al medioevo, periodo dopo il quale è stato abbandonato probabilmente in seguito a un terremoto.
Il percosro suggerito per un escursione sul monte, come la quasi totalità dei percorsi da noi proposti, prevede una prima parte su strada asfaltata e una seconda su sentieri ovviamente sterrati. Il dislivello non è eccessivo e può essere affrontato con un minimo grado di allenamento ed è di circa 300 m (se si considera come punto di partenza il centro della città di Campobasso). La difficoltà della parte sterrata, se si eccettuano alcuni brevi tratti, è medio facile; basta avere un minimo di nozioni teoriche e un pò di praticità sulla mountain bike. Comunque, sarà sempre possibile programmare, lungo il tratto sterrato, il tragitto che si adatta meglio alle proprie capacità. Nelle seguenti righe riportiamo solo una delle varie alternative.
Come raggiungere monte Vairano : il primo passo consiste nell'imboccare la strada provinciale che porta all'ospedale Cardarelli di Campobasso; dopo i primi kilometri di lieve salita si giunge al bivio per quest'ultimo dove si prende la direzione Roma-Napoli-Busso; dopo un pò di discesa si prende la direzione per Busso (a destra) e si salgono un pò di torrnanti fino a quando la strada diventa un pò meno ripida; si percorrono all'incirca un paio di km e finchè sulla destra non si trova una stradina stretta che comincia a inerpicarsi sul monte. Salendo è è possibile notare un'area di parcheggio che bisogna superare non di molto fino al raggiungimento di una curva stretta a destra, dove si imbocca un sentiero situato sul lato sinistro. Fatti i primi metri, si passa davanti a una casa diroccata, fino a inoltrarsi nel bosco che a un certo punto è costituito da pini; oltrepassata la pineta, si arriva su una strada che sale verso destra; a questo punto la salita diventa un pò faticosa, ma per fortuna non è molto lunga; al termine di questa, la strada diventa pianeggiante e si può approfittare per fare una visita agli scavi archeologici che a prima vista sembrano ben poco, ma che con una buona guida posso risultare davvero interessanti. A questo punto converrebbe prendere un sentierino che sta alle spalle degli scavi; quasto porta da in un punto panoramico da cui è possibile ammirare la catena montuosa del Matese. Tornando agli scavi, si continua a percorrere il sentiero che si stava facendo prima fino a quando, dopo un breve tratto in discesa (attenti a non far schizzare i sassi), si giunge in un luogo dove è presente un fabbricato basso. Il fabbricato è una vecchia stalla ora adibito a sala conferenze e la recinzione alla sua sinistra delimita la riserva per i cervi. A questo punto si prende la strada che sale alla sinistra della recinzione; Dopo pochi metri si notano due case: esse appartenevano a Giuseppe Altobello, medico chirurgo nonchè eccellente scienziato naturalista dei primi del '900. Prima di giungere alle suddette case, si imbocca una nuova strada (a volte chiusa da una sbarra) e comincia a scendere lungo un tratto terroso; si continua sempre lungo tale sentiero fino a quando questo non si biforca; a questo punto è necessario prendere la strada a sinistra. Si scende un bel pò e poi si comincia a risalire lungo un tratto dove il sentiero si mostra sassoso, ma facilmente pedalabile; lungo la salita il bosco si infittisce sempre di più, ma alla fine con un pò di fiatone si riesce a tornare più in alto e praticamente ci si trova nuovamente nel sito archeologico (che ora si trova a destra). Ultimo tratto: si ripercorre il sentiero fino alla sala congressi e si passa tra questa e l'area faunistica, imboccando il sentiero che porterà alle spalle dell'Università Cattolica e dell'ospedale Cardarelli; é un tratto molto divertente ma da percorrere facendo attenzione a non eccedere con la velcità.
STORIA
In questo luogo è stata riconosciuta la città di Aquilonia, un centro del Sannio Pentro, teatro di battaglie e di un inquietante giuramento in cui i Sanniti furono sconfitti e la città data in fiamme. (293 a.c.).

L’importanza del sito archeologico di Monte Vairano risiede nella possibilità di comprendere per la prima volta quale fosse la natura dei centri abitati dai Sanniti del II sec. a.C. e illustra il modello di una città che si è estinta un secolo e mezzo prima della esistenza di Pompei (I sec. d.C.). L’elemento strutturale più appariscente dell’abitato di Monte Vairano è dato dalle mura perimetrali. Esse si estendono lungo un percorso di circ 3 Km che racchiude un’area di quasi 50 ettari. La zona delimitata presenta una forma quadrangolare e lungo il suo perimetro sono state rinvenute tre porte di cui, due rivolte verso il braccio Cortile-Matese ed una verso il corso del fiume Biferno. Esse sono denominate Porta Vittoria o Porta Orientale, Porta Meridionale e Porta Occidentale.
Alla Porta Orientale è legata una legenda ancora viva sul posto che ricorda una vittoria dei Romani sui Sanniti. A ridosso della Porta Vittoria è stata individuata una fornace; che produceva nel II sec. a.C. vasi a vernice nera. All’interno delle mura sono stati individuati diversi edifici sparsi su tutta l’area, tra cui la prima struttura abitativa del Sannio Centrale di cui si ha la completa documentazione archeologica denominata per esigenze pratiche, “Casa di LN”. Durante gli scavi sono stati inoltre rinvenuti frammenti di ceramiche acroma e a vernice nera, lucerne, unguentari conservati nei musei locali.
Per saperne di più sui Sanniti, visita il sito
NATURA
Il contesto ambientale di Monte Vairano è di grande interesse. Dei 970 ettari che costituiscono la superficie del parco, sono ricoperti di bosco, con un complesso botanico, dotato di alto valore ambientale per la sua articolata composizione. Il territorio è infatti, ricco di erbe officinali e frutti selvatici. Esso, presenta, diverse specie arboree tra le quali: il Cerro, la Farnia, il Pino Nero, il Pino D'Aleppo, la Quercia, il Cedro d'Atlante, l'Abete della Duglasia, il Castano, il Pino Eldarica, il Cipresso Arizonico, il Cerro Roverella, dove su alcune di queste, trovano terreno fertile funghi e tartufi.

All'interno del parco di m.te Vairano è situato un casino appartente a Giuseppe Altobello, medico ed eccellente naturalista dei primi del '900
E’ possibile avvistare, se si ha un pò di fortuna, cinghiali, volpi, lepri europee, faine, tassi e puzzole, mentre i cervi sono ospitati nell'area faunistica.
