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il grande fiume della Birmania |
| Centro della cultura
del riso sulla quale si è sempre basata l’economia birmana, il fiume
Irrawaddy è la vita per il paese.
L’apporto idrico dovuto alle piogge monsoniche (da Maggio ad Ottobre) è fondamentale per il paese e per le culture del riso, ma sono le nevi himalayane a dare vita al grande Irrawaddy, che attraversa il paese da settentrione a meridione per circa 2170 km, sfociando nel Mare delle Andamane, formando un delta di nove bracci. Il delta è stimato in 3.6 milioni di ettari di terreno irrigato, ideale per la coltura del riso, e con una produzione sufficiente per il fabbisogno dell’intera popolazione. Il delta dell’irrawaddy si va espandendo verso il mare alla velocità di 5 Km al secolo, a causa del trasporto e al deposito di fango. Quando gli inglesi arrivarono, nel XIX sec., il delta era coperto dalla jungla; a partire dal nostro secolo la regione, fertile e ricca, fu disboscata e adibita alla coltivazione così che nel 1962 la Birmania occupava il primo posto fra i paesi esportatori di riso. L’Irrawaddy era indicato dai britannici come “la strada per Mandalay”, ed infatti il fiume è stato per secoli la principale via di comunicazione del paese, ed è tuttora essenziale per il trasporto di numerosissime merci, primo fra tutte il legname, che viene inviato lungo la corrente in caratteristici convogli galleggianti. In Birmania vi sono altri due altri fiumi assai importanti per navigazione ed irrigazione: il Chindwin ed il Salween. Il Chindwin è percorribile per 180 km. nella stagione secca e per 610 in quella delle piogge, è il principale affluente dell’Irrawaddy, nel quale confluisce a Mandalay. Il Salween benché assai lungo (2816 km) risulta navigabile solo per 160 km a causa della scarsa profondità; tuttavia è importante per l’economia del paese perché costituisce la via lungo la quale il teak, raccolto sull’altopiano dello Shan, viene convogliato fino al porto di Moulmein. |
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