Rassegna stampa
 
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TV SORRISI E CANZONI 21/8/2006
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CUORI SELVAGGI
Lui è un giovane tenente di origine piemontese che nell'inverno del 1900 viene inviato in Sardegna per contrastare lo strapotere di centinaia di latitanti. Lei è la giovane sorella del più pericoloso bandito sardo, un certo Elias.
La storia d'amore non è scontata: anzi, alquanto sconsigliabile.
È questa in breve la trama della miniserie interpretata da Fabrizio Gifuni (40 anni) e da Nicole Grimaudo (26), diretta da Franco Bernini e scritta da Marcello Fois. Nei panni della sorella maggiore, mente strategica della famiglia, c'è Stefania Orsola Garello.

RAIUNO, OTTOBRE
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TV SORRISI E CANZONI 9/5/2006
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NICOLE IN CORSIA
Saranno Nicole Grimaudo, Antonello Fassari, Francesca Reggiani e Andrea Di stefano i protagonisti di "Medicina Generale", la serie ospedaliera in 13 puntate prodotta da Grundy per Rai Uno. Regista Renato De Maria.
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DI PIù
aprile 2006
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Dopo "Bartali" Nicole Grimaudo racconta
SONO STATA UNA RAGAZZA DI "NON È LA RAI"
"A quattordici anni mi scelse Gianni Boncompagni"
"È finita la mia storia con l'attore di <Romanzo Criminale>"
Roma, aprile

Era una delle centoquaranta ragazzine cui Gianni Boncompagni ha regalato la visibilità con "Non è la Rai", dodici anni fa, ma lei, Nicole Grimaudo, quella popolarità strappata da un palco, tra giochini telefonici, canzoni in playback e balletti innocenti, l'ha usata da trampolino di lancio per diventare una delle attrici più amate della TV.
Un salto che è riuscito, prima di lei, a poche altre stelline di "Non è la Rai", come per esempio Claudia Gerini, che vi partecipò nel 1991, e Romina Mondello, edizione 1992-93.

E oggi Nicole, reduce dal successo di una ficiton come "Gino Bartali - L'Intramontabile", con l'agenda piena di impegni, tra prove costume, copioni da leggere e tanto set, ripensa a quegli anni lontani di Ambra e le altre solo nelle interviste.
"O quando vado a Caltagirone, la mia città natale, dove conservo tutte le cassette", dice. "E quando lo faccio, quelle immagini mi suscitano tenerezza: quei capelloni assurdi, le gonnelline, la faccia da bambina. Ma a guardarlo fra qualche anno mi farà impressione, lo so."

Ma che la sua fortuna l'abbia fatta proprio Ambra, non c'è dubbio. Ambra, che dai cartelloni affissi sui muri delle città italiane, col cappello a cilindro in testa e il dito puntato esclamava nel 1994: "I want you!" (voglio te): un richiamo per rimpolpare il cast di "Non è la Rai", destinato a tutte le teenagers che sognavano la TV a occhi aperti ballando davanti allo specchio, e anche per Nicole, che racconta: "Avevo 14 anni e speravo già di trasferirmi a Roma, come mia sorella più grande che studiava nella Capitale. Partecipare a quel provino per me significava trascorrere una giornata diversa, a Cinecittà, da raccontare agli amici a Caltagirone. Così risposi all'appello di Ambra e andai. E quando fui scelta, non stavo più nella pelle. Ma non credevo che quella stagione di TV mi avrebbe cambiato la vita."

Oggi la Grimaudo, che a 25 anni ha all'attivo tournée teatrali, dove è stata diretta anche da Roman Polansky, film e tante fiction come "Il bell'Antonio", al fianco di Daniele Liotti, "Ris - Delitti imperfetti", con Lorenzo Flaherty e ora "Gino Bartali - l'intramontabile", con Pier Francesco Favino, della sua carriera fortunata racconta: "Mi ritengo una persona normale che fa un lavoro meraviglioso, e di questo sono grata alla vita. Ma non mi sono mai montata la testa."
Poi aggiunge: "Neanche da adolescente, quando grazie alla mia spigliatezza ero tra quelle su cui erano più puntati i riflettori, e per due giorni ho sostituito anche Ambra, che si era ammalata, nel ruolo di mattatrice. Si, c'era il pericolo di montarsi la testa. E a qualche ragazza capitava, ma io, quando una mia collega cominciava a cambiare, a darsi arie da diva, tornavo a casa scandalizzata, lo raccontavo a mia mamma, e non riuscivo a capirne il motivo. Per questo i miei genitori si sono sempre fidati di me e non hanno mai avuto bisogno di ricordarmi che ero solo una ragazzina di 14 annie che la popolarità della TV può essere effimera. Lo sapevo già da me. E la prendevo come un gioco."

<<E poi, finita la stagione di "Non è la Rai"?>>
"C'era il rischio di cadere nel dimenticatoio. Ma ho superato indenne quella fase delicata. Fui scelta come protagonista femminile del film "Sorellina e il Principe del Sogno", di Lamberto Bava, accanto a Raz Degan, ma mi sono 'fatta le ossa' in teatro, ne "Il giardino dei ciliegi". Il regista, Gabriele Lavia, mi fece studiare tanto: ore e ore di prove. Li ho capito che il mio futuro era fare l'attrice."

<<Questa è la Nicole Grimaudo attrice. Ma la ragazza di Caltagirone che aveva il sogno di vivere a Roma e di trovare un posto al sole in TV, com'è nella vita privata?>>, chiedo.
"Sono una persona tranquilla che cerca di tenere separati lavoro e vita privata. Per me gli affetti vengono sempre al primo posto. Anzi, con le persone che amo sono possessiva, proprio perché le considero sacre, mie."

<<Insomma mi pare di capire che è anche un tipo geloso!>>
"Si, lo ammetto. In passato, soprattutto, sono stata molto gelosa e ho avuto reazioni di cui non vado fiera."

<<In che senso?>>
"Nel senso che, in preda alla gelosia, ho fatto terribili scenate in pubblico. Una volta, durante un'accesa discussione con un mio ex fidanzato, per scaricare la rabbia, ho dato un pugno alla mia macchina. Da ragazzina sono stata capace di passare la notte sotto un diluvio per vedere a che ora tornava a casa il mio fidanzato del momento. Ma vede, il problema è che io mi infastidisco anche se lui ha degli interessi che esulano da me. Se mi dice: 'Sai, vado a fare un viaggio con gli amici', ci metto un po' a mandarlo giù."

<<Da che cosa dipende secondo lei questo atteggiamento?>>
"Dall'insicurezza, credo. Ma oggi non faccio più queste cose. Ho capito che è inutile farsi andare il sangue al cervello. E soprattutto è ingiusto nei confronti della persona che ti sta accanto, e che magari non fa nulla per farti ingelosire. Poi, in realtà, basta poco per tranquillizarmi."

<<Qual è il segreto per non renderla gelosa?>>
"Piccole cose. Magari che lui quando riceve una telefonata non mi costringa a chiedere 'Chi è?' e me lo dica spontaneamente."

<<Ma oggi, chi è questo lui? Insomma: è fidanzata?>>
"Sono fidanzata da poco con una persona, e sono molto felice. Dopo aver chiuso una storia d'amore di tre anni con un collega, Elio Germano, un attore emergente che ha recitato in "Che ne sarà di noi" con Silvio Muccino e in "Romanzo Criminale" di Michele Placiso."

Ma ricapitoliamo, l'incontro di Nicole con Elio Germano, l'ex fidanzato, risale al 2002, quando nel film "Liberi", di Gianluca Maria Tavarelli, l'attore romano interpretava un giovane che si innamorava di lei. Una cosa avvenuta anche nella realtà.

Chiedo a Nicole: <<Era gelosa anche di Elio?>>
"Chi è geloso lo rimane per sempre, ma ora non mi faccio più i problemi di un tempo. Non è stato davvero questo il motivo per cui ci siamo lasciati. Con lui condividevo i problemi del nostro mestiere, pero' la nostra relazione era fatta di alti e bassi. Ci lasciavamo, e poi ci rimettevamo insieme. E poi è finita. Abbiamo avuto tre anni per parlare, per dirci tutto. E oggi tra noi è rilmasto l'affetto. E ora sto vivendo un nuovo amore."

<<Sente il desiderio di costruire una famiglia?>>
"Si, mi piacerebbe avere un figlio. Anzi, tre. Come nella mia famiglia: io ho due sorelle, Maria Vittoria e Simona, che mi hanno reso la vita molto più facile. MA per diventare mamma aspetto il momento giusto. Un periodo di calma professionale da dedicare completamente a un figlio. Anche il mio attuale fidanzato ha la mia stessa voglia. Ma per ora mi preparo a diventare mamma sul set: a maggio inizio a girare "Medicina Generale", una lunga serie tv su rai Uno, dove interpreto una giovane infermiera ragazza madre. Grazie alla finzione posso avere già un figlio di sette anni!"

Valeria Chichi
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AFFARI ITALIANI
(il primo quotidiano on line su carta)
27 MARZO 2006
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DA RAGAZZA PRODIGIO AD ATTRICE:
Nicole Grimaudo in "BARTALI"
...Rai 1 trasmette l'attesa fiction su Gino Bartali, eroe dello sport senza doping.
A farci riscoprire l' "Italietta stracciona" che si infiammava per De Gasperi e Togliatti, ma anche per ritrovare la bellezza di Nicole Grimaudo, ex "ragazzina prodigio" di 'Non è la Rai', che nel film riveste i panni della moglie del campione.
E ad Affari dice :
"In due o tre scene di Bartali stavo quasi per piangere davvero. Quello fra lui e Adriana era un amore di quelli tutti d'un pezzo, tenaci, capaci di superare le avversità. Quello che vorrei vivere io."
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AFFARI ITALIANI
25/03/2006
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NICOLE GRIMAUDO: da "Non è La Rai" a "Bartali".
"Un eroe commovente".
FIRENZE. Va in onda domenica 26 e lunedi 27 marzo, su Rai 1, la fiction che racconta un campione dello sport, un pezzo di storia d'Italia, un mito dell'Italia contadina, schietta, sanguigna di 50 anni fa: "Bartali, l'Intramontabie", diretto da Alberto Negrin.
Sulla bicicletta, a soffrire, a sputare sangue, a vincere e a perdere, finendo secondo dietro Coppi, e sempre sulla bicicletta a fare da staffetta partigiana, in bicicletta tra salite e sudore, c'è Pierfrancesco favino.
Ma forse la sorpresa più grande è Nicole Grimaudo. Che interpreta la moglie di Bartali, devota, innamorata, protagonista assoluta di una storia d'amore tenace, forte.
E sembra passato un secolo dai tempi di "Non è la Rai": quando Nicole, con il suo volto pulito, aristocratico, in mezzo alle cento ragazzine di Boncompagni, brillava di una luce diversa.

Incontriamo Nicole alla vigilia ella presentazione del film, che viene proiettato in una versione "cinematografica" a Firenze: dove Bartali visse, dove Bartali si innamorò, dove morì.

<<Nicole, prima di tutto: come cominciò l'avventura a "Non è la Rai"?>>
"Lo si dice sempre, ma per me fu veramente un caso. Io, siciliana, quattordicenne, a Roma da mia sorella. La città tappezzata di annunci, facevano i provini per 'Non è la Rai'. Sarebbe stato l'ultimo anno, la popolarità della trasmissione era enorme. Andai, solo per poter dire a casa: 'Ho fatto i provini per Non è la Rai'... E invece mi presero."

<<Da allora hai deciso di fare sul serio...>>
"Non subito. Ma vedendomi a Non è la Rai mi chiamò Lamberto Bava per una fiction con Raz Degan e Valeria Marini; e dopo quella fiction mi ha chiamata Gabriele Lavia, per interpretare a teatro 'Il giardino dei ciliegi', nel ruolo che era stato di Monica Guerritore."

<<Quella è stata la svolta?>>
"Senza dubbio. Una tournée a teatro, il pubblico vero, un maestro come Lavia. E avevo soltanto 15 anni. A volte mi chiedevo: 'ma perchè non sono in gita scolastica come i miei amici?'. Ma è stata un’emozione grandissima, un momento di crescita totale”.

<<Essere passata attraverso la televisione – e una tv “cult”, quasi un fenomeno di costume – e il teatro a quindici anni può far perdere la testa…>>
“Ma io ho sempre saputo che la vita reale è un’altra. Fare l’attrice è un lavoro come un altro, ci si sveglia presto, si impara una parte, si torna a casa. Tutto qui. Non sei speciale”.

<<Però…>>
“Però ci sono delle emozioni straordinarie che a volte si provano. In due o tre scene di ‘Bartali’ stavo quasi per piangere davvero. Per esempio quando legge l’articolo che in qualche modo celebra Bartali, e ne conclude la carriera. Capire che la cosa per cui il suo uomo aveva vissuto è finita”.

<<Che tipo di amore era quello tra Adriana e Bartali?>>
“Un amore di quelli tutti di un pezzo, tenaci, forti, capaci di superare le avversità. Quello che vorrei vivere io”.

<<Credi a un amore del genere?>>
“Sì. Mi darebbe il senso di avere costruito davvero qualcosa, nella vita”.

<<Il lavoro, intanto, sta andando benissimo, un impegno dopo l’altro. Hai appena girato un film…>>
“Sì, ‘Ultima frontiera’ di Franco Bernini, girato tutto in Sardegna, in Barbagia. Lo sfondo è quello del banditismo sardo dell’Ottocento: io sono la sorella di un bandito, che si innamora di un tenente. E’ un film di sentimenti forti, anche quello. Uscirà in ottobre”.


<<Televisione? >>
“Comincio adesso a girare una serie diretta da Renato De Maria, e della quale sono la protagonista. E’ ambientata tutta in un ospedale. Io sono la caposala, una donna divorziata con un figlio. Una donna che cerca di mantenere l’equilibrio, pur essendo sempre a contatto con gente che sta male, e dovendo fare tutto da sola. E’ un personaggio che mi appassiona molto. La serie si chiama ‘Medicina generale’. E ci lavorerò per i prossimi sei mesi”.

<<Uno sguardo a te, fuori dal set. Che musica ascolti?>>
"Gli Air, Capossela, i due caposaldi Guccini e De
Gregori, Nick Cave e Ben Harper".

<<Libri accanto al cuscino?>>
"Mi sto appassionando moltissimo a `Ogni cosa è
illuminata' di Jonathan Safran Foer. E poi Erri De Luca".

<<Gli attori che svettano su tutti, per te?>>
"Gian Maria Volonté. Dustin Hoffman. E Sergio
Castellitto. Tra i registi, Tarantino su tutti. Chissà, magari un giorno lo incontrerò, e glielo dico".

Sembra quasi che non pensi di
fare parte di quel mondo: e che un giorno potrebbe non solo incontrarlo, ma anche lavorare con lui.
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IFGONLINE.IT
Marzo 2006
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Non è più una delle "ragazze del coro", una delle tante giovanissime di belle speranze di "Non è la Rai".
Ancora una conferma per Nicole Grimaudo nella fiction Gino Bartali – L’intramontabile, vista domenica 26 marzo da 7.574.000 spettatori, con uno share del 29,29% e che si conclude lunedì 27 alle 21 su Raiuno.
La 25enne di Caltagirone, in provincia di Catania, ex ragazza di Non è la Rai è da anni avviata verso una brillante carriera di attrice (Liberi, Perduto amor, Ultimo e RIS tra le sue interpretazioni).

Ifgonline.it l’ha intervistata:

"Sono molto contenta – dice Nicole – che il film sia piaciuto. Il mio ruolo (quello di Adriana, la moglie di Gino Bartali, ndr) è stato particolarmente difficile, sia perché la vita di Bartali e le sue vicende sportive e umane sono profondamente radicate nella memoria degli italiani, sia perché la signora Bartali, che ho incontrato di recente, è una persona ancora in vita."

<<Come è stato l’incontro con la signora Adriana?>>
“Molto intenso. Per fortuna lei si è ritrovata molto nella mia interpretazione, e di questo non posso che essere felice”.

<<Cosa resterà di questa esperienza?>>
"Credo che non dimenticherò questo lavoro. E’ stata un’esperienza intensa sia a livello di recitazione che a livello umano. Ho avuto la fortuna di lavorare con Pierfrancesco Favino che ritengo uno dei più bravi attori italiani del momento e con Alberto Negrin."

<<Quali sono i tuoi prossimi progetti?>>
"Ho appena finito di girare per la Rai L’ultima frontiera, una fiction ambientata in Sardegna nei primi del Novecento che rievocherà l’epoca del brigantaggio."

<<C’è ancora qualcosa in te della ragazzina che ballava a Non è la Rai?>>
"Naturalmente non sono più la stessa persona, anche se non rinnego quell’esperienza, che è stata importante. C’è ancora gente che mi riconosce grazie a quel programma. Spero comunque di mantenere sempre almeno un po’ di quell’istintività tipica di quando avevo quattordici anni."


Cleto Romantini
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"LA NAZIONE"
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Intramontabile Ginettaccio. L’epopea di Bartali in una fiction televisiva
«Di nascita sono romano, ho origini pugliesi, ma la mia mamma vive in Toscana», si è quasi giustificato con simpatia Pier Francesco Favino, il Ginettaccio del film.
Nicole Grimaudo, siciliana di Caltagirone, Adriana Bartali nel film, ha bisbigliato con un sorriso: «Nella storia d’amore con Gino mi sono ispirata ai miei genitori».
Commento di Alberto Negrin, il regista: «Non sono in grado di immaginare nessun altro attore e nessun’altra attrice al posto di loro due».
Non che abbiano bloccato in traffico, che difatti in quella piazza fiorentina fortunatamente non c’è, ma insomma hanno fatto gente, davanti alle «Giubbe Rosse», prima di sedersi in quello storico caffè del centro e raccontare come è nata e come è andata avanti la fiction dal titolo «Gino Bartali, l’Intramontabile» presentato in anteprima ieri sera a Firenze e in onda su Raiuno domenica 26 e lunedì 27 marzo in prima serata. Ieri c’erano Riccardo Nencini, presidente del consiglio regionale della Toscana, e Francesco Carrassi, direttore de «La Nazione».
Tutto si è svolto senza cerimonie e appesantimenti. Riccardo Nencini ha rimarcato il legame tra la Firenze di Bartali e «La Nazione». Carrassi ha sottolineato la spontaneità e l’umiltà di Ginettaccio, e ha aggiunto che il film non è storia del ciclismo attraverso un campione, è molto di più, è perfino un esempio per i giovani quando lo sport è inteso anche come figlio del sacrificio. Due interventi brevi per non togliere spazio ai protagonisti. Alberto Negrin ha raccontato come è arrivato a mettere insieme la vicenda Gino e a fare in modo che ciascun episodio ne anticipasse subito un altro: «A scrivere questo film cominciai tre anni e mezzo fa, e subito pensai a Favino nel ruolo di Bartali. Tengo a precisare di non aver fatto ricorso a nessuna controfigura, gli attori, in particolare Favino, si sono allenati per mesi. Un’altra cosa. Nel conoscere le vicende di Bartali, tutte le vicende, e diciamo pure la sua vita di ciclista e di uomo, ho capito perché è chiamato e sarà sempre chiamato l’Intramontabile».
Uno dei figli di Bartali, Andrea, ha esclamato rivolto a Favino: «Mi verrebbe quasi da chiamarti papà. Devo dirti che quando nel film fai la corte a quella che poi è diventata mia madre, sei imbranato proprio come mi raccontano che fosse lui.»
Poi, con un piccolo inchino alla Grimaudo: «Mi tolgo il cappello, hai reso benissimo il personaggio di mia madre».
Finito l’incontro, i due attori sono passati davanti al grande magazzino di via Calzaioli che un tempo si chiamava «Duilio 48» e nel quale Gino vide per la prima volta Adriana, lui di Ponte a Ema, lei del rione fiorentino delle Cure.

Giampiero Masieri
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TG COM
Febbraio 2005
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Nicole Grimaudo e l'incontro con Barbara Puglisi
L'attrice siciliana racconta l'emozione di lavorare a Catania e la scoperta di una femminilità 'antica'.
<<Nicole, come è stato vestire i panni di una ragazza siciliana del secolo scorso?>>
"Bellissimo. Amo i film in costume. Il piacere in questo caso è stato doppio, perché indosso i panni di una siciliana come me. Barbara è come una lontana parente, mi ha toccato molto e a volte fatto sorridere. E' una ragazza candida che passa dalle braccia del padre a quelle del marito. Mi ha fatto riscoprire la purezza e regalato la capacità di imbarazzarmi ed emozionarmi per una carezza."

<<Non è tuttavia una ragazza fragile...>>
"No. Barbara è una donna dal coraggio e dalla pazienza invidiabili. Resiste tre anni a fianco di suo marito, pur senza consumare con lui un rapporto. E cede solo quando il desiderio di fare dei figli si fa più forte e le pressioni della famiglia diventano insostenibili."

<<Che effetto le ha fatto girare a Catania, ad un passo dalla sua Caltagirone?>>
"Una gioia grandissima, soprattutto perché "Il bell'Antonio" riscopre una Sicilia romantica e ricca di suggestioni."

<<Ha pensato al confronto che qualcuno avrebbe fatto con la Cardinale, Barbara nel film di Bolognini?>>
"No. Posso solo dire di essere felice di avere un ruolo in comune con la grande Cardinale. Tutto qui."