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ADRIANO:

Un imperatore romano contro Roma?

 

 

Adriano deve la sua carriera a Plotina, a Matidia e a Marciana. Rispettivamente moglie, nipote e sorella di Traiano. Il suo rapporto con la moglie Vibia Sabina fu invece molto difficile, ma non c'è da meravigliarsi data la palese omosessualità dell'imperatore, che in occasione della morte del suo Antinoo si diede a muliebri lamenti.

Con i senatori ebbe difficili rapporti. Alcuni li fece uccidere o suicidare, altri cercò di comprarli con il denaro. Dopo la sua morte il senato voleva annullare tutti i suoi atti e rifiutò a lungo gli onori alle spoglie del defunto.

Con l'esercito ebbe ottimi rapporti. Pagava e dava premi, ma raramente faceva combattere i soldati, se non per difendere l'impero. Non fece alcuna guerra di sua iniziativa e, divenuto imperatore, non partecipò direttamente ad alcuna azione militare.

Con i barbari andò molto d'accordo. Cercò di risolvere tutte le controversie o comprandoli con il denaro o cedendo loro ampie zone dell'impero.

Volle comprare anche i cittadini di Roma con denaro, cibi e giochi. Ma preferì vivere lontano da Roma. O era in viaggio o si ritirava nella sua villa sulla via Tiburtina, lontano da nobili e popolani. Forse non si fidava. Lasciò a Roma il suo imponente mausoleo, nel medioevo trasformato in Castel S. Angelo.

Non imparò bene il latino e da grande dovette andare a scuola di dizione.

Amò moltissimo la Grecia e le sue costumanze, anche le peggiori.

Provocò inutilmente gli ebrei che si ribellarono e resistettero per alcuni anni alle legioni romane.

Fece fuori molti suoi amici sospettandoli di tradimento.

Nominò suo successore al trono imperiale un giovane di bell'aspetto e di grande fascino, privo di ogni conoscenza ed esperienza civile o militare, noto solo per la sua dissolutezza. Forse l'erede del bell'Antinoo. Fortunatamente la prematura morte del giovane salvò l'impero dalla rovina.

Dovendo scegliere un altro successore optò per il cinquantenne Antonino, senatore nobile e pio, con la clausola che l'impero passasse al figlio della sua ultima passione interrotta.

 

LocalitÓ: Impero Romano

Epoca: 76-138 d.C.

 

Le origini

Publio Elio Adriano nacque il 24 gennaio del 76 d.C. a Roma, come riferisce la Historia Augusta, o a Italica, una cittadina della Baetica, nel sud della Spagna, dove risiedeva la famiglia.

Il padre era Publio Elio Adriano "Afer", ossia "Africano" in riferimento a qualche impresa condotta nel Nord-Africa. Il nonno paterno era stato senatore di Roma e aveva sposato Ulpia, la zia di Traiano. La famiglia era originaria del Piceno e si era trasferita in Spagna ai tempi degli Scipioni, circa tre secoli prima.

La madre era Domizia Paolina di Gades, odierna Cadice.

Nell'85 il padre morì e Adriano, a dieci anni, venne affidato a due tutori: Publio Acilio Attiano, appartenente al rango di cavaliere, e Ulpio Traiano, pretore.

Adriano venne accolto nella famiglia di Traiano e venne portato a Roma per proseguire i suoi studi.

Ebbe particolare interesse per la letteratura e le tradizioni greche.

La carriera

A quindici anni venne inviato in Spagna per essere avviato alla carriera militare, ma a causa della sua dissolutezza e del suo scarso rendimento venne immediatamente richiamato a Roma da Traiano.

Adriano, nel 93, a 17 anni, divenne decemvir litibus iudicandis, ossia magistrato addetto a vertenze giudiziarie di poco conto.

Subito dopo entrò nell'esercito con il grado di tribunus della Legione II Adjutrix, dislocata in Pannonia.

Nel 96 fu tribunus militum della Legione V Macedonica dislocata nella Moesia Inferior, sul corso inferiore del Danubio in una zona corrispondente all'odierna Bulgaria.

Nel 97 divenne tribuno della Legione XXII nella Germania superior, a quel tempo governata da Traiano.

Nel 100, a 24 anni, sposò Vibia Sabina, figlia di Matidia Augusta, figlia di Ulpia Marciana, sorella di Traiano. Il padre della sposa era Lucio Vibio Sabino. Il matrimonio venne favorito da Pompea Plotina, la moglie di Traiano, ma fu osteggiato dallo stesso Traiano.

Nel 101 Adriano divenne questore. Poi ebbe la carica di redactor actorum senatus, ossia di responsabile della redazione dei verbali del Senato. Ma esercitò solo per pochi mesi la carica perché dovette accompagnare Traiano nella prima guerra per la conquista della Dacia (101-102).

Nel 105 venne nominato tribuno della plebe.

Nella seconda guerra dacica (105-106) ebbe il comando della Legione I Minervica.

Nel 107 divenne pretore e fu inviato come legatus praetorius, ossia governatore, nella Pannonia Inferiore per combattere i Sarmati.

Nel 108, a 32 anni, divenne console.

Nel 114, con l'appoggio di Plotina, riuscì ad ottenere la carica di governatore della Syria. La Syria costituiva la base operativa della spedizione di Traiano nella terra dei Parti (odierni Iraq e Iran).

Nel 117 ottenne, sempre per l'intervento di Plotina, la carica di console per la seconda volta. La carica doveva essere esercitata nel 118.

La successione

Il 9 agosto del 117 Adriano, che, come governatore della Syria, risiedeva ad Antiocheia, ricevette la lettera che gli comunicava l'adozione da parte di Traiano. Si trattava della nomina a suo successore.

L'11 agosto ricevette la notizia della morte di Traiano. Adriano, a 42 anni, divenne imperatore.

Il fatto strano è che Traiano era morto il 7 o 8 agosto a Selinus (Selinunte di Cilicia, odierna Selindi o Gazipasa in Turchia), dove si era dovuto fermare a causa di una improvvisa malattia che lo aveva colto mentre navigava per ritornare in Italia.

Si narra che Plotina e Attiano, l'ex tutore di Adriano, abbiano nascosto per qualche giorno la morte di Traiano e abbiano predisposto la falsa adozione di Adriano con una messinscena macabra.

L'esercito acclamò Adriano come nuovo imperatore e ricevette un donativo doppio di quello che a suo tempo aveva concesso Traiano al momento della sua nomina.

Adriano inviò al Senato romano una lettera in cui dichiarava che non aveva potuto che seguire la volontà dell'esercito che lo aveva nominato imperatore. Il Senato capì il messaggio, concesse gli onori a Traiano e decretò il trionfo per la vittoria sui Parti. Ma Adriano rifiutò questo onore. Stava infatti per riconsegnare ai Parti le terre che Traiano aveva conquistato.

Abbandono delle terre conquistate da Traiano

Adriano non aveva ottenuto grandi vittorie, come molti generali di Traiano, e aveva fatto la sua carriera politica e militare all'ombra delle donne della corte imperiale, sfruttando al massimo la sua parentela con l'imperatore.

Appena giunto al potere rinnegò la politica estera di Traiano. Il suo primo atto fu la rinuncia a tutte le conquiste fatte da Traiano al di là dell'Eufrate, abbandonando Armenia, Mesopotamia e Assyria. Mantenne solo l'Arabia Petrea, compresa tra l'Egitto, la Giudea, la Siria, e il Mar Rosso, perché utile a fini commerciali.

Adriano avrebbe voluto anche disfarsi della Dacia, restituendola ai barbari, ma fu trattenuto solo dal fatto che numerosi coloni romani si erano insediati in quelle terre e sarebbero stati certamente sterminati qualora le legioni si fossero ritirate.

Adriano segna un punto di svolta nella storia di Roma. Termina l'era delle conquiste. L'Impero d'ora in poi non aspirerà più ad espandersi.

Accordo con i Rossolani

Dopo la cessione dei territori ai Parti, Adriano nominò Lucio Catilio Severo legato per la Syria e iniziò il viaggio di ritorno in Italia. Ma passò più di un anno prima del suo ingresso in Roma perché prima intraprese una operazione politica e militare contro i Rossolani. Questi barbari avevano intenzione di invadere le province della Moesia e della Dacia. Adriano assicurò un lauto stipendio a Rasparasano, re dei Rossolani, e non ci fu necessità di alcuna battaglia.

La rivolta ebraica del 115-117

Gli ebrei vivevano, oltre che in Palestina, anche in Mesopotamia, in Egitto, nella Cirenaica e nell'isola di Cipro. Nel 115 si erano ribellati approfittando della circostanza che i Romani erano impegnati con i Parti.

La rivolta partì dalla Cirenaica e si estese rapidamente all'Egitto e a Cipro. Si tramanda che 240.000 tra romani e greci furono trucidati dai ribelli.

A Cirene furono abbattuti il Cesareo, la Basilica e le Terme, i templi di Ecate e di Giove, e probabilmente anche quelli di Apollo, Iside e Artemide. La popolazione romana e greca venne sterminata. Poi l'esercito ebraico, guidato da un capo di nome Lucua o Andrea si diresse verso l'Egitto.

Le truppe romane di stanza in Egitto, comandate dal generale Lupo, dovettero ritirarsi da Alessandria che venne incendiata. Traiano mandò altre truppe guidate da Marcio Turbone, che riprese il controllo dell'Egitto e della Cirenaica solo nell'autunno del 117.

A Cipro gli ebrei, sotto il comando di Artemione, si erano impadroniti di quasi tutta l'isola e avevano distrutto la città di Salamina sterminandone gli abitanti. L'esercito romano riprese il controllo dell'isola. Da allora venne vietato lo sbarco a Cipro di qualsiasi ebreo, pena la morte.

In Mesopotamia la rivolta ebraica scoppiò durante la guerra partica. Traiano era appena ritornato vittorioso dal Golfo Persico quando scoppiò l'insurrezione. Dovette riconquistare Nisibis (Nusaybin in Turchia), Edessa (Urfa in Turchia), capitale della Osroene, e Seleukeia (Seleucia sul Tigri, in Iraq), tutte sedi di antiche e importanti comunità ebraiche. Lusio Quieto, un valoroso comandante mauro, ebbe il compito di reprimere la rivolta.

Dopo aver pacificato la Mesopotamia Quieto si trasferì in Palestina, ma Adriano, divenuto imperatore, gli tolse la legazione di Giudea e il comando delle truppe romane e maure. Lo richiamò a Roma e lo accusò di aver aspirato al trono.

Per riportare l'ordine in Giudea Adriano fu costretto a stanziarvi permanentemente la Legione VI Ferrata.

Senatori messi a morte

Adriano nominò Attiano, suo ex tutore, e Similis prefetti del pretorio. In attesa del suo arrivo li inviò a Roma per prendere il controllo della capitale.

Gaio Calpurnio Crasso, accusato da Attiano, venne messo a morte.

Quattro consolari vennero messi a morte senza processo:
- Lusio Quieto, il generale che aveva domato la Mesopotamia, venne ucciso mentre si trovava in viaggio.
- Cornelio Palma, il conquistatore dell'Arabia, venne messo a morte a Terracina.
- Publilio Celso fu ucciso a Baia.
- Ovidio Nigrino, proconsole d'Acaia, fu ammazzato a Faenza.

Durante il regno di Traiano un solo senatore era stato condannato a morte e Traiano non lo aveva saputo.

Adriano iniziava il suo regno nel terrore. Per recuperare credito presso i senatori scaricò la colpa su Attiano che venne rimosso dall'incarico di prefetto del pretorio. Attiano, di rango equestre, fu premiato con il rango consolare e la dignità senatoria.

Nuovo prefetto del pretorio venne nominato il generale Marcio Turbone.

Anche Similis, della famiglia dei Sulpicii, venne dimesso. Fu sostituito da Septicio Claro.

Doni al popolo

Adriano arrivò a Roma nel luglio del 118.

Prima di entrare aveva fatto regalare ai cittadini tre monete d'oro, equivalenti a 75 giorni di paga di un operaio.

In occasione del suo ingresso effettuò distribuzioni di generi alimentari.

Condonò tutti i debiti per tasse non pagate.

Condonò totalmente per l'Italia e in parte per le Province la tassa d'omaggio al nuovo imperatore (aureum coronarium).

Il 24 gennaio del 119, data del suo compleanno, diede un grande spettacolo di gladiatori e fece ulteriori donazioni al popolo.

Doni ai senatori

Adriano provvide a reintegrare il patrimonio di quei senatori che non avevano più ricchezze pari al loro grado.

Proibì ai cavalieri di gestire processi che coinvolgevano senatori.

I viaggi di Adriano

A partire dal 121 iniziarono i viaggi di Adriano finalizzati essenzialmente a controllare lo stato dell'esercito, ma non a metterlo in armi. I militari pagati, ma esentati dal fare la guerra, furono molto devoti ad Adriano. I soldati furono adibiti a mansioni civili: allevare cavalli e bestiame, costruire fortificazioni, fare la scorta ai carri del grano, ecc.

In Gallia

Nel 121 Adriano andò in Gallia, che era allora suddivisa in quattro province: Narbonensis, amministrata dal Senato, Aquitania, Lugdunensis e Belgica governate da legati pretori dell'imperatore.

Lugdunum (Lione) era la capitale delle province imperiali. Altre città importanti erano Narbo Martius (Narbona), Nemausus (Nimes), Arelate (Arles), Burdigala (Bordeaux), Tolosa, Lutetia Parisiorum (Parigi), Augusta Trevirorum (Trier, Treviri, in Renania-Palatinato, Germania).

In Germania

Dalla Gallia Adriano si recò in Germania, suddivisa in due province: Germania superior e Germania inferior. Entrambe erano rette da legati consolari.

Germania Inferior

La Inferior, il cui territorio si estendeva fino alla foce del Reno, aveva per capitale Colonia Agrippinensium (Köln, Colonia, in Nord Reno-Vestfalia, Germania) dove risiedeva il legato. Altre città importanti erano Deuso (Deutz), Novaesium (Neuss, in Nord Reno-Vestfalia, Germania), Noviomagus (Nijmegen, Nimega, in Olanda), Bonna (Castra Bonnensia, Bonn, in Nord Reno-Vestfalia, Germania), Vetera (Xanten, in Nord Reno-Vestfalia, Germania).

In Germania Inferiore risiedevano 2 legioni: la I Minervia a Bonn e la XXX Ulpia a Xanten.

Germania Superior

Maguntiacum (Mainz, Magonza, in Renania-Palatinato, Germania) era la capitale della Superior. Altre importanti città erano Argentoratum (Strassburg, Strasburgo, in Alsazia, Germania), Spira (Speier, in Renania-Palatinato, Germania), Borbetomagus (Civitas Vangionum, Worms, in Renania-Palatinato, Germania), Augusta Rauracorum (Basilea in Svizzera), Vindonissa (Windisch, in Svizzera).

In Germania Superiore risiedevano 2 legioni: la VIII Augusta a Strasburgo e la XXII Primigenia a Magonza.

Agrii Decumates

Tra la sorgente del Reno e del Danubio si estendevano gli Agri Decumates, dove erano state stabilite numerose colonie romane. Una serie di fortificazioni difendevano il confine da Kehlheim sul Danubio alla foce del Lahn su Reno.

In Rezia, Norico e Pannonia

Adriano probabilmente visitò anche la Raetia, il Noricum e la Pannonia, che avevano per confine il Danubio.

Rezia

In Rezia al tempo di Adriano non c'erano legioni, Marco Aurelio porterà la III Italica a Castra Regina (Regensburg, Ratisbona, in Baviera, Germania).

Città importante era Augusta Vindelicorum (Augsburg, Augusta, in Baviera, Germania).

Norico

Nel Norico al tempo di Adriano non c'erano legioni, Marco Aurelio porterà la II Italica a Lauriacum (Enns, in Austria).

Pannonia

Traiano aveva diviso la Pannonia in Superiore e Inferiore.

Nella Pannonia Superiore erano tre fortezze: Vindobona (Vienna, in Austria), dove risiedeva la Legione X Gemina, Carnuntum (Altenburg in Turingia, Germania) dove si trovava la XIV Gemina e Brigetium, dove era la I Adiutrix.

Nella Pannonia Inferiore c'era una sola legione, la II Adiutrix, ad Aquincum (Budapest, in Ungheria).

In Britannia

Dopo aver visitato il fronte sul Reno Adriano si diresse in Britannia. Capitale ai tempi di Traiano era Eboracum (York). Centri importanti erano Camulodunum (Colchester) e Londinium (Londra). Fortezze erano state costruite a Glevum (Gloucester) e Lindum (Lincoln).

In Britannia risiedevano 3 legioni: la II Augusta a Isca Silurum (Caerlon), la VI Victrix a Eboracum (York), la XX Valeria Victrix a Deva (Chester).

Adriano, a partire dal 122, iniziò la costruzione di un muro alto tre metri e mezzo, accompagnato da un fossato e da terrapieni, lungo 118 chilometri tra Segedunum (Wallsend) sul fiume Tyne ad est e Bowness sul golfo di Solway ad ovest. Il vallum Hadriani costituiva il confine tra la zona controllata dai romani e la Caledonia, odierna Scozia. L'opera venne costruita dalla Legione II con partecipazione della VI Victrix e della XX Valeria.

Il vallo aveva torri di guardia ogni 500 metri, porte ogni 1.600 metri e forti ogni 10 chilometri.

Adriano decise la costruzione del vallo dopo aver abbandonato la linea di confine che Gneo Giulio Agricola aveva stabilito nel I secolo tra gli estuari dei fiumi Forth ad est e Clyde ad ovest, in una linea che andava all'incirca da Edimburgo a Glasgow. Sarà Antonino Pio a riportare le legioni sul confine stabilito da Agricola e a costruire un nuovo vallo lungo 60 chilometri.

Mentre era in Britannia Adriano fece una epurazione tra i suoi collaboratori accusati di aver avuto rapporti troppo stretti con sua moglie Sabina. Tra l'altro furono rimossi Septicio Claro, prefetto del pretorio, e Svetonio, segretario imperiale.

Ritorno in Gallia

Ritornando dalla Britannia Adriano passò dalla Gallia e a Nemausus (Nîmes) innalzò un tempio in onore di Augusta Plotina, la moglie di Traiano.

In Spagna

Nel 122-123 Adriano andò in Spagna, che allora era divisa in Hispania citerior, con capitale Tarraco (Tarragona, in Catalogna, Spagna), Hispania ulterior o Baetica, con capitale Cordoba (in Andalusia, Spagna), e Lusitania (Portogallo), con capitale Augusta Emerita (Merida, in Estremadura, Spagna).

La Legione VII Gemina controllava tutto il territorio.

Della Spagna erano originari Seneca, Lucano, Marziale, Columella e Quintiliano oltre agli imperatori Traiano e ad Adriano. Nel IV secolo un altro imperatore, Teodosio il Grande, verrà dalla Spagna.

In Mauretania

Nel 123 Adriano passò in Mauretania, che era divisa in Tingitana (Marocco) e Caesarensis (Algeria occidentale), poi ritornò a Roma.

La capitale della Caesarensis era Caesarea (precedentemente Iol, adesso Cherchel), e quella della Tingitana con capitale Tingis (Tangeri, in arabo Tanjah). Importante città della Tingitana fu Volubilis (in arabo Oulili, Walila, or Walili).

Primo viaggio in Oriente

Nel 123 Adriano si recò in visita nella provincia di Asia, che comprendeva Mysia, Lydia, Phrygia, Caria, Pamphylia, Pisidia e Lycaonia. Sede del proconsole era Ephesus (Efeso, vicino Selçuk).

Poi andò in Cappadocia, in Galatia, in Bythinia, nel Pontus e raggiunse la città di Trabezous (Trebisonda, Trabezunte, in turco Trabzon) sul Mar Nero. Arrivò al confine con l'Armenia e il regno dei Parti. Il confine era protetto dalla Legione XII Fulminata sita a Melitene (Eski Malatya, in Turchia) sull'Eufrate, dalla XVI Flavia Firma posta a Samosata (Samsat in Turchia) o a Satala (in Turchia) e dalla XV Apollinaris di stanza nella Armenia Minor.

Restituì a Cosroe, re dei Parti, la figlia, che Traiano era riuscito a catturare. Organizzò un convegno con i principi barbari ai quali concesse ricchi donativi.

Nel 124 raggiunse Novum Ilium, convinto che si trattasse della antica Troia. Poi si recò a Samotracia e infine in Macedonia. Giunse ad Atene nell'autunno del 124 e vi rimase circa un anno. Visitò molte città della provincia di Acaia. Venne iniziato ai misteri eleusini.

Di ritorno verso l'Italia passò dalla Sicilia e salì sull'Etna.

Verso la fine del 125 arrivò a Roma, dove introdusse molte costumanze greche, comprese le feste eleusine.

In Africa

Adriano nell'estate del 128 raggiunse la provincia di Africa (Tunisia e Libia) e Numidia (Algeria orientale). Era governata da un proconsole. Vi era di stanza la Legione III Augusta comandata da un legato imperiale. La capitale dell'Africa era Carthago (Cartagine, vicino Tunisi). Capitale della Numidia era Cirta (Costantina, Qacentina, in arabo Blad El-Hawa).

Secondo viaggio in Oriente

Ritornato a Roma vi rimase poco perché alla fine del 128 o all'inizio del 129 intraprese il secondo viaggio in Oriente. Fu ad Atene e ad Eleusi. Alla fine del 129 passò ad Ephesus (Efeso, vicino Selçuk in Turchia) e a Smyrna (Izmir in Turchia). Nel 130 raggiunse la Syria e si fermò nella capitale Antiocheia (Antiochia, Antakya, in Turchia non lontano dal confine con la Siria). Poi andò in Giudea dove era di stanza la Legione X Fretensis oltre alla VI Ferrata.

Dalla Giudea Adriano passò in Arabia Petrea, che era stata conquistata da Cornelio Palma. La capitale era Bostra (Busra Ash-sham in Siria). Altra città importante era Petra (Batra, in Giordania), sede della Legione III Cirenaica.

Poi Adriano prese la strada dell'Egitto, passando probabilmente da Pelusium, e raggiunse Alessandria, la capitale.

L'Egitto era governato da un prefetto dell'imperatore. Nessun senatore poteva entrarvi.

Vi risiedevano due legioni: la XXII Deioratana e la II Traiana.

Nel'autunno del 130 Adriano visitò Menfi ed intraprese un viaggio sul Nilo con la moglie Sabina e il suo favorito Antinoo. Sulla riva sinistra del Nilo, di fronte a Hermopolis (Al-ashmunayn), Antinoo annegò. Adriano vi fece costruire una città di nome Antinoe.

La comitiva imperiale si diresse poi a Tebe (novembre 130) ed infine ritornò ad Alessandria.

Alla fine del 131 o all'inizio del 132 Adriano raggiunse la Syria, forse richiamato dalla ribellione ebraica.

La rivolta ebraica del 132-135

Adriano assimilò la circoncisione alla castrazione, che era già stata vietata da Domiziano. Il divieto di circoncisione non venne accettato dagli ebrei per motivi religiosi.

Adriano elaborò il progetto di costruire una nuova città, Aelia Capitolina, sulle rovine di Gerusalemme e di costruirvi un tempio dedicato a Giove Capitolino. L'intenzione di Adriano venne considerata come un sacrilegio da parte degli ebrei.

I due provvedimenti di Adriano non erano diretti contro la religione ebraica, ma manifestavano scarso rispetto per tradizioni estranee al mondo greco e romano.

Nel 132 in Palestina scoppiò una insurrezione, diretta da Simone bar Kosiba. Il governatore Tineio Rufo ricevette rinforzi dal legato imperiale della Siria, Gneo Publicio Marcello. Le truppe romane furono portate a quattro legioni, oltre a singoli reparti di altre legioni e a numerose coorti ausiliarie.

Adriano, dato il protrarsi della situazione, decise di far intervenire Sesto Giulio Severo, ottimo generale e allora governatore della Britannia. Giulio Severo riuscì a sconfiggere Simone presso la roccaforte di Bether, vicino a Gerusalemme, nel 135, ponendo fine alla rivolta.

Nel 136 o 137 Aelia Capitolina venne inaugurata sotto la protezione della X Fretense, mentre la VI Ferrata controllava il resto della Giudea.

Adriano espulse gli ebrei da Aelia Capitolina, che venne popolata da coloni. La città fu ricostruita magnificamente.

Antonino Pio ritirò il divieto di circoncisione. Costantino permise agli ebrei di ritornare a Aelia Capitolina solo una volta all'anno, nell'anniversario della distruzione del tempio da parte di Tito, per pregare sul luogo del santuario.

L'attacco degli Alani

Nel maggio del 134 Adriano era tornato a Roma. Poco dopo giunse la notizia che gli Alani avevano attaccato la Cappadocia e l'Armenia. Il legato della Cappadocia era Flavio Arriano. Comandante supremo venne nominato Senofonte. Parteciparono alla guerra la XII e la XV Legione, quest'ultima comandata da Valente. Gli Alani furono respinti facilmente.

La successione

Nel maggio del 136 Sabina morì, forse avvelenata. Adriano non aveva figli.

Successore venne designato Lucio Commodo Vero, genero di Ovidio Nigrino, il senatore fatto uccidere da Adriano all'inizio del suo regno. Lucio ricevette il nome di Lucio Elio Cesare.

Lucio Elio Cesare, figlio di Ceionio Commodo, era stato pretore nel 130. Il 5 dicembre del 130 aveva avuto un figlio, Lucio Elio Aurelio Commodo, da sua moglie Domizia Lucilla.

Lucio Elio Cesare era di rara bellezza e fascino. Anch'egli aveva partecipato al viaggio sul Nilo, forse come sostituto di Antinoo. Lucio Elio Cesare era noto a Roma per le sue dissolutezze.

La scelta venne contestata. Adriano, 60 anni, reagì mandando a morte il cognato Serviano, 90 anni, e il suo nipote Fusco, 17 anni. La polizia segreta imperiale si mise in azione e molti ebbero a subirne le conseguenze. Non venne fatta distinzione tra amici e nemici. Tutti divennero sospetti.

Nel 137 Lucio Elio Cesare ricevette il consolato e la potestà tribunizia. Prima della fine dell'anno Adriano gli affidò il controllo dell'Impero e si ritirò nella sua villa sulla Tiburtina. Ma il 1° gennaio del 138 Lucio Elio Cesare morì improvvisamente per una grave malattia.

Adriano allora adottò Aurelio Antonino, un senatore della famiglia Aurelia originaria di Nîmes in Gallia. Antonino aveva 51 anni. Aveva sposato Annia Galeria Faustina Maggiore. Anna era figlia del prefetto Marco Annio Vero. I suoi figli maschi erano morti precocemente. Aveva due figlie di cui una si chiamava Annia Galeria Faustina Minore, sposerà Marco Aurelio.

Adriano impose ad Antonino la condizione di adottare a sua volta come successori:

- Lucio Ceionio Commodo, 7 anni, il figlio di Lucio Elio Cesare. Lucio Ceiono Commodo diverrà imperatore con il nome di Lucio Vero.

- Marco Annio Vero, 16 anni, figlio del pretore Marco Annio Vero e di Domizia Faustilla. Faustina Maggiore era sorella di Marco Annio Vero, padre dell'adottando. Marco Annio Vero diverrà imperatore con il nome di Marco Aurelio.

Il 25 febbraio del 138 Antonino venne adottato ufficialmente.

La morte

Il 10 luglio del 138 Adriano morì a Baia. Aveva 62 anni. Aveva regnato 21 anni.

Il Senato si rifiutò di onorare le ceneri del suo persecutore. Fu solo dopo qualche tempo che Antonino riuscì a far venire a Roma i resti di Adriano e a porli nel suo mausoleo.

 

Riferimenti bibliografici:

 

Enciclopedia dell'Antichità Classica

Garzanti

 

Scrittori della Storia Augusta

TEA

Bowder D.

Dizionario dei personaggi dell'Antica Roma

Newton

Firpo G.

Le rivolte giudaiche

Laterza

Grant M.

Gli imperatori romani

Newton

Gregorovius

Vita di Adriano

Melita

Le Bohec Y.

L'esercito imperiale

Carocci

Levi M. A.

Adriano

Rusconi

Luttwak E. N.

La grande strategia dell'Impero romano

Rizzoli

Mazzarino S.

L'Impero romano

Laterza

Milan A.

Le forze armate nella storia di Roma antica

Jouvence

Rostovzev M.

Storia economica e sociale dell'impero romano

Nuova Italia

Wells C. M.

L'Impero Romano

Il Mulino

 

Riferimenti multimediali (CD):

 

Aureae Latinitatis Bibliotheca

Zanichelli

Gislon-Palazzi

Dizionario di mitologia e antichità classica

Zanichelli

 

Enciclopedia Encarta

Microsoft

 

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Rizzoli

 

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