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Codreanu: Le ragazze di Sibiu

 

Corneliu Zelea Codreanu nacque a Iasi, in Moldavia, il 13-9-1899.

Il padre, Ion Zelea Codreanu, era professore di liceo.

Codreanu nel 1912 entrò al Liceo Militare di di Manastirea Dealului.

Nel 1916 tentò di arruolarsi volontario presso il 25° reggimento di fanteria Vaslui. Nel 1917 entrò alla Scuola Militare attiva di Botosani, da cui uscì nel 1918 con il grado di allievo sottufficiale.

Terminato il liceo a Husi, entrò all'Università di Iasi per seguire gli studi di legge. Si laureò nel 1922 e si recò in Germania per seguire i corsi di Economia Politica a Berlino e a Jena.

Ritornato in Romania, nel 1923 divenne segretario organizzativo della Lega della Difesa Nazionale Cristiana.

In seguito alla denuncia di cospirazione da parte di un membro della Lega, Codreanu venne arrestato e incarcerato a Vacaresti. Il processo si concluse nel 1924 con la assoluzione di Codreanu.

Nel giugno del 1925 Codreanu si sposava con Elena Ilinoiu. Il matrimonio venne celebrato da un pope ortodosso, ebreo convertito. A settembre si recava in Francia per acquisire il dottorato in economia a Grenoble.

Nel giugno del 1927, Codreanu, rientrato in Romania, fondava la Legione dell'Arcangelo Michele, antiborghese, anticapitalista e antidemocratica.

Nel giugno 1930 Codreanu dette vita alla Guardia di Ferro, un'organizzazione volta a combattere il comunismo e aperta alla gioventù rumena di tutte le associazioni e di tutti i raggruppamenti politici.

Nel giugno dello stesso anno ascendeva al trono di Romania Carlo II, che aveva una relazione morganatica con Elena Lupescu, d'origine ebrea. Elena divenne l'organizzatrice della cosiddetta camarilla reale, un insieme di uomini politici, industriali e affaristi. Questa lobbie si impegnò nel mantenimento e nell'accrescimento del proprio potere politico ed economico.

Codreanu denunciò la camarilla reale e richiese un cambiamento radicale e rivoluzionario della società.

Carlo II reagì facendo perseguitare i legionari e nel 1933 vennero presi drastici provvedimenti dal Presidente del Consiglio Ion Duca, che venne assassinato da un commando composto da 3 legionari, i Nicadori.

Nel 1934 la Guardia di Ferro, accusata dell'omicidio, venne processata e assolta. Nello stesso anno la Guardia di Ferro raggiunse i 35.000 militanti.

Nel 1935 Codreanu fondò il partito Tòtul pentru Tara.

Nel 1936 Codreanu inviò in Spagna un gruppo di volontari per combattere nel Tercio per "la vittoria della Croce" minacciata "dalla barbarie e dai sacrilegi dei comunisti".

Nel 1937 i caduti in Spagna vennero accolti in patria da un corteo a cui parteciparono 400 preti. Dei diecimila preti della Romania, 2.000 erano iscritti alla Legione dell'Arcangelo Michele. Il filosofo Emil Cioran e lo storico delle religioni Mircea Eliade si schierarono a fianco della Legione.

Nel dicembre 1937 il partito Totul pentru Tara raccolse il 15,5% dei voti e 66 seggi parlamentari diventando il terzo partito della Romania.

Nel febbraio del 1938 Carlo II emanò una nuova costituzione che aboliva i partiti. Codreanu fu costretto a sciogliere il Totul pentru Tara. Carlo II imprigionò ugualmente Codreanu che venne condannato a 10 anni di lavori forzati in un processo per cospirazione.

Carlo II temeva ancora Codreanu e ordinò di farlo uccidere in prigione. Nella notte tra il 29 e il 30 novembre 1938 Codreanu venne strangolato e poi colpito a fucilate alle spalle per far credere ad una fuga. Il cadavere fu poi distrutto con l'acido solforico.

 

LocalitÓ: Romania

Epoca: secolo XX

Testo: Il testo che segue è tratto dalle "Lettere studentesche dal carcere (1923-24)", scritte da Codreanu durante la sua prigionia nel carcere di Varesti. Si riportano brani della lettera inviata alle allieve della scuola normale di Sibiu.

 

TESTO (estratti)

I sogni opprimevano da secoli le anime tormentate dei rumeni...

La speranza che il sogno si realizzasse veramente era debole... quando le "ragazze di Sibiu", avvolte da un divino tremito, hanno cucito insieme, bagnando con calde lacrime, nel mistero delle notti, quella prima bandiera romena, unendo i suoi santi colori, nel soggiogato Ardeal.

Poi l'hanno disfatta in strisce, hanno nascosto il blu e il rosso nel seno e in una notte hanno oltrepassato i monti fino alla terra libera.

Il blu l'hanno portato a Bucarest, affidandolo agli studenti di lì, il rosso l'hanno donato agli studenti moldavi di Iasi, il giallo invece l'hanno lasciato a casa nell'Ardeal.

All'ombra di quella bandiera ritagliata in tre, sono cresciuti poi, uno ad uno, tutti coloro che più tardi hanno riempito con i loro corpi le valli e i monti - e oggi dormono silenziosi all'ombra dei rami d'abete - affinchè facciano di tre una sola bandiera di una sola nazione, che unisca tutti i rumeni insieme.

 

 

Riferimenti bibliografici:

Vitale G.

La svastica e l'arcangelo
Il Cerchio

 

 
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