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INDIA:

Dalla Compagnia alla Corona inglese

 

Nel 1690 gli inglesi della Compagnia delle Indie Orientali stabilirono una loro base a Calcutta.

Nel 1858 la Corona inglese prese il controllo diretto dell'India.

L'Impero del Gran Mogol, iniziato nel 1526 con Baber, pronipote di Tamerlano, era giunto alla fine.

 

LocalitÓ: India

Epoca: dal 1690 al 1858

Gli inglesi arrivano in India

Il 5 giugno 1659, veniva incoronato imperatore Aurangzeb, della stirpe dei Mogol, che assunse il nome di Alamgir, ossia "possessore del mondo". Sarebbe morto il 20 febbraio 1707. Sotto il suo regno gli europei, in particolare inglesi e francesi, iniziarono la penetrazione in India.

Nel 1690 gli inglesi si stabilirono a Calcutta, nel Bengala. Nel 1700 vi risiedevano oltre 1200 inglesi. Agli inizi del 1700 venne costruito Fort William.

Gli inglesi cominciano ad intervenire nelle questioni indiane

Nel 1749 i francesi, in seguito a delle vicende europee, dovettero cedere agli inglesi Madras.

Nel 1750 gli inglesi si inserirono in una vicenda di successione locale e nel 1752 fecero nominare nawab di Arcot Muhammad Ali.

Gli indiani attaccano Fort William

Nell'aprile del 1756 morì Ali Vardi, il nawab del Bengala. Siraj, il successore, nell'estate 1756 attaccò Fort William poichè gli inglesi avevano aggiunto delle fortificazioni senza il suo permesso. Roger Drake, il responsabile della Compagnia, e la maggior parte degli uomini della guarnigione fuggirono sulle navi. A terra rimasero 160 soldati, molte donne e bambini. Il 20 giugno venne sferrato l'attacco. A mezzogiorno il generale Holwell dovette arrendersi. Nella notte, 146 prigionieri, compresa una donna e dei feriti, furono gettati nella prigione di Fort William, una cella senza aria di 4 per 5,5 metri. Al mattino solo 23 ne uscirono vivi.

La reazione degli inglesi

Nel gennaio 1757 Fort William venne riconquistato dagli inglesi.

La Compagnia si alleò con i banchieri indù di Calcutta e particolarmente con Jagat Seth, i Rothschild del posto, che, scontenti del nuovo nawab, appoggiavano Mir Ja'far, ritenuto più malleabile di Siraj.

Il 23 giugno 1757 avvenne la battaglia di Plassey, tra Calcutta e Murshidabad. Con solo 800 soldati europei e 2.000 sepoy, l'esercito della Compagnia, guidato da Clive, sbaragliò i 50.000 uomini di Siraj. Mir J'far divenne nawab del Bengala.

La Compagnia controlla il Bengala

Clive ottenne in ricompensa un patrimonio personale di 234.000 sterline, fu nominato mansabdar di 6.000 uomini con uno stipendio annuo di 30.000 sterline, equivalenti alla rendita di 24 pargan (regioni) del Bengala.

Nel 1760 la Compagnia sostituì Mir Ja'far con Mir Kasim. Come ricompensa la Compagnia ottenne che circa mezzo milione di sterline d'argento all'anno si trasferissero dal Bengala alle navi britanniche.

La Compagnia controlla il Bengala, il Bihar e l'Orissa

Nel 1763 la Compagnia sostituì Mir Kasim, che voleva controllare i mercanti, con il più debole Mir Ja'far, che rimase in carica fino alla sua morte nel 1765.

Mir Kasim ordinò che tutti gli inglesi residenti a Patna venissero uccisi, poi fuggì a Luckow e chiese aiuto a Shuja-ad-Dulah, nawab dell'Audh, e al suo regale ospite, l'imperatore Mogol Shah 'Alam.

Il 22 ottobre 1764 a Buxar (Bakshar), tra Banaras e Patna, il maggiore Munro con esigue truppe batteva l'esercito della coalizione mogol.

Con un editto del 12 agosto 1765 Shah 'Alam dovette concedere alla Compagnia la riscossione delle tasse del Bengala, del Bihar e dell'Orissa in quanto divan dell'imperatore per quei territori. In cambio la Compagnia versava all'imperatore 260.000 sterline l'anno per il mantenimento della corte di Allahabad. L'amministrazione dei territori rimaneva formalmente nelle mani del nawab, che però non aveva più alcun fondo con cui gestire le spese.

Alla fine del 1769 le piogge monsoniche non caddero, nel 1770 il Bengala si trovò completamente privo di scorte alimentari e almeno un terzo della popolazione morì di fame. I mercanti inglesi fecero affari incredibili speculando sulla fame della povera gente.

La Compagnia decise in seguito di dimezzare lo stipendio del nawab e di non pagare il tributo annuale all'imperatore mogol. D'altra parte introdusse sistemi di riscossione delle tasse molto più efficaci.

 

Attività militari

Nel 1774 la Compagnia inviò soldati inglesi ad aiutare il nawab-wazir dell'Audh, Shuja-ad-Daulah, nella sua lotta contro gli afghani Rohilla.

Nel 1775 in base al Trattato di Surat, gli inglesi promettevano al deposto peshwa Raghunathrao 2.500 uomini armati, di cui 700 europei, in cambio dell'oro e delle ricchezze necessarie per mantenerli e della cessione perpetua di un certo numero di isole presso Bombay.

Nel 1780 la Compagnia inviò un esercito per soccorrere Madras e combattè contro Haidar 'Ali che aveva attaccato Fort St. George.

 

Discriminazione degli indiani

Nel 1790 la Compagnia stabilì che:

- nessun sepoy sarebbe mai diventato ufficiale

- nessun impiegato civile con stipendio superiore alle 500 sterline sarebbe stato indiano.

 

Riforma fiscale

Nel 1793 la Compagnia raggiunse un accordo con gli zamindar, ossia gli esattori mogol del Bengala, per avere un reddito minimo certo: 3.750.000 sterline all'anno. Gli zamindar da concessionari dell'imperatore, senza diritto di vendere le terre loro assegnate, venivano trasformati in proprietari terrieri.

Ma appena gli zamindar, per qualche raccolto andato a male o per qualche altra difficoltà economica, non erano in grado di pagare la tassa stabilita, accorrevano banchieri ed usurai di Calcutta per appropriarsi delle terre. In questo modo la vecchia aristocrazia mogol venne in parte sostituita da famiglie indù: i Roy, i Sen, i Tagore. Queste famiglie rimasero molto attaccate al regime britannico e nel 1857-58 manifestarono la loro fedeltà al nuovo padrone.

 

Conquista del Malabar

Nel 1792 la Compagnia fece guerra al sultano Tipu che cedette gran parte della costa del Malabar.

 

Provvedimenti legislativi

La Compagnia abolì le corti presiedute da giudici indiani e al loro posto pose tribunali presieduti da inglesi.

I magistrati ebbero anche funzioni poliziesche per certi tipi di reato. Ma nel 1817 la giustizia riebbe un corpo separato.

I funzionari amministrativi distrettuali dovevano essere inglesi.

Gli assistenti ed il personale esecutivo potevano essere indiani.

Venne stabilito il monopolio sul sale, che divenne una delle fonti principali di reddito della Compagnia.

Un monopolio venne stabilito anche per l'oppio, inviato in Cina in cambio di seta e di tè.

La Compagnia si riservò il diritto di imporre tasse e prezzi.

 

Espansione

Nel 1798 giunse in India il governatore generale lord Richard Colley con il fratello minore Arthur, il futuro duca di Wellington, vincitore di Napoleone.

Il 4 maggio 1799 il sultano Tipu cadde dinanzi all'esercito inglese quando la sua capitale Seringapatam venne assalita. La Compagnia prese metà del Mysore e Madras venne unita alla costa occidentale. Altri territori furono dati ad alleati indiani.

Poco tempo dopo il nizam di Hyderabad cedette il Berar, il nawab-wazir dell'Audh dovette congedare il suo esercito oltre a cedere il Doab e il Rohilkhand. Vennero assorbite Surat e Tanjore.

Il 31 dicembre 1802, con il trattato di Bassein, il peshwa Baji Rao II, dopo la sua sconfitta, divenne alleato della Compagnia.

Nel 1812 Baji Rao II cominciò a fare resistenza, allora venne messo su di una nave e inviato a Bithur, un castello in prossimità di Kanhpur (Cawnpore).

Le terre dei nobili (sardar) ostili vennero sequestrate. Ma molti jargirdar riuscirono a mantenere le loro terre dichiarando fedeltà agli inglesi.

 

Cambiamenti

Tra il 1813 e il 1833 gli inglesi aprirono le porte dell'India alle importazioni della madrepatria. Le stoffe di cotone prodotte a macchina in Inghilterra soppiantarono completamente la produzione locale. Milioni di donne e uomini rimasero senza lavoro.

Anche nel mondo agricolo la rivoluzione industriale portò gravi cambiamenti. La situazione dei contadini divenne precaria. L'India non fu più autosufficiente e dovette importare dall'estero anche generi alimentari.

Modifiche al sistema di canalizzazione quadruplicarono le superfici paludose e i campi fino ad allora fertili divennero sterili a causa della siccità.

Nel 1832 il persiano cessò di essere la lingua ufficiale della legislatura e dei tribunali. L'inglese diventò la lingua della amministrazione.

Nel 1835 sulle rupie comparve l'effigie del sovrano inglese.

Tra il 1828 e il 1833 17 palazzi di Agra furono smontati e spediti in Inghilterra per essere messi all'asta. Si arrivò perfino a porre impalcature intorno al Taj Mahal.

 

Conquista del Sind

Nel 1843 Napier iniziò una campagna militare contro gli amir del Sind. il 17 febbraio 1843 5.000 uomini del Sind furono massacrati. Gli inglesi persero 256 soldati.

 

Conquista del Punjab

Nel 1844 moriva Ranjit Singh, maharaja del regno dei sikh del Punjab. La successione fu sofferta e nel dicembre 1845 l'esercito della Compagnia attaccò. Il 9 marzo 1846 venne firmato un trattato con cui tutte le terre comprese tra i fiumi Beas e Satlej, oltre al Kashmir, venivano consegnate agli inglesi. Nel 1849 le ostilità ripresero e il 30 marzo l'intero Punjab venne posto sotto amministrazione britannica.

 

Principio di estinzione

Dopo il 1849 la Compagnia procedette alla integrazione dei territori ancora indipendenti ricorrendo al principio giuridico spurio della estinzione: la dizione "eredi e successori" in tutti i trattati doveva considerarsi riferita solo agli eredi naturali, non agli adottati. Nel 1854 lo stato di Nagpur con 4 milioni di abitanti venne annesso in questo modo dagli inglesi.

 

Cartucce di vacca e di maiale

Nel 1857 l'uso di grasso animale nelle cartucce provocò l'ira nei soldati indù, che pensavano fosse stato fatto con la carne di vacca, e nei soldati musulmani, che pensavano fosse di maiale. Infatti la punta delle cartucce doveva essere strappata con i denti e nessun soldato voleva infrangere i divieti alimentari della propria religione.

 

La grande rivolta

Sabato 9 maggio 1857 venne innescata la ribellione a Meerut, proprio per il problema delle cartucce. La domenica le truppe ribelli si diressero verso Delhi. L'11 maggio la città cadde in mano ai ribelli e Bahadur Shah II, pur riluttante, venne reintegrato nella gloria imperiale di Gran Mogol.

Gli inglesi presenti a Delhi furono uccisi. Il 16 maggio il principe Mirza fece decapitare donne e bambini inglesi. Una orrenda cavalcata venne organizzata la sera con le teste delle vittime sulle lance.

Il 19 maggio l'imam dichiarò solennemente la guerra santa contro gli infedeli. Gli indù protestarono. L'imam precisò che per infedele si intendeva "inglese". Per calmare gli indù venne anche proibito l'uso della carne di manzo a tutti, compresi i musulmani.

La ribellione esplose in altre zone. All'inizio di giugno il generale Wheleer non riuscì a difendere 400 persone, comprese donne e bambini, nel campo trincerato di Cawpore. Si arrese dopo 18 giorni con l'accordo di un salvacondotto. Ma, appena la gente fu salita sulle imbarcazioni, le truppe indiane iniziarono a sparare. Si salvarono solo in 4.

Il 6 settembre gli inglesi posero l'assedio a Delhi. La sera del 14 avvenne l'assalto e iniziò il massacro, che durò fino al 20. Furono uccisi circa 120.000 indiani, di cui almeno 100.000 civili.

Tre figli del Gran Mogol si presentarono alle porte di Delhi per pregare il capitano Hodson di interrompere il massacro. Il capitano estrasse la pistola e li uccise.

La sera del 18 dicembre al lume delle fiaccole il capitano Hodson procedeva all'arresto del Gran Mogol. Bahadur Shah II venne esiliato in Birmania.

La ribellione continuò fino all'8 luglio 1858.

Il 2 agosto 1858 il governo britannico approvò il Government of India Act con cui tutti i diritti goduti dalla Compagnia venivano trasferiti alla Corona.

Tra il 1857 e il 1858 gli inglesi avevano fatto più morti di Tamerlano e di tutti gli imperatori di Delhi messi assieme.

 

 

Riferimenti bibliografici:

Wolpert S.

Storia dell'India

Bompiani

Noja S.

Storia dei popoli dell'Islam - L'Islam moderno

Mondadori

Noja S.

Storia dei popoli dell'islam - L'Islam dell'immobilismo (1258-1798)

Mondadori

Treveljan G.M.

Storia d'Inghilterra

Garzanti

 

 
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