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MEDITERRANEO:

La Sicilia dagli arabi ai normanni

 

Con la conquista araba la popolazione greco-ortodossa venne assoggettata agli arabi e ai berberi in condizione di schiavitù o di "protezione".

I normanni liberarono la Sicilia e consentirono a cristiani e musulmani di vivere liberamente insieme. Ai musulmani venne consentito di mantenere posti di rilievo nella pubblica amministrazione, nell'esercito e nella marina.

Ma molti musulmani non accettarono la nuova situazione e ritornarono nel Nord-Africa.

Il loro posto venne preso da immigrati italiani e francesi che europeizzarono l'isola.

 

LocalitÓ: Sicilia

Epoca: dall'878 al 1091 d.C.

 

Gli arabi conquistano la Sicilia (827-965)

Con la conquista di Siracusa (878) gli arabi divennero padroni di gran parte della Sicilia, ma occorreranno ancora diversi decenni per eliminare i focolai di resistenza. Solo nel 965, con la caduta di Rometta, ultima roccaforte dei bizantini, la Sicilia sarà completamente sottomessa. Erano passati 138 anni dallo sbarco dell'esercito arabo a Mazara del Vallo (827).

La lunga e dura guerra aveva prodotto ampi vuoti nella popolazione siciliana. Gli arabi non facevano prigionieri. Le città che resistevano all'avanzata araba venivano distrutte, i maschi uccisi, le donne e i bambini ridotti in schiavitù. Le città che si arrendevano senza combattere venivano poste sotto "protezione" (vedi Mediterraneo: da Centumcellae al Garigliano).

I nord-africani immigrano in Sicilia

Gli ampi vuoti della popolazione vennero presto colmati dagli immigrati dal Nord-Africa.

Si stabilirono in Sicilia i soldati che l'avevano depredata e devastata. Arrivarono anche alcune centinaia di migliaia di arabi e berberi in cerca di fortuna.

Gli immigrati divennero i nuovi padroni e i siciliani lavorarono, sia da schiavi che da "protetti", per arricchire i nord-africani.

La Sicilia colonia della Tunisia (878-1071)

La Sicilia venne inserita nell'area economica del mondo musulmano. Area notevolmente ampia (dalla Spagna al Nord-Africa, dall'Egitto alla Siria, dall'Iraq alla Persia) e molto più ricca della Europa cristiana.

Il commercio ne ebbe grandi vantaggi. Gli scambi si moltiplicarono. La Sicilia, colonia della Tunisia, forniva al Nord-Africa prodotti agricoli, legname e schiavi.

La produzione agricola ebbe un grande impulso. I cristiani fornivano mano d'opera a basso costo. La disponibilità di terra era ampia e gli arabi non dovevano pagare per divenirne proprietari. Lo sfruttamento intensivo dava ottimi risultati per i padroni.

La produzione d'olio, in concorrenza con quella del Nord-Africa, venne in larga misura abbandonata.

La Sicilia, all'epoca, era ricoperta da splendide foreste che si alternavano ai campi arati. Gli arabi iniziarono a tagliare gli alberi per venderne il legname nei mercati del Nord-Africa, notoriamente povero di vegetazione ad alto fusto.

Alla deforestazione da produzione di legname si affiancò la deforestazione effettuata dai nuovi immigrati che davano fuoco alle foreste per avere altra terra.

Inoltre molti degli immigrati erano pastori di capre, che con la loro diffusione impedirono la crescita della nuova vegetazione.

L'ecosistema siciliano venne sconvolto ed iniziò un rapido degrado ambientale. La Sicilia, che era stata per 1500 anni il granaio d'Italia, andava incontro al depauperamento progressivo del suo suolo.

Il legname siciliano era richiesto anche dai cantieri navali dove venivano costruite le navi della flotta araba. Con quelle navi venivano effettuate le aggressioni alle coste italiane. Gli abitanti dei paesi costieri divennero una notevole risorsa per il commercio degli schiavi. I cristiani venivano catturati e venduti sui mercati del Nord-Africa. Il commercio di schiavi divenne una delle principali risorse economiche della Sicilia.

L'Italia sotto la minaccia araba

Gli arabi non si fermarono in Sicilia, cominciarono a creare delle basi sulle isole e sulle coste italiane, aggredirono molte località marittime, si spinsero anche all'interno risalendo il corso dei fiumi (vedi Mediterraneo: da Centumcellae al Garigliano).

Gli italiani dovettero costruire delle torri di guardia lungo la costa. Le città marinare vennero fortificate e i paesi arretrarono verso l'interno. Molte località costiere vennero abbandonate.

L'aggressione dei musulmani continuò per secoli. Ancora nel 1799 l'isola del Giglio, nell'arcipelago toscano, venne attaccata da una flotta nord-africana. I suoi abitanti si salvarono chiudendosi nel castello al centro dell'isola.

Fu solo nel corso del XIX secolo, dopo mille anni, che le incursioni ebbero fine, quando le truppe francesi arrivarono nel Nord-Africa.

I bizantini di nuovo in Sicilia (1030)

Dopo il 1030 l'emiro kalbita, a seguito di rivalità interne al mondo musulmano, si trovò in difficoltà e fece un trattato con Bisanzio. Il generale Giorgio Maniace sbarcò nei pressi di Messina con un esercito composto dalla guardia varega e da truppe mercenarie. Tra i mercenari erano molti normanni, tra i quali Harald Handrada, che nel 1066 avrebbe invaso l'Inghilterra.

Maniace occupò gran parte della Sicilia orientale, ma venne richiamato a Bisanzio e la sua opera andò perduta.

I normanni liberano la Sicilia (1060-1091)

Verso il 1060 la Sicilia araba era divisa. Diverse famiglie cercavano di creare degli emirati indipendenti a Mazara, Girgenti e Siracusa. Ibn at-Tumnah e altri musulmani di Siracusa e di Catania chiesero aiuto ai cristiani per combattere contro i loro rivali.

Il normanno Ruggero di Altavilla sbarcò con una sessantina di cavalieri per verificare la situazione. Poi organizzò una spedizione di maggiori proporzioni e conquistò Messina.

Nel 1064 Ruggero, con un migliaio di cavalieri, si era impadronito della Sicilia nord-orientale. Ruggero pose la sua capitale a Troina, una comunità cristiana che era sopravvissuta a due secoli di dominazione araba.

Nel 1071 Roberto il Guiscardo pose l'assedio a Palermo. Dopo cinque mesi la città si arrese. Guiscardo concesse agli abitanti di continuare a praticare la loro religione e una certa autonomia.

Ruggero continuò l'opera di liberazione della Sicilia offrendo condizioni vantaggiose agli arabi che conservarono i loro incarichi nella amministrazione, i loro beni e i loro castelli.

I soldati arabi entrarono a far parte dell'esercito di Ruggero e furono impiegati anche contro altri normanni.

Nel 1075 Ruggero stipulò un trattato con il capo zirita di Tunisi e inviò del grano a Mahdia.

Nel 1088 si arrese Castrogiovanni e nel 1091 Noto, l'ultima roccaforte araba.

La Sicilia era di nuovo in Europa, dopo due secoli di dominazione araba.

Dalla Sicilia araba alla Sicilia latina

Ruggero trovò i siciliani di religione cristiana greco-ortodossa emarginati e ridotti alla fame. Nicodemo, il vescovo di Palermo officiava in una chiesetta alla periferia della città. Pochi monasteri greci, molto malridotti, erano sopravvissuti nel nord-est.

La popolazione cristiana locale venne chiamata greca dai normanni, che riservarono invece il nome di latini ai nuovi immigrati normanni, franchi e italiani.

Agli arabi venne consentito di continuare a lavorare anche nella pubblica amministrazione, nell'esercito e nella marina.

Le monete continuarono per diverso tempo ad essere coniate con iscrizioni cufiche e alcune anche ad essere datate dall'egira.

Il governatore normanno di Palermo ebbe il titolo di emiro.

Arabi ed ebrei dovettero pagare una speciale tassa, ma mantennero i loro giudici speciali.

A corte si utilizzarono diverse lingue: arabo, greco, franco-normanno, latino.

Nonostante le ottime condizioni offerte dai normanni molti arabi emigrarono rispettando l'obbligo, previsto dalla loro legge, di non poter vivere in uno stato dominato da un infedele.

Altri arabi, principalmente mercanti, emigrarono progressivamente perchè erano venute a cessare le condizioni di privilegio che garantivano affari lucrosi.

Al loro posto arrivarono persone da ogni parte d'Europa.

Il processo di latinizzazione dell'isola progredì gradualmente tra il 1090 e il 1250.

Dopo la Sicilia greco-ortodossa e dopo la Sicilia musulmana nacque la Sicilia cattolico-romana.

 

Riferimenti bibliografici:

Arborio Mella F. A.

Gli arabi e l'Islam

Mursia

Finley M. I.

Storia della Sicilia antica

Laterza

Lindsay J.

I Normanni

Rizzoli

Mack Smith D.

Storia della Sicilia medievale e moderna

Laterza

Ostrogorsky G.

Storia dell'Impero Bizantino

Einaudi

 

 
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