Egregio Signor Direttore,

         il 18 gennaio 2003 a Chiari il Sindaco della città, Mino Facchetti, ha organizzato un dibattito sul problema delle infrastrutture progettate che toccano il territorio bresciano: la nuova autostrada Brescia-Bergamo-Milano (la famosa Bre-Be-Mi)e la linea ferroviaria ad Alta Capacità Torino-Milano-Venezia. Due opere che se realizzate entrambe produrrebbero un indubbio pesante impatto su quel territorio. Legittime e argomentate le posizioni contrarie dei cittadini organizzati in comitati, di Legambiente, del sindaco di Chiari e della Coldiretti provinciale di Brescia guidata dal presidente Francesco Ferrari. Partecipando a quel convegno ho sentito parlare del famoso "Corridoio 5", l’itinerario europeo che va da Barcellona a Kiev e che dovrebbe passare sull’asse Torino-Milano-Brescia-Venezia-Trieste. Il "Corridoio 5" è ormai arcinoto anche ai cittadini cremonesi perché è quello che i nostri amministratori e poitici indicano per l’asse autostradale che da Cuneo-Asti-Piacenza comprende la nuova autostrada Cremona-Mantova e prosegue per Chioggia e Rovigo... scavalca l’Adriatico e va all’Est. Sono rimasto ovviamente stupito nello scoprire che per i cittadini e gli amministratori bresciani l’unico "Corridoi 5" è il loro. Un bel rebus: ma allora quale è il "vero Corridoio 5", quello doc? E’ il "Corridoio 5 basso" che tocca Cremona e Mantova oppure è quello "alto" che tocca Torino-Milano-Brescia-Venezia-Trieste? Roba da non dormire di notte: con tutti questi corridoi chissà che vento dell’Est e dell’Ovest ci troveremo in Pianura Padana, che gelidi spifferi ci aspettano, ragazzi! Altro che la guerra fredda! Per fortuna che il Presidente dell’Aem di Cremona sta pensando a 3 nuove centrali turbogas a Cremona e provincia per tutte quelle stufette elettriche che i cremonesi saranno costretti ad accendere! Devo dire, però, che anche a Chiari c’erano degli indifferenti ai colpi di vento: erano il Presidente e il Direttore della Società Centropadane, quelli della A 21. Loro, in un modo o nell’altro, sono ben coperti: partecipano sia al progetto della nuova Bre-Be-Mi, sia alla più nostrana Cremona-Mantova, in quest’ultimo caso da titolari. Ma per noi comuni mortali la questione del marchio doc è essenziale. Questione di orgoglio. Vuol dire che se non interviene la programmazione regionale e nazionale a sciogliere questo gelido intrigo, dovremo giocarci ai dadi con i nostri vicini bresciani il marchio doc dell’autenticità del "Corridoio 5": dato che con le autostrade dobbiamo andare in Europa, non vogliamo patacche o sottomarche. Ma anche la Europarlamentare dei Verdi Monica Frassoni, sempre a Chiari, ce ne mette del suo: ci fa sapere che il "Libro Bianco dei Trasporti" che l’Unione Europea ha licenziato nel settembre del 2001 è un vero e proprio Piano Regolatore della politica dei trasporti europei e serve per finanziare quelle opere destinate a migliorare la qualità della vita e dell’ambiente per rispettare il protocollo di Kyoto e a riequilibrare il sistema dei trasporti portando più merci su ferrovie e meno sulla gomma. E per l’Italia i finanziamenti europei per le infrastrutture sono destinati ai tunnel ferroviari del Frejus e del Brennero. Chissà se i nostri amministratori, loro che si dicono europeisti da sempre, lo sanno che il loro Corridoio 5 autostradale, nord o sud che sia, in Europa non lo vogliono!

 

Soresina, 13 febbraio 2003

Ezio Corradi
Presidente Circolo Politico Culturale "S. Pertini"

 

Pubblicata tra il 14 ed il 15 febbraio su "La Cronaca" quotidiano di Cremona, "La Provincia" quotidiano di Cremona, "primapagina" settimanale cremasco, "Il Vascello" e-zine di Cremona

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