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Chieti - 1 Febbraio 2008right

a Chieti

 

  82° COMPLEANNO DI MAMMA GINA

Quest'anno siamo rivenuti a Chieti a trovare mamma Gina che festeggia, il 1° febbraio, il suo ottantaduesimo compleanno. Sabato Pomeriggio, alle 13 esatte ci siamo riuniti tutti a casa di mamma per il rinfresco e la consegna dei regali. Ci siamo ritrovati in nove, Luciano e Giovanna, io e Donatella, Martina e Danilo, Gabriele e Diana e infine la zia Anna. Dopo i convenevoli e i baci di rito ci rechiamo al ristorante Elisa, lo stesso dell'anno scorso dove ci siamo trovati benissimo. Si comincia subito con un ricchissimo antipasto freddo a base di prosciutto crudo, salame e contorni della casa. Si passa poi agli antipasti caldi: funghi ripieni, involtini di frittata e " pallotte, cace e ove" con un assaggio di 4 formagi diversi, da cospargere con delle salsine per insaporire ed esaltarne i sapori. Si continua poi con dei ravioloni di patate, ripieni con erbette, cotte con burro e salvia o gli stessi però cotti e insaporiti col tartufo, il tutto di una bontà da leccarsi i baffi, a patto che li avessimo e, serviti ai tavoli dalla moglie del cuoco, una donna di una gentilezza e dolcezza uniche. Si arriva finalmente alla tradizionale pasta alla chitarra, fatta a mano, insaporita con un delizioso ragu, ottenuto dal pelato di pomodoro abruzzese, mischiato a carne macinata sceltissima. La pasta è talmente buona che parecchi hanno chiesto di fare il bis. Poi  si è passato all'arrosto misto, di carne di vitello, maiale e agnello con contorno di inzalata verde. Il tutto era innaffiato, a seconda della bisogna, da Montepulciano d'Abruzzo, da un soave Chiaretto della casa o da acqua minerale liscia o gasata. Poi si è passati all'allestimento della torta, preparata amorevolmente, come ogni anno, da Giovana, con le candeline che portavano il numero di 8 e il numero 2 per formare la cifra fantastica di  ottanta due!! Prima della loro accensione, i figli Diana, Enio e Luciano, nel rigoroso ordine scritto sopra, hanno recitato le poesie da loro composte per l'occasione in maniera solenne. Quella di Enio e quella di Luciano erano scritte in abruzzese stretto che riporto quì di seguito ( la mia ha anche la traduzione in Italiano, per quelli che non intendono il vernacolo ). Poi si passa alle fotografie di rito con la festeggiata che spegne le candeline e stappa lo spumante    ( anch'esso un dolce, di colore rosso ). Tutti prendono il caffè tranne due che bevono un Fernet e la mamma Gina, la feteggiata, si beve un buon bicchiere di grappa. Alle 17 siamo tutti di nuovo a casa di mamma Gina per i saluti di rito, noi ci accingiamo a preparare le valige perchè domani mattina alle 8 precise, si riparte alla volta di Trento, con l'augurio di rivederci tutti per festeggiare di nuovo, il compleanno di mamma.

 

         Mamma Gina con la sua Torta

 

Pensiero scritto da Enio per l'82° Compleanno di Mamma il 2 febbraio 2008

 

Madre


La parol achjù bbelle
sopra a le labbre de la ggente è : "Madre"
e la chjù bbella nvocazione è : "Madre Mia".
E' la fonte de l'amore, de là meserecordie
de là comprenzione, de lù perdone
Ogni' ccose in nature parle de là madre.
La stella Sole è la matre de là terre
e le dà nutrimente di calore
nè lasce mai l'universe a là sere
finacchè nenn' ha curicate la terra
a lu suole de lù mare e a lù cante meludiose
di li cilli e acque che correne
E questa terra è madre dell' albire e de li fiure.
Li produce, l'alleve e li svezze
albere e fiuri ca diventene
madre tenere de le lore grandi frutte e semi.
La parola "madre" sannasconne dentra a lù core
e saje a le labbre
ne li mumenti di dulore e di felicità
come lu prufume saje da lu core de la rose
e sammischie
allaria chiare e dentrall'aria nuvolosa
Augurie mammà pe natra e cent di stinne
da nu fije che nen te s'à tante gudute, ma che sempre
denta a lu core ti s'à purtate.


( enio )

 

Madre

La parola più bella
sulle labbra del genere umano è "Madre",
e la più bella invocazione è "Madre mia".
E' la fonte dell'amore, della misericordia,
della comprensione, del perdono.
Ogni cosa in natura parla della madre.
La stella Sole è madre della terra
e le dà il suo nutrimento di calore;
non lascia mai l'universo nella sera
finchè non abbia coricato la terra
al suolo del mare e al canto melodioso
di uccelli e acque correnti.
E questa terra è madre degli alberi e dei fiori.
Li produce, li alleva, e li svezza.
Alberi e fiori diventano
madri tenere dei loro grandi frutti e semi.
La parola "madre" è nascosta nel cuore
e sale alle labbra
nei momenti di dolore e di felicità,
come il profumo sale dal cuore della rosa
e si mescola
all'aria chiara e nell'aria nuvolosa.

Auguri mamma per altri cento di questi anni

da un figlio che non ti si è goduta, ma che

 sempre

dentro al cuore ti s'è portato

  ( enio )

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Tost gne la prete!

Sembr a jir,
eppur ha passate ddu ann aleste aleste,
da quand c’iaveme ariunit
e aveme alliggirit l’ottantesim.

Scine la dintiera sa ‘ncirutit,
li jinucchie sa ‘ddulurit,
abbuzz, abbuzz la pacijenz se na jite,
arrivate pure cacche capisturne.

Pe lu rest pare ca l’enn nna passit
sci, stu temp che s’arroscele
e li jurn che passen gne li trin
ma s’avvesse a ji pegge, meje a cuscì.

Tu invece si tost gne la prete
senz’ammidie pe carità,
ma nin ti pu manc arivuticà:
sempre piene d’imbigne, di cose da fa,

de stinnammassate, di cucinelle da preparà,
pummadore da rivullì, case e chiesa d’arizzilà
la Bbibbie da studià, la signor ca stà spettà

e chi jè quand ciabbije a ‘mpujarit,
a tiraret ‘ngandone, a ripusaret,
tra n’atre e ottandu’anne?

Mo nin’zi cchiù na ciavarre
pecchè n’addusil, avaste a tirà la perticare
dopo na riparleme, pe mmo’ solo tant avigurie,
tant avigurie a signirè.


 

Luciano - 2008
 


 

 

 

Oggi due febbraio,
campi pronti alla semina e i rami alla potatura
il dì della Candelora unisci due
fiammelline.

L'anta dove passano
Gli anni in un soffio di gote,
mentre potresti indossare i taieur
della tua giovinezza con gambe distese
come una cicogna.

Grazie di essere stata consigliera
e di averci vestiti con graziosi vestitini
carezzando le testine e all'alba
percorrevi quella stradina con originale
conca sul capo, prendevi le maniche con forte
mani, attingendo acqua alla fontana
per i tuoi piccoli.

Nella tua vita hai perso notti insonni
per la nostra consolazione e per le
preghiere comunitarie, lisciando una
coroncina con la chiesa nel tuo cuore
e la tua seconda casa con la buona Melina.

 

 

Dedicato a mia madre

per il suo 82esimo compleanno

 

DIANA

 

Foto di Gruppo al ristorante Elisa

 

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