Tito Montessori

    E' nato al Cairo il 14 novembre 1932, figlio di Mario e Bruna Vizzeri, secondo di quattro fratelli: Mirella, lui Tito, Magda e Fulvio.

    Ha frequentato il Liceo Don Bosco nello stesso Cairo prendendo la Maturità Scientifica e trasferendosi, poi, a Pisa per proseguire gli studi in Scienze Agrarie ottenendo una bella laurea nel 1956. Tornato al Cairo, ha iniziato la sua attività lavorativa per pochi mesi prima di rientrare con la famiglia a Roma 1957. 

    Si è sposato con Gina Ventura (anche lei nata al Cairo) ed ha avuto due figli ambedue nati in Italia: Bruno e Silvia che attualmente vivono a Milano.

    Tito era un grande lavoratore dotato di una forte carica umana e di spiccate  capacità di leadership, e queste sue doti lo portarono a raggiungere vette sempre più alte. Il suo primo lavoro è stato con la "S.I.A.P.A." (gruppo Federconsorzi) nel ramo antiparassitario e, nel 1964, è passato alla "Dow Chemical Europe" occupandosi di marketing e vendite e occupando posizioni di sempre crescente responsabilità e prestigio. Dapprima in Italia a Milano, poi ad Atene, e più tardi a Madrid ove fu nominato Direttore Generale Vendite e portò la consociata spagnola a livelli di primato. Nel 1975 divenne Direttore Centrale Marketing della Gruppo Lepetit di Milano e, nel 1977, fu nominato Direttore Generale della Regione Italiana della Dow Chemical Europe. 

    Ma, a soli 46 anni, veniva colpito da malattia e spirava, dopo un intervento chirurgico rivelatosi nefasto, il 1 novembre 1979.

    E' stata impressionante la reazione affettuosa che si è stretta intorno alla famiglia in quei giorni: hanno parlato di lui e delle sue capacità 8 giornali in 14 edizioni (Il Corriere della Sera, Il Giornale, Il Sole 24 Ore, Il Messaggero, La Stampa e La Repubblica, oltre a La Gazzetta del Mezzogiorno ed il Corriere d'Informazione) e sono stati pubblicati 198 necrologi. La Dow Chemical, molto legata all'uomo e profondamente colpita nella sua struttura organizzativa e gestionale, ha disposto la partenza del feretro dal cortile della propria Sede di via Lepetit; alla presenza della moglie Gina, dei figli Bruno e Silvia, del fratello, delle sorelle e di altri familiari, e attorniati da circa un migliaio di persone, Emilio Lepetit, Presidente della Gruppo Lepetit S.p.A., Giacomo Toscano, cognato di Tito e Wyne Hancock, "Director Legal, Personnel and Administrative Affairs" della Dow Chemical Europe, hanno salutato l'amico ed il Dirigente.

 

Emilio Lepetit: "Un amico e un capo" 

    Tito Montessori ha dedicato tutta la sua vita alla famiglia e al lavoro. Dopo vari incarichi in Italia e all'estero è qui giunto per assumere le più alte responsabilità di gestione nella Dow Chemical S.p.A. e nella Gruppo Lepetit S.p.A. Le sue doti di leadership, unite ad una notevole carica di entusiasmo e dinamismo, hanno rapidamente dato un nuovo impulso a queste società. Insieme ai suoi collaboratori, ai quali aveva saputo infondere queste sue stesse doti, ha portato le due società a risultati di primissimo piano, mai prima raggiunti. Estremamente equilibrato, Tito accoppiava ad un profondo senso umano e di giustizia una notevole generosità d'animo. Questi aspetti erano presenti in ogni sua azione ed in ogni suo contatto di lavoro.

    Uomo di spiccata intelligenza, aveva notevoli doti di analisi e di sintesi che gli permettevano di prendere decisioni rapide e tempestive, senza per questo venir meno alla equità e al rispetto degli interessi globali: oggi con la sua scomparsa prematura le Società ed colleghi piangono la perdita non solo di una guida, ma anche di un uomo che ha saputo rivalutare i principi di attaccamento al lavoro e di impegno nell'assolvimento delle responsabilità.

Giacomo Toscano: "La sua prematura scomparsa ci lascia un po' orfani"

    Le maggiori qualità umane di Tito erano la semplicità, la simpatia, la bontà, il coraggio, ma soprattutto, era animato da una forte carica di umanità, da un intramontabile ottimismo e da una incrollabile e decisa sicurezza che facevano di lui un uomo eccezionale. La sua inarrestabile ascesa nella carriera non aveva cambiato l'individuo, che continuava ad essere l'uomo semplice di sempre, sensibile ai problemi umani ed agli affetti familiari. 

    Era dotato di estremo coraggio; egli non ammetteva né la rassegnazione né la sconfitta. Sentiva enormemente il peso delle sue responsabilità e per questa ragione desiderava tornare al più presto in attività perché dalla sua efficienza, egli ripeteva, dipendevano tante famiglie. 

    Noi vedevamo Tito come un uomo fuori dal comune e sappiamo che la sua ascesa era dovuta alle sue indiscusse capacità di leader e non certo alla fortuna. Perché Tito, di fortuna ne ha conosciuta poca; basti pensare quante difficoltà, delusioni, amarezze, e, diciamo pure, umiliazioni, egli ha incontrato e dovuto superare nella sua breve vita. Per noi Tito era un elemento trainante e la fiducia che sapeva infondere permetteva di guardare a lui come un modello da imitare, per cui la sua prematura scomparsa ci lascia un po' orfani. La sua attenzione verso gli altri, la sua costruttiva sensibilità verso i problemi di tutti, la sua capacità di impiegare la propria intelligenza in favore di chiunque lo circondava e la sua attitudine a stemperare le difficoltà e trovare una soluzione immediata sono alcuni degli aspetti più significativi della sua persona.

    Tito è una grave perdita, con lui ci sentivamo protetti e la sua mancanza lascerà un vuoto incolmabile.

Wyne Hancock: "Uno dei migliori nella nostra Società"

    Qui sopra di noi c'è un edificio in cui si sente un grande vuoto perché Tito non c'è più. Egli è stato un vero amico e lo ha dimostrato per il modo con cui si è sempre adoprato per ciascuno dei suoi collaboratori. Un grande leader, uno dei migliori della nostra Società.

    Affrontava i problemi con abilità e prontezza, esaminandoli fin dalle origini per giungere a soluzioni brillanti e creative. Il suo modo di operare e di agire dovrà essere di esempio e sprone per tutti. Era inoltre uomo di grande umanità: amava il suo prossimo ed era molto interessato agli altri. Infine, Tito era una persona eccezionale. La sua scomparsa è avvenuta proprio nel momento in cui aveva raggiunto il massimo delle responsabilità che egli aveva intravisto quando assunse la carica di Direttore Generale. A noi ora resta il compito di costruire e progredire su quelle fondamenta che Tito creò con il suo infaticabile lavoro.

Il commosso ringraziamento della moglie e dei figli

    Desideriamo estendere ai membri del Consiglio d'Amministrazione, ai componenti la Direzione; al personale tutto dell'Azienda, il nostro commosso ringraziamento per il modo nobilissimo con il quale la perdita del nostro carissimo Tito è stata vissuta.

   Grazie a tutti voi per aver manifestato, con la coralità e la intensità della vostra partecipazione, il sentimento che il grande spirito del nostro caro è e rimarrà sempre fra noi. Il ricordo della vostra testimonianza ci sarà di sicuro conforto nel nostro cammino, pur privato dell'affetto e della guida sicura di Tito.

   Ancora, un grazie di cuore e l'auspicio che le migliori fortune continuino ad arridere all'Azienda che sentiremo per sempre come una seconda casa.

 

 

 

 

 

 

 

Immagini sul posto di lavoro

Torna all'indice

Home page