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LA VERA STORIA DELLE NUVOLE GIALLE
(ricordi by Pippo Caradonna)
Correva l’anno 1965 quando ebbi in regalo la mia prima chitarra, era una chitarra acustica che costava lire 9.000 , ma per me era uno strumento eccezionale, la stessa giornata imparai, con l’aiuto di un metodo allora famoso che si chiamava " chitarrista in 24 ore", ad accordala e cominciai a prendere confidenza con le corde.
Questo regalo ha cambiato la mia vita, o meglio ha fatto sì che io abbia avuto un’infanzia diversa dai miei coetanei, infatti a soli 13 anni, mentre i miei amici di infanzia si dedicavano al gioco del calcio o ad altri giochi che allora si svolgevano per strada, io cominciavo a frequentare altri musicisti provetti, formando la mia prima band con ambizioni di successo.
Vennero poi le prime esibizioni in pubblico e i primi riscontri che mi incoraggiavano e mi facevano impegnare sempre di più.
Il primo gruppo era formato da 4 elementi (come era lo standard di allora , vedi beatles ecc.), io alla chitarra , Nino Gibiino alla chitarra, Mimmo Calantropio batteria (strumento che descriverò in seguito), Toti Di Paola voce e chitarra.
La batteria che Mimmo si era inventato era formata da : rullante (tamburello da spiaggia con molle metalliche applicate), gran cassa (fusto di ducotone privo del coperchio), tom1 (fustino di detersivo tondo), tom2 fustino di detersivo tondo ma accorciato) piatti e charleston (piattelle del passapomodoro) .La chitarra di Nino era stata costruita da noi stessi utilizzando materiali di recupero ed aveva la forma della allora famosa chitarra dei Rokes (freccia).
La nostra sala prove era la strada, o meglio un angolo di campagna, dove potevamo suonare senza disturbare, il nostro genere musicale era influenzato dai tanti gruppi italiani che negli anni 60 impazzavano vedi CORVI , CAMALEONTI , DIK DIK, EQUIPE 84, GIGANTI, ROKES, e dai gruppi inglesi come BEATLES, ROLLING STONES ECC.
La nostra prima registrazione la effettuammo a casa di un nostro amico Carlo Russo, il quale possedeva un registratore a bobina, il brano era Deborah di Fausto Leali , il risultato non fu eccezionale ma per noi rappresentava già un successo, ed eravamo orgogliosi di fare ascoltare il nastro ad amici e parenti.
Il nostro primo disco lo incidemmo nella cabina che avevano allestito alla stazione centrale e che permetteva con 1000 lire di incidere la voce con eventuale musica su di un disco in vinile . Armati di chitarre e percussioni varie entrammo in quattro nella cabina ed eseguimmo il brano scritto da un amico che si chiamava Bugio (non ricordo il nome), il titolo del brano era "IO COME UN POVERO", è inutile dire che nonostante la scarsa qualità del disco per noi rappresentava già un grande traguardo, l’unico rammarico è quello di non aver conservato il disco.
Intanto erano trascorsi due anni, ed io per motivi familiari fui costretto a cambiare casa e quindi zona della città allontanandomi dai miei compagni del gruppo che inevitabilmente si sciolse.
La mia prima chitarra elettrica mi fu regalata dai genitori nel 1968 in seguito alla promozione (frequentavo il primo anno dell’Istituto Tecnico Industriale). Per me è stato come realizzare il più bel sogno della mia vita. Possedevo una vera chitarra e un amplificatore, suonavo discretamente , potevo cercare un nuovo gruppo.
Era un caldo pomeriggio d’estate, io me ne stavo nella mia cameretta a suonare, quando ricevetti la visita di Piero Biancato, un ragazzo che avevo conosciuto poco tempo prima e mi disse che mi aveva ascoltato da sotto la finestra, mi chiese se volevo formare una nuova band con lui cantante un batterista e un altro chitarrista Giovanni Lo Giudice, già chitarrista di un gruppo palermitano conosciuto che si era sciolto " LE ROCCE". Io accettai senza indugio, anche perché Piero era molto convincente ed entusiasta.
Ci incontrammo a casa di Giovanni, una piccola discussione per conoscerci e poi via a suonare.
Fu una esperienza indimenticabile, il batterista era alle prime armi però era molto musicale e faceva del suo meglio, Giovanni era molto bravo, aveva un bagaglio tecnico invidiabile ed una voce simile a quella di Nico dei NEW TROLLS. La vita di questo gruppo fu breve, infatti dopo tre mesi ci fu una svolta.
Una mattina Piero ed io stavamo studiando un brano nella mia camera, quando fummo interrotti dal trambusto di una batteria ed altri strumenti, era il gruppo dei fratelli Sampino che stava provando.
Piero mi disse che li conosceva e che lo avevano invitato diverse volte, così convinse a andare a guardare.Questo fu l’incontro con Paolo e Tonino Sampino , rispettivamente cantante (bravo) e batterista (bravo), conobbi anche il tastierista Angelino Mangano (bravino) e il chitarrista Totò detto "mpi mpi", fummo invitati a suonare con loro, ricevendo il consenso dei due fratelli che mi proposero di entrare nel loro organico. Io in un primo tempo non volevo tradire Piero e compagni, ma poi incoraggiato da Piero stesso, accettai.
Inizia così un lungo periodo di prove, affittammo magazzino, la domenica noleggiavamo gli strumenti che mancavano e provavamo tutto il giorno. Eravamo pronti per affrontare il pubblico, il gruppo era formato da Tonino (batteria), Pippo (chitarra, e basso), Toto mpi mpi (chitarra), Paolo (voce), Angelino ( organo) , la band si chiamava "The Conquerors".
Venne il giorno della prima esibizione, dovevamo suonare alla festa di fidanzamento di un nostro amico, SARO. Fu il nostro regalo di fidanzamento, ma in realtà il regalo ce lo fece Saro , perché da quella volta ebbe inizio un lungo periodo di successo ( si fa per dire), con amici e altra gente che ci ascoltava.
Siamo arrivati al 1969, Paolo Sampino ricevette la chiamata alle armi, quindi fummo costretti a cercare un cantante, fu così che al gruppo si aggregò Piero Biancato, cantante con caratteristiche diverse di quelle di Paolo (voce potente e melodica), più grintoso e rockeggiante, Piero non ebbe difficoltà ad integrarsi nel gruppo, anzi diede un apporto notevole.
Il nostro gruppo cominciava ad essere conosciuto, cominciarono le prime esibizioni a pagamento, suonavamo nei matrimoni e feste varie. Un giorno, che dovevamo andare a suonare in una festa, il nostro organista Angelino si ammalò. Eravamo disperati, non sapevamo chi contattare, allora Piero ebbe un’idea, ci fece conoscere un giovane pianista, Giovanni Alamia, era bravo ma non possedeva strumenti, lo invitammo alle prove fummo colpita dalla sua tecnica. Giovanni convince il padre a comprargli un organo (farfisa Professional) e prende definitivamente il posto di Angelino. Nel frattempo anche Toto "mpi mpi " viene sistituito da Toto Spano , ed arriva anche Giovanni Lo Giudice che era passato al basso. La band cambia nome, nasce "LE NUVOLE GIALLE" composta da Pippo Caradonna (chitarra), Toto Spanò (chitarra), Giovanni Alamia (organo), Giovanni Lo Giudice (basso), Tonino Sampino (batteria), Piero Biancato (voce). Ha inizio un periodo fortunato, il lavoro non manca e con i soldi guadagnati comperiamo l’impianto di amplificazione e i microfoni.
Il gruppo conosce il successo e la popolarità, nei paesi vicino Palermo le ragazze vanno in delirio ai nostri concerti e si tingono i capelli a ciocche gialle. Toto Spanò abbandona il gruppo, al suo posto si aggrega un sassofonista Pino Trafficante (frequenta il conservatorio).
Tra un successo e l’altro arriviamo al 1970, anno fondamentale per la band, ma soprattutto per il sottoscritto il quale durante un concerto presso lo stabilimento balneare "VIRZI’", incontra una ragazza "CETTINA", che diventerà mia moglie nel 1977, ma torniamo alla storia della band.