Circuito elettronico cercamodelli


  Vi e' mai capitato di dover "atterrare" dove non avevate previsto e non riuscire più a ritrovare il modello nascosto dalla vegetazione ? o siete, purtroppo, "atterrati" nel boscetto a fondo valle in cima a qualche albero ? 
... a noi SI !
  Vi assicuro che non sempre e' stato facile ritrovare il modello, anche se di apertura alare considerevole, quando si finisce in fondo a qualche valletto pieno di arbusti, rovi, felci o addirittura nel bel mezzo di un bosco, spesso ci vogliono ore di ricerca prima del ritrovamento e, talvolta, anche con tutta la buona volontà si e' dovuto sospendere le ricerche e darlo per "disperso".
  Questo semplice progetto nasce proprio da questa esperienza, poter in qualche modo trovare il modello sfuggito al nostro controllo oppure fatto atterrare in lontananza perchè le condizioni sono venute a mancare e vostro malgrado siete dovuti "scendere".
  Quello che vi proponiamo nasce da un progetto originale di Giuliano Giuliani, che abbiamo un po' rielaborato modificando la basetta ed aggiungendo qualche miglioria nella componentistica; il progetto non vi offre sicuramente la "certezza matematica" per il ritrovamento del modello, però, se lui stesso  riesce in qualche modo a segnalare la sua posizione, le probabilità di ritrovarlo aumentano notevolmente.
                                                            

  Quello che vedete nella Foto1 è il circuitino (lato piste e lato componenti) che abbiamo realizzato per attivare un richiamo sonoro nel momento in cui viene spento il trasmettitore. (non funziona con le Rx in PCM)
  La sua realizzazione e' molto semplice: è sufficiente una manciata di componenti, una batteria da 9V ed un minimo di manualità,  anche se di elettronica non ci prendete proprio non scoraggiatevi, la sua realizzazione e' piu' semplice di quello che pensate, l'unica difficolta' e' realizzare lo stampato (ma potete sempre commissionarlo in qualche negozio di elettronica).
  Noi ce lo siamo realizzato in proprio, e in seguito, se siete intenzionati alla sua  realizzazione vi diamo due "dritte" su come operare.

Download del circuito      

                ELENCO COMPONENTI: 

 

 

1 Basetta in vetronite presensibilizzata
 4 resistenze da ¼ W con i seguenti valori
R1 R2 R3 R4
47kW 100kW 10kW 820kW

  2 condensatori  da  220nF
  1 diodo  1N 4148
  1 transistor  BC547
  1 BUZ10 (o BUZ11)
  1 mini interruttore da circuito stampato
  1 buzzer di "buona" tonalità
  1 attacco per pila a 9V
  1 spinetta per il collegamento alla Rx
 

 

Foto 1 

  Ora è il momento di preparare il master (Foto2): oggi sia le stampanti laser che quelle ink-jet possono stampare dei master discreti direttamente su acetato, (per le ink-jet sono però necessari dei fogli particolari, col lato di stampa più ruvido!).
  Vi consiglio di stampare la traccia rame "invertita", come se la vedeste dal lato componenti (questa malizia vi permette di appoggiare il lato  stampato dell'acetato direttamente sulla basetta presensibilizzata e di eliminare l'eventuale effetto ombra), per l' "esposizione" vi serve una lampada da tavolo snodabile dotata di riflettore ed una lampadina Photolita da 250W per impressionare la basetta.
  Per realizzare questo circuito mi sono avvalso di una basetta "presensibilizzata" (misura 100x50 mm) da cui si ottengono 4 circuiti.
  Attenzione !  Tutta la lavorazione va fatta in un luogo dove non arrivi la luce solare, anche se lo strato fotosensibile è generalmente protetto da un’etichetta opaca che dovete togliere poco prima di usare la basetta.

  Oltre al master ed alla basetta vi occorre anche una lastrina di vetro un pochino più grande della basetta (si posa sopra al master per tenerlo ben pressato sulla basetta durante l' esposizione).
  Ponete ora la lampada Photolita sopra al gruppo basetta-master-vetro in modo che la luce sia perpendicolare a esso.
  La lampada dovrà essere posta "ad una certa distanza" dalla basetta e deve restare accesa "per alcuni minuti"; per mia esperienza vi consiglio una distanza di 15/18 cm e un tempo di "esposizione" di 13/15 minuti.
  Trascorsi i 13/15 minuti spegnete la lampada,e, se è andato tutto bene,  quando prenderete in mano la basetta "impressionata" dovreste riuscire a scorgere il disegno delle piste  in un colore lievemente diverso dal resto.

Foto 2

  La fase successiva è quella dello sviluppo: i l sistema è abbastanza innocuo, ma in ogni caso è necessario avvertirvi che dovrete utilizzare alcune sostanze chimiche potenzialmente tossiche e/o aggressive come la soda caustica (NaOH, idrossido di sodio) ed  il cloruro ferrico, tutte sostanze da tenere molto lontane dalla portata dei bambini.

  Per lo sviluppo occorre una soluzione a base di soda caustica (20gr. sciolti in un litro d'acqua).
    Immergete la basetta nella soluzione e vedrete dopo pochi secondi che il disegno prendera' colore ed il rame non coperto dal disegno lasciato dal master comincerà ad essere lucido e visibile.
  Fate molta attenzione ai tempi di "immersione", perchè basterà lasciare il tutto per pochi secondi di piu' per vedere scomparire anche la traccia che vi interessava lasciare.
  E' impossibile darvi dei tempi esatti, quello che vi posso consigliare è di effettuare dei "lavaggi" brevi e, qualora la basetta presenti zone non perfettamente pulite, ripetere nuovamente la procedura fino ad ottenere una basetta pulita nelle zone non "impressionate" ed una traccia ancora bella evidente.
  Alla fine del processo sciacquate bene tutta la basetta con acqua corrente.

  Arrivati a questo punto, ciò che avete è una basetta completamente ramata in cui la traccia del circuito è protetta da un sottile film.
  Ora non resta che rimuovere il rame "scoperto" e il gioco è fatto.
  Il liquido utilizzato solitamente per questa operazione è il Percloruro ferrico, in realtà esistono anche altre soluzioni alternative idonee alla corrosione del rame.
  La più comune è  utilizzare un composto di acido muriatico ed acqua ossigenata a molti volumi (100 o più); come proporzione direi tre parti di acido e una parte di acqua ossigenata); l'acido rispetto al Percloruro ha il seguente vantaggio:
se i componenti sono dosati correttamente, la corrosione può avvenire in pochissimi minuti o addirittura secondi, il Percloruro invece è piuttosto lento e a temperatura ambiente il processo può anche richiedere molti minuti o addirittura delle ore (nel caso di "grossi" circuiti).
 

Foto 3

  Naturalmente c'è anche il rovescio della medaglia, il Percloruro si limita al limite a macchiare terribilmente qualunque cosa, ma essendo un sale è sostanzialmente innocuo; l'acido muriatico e l'acqua ossigenata ad elevati volumi sono entrambi pericolosi, e miscelati assieme lo diventano ancora di più.      
  Personalmente sconsiglio ai più inesperti di usare questo metodo, la miscela sviluppa una grande quantità dei gas tossici e quindi si rende necessario eseguire tutto il processo all'aperto; inoltre non mi sentirei di consigliarlo a chi soffre di qualche disturbo respiratorio, perchè è inevitabile respirare almeno una piccola parte di esalazioni.
Se avete molta fretta, una certa esperienza e non avete problemi respiratori, usate pure l'acido, altrimenti usate tassativamente il Percloruro; inoltre, se non avete un giardino, un balcone o comunque un luogo aperto in cui fare tutto agevolmente, siete praticamente obbligati a usare il metodo del Percloruro.
  NON sognatevi assolutamente di utilizzare l'acido in un luogo chiuso !
  Dopo la corrosione del rame ovviamente dovete sciacquare abbondantemente la basetta con acqua corrente (ricordate che il cloruro ferrico macchia terribilmente qualsiasi superficie); tagliate la basetta, sbavatene i bordi ed infine forate.
  I buchi devono essere fatti con un trapanino ad alta velocità (è sconsigliato l’uso di un trapano "grosso", a meno che non sia a colonna e impostato alla velocità di rotazione maggiore possibile). Il diametro delle punte va da 0.8 a 1 mm per i fori piccoli e da 1.2 a 1.5 per quelli più grossi.
 
Cercate di non sbagliare il diametro dei fori, altrimenti vi troverete con i componenti che ballano dentro agli stessi e dovrete saldare con troppo stagno e con il rischio quindi di surriscaldare i componenti.
  Ora non vi rimane che lucidare ad acqua il lato piste con della carta abrasiva del 1000 (delicatamente) e togliere quindi tutti i residui che vi porterebbero in seguito problemi nel saldare i componenti sulle piste.
  Il risultato dovrebbe essere quello che vedete nella
Foto3

Foto 5

 Foto 4

  Nelle Foto 4 e 5 il circuito e' completo di tutti i suoi componenti; se vi e' sorto qualche dubbio sul montaggio dei vari componenti queste due immagini vi aiuteranno sicuramente nella realizzazione del vostro circuitino.
  Un consiglio: se non avete un tester digitale per verificare i valori delle resistenze da installare segnatevi al momento dell'acquisto il valore delle singole resistenze mentre ve le consegnano, perche' a chi non ha dimestichezza con i codici colore il decifrarli porterebbe sicuramente un attacco d'ulcera........
  Un ultimo particolare: anche se non ritengo sia la soluzione migliore e che offra maggiore garanzia di sicurezza, il circuito puo' essere autoalimentato dalla batteria di bordo del modello, escludendo quindi la batteria da 9V.
  Questa scelta, pero', potrebbe essere un problema se, a causa del crash, il percorso di alimentazione batteria-Rx si interrompe, poiche' di fatto disabiliterebbe il circuito cercamodelli.
  A favore di quest'ultima soluzione va detto che, se le dimensioni del modello sono alquanto contenute o il peso della batteria da 9V o la sua disposizione rappresenta un problema, potete comunque disporre di questo accessorio che, salvo l'eventualita' prospettata prima, farebbe comunque la sua utile funzione.
  Se decidete per quest'ultima strada, quello che dovete fare è semplicissimo, eliminate il collegamento che dalla basetta va alla pila da 9V
e saldare un cavetto isolato a "ponte" tra i punti P1 (secondo foro in prossimità del positivo che arriva della spinetta) e P2 (il foro dove dovevate inserire il positivo che andava alla pila).
  Questa operazione non pregiudica in alcun modo il corretto funzionamento dell'impianto, ma correte solo il rischio che, se nella botta la batteria non alimenta la Rx anche il cercamodelli resti privo di alimentazione.
    A voi la scelta.........!

                                                                                       Olimpio Capoferri & Pino Ponzini.

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