Macchina per il 
taglio

 del polistirolo


Articolo pubblicato sul N° 39 di MODELLISMO di Maggio-Giugno           Vedi disegno da scaricare

 

TAVOLO
Realizzato in truciolare laminato (meglio se di medium-density perché più facile da fresare) da almeno 22 mm, dimensioni 160 x 70 cm. Essenziale praticare due fresature a mo' di canaletta, parallele a 25 e 50 cm al lato delle pulegge. La griglia di riferimento disegnata (linee parallele al lato corto ogni 10 cm) è comoda, purché precisa. Il bordo lato pulegge è in profilato di Al ad L (25 x 25 mm) e va forato almeno ogni 25mm sia sopra che di lato con fori sfalsati ogni 12.5 mm per evitare interferenze tra pulegge, e con i fori superiori più vicini al bordo per evitare che i cavi di trazione tocchino lo spigolo passando tra le pulegge.

PULEGGE
Sono del tipo di plastica (Foto 1) da stendibiancheria e si trovano dal ferramenta (dia. ext = 3 cm, int = 2 cm). Devono ruotare liberamente su perni (4), che possono essere delle viti di ottone o ferro normali, purché di lunghezze da 50 mm (2) e 30 mm (2), per evitare sovrapposizioni tra le corde. Il cordino adoperato è del tipo da palamiti (negozi di caccia e pesca) ed è apparentemente di nylon, l'importante è che non crei problemi nel riposizionamento (sconsiglio lenze e cavetti d'acciaio perché s'ingarbugliano o fanno pieghe). La parola d'ordine è scorrevolezza !

   Foto1

         

BARRA
Meglio se di legno da 2.5 x 2.5 cm  di lunghezza 185 cm, imperniata a 50 cm da sinistra e libera di ruotare il più possibile (personalmente ho usato una vite da 8 x 50 mm su boccola nel legno fatta con tubetto benzina e bloccata nel banco di lavoro in modo da sostenere adeguatamente la barra e i contrappesi a sbalzo. La barra va bilanciata come un elica sul perno a sinistra con un peso fisso (ca. ½ kg a 20 cm dal perno), mentre sull'estremità destra va poi aggiunto un peso traente variabile ( 200-300 gr) in funzione della velocità di taglio. E' utile poter bloccare la barra sull'orizzontale quando si fa l'azzeramento dei cordini, con l'arco a metà percorso sulle dime. I cordini vanno fissati sulla barra con possibilità di spostarli almeno ogni 2.5 cm da 50 cm dal perno fino all'estremità; io ho usato coppie di connettori elettrici mammouth (attraversati dai due cordini) e fissati sulla barra con vite a legno (Foto 2), ma si può fare sicuramente meglio : si accettano suggerimenti ma è importante una regolazione precisa (il chiodo con cordino annodato non va bene!).

Foto 2

DIME
Il modo consigliato da Del Brengman è ottimo : usare fogli di Al  possibilmente da 0.5 mm (io uso con successo l'Al da 0.3 mm che "regalano" i tipografi dopo aver fatto grossi manifesti , ma ho trovato e proverò a breve dell'ottone da 0.3 mm, che spero sia meno morbido dell'Al rispetto al filo di taglio). Il vantaggio è che è facile da tagliare con le forbici e va rifinito con carta del 500 e più e, una volta pronti al taglio dopo gli allineamenti, va spruzzato con spray al Teflon.

Vanno preparate più lunghe rispetto alla corda desiderata di circa 3 cm  sia davanti che dietro, e in modo da accompagnare bene il filo con una rampa progressiva soprattutto verso il bordo di ingressoRicordarsi che il punto più basso del profilo deve essere almeno 3 mm sopra al portadime per evitare interferenze del filo con il portadime o del braccio dell'arco con il tavolo. Sull'uscita la V serve a fermare il filo a fine taglio. Gli scassi sulla base servono per evitare le viti di serraggio del portadima (Foto 3). E' utile marcare le percentuali lungo la corda e necessario marcare la posizione  del blocco di polistirolo per il passaggio da una dima all'altra.

Foto 3

PORTADIMA
Fatto con due listelli affiancati  da 1 x 1 x 35 cm. Vengono bloccati nella canaletta mediante "espansione" di un tubetto benzina (alto quanto la profondità della canaletta meno spessore della testa della vite) imprigionato tra due rondelle  e regolato da vite e dado. Non essendoci forze nella direzione della canaletta l'attrito generato tra tubetto e pareti è sufficiente a bloccare il tutto

ARCO
La cosa più importante è la leggerezza. Conviene averne più di uno in modo da avere non più di 10 cm per parte di eccedenza rispetto all'ala. In pratica ne ho fatto uno lungo 100 x 2 x 4 cm  con 3 coppie di fori  posti a 45, 35, 25 dal centro per ali da rispettivamente 80, 60 e 40 cm: infatti i due bracci (in acciaio da 8 mm, meglio se armonico, lunghi 45 cm) sono inclinati all'esterno (Foto 4). Vanno bloccati per esempio con 2 boccole e grani per avere un braccio effettivo di almeno 35 cm onde evitare interferenze con i pesi vari messi sopra il blocco durante il taglio. Quanto al filo attualmente uso il Monel (lega nickel-rame) da 0.7 mm reperibile come terminale da pesca in mare

Foto 4

Non usate l'acciaio armonico perché si infragilisce dopo pochissimi cicli termici e vi lascia a metà dell'opera spezzandosi sul più bello. Il filo va fatto passare attorno ad un gola (Foto 5) preparata con una limetta sull'esterno di ciascun braccio e più in punta possibile (2-3 mm), sempre per evitare che l'arco tocchi il piano di lavoro. Ultimo componente importante sono i pesi  sui bracci, che devono poter scorrere lungo questi ultimi; lo scopo è di ottimizzare il baricentro dell'arco a seconda che si tagli l'intradosso o l'estradosso : infatti il naso dell'intradosso è il punto di massima pendenza e per essere sicuri di seguire il profilo occorre avere peso vicino al filo, mentre il naso dell'estradosso presenta una rampa in salita facilmente vicina ai 90°, pertanto il peso indietro facilita la salita del filo. Per realizzarlo ho preso della lastra di piombo dal lattoniere (ca. 300 gr per braccio) e l'ho semplicemente avvolta strettamente attorno a mo' di fuso (sempre occhio alle interferenze !). Per bloccare i fusi basta anche solo del nastro adesivo. L'arco deve essere sospeso durante il taglio nel modo più neutro possibile; lo si fa mediante due cavi elastici agganciati alle estremità dell'arco e in alto, con due moschettoni, ad un cavo che ho steso nel senso della larghezza sopra alla mezzeria del blocco da tagliare.

Foto 5

Da qui si capisce l'importanza di avere un arco semplice e leggero. Occorre fare attenzione che gli elastici siano verticali rispetto al piano di lavoro e al blocco, per non generare spinte laterali sull'arco. Sempre avendo in mente la "scorrevolezza" del tutto, fate attenzione che i cavi di alimentazione non frenino l'arco. I cavi di traino vanno agganciati al filo di taglio sempre negli stessi punti, per garantire la costanza del rapporto di velocità di traino tra radice ed estremità, e basta usare due piccoli moschettoni da pesca (si vede che ho un negozio di fronte, eh?) da agganciare dove il filo di taglio viene ritorto su se stesso e sul braccio : il fissaggio (Foto 5) va fatto girando il Monel intorno al braccio, facendolo passare nella gola, cosicché la tensione ve lo imprigionerà e poi avvolgendolo su se stesso 3-4 volte, infine indietro  e attorno al braccio in modo da creare un anello dove agganciare il moschettone. E' importante che i cavi di traino viaggino perpendicolari al filo di taglio durante il traino.

PROVE IN BIANCO E TAGLIO
La regolazione  delle velocità di avanzamento ovvero dei rapporti tra i bracci di leva va fatta tenendo conto non dei rapporti tra le corde di radice / estremità, ma dei percorsi effettivi dei punti di aggancio dei cavi di traino al filo di taglio e quindi tale rapporto cambia significativamente, poiché il percorso lato radice aumenta, mentre quello lato estremità diminuisce (per un'ala trapezoidale, naturalmente). Provare per credere !
I test in bianco vanno fatti bloccando dapprima il braccio di leva (la barra) in orizzontale con l'arco esattamente sulla mezzeria di ciascuna dima, e tirando i cavetti in modo da "sentire" uguale tensione su ambedue. Per bloccare l'arco adopero degli avanzi di listelli, che punto contro l'angolare di Al, mentre, per bloccare la barra, uso un sistema artigianale ad alta definizione: la aggancio con dello spago al bordo del banco ! Si può ora sbloccare l'arco e la barra e testare la contemporaneità degli avanzamenti a tutte le percentuali di corda, a partire dal bordo di entrata (0%), fino a verificare che la tensione sui cavi di traino è uguale quando il filo di taglio attraversa il bordo di uscita di ambo le dime (100%). Si riaggiustano i rapporti tra i bracci di leva, se necessario, e si risistemano le tensioni sui cavi di traino, ma sempre con barra orizzontale e arco sulla mezzeria delle corde. Anche se potrà sembrare strano, la sensibilità delle dita è sufficiente a giudicare le differenze di tensione sui cavi di traino : basta spingere con  i pollici le estremità dei bracci per sentire "uguale" peso sui polpastrelli. Quando si è soddisfatti (mai!), si da un'ultima lisciatina alle dime, perché le prove in bianco lasciano sempre qualche segno, che causerebbe impuntature del filo e, magari, si lubrifica anche dime e filo con spray al teflon.
A questo punto si sblocca la barra, si posiziona il blocco di polistirolo tra le dime a filo del segno sulle stesse (blocco che dovrà essere più abbondante di almeno 5 mm  sia all'entrata che all'uscita, per lasciare stabilizzare bene la temperatura del filo all'inizio, e perché è meglio, poi, per il sottovuoto), si mette una bella lastra di vetro spesso e dei pesi sul blocco, perché stia assolutamente fermo durante il taglio, si porta l'arco con il filo in posizione e si da corrente.

Occorre regolare precedentemente la temperatura del filo sul freddino (tipo 30-40" e più, a detta di altri, per fare 20 cm), così da minimizzare i danni (solchi), se si impuntasse il filo.Alla partenza è praticamente sempre necessario sull'estradosso "aiutare" dolcemente il filo a salire la rampa con le dita sui bracci dell'arco, perché, nonostante i due pesi indietro al massimo (verso la barra dell'arco) aiutino abbastanza, spesso in pratica non sono sufficienti  a scalare l'inizio del naso,  che è praticamente a 90°.
Si parte sempre tagliando l'intradosso e, una volta finito il primo taglio non si deve toccare nulla per vedere, altrimenti non si riuscirà più a posizionare il blocco dov'era in origine e addio precisione tanto faticosamente (è il caso di dirlo a 'sto punto) agognata.
Si possono infine sostituire le dime per passare all'estradosso, senza dimenticare di portare i fusi indietro verso la barra dell'arco.
Alla fine (Foto 6), se il risultato non sarà all'altezza delle aspettative, siete autorizzati a piangere calde e amare lacrime per il tempo perso e maledire l'americano, il sottoscritto e Beppe, che mi ha istigato a raccontare questa atroce esperienza da masochista.

Foto 6

                                  Tullio Bonfiglio

 HOME PAGE    |  INFO & NEWS    |  VOLO IN PENDIO    |   DOVE VOLARE  MODELLI & MODELLISTI   |  ARTICOLI E ASTUZIE |   DYNAMIC SOARING   |  DOWNLOAD   |  LINKS