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Macchina per il |
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TAVOLO |
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PULEGGE |
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Foto1 |
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BARRA |
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Foto 2 |
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DIME |
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Vanno preparate più lunghe rispetto alla corda desiderata di circa 3 cm sia davanti che dietro, e in modo da accompagnare bene il filo con una rampa progressiva soprattutto verso il bordo di ingressoRicordarsi che il punto più basso del profilo deve essere almeno 3 mm sopra al portadime per evitare interferenze del filo con il portadime o del braccio dell'arco con il tavolo. Sull'uscita la V serve a fermare il filo a fine taglio. Gli scassi sulla base servono per evitare le viti di serraggio del portadima (Foto 3). E' utile marcare le percentuali lungo la corda e necessario marcare la posizione del blocco di polistirolo per il passaggio da una dima all'altra. |
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Foto 3 |
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PORTADIMA |
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ARCO |
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Foto 4 |
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Non usate l'acciaio armonico perché si infragilisce dopo pochissimi cicli termici e vi lascia a metà dell'opera spezzandosi sul più bello. Il filo va fatto passare attorno ad un gola (Foto 5) preparata con una limetta sull'esterno di ciascun braccio e più in punta possibile (2-3 mm), sempre per evitare che l'arco tocchi il piano di lavoro. Ultimo componente importante sono i pesi sui bracci, che devono poter scorrere lungo questi ultimi; lo scopo è di ottimizzare il baricentro dell'arco a seconda che si tagli l'intradosso o l'estradosso : infatti il naso dell'intradosso è il punto di massima pendenza e per essere sicuri di seguire il profilo occorre avere peso vicino al filo, mentre il naso dell'estradosso presenta una rampa in salita facilmente vicina ai 90°, pertanto il peso indietro facilita la salita del filo. Per realizzarlo ho preso della lastra di piombo dal lattoniere (ca. 300 gr per braccio) e l'ho semplicemente avvolta strettamente attorno a mo' di fuso (sempre occhio alle interferenze !). Per bloccare i fusi basta anche solo del nastro adesivo. L'arco deve essere sospeso durante il taglio nel modo più neutro possibile; lo si fa mediante due cavi elastici agganciati alle estremità dell'arco e in alto, con due moschettoni, ad un cavo che ho steso nel senso della larghezza sopra alla mezzeria del blocco da tagliare. |
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Foto 5 |
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Da qui si capisce l'importanza di avere un arco semplice e leggero. Occorre fare attenzione che gli elastici siano verticali rispetto al piano di lavoro e al blocco, per non generare spinte laterali sull'arco. Sempre avendo in mente la "scorrevolezza" del tutto, fate attenzione che i cavi di alimentazione non frenino l'arco. I cavi di traino vanno agganciati al filo di taglio sempre negli stessi punti, per garantire la costanza del rapporto di velocità di traino tra radice ed estremità, e basta usare due piccoli moschettoni da pesca (si vede che ho un negozio di fronte, eh?) da agganciare dove il filo di taglio viene ritorto su se stesso e sul braccio : il fissaggio (Foto 5) va fatto girando il Monel intorno al braccio, facendolo passare nella gola, cosicché la tensione ve lo imprigionerà e poi avvolgendolo su se stesso 3-4 volte, infine indietro e attorno al braccio in modo da creare un anello dove agganciare il moschettone. E' importante che i cavi di traino viaggino perpendicolari al filo di taglio durante il traino. |
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PROVE IN BIANCO E TAGLIO |
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Occorre regolare precedentemente la temperatura del filo sul freddino (tipo 30-40" e più, a detta di altri, per fare 20 cm), così da minimizzare i danni (solchi), se si impuntasse
il filo.Alla partenza è praticamente sempre necessario sull'estradosso "aiutare" dolcemente il filo a salire la rampa con le dita sui bracci dell'arco, perché, nonostante i due pesi indietro al massimo (verso la barra dell'arco) aiutino
abbastanza, spesso in pratica non sono sufficienti a scalare l'inizio del naso, che è praticamente a 90°. |
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Foto 6 |
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