Chiese e istituzioni religiose

La mole della parrocchiale di Lonate appare al di sopra dei tetti per quanti si avvicinano al paese. II maestoso campanile le è vicino, e poco discosto, tra il verde di alcuni giardini, si scorge quello di S. Maria degli Angioli. I due templi sono ora gli unici superstiti.

 

Chiese antiche

Delle chiese antiche di Lonate abbiamo solo alcuni cenni. Vi erano net borgo, sullo scorcio del sec. XIII, le chiese di S. Nazaro e di S. Giovanni Battista (S. Giovanni in Campagna).

 

Ogni campanile, per sua natura, svetta: particolarmente quello lonatese di Sant'Ambrogio, che é alto ben 52 metri. Ma anche la chiesa di Sant'Ambrogio agli occhi del forestiero che si avvicina al paese si staglia netta sopra le case (quasi a proteggerle), oggi e a maggior ragione ieri quando erano tutte basse. Se la prospettiva è favorevole, se qualche gigantesca pianta secolare non fa da ostacolo, si può cogliere da lontano anche il profilo di Santa Maria e del suo campaniletto

Altri campanili presentava il borgo nei secoli passati. Vennero abbattuti con le rispettive chiese: la chiesa di San Nazaro, sita all'angolo dell'attuale piazza Mazzini, citata insieme con la campestre di San Giovanni in un repertorio diocesano dell'anno 1300 circa, che si fanno entrambe risalire al tempo dei Longobardi; la chiesa della Madonna delle Grazie che stava all'angolo tra via Cavour e via Dante; la chiesa di San Pietro Apostolo, di cui rimane il solo presbiterio, sita nella parte meridionale di via Oberdan.

C'erano cappelle su tutte le strade importanti in uscita dall'abitato antico. Di esse rimangono la cappella di Sant'Antonio, costruzione del 1425, sulla strada per Turbigo; la cappella di Sant'Anna, cinquecentesca, in cima alla contrada di Monte; la cappella di San Mauro, più recente, sulla strada per Busto.

Molte di queste informazioni minute mancano nella Storia, a maggior ragione negli Appunti. Oltrona Visconti, in generale, si mantenne più attento agli aspetti giuridico-istituzionali che a quelli artistici. Il passo dell'Archivio Arcivescovile é riportato anche nella Storia (pp. 116-17).

 

 

Erezione delta chiesa attuale

Nel decennio 1570-80 S.Carlo avviò un'inchiesta per conoscere la data di consacrazione delle chiese della diocesi: nell'Archivio Arcivescovile e stata trovata or ora una nota che rivela che la chiesa di Lonate "fu fatta maggiore" (cioé nelle linee attuali) nel 1560, essendo già insufficiente al tramonto del secolo XV. Ma in essa - narra l'ignoto scrittore - si verificò un fatto di sangue che ritardò la cerimonia di consacrazione e il domenicano Monsignor Melchiorre Crivelli fu chiamato dal curato de Speciis per "riconciliarla".

S. Nazaro fu probabilmente consacrata nel giorno del santo titolare, prosegue la nota, ma si ignora purtroppo l'anno. E' da ricordare a questo proposito che l'antico centro del borgo si imperniava su quest'ultima chiesa e sulla contrada di Valletta.

La chiesa maggiore dedicata a S. Ambrogio aveva alle spalle due cimiteri, l'uno aperto e l'altro chiuso. Quello chiuso reca nel porticato una Via Crucis frescata net 1778, assai mal ridotta. Nel 1857 il tempio ebbe un buon restauro.

Nel Cinquecento questo edificio non aveva campanile (eretto dopo il 1567) e la porta centrale fu fatta con un lascito del sig. G. Perotti. All'interno notevole il dipinto absidale.

 

Una veduta di piazza Sant'Ambrogio nel 1920 circa

Una veduta di piazza Sant'Ambrogio nel 1920 circa

 

Ma quando fu costruita o, meglio, ricostruita la chiesa parrocchiale di Sant'Ambrogio? Nel 1499, suggerisce la lapide della facciata che é menzionata nella Storia a p. 20 quando si parla dei Lonati, ma non é poi assecondata nel testo quando si tratta dell'edificio. Dal 1499 al 1520 circa secondo gli ultimissimi studi, che assegnano, se non tutto, gran parte dell'edificio ad Antonio Bodio, architetto bramantesco di origine lonatese, noto al suo tempo e ancora oggi tra gli studiosi come Antonio da Lonate.

Costruita, venne via via arredata e ornata. Il lascito testamentario Perotti é del 1524; i dipinti del catino absidale non sorpassano l'anno 1550. Cosi si spiega la consacrazione, solo apparentemente tardiva, del 1560, per mano di mons. Crivelli che di chiese in quegli anni ne consacrò parecchie. La dichiarazione dell'Archivio Arcivescovile che é riportata quasi integralmente nella Storia (pp. 116-17) trae in inganno: vale la data della consacrazione, unico elemento che interessava alla Curia vescovile; per l'ampliamento e per il presunto sacrilegio non sono fornite date.

Il campanile che vediamo é del 1635, insieme forte e snello, di cui rimane ignoto il progettista; nella lapide murata nel second'ordine della torre compare la data in compagnia delle tre lune, emblema della comunità lonatese (Oltrona, anche nella Storia, legge erroneamente 1638). L'invasione francese del 1636 lasciò interrotta la torre. L'ultimo ordine, con la cella delle campane, e della fine del Settecento. Prima, cioè per tutto il Cinquecento e per i primi anni del Seicento, bastò alla chiesa di Sant'Ambrogio l'avere tre campane appese ad un arco in muratura costruito sopra il tetto dell'abside.

Tutta l'area dove sorgono la chiesa e il campanile e dove stava anche l'antico cimitero e più alta delle adiacenze. Il cimitero davanti alla chiesa venne ridotto a sagrato nel 1622, quello a lato fu racchiuso in un chiostrino sul finire del Settecento. Un quadernetto di memorie stilato dal curato Pifferi, oggi introvabile nell'archivio parrocchiale ma consultato da Oltrona Visconti (Storia, p. 119), assegnava al chiostrino la data 1776-78 e indicava in Ronchelli e Baroffio i pittori della Via Crucis.

Taciuti, ma non nella Storia (p. 134), l'altare marmoreo del 1828 e il monumentale organo Prestinari del 1833, che sostituirono rispettivamente un tempietto di legno dorato ed un organo piccolo alzato lungo la parete settentrionale della chiesa.

Il restauro del 1857 si deve a Mauro Conconi, fondamentalmente pittore, che aprì nella chiesa le profonde cappelle laterali oggi visibili in luogo delle precedenti nicchie e rivestì le pareti della chiesa di materiale plastico a colori giallo e azzurro, di bianco e grigio le lesene.

Il cattivo restauro della facciata del 1954, taciuto negli Appunti, é criticato nella Storia (p. 135).

 

 

Santa Maria

La chiesa dì Santa Maria, nell'attuale via Roma, è attribuita alla scuola del Bramante e contiene un tavola settecentesca che rappresenta la Vergine attorniata dagli Angeli.

 

Scarne ed erronee anche nella Storia (pp. 149-50) le notizie su Santa Maria. La chiesa, in sobrio stile barocco del tipo controriformistico, é del 1625 circa; secentesca, di artista che si rifà ai Procaccini, la pala della Madonna tra angeli che fu probabilmente motivo sufficiente per ridenominare la chiesa, in precedenza chiamata semplicemente Santa Maria. Due grandi lapidi interne ricordano la consacrazione fatta il 29 settembre 1625 per mano dell'arcivescovo Federico Borromeo, cardinale del titolo - guarda caso - di Santa Maria degli Angeli, il quale concesse indulgenza di 100 giorni ai fedeli visitatori in ogni anniversario della consacrazione. Il campanile ha un coronamento settecentesco.

Da notare: essendo chiesa di monastero, Santa Maria era chiesa "doppia"; oggi rimane la parte accessibile al popolo, quella riservata alle monache del monastero venne incorporata nella Filanda Sormani intorno al 1870. Nel sito della chiesa secentesca esisteva la chiesa medievale di Santa Maria, già attestata nell'anno 1333.

 

Beneficio Carcano

Nel 1372 fu istituito nella parrocchiale il beneficio Carcano da un Beltramo, membro di quella famiglia fiorita in luogo. Un Ugo Carcano di Ambrogio, riferisce il Calvi, abitava in paese già dalla prima mete del Duecento. Le proprietà del beneficio, che ammontavano a 431 pertiche nei territori dì Lonate, S. Antonino e Tornavento nel secolo scorso, furono incamerate dallo Stato nel 1866, ma rivendicate tre anni dopo dai compatroni Caccia e Oltrona.

 

Le righe sul beneficio Carcano, ampliate nella Storia (pp. 125-28), sono la sintesi estrema del lungo articolo che Oltrona Visconti aveva pubblicato nel 1958 nella collana "Memorie Storiche della Diocesi di Milano". Preme ricordare che l'altare di riferimento di questo beneficio - giuridicamente una cappellania - era nella chiesa cinquecentesca di Sant'Ambrogio il terzo di sinistra e che nel 1997 sono tornati alla luce gli affreschi centrali della cappella raffiguranti la Madonna con Bambino tra i santi Gerolamo e Bartolomeo. La famiglia Carcano, effettivamente attestata tra i proprietari di Lonate nel Due-Trecento, ebbe il controllo della cappellania nella chiesa vecchia e nella nuova fino a tutto il Cinquecento. Dopo il 1866 le famiglie Oltrona e Caccia poterono recuperare dal demanio i beni della cappellania, allora soppressa, perché subentrati ai Carcano come patroni di essa.

 

I principali edifici religiosi di Lonate, idealmente ricostruiti su una mappa settecentesca (disegno di Augusto Spada)

I principali edifici religiosi di Lonate, idealmente ricostruiti su una mappa settecentesca (disegno di Augusto Spada)

1. Monastero di San Francesco

2. Monastero di San Michele

3. Chiesa di Sant'Ambrogio

4. Chiesa di San Pietro Apostolo

5. Chiesa di Santa Maria degli Angeli