PACE E LUCE
incontri con l'anima
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DICONO DI DIO

Cristo alla pace del Tuo supplizio
nuda rugiada era il Tuo sangue.
Sereno poeta, fratello ferito,
Tu ci vedevi coi nostri corpi
splendidi in nidi di eternità!
Poi siamo morti.
E a che ci avrebbero
brillato i pugni e i neri chiodi,
se il Tuo perdono non ci guardava
da un giorno eterno di compassione?
(Pier Paolo Pasolini)


IL LATTE DI DIO

Quando errava nel deserto, un giorno Mosè incontrò un pastore. Passò tutta la giornata con lui e l'aiutò a mungere le pecore. All'imbrunire Mosè vide che il pastore versava un pò del latte migliore in una scodella che poi depose su una pietra poco distante dalla capanna in cui si trovavano.

Mosè chiese a cosa servisse quel latte e il pastore rispose: "E' il latte di Dio". Incuriosito Mosè chiese di spiegarsi. Il pastore gli disse: "Metto sempre da parte il latte migliore e lo offro a Dio".

Mosè sentì il bisogno di correggere la fede ingenua del pastore, e insistette: "E Dio lo beve?" "Certo!" rispose il pastore. Mosè cominciò a spiegare che Dio è puro spirito e quindi non può bere il latte. Il pastore non gli credeva e Mosè gli suggerì di nascondersi dietro a un cespuglio per vedere se Dio sarebbe venuto a bere il suo latte.

Il pastore si nascose appena scese la notte. Al chiarore della luna, vide un volpachiotto arrivare dal deserto trotterellando. Dopo aver guardato a destra e a sinistra, l'animale si buttò sul latte che lappò golosamente. Poi sparì di nuovo nel deserto. Il giorno dopo, Mosè vide il pastore triste. "Qualcosa non va?". "Avevi ragione tu, Dio è puro spirito e non beve il mio latte!".

Sbalordito Mosè esclamò "dovresti essere contento. Adesso sai qualcosa di più su Dio rispetto a qualche giorno fa". "Si" ammise il pastore. "Ma l'unica cosa che avevo per mostrargli il mio amore mi è stata tolta". Mosè comprese. Si ritirò in solitudine e cominciò a pregare con tute le sue forze. Nel corso della notte Dio gli apparve e gli disse: "Mosè hai sbagliato. E' vero che sono puro spirito, ma accettavo con amore il latte offerto dal pastore, in segno del suo amore; però dal momento che non avevo bisogno del suo latte, lo dividevo con quel volpachiotto che ne è goloso".

Una suora missionaria stava accuratamente curando le piaghe ripugnanti di un lebbroso. Faceva il suo lavoro sorridendo e chiacchierando con il malato, come fosse la cosa più naturale del mondo. A un certo punto chiese al malato: "Tu credi in Dio?". Il pover'uomo la fissò a lungo e poi rispose: "Sì, adesso credo in Dio".

IL LOGLIO

Era in patria Gesù; lungo le sponde del suo lago;
e ne' campi opere a schiere
mietean le spighe, ch'erano già bionde.
Egli vedeva; ma credea vedere
angioli bianchi, con mannelle in mano,
sparsi in un suo ceruleo podere.

Diceva: "È il regno mio, come se al piano
buon seme alcuno seminò; ma loglio
il suo nemico sparse poi tra il grano.

E, quando l'erbe vennero in rigoglio,
il servo, accorto dell'inganno muto,
disse al Signore: - Io roncherò. - Non voglio: -
disse il Signore - Non col loglio irsuto
tu svella il grano: crescan ora insieme;
ma quando ii mondo tutto avrò mietuto,
io dirò: "Ne' granai solo il buon seme,
angioli, riponctc; e il loglio sia
gittato al fuoco, ove si piange e freme!" - "

Uno, che un fascio avea di loglio: "Via,
al fuoco! " disse. Ed egli tra un pio suono
d'acque e di frondi: " Ché nol porti a mia
madre? ché per le sue tortori è buono".
(Piccolo Vangelo di Giovanni Pascoli)

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(Tratto da www.benedetta.it)

Non ti preoccupare quando non sai pregare, quando non sai cosa dire. Sulla croce non si possono fare bei discorsi. Hai visto dal Vangelo che sul Calvario Gesù ha detto 7 parole in 3 ore, e la Madonna non ha espresso parola? Fa come loro: presentati a Dio come puoi. Se tu non puoi parlare, il Signore sa bene che cosa vorresti dire. E questo basta.

Non ti meravigliare, né perderti d'animo se a volte senti dentro di te una ribellione che non riesci a dominare. Alla nostra povera sensibilità non possiamo impedire che a volte esploda. Ma questo non ci porta lontano da Dio; anche con la ribellione, resta fra le braccia di Gesù e della Madonna.

È una tempesta che passerà e ritroverai il sole. Quando le nubi sono molto nere e ti pesano mortalmente sul cuore, pensa che oltre le nubi c'è sempre il sole, bello e intatto. Anche sulla tua vita c'è sempre il sole oltre le nubi. Anche Gesù in croce è giunto a gridare: "Dio mio, perché mi hai abbandonato?".

Ha voluto provare quello che provi tu nei momenti più duri, per guadagnarti la grazia di superarli. Ti è accanto allora perché li ha provati anche Lui.
Non desiderare di morire, ma di vivere. Lascia che Dio conduca la tua vita. Ma non pensare che la tua vita sia inutile, perché non puoi agire e parlare e fare. La croce di Gesù, il dolore della Madonna e di tanti cristiani, sono la ricchezza maggiore del mondo intero. Fra loro ci sei anche tu.

Non sentirti mai inutile e sola. La tua poltrona e il tuo letto possono diventare un altare. Tu non ti vai consumando, ti vai trasformando come l'ostia sull'altare. L'ombra della croce arriva fino alla tua camera, e siete insieme tu, Gesù e la Madonna, e fate un cuore solo. Non dire: non ho fede, mentre una volta ne avevo tanta. Accontentati di quello che puoi dare. Quando si soffre molto non è facile dare con disinvoltura. Oggi doni quello che puoi, domani potrai fare di più. Dio guarda all'intenzione.
(Don Elios Giuseppe Mori)

Dio muove il mondo per amore.
Tu apri la mano e dai quanto occorre, il necessario.
Dio e' dappertutto e vede tutto.
La S. Croce al cielo e' stata sollevata per tutti noi.
Papa Celestino VI dice che "tutto tende all'alto perchè' dall'alto è disceso".
L'amore di Dio rende facile tutto.
Qualsiasi lavoro ha un senso se fatto per Lui.
La speranza è il rimedio divino per ogni dolore umano.
Occorre aver pazienza: lo conosce Dio quando è il momento di aiutarci.
Ogni creatura ha quello che le occorre: c'è Dio per tutti.
Amare Dio significa accettare la sua volontà
Dio e' generoso nella misura in cui si crede.
La Provvidenza Divina è l'aiuto in tutti i momenti.
La Provvidenza aggiusta tutto.
La Divina Provvidenza pensa a tutto: di tutto ha cura.
La pazienza e' pace anticipata.
Dio veglia sui passi degli uomini come una madre su quelli del proprio bimbo.
Se il seme non muore nella terra, non porta frutto, non dà albero.
Bisogna avere fede nell'aiuto di Dio se vogliamo ottenerlo.
Il dolore ci butta tra le braccia di Dio.
La pazienza è aspettare che Dio decida per noi.
Il Signore dà a tutti quello di cui abbisognamo.

Tutte le strade portano al calvario.
La sola forma di sofferenza dell'anima è il fare la volontà propria e non la volontà di Dio.
Dio aiuta chi si aiuta.
La forza di Dio è come un mare in tempesta che travolge ogni ostacolo.
A ognuno il Cristo dà una parte dei suoi dolori.
Le decisioni divine, anche se sembrano dure, sono per il nostro bene.
Il prossimo è: Cristo che desidera essere aiutato da noi.
Pazienza è sopportare ciò che Dio comanda.
Non esiste la paura: è una fantasia del demonio.
Bisogna fidarsi di Dio ad occhi chiusi.
Il silenzio è la via per andare a Dio.

Cristo si è fatto piccolo per aiutarci a trovarlo.
L'Altissimo è paziente, ma paga.
Dio non risponde nulla a chi l'interroga con curiosità.
L'amore e' un concime che rende fertile ogni terra.
Dio ha fatto meraviglie e le ha messe a servizio degli uomini.
L'ombra della Croce sovrasta tutto.
La misericordia di Dio è più grande dell'universo: non se ne arriva mai alla fine.
La pazienza è saper aspettare le decisioni divine.
La speranza è aspettare l'aiuto di Dio.
Dio è paziente: ci attende per tutta la vita.
La pazienza è l'arma con cui Cristo ha vinto le tenebre.

La pazienza con la preghiera vincono gli ostacoli.
Con Dio bisogna chiudere gli occhi sui mali degli altri per aprirli sui propri.
Il Signore non abbandona mai.
Si cade sotto il peso della croce quotidiana.
Dio è fra gli uomini.
La forza per sopportare il dolore ci viene dal Signore.
La paura è l'arma del diavolo.
Il silenzio e' il mezzo con cui Dio parla all'anima.
Il dolore ci fa cercare l'aiuto del Cielo: perché ogni dolore è la croce santa di Gesù.
Dio vuole che ci affidiamo a Lui come bambini.
La rassegnazione è assoggettarsi al volere di Dio.


Dio ama chi dona con gioia.
Dopo la tempesta Dio dà un po' di pace sempre.
Quando il Signore parla tacciono tutte le creature.
Il Signore ci dà tempo per ogni cosa.
Quello che non possiamo fare per fede, lo dobbiamo fare per ubbidienza.
Dio ci aiuta sempre anche se non glielo chiediamo.
La pace viene quando non si miete più per il nostro granaio ma per quello di Dio.
La croce prende sempre l'aspetto che meno ci saremmo aspettati.
L'uomo sa apprezzare i doni di Dio solo dopo che Lui glieli toglie.
La gioia viene dall'accertare il posto e lo stato che Dio ci ha dato.
Noi veniamo da Dio; ma quanta fatica per arrivare a Lui.

(Dagli scritti della "Venerata Benedetta Bianchi Porro")
La tua vita, come quella di tutti, non è un pacifico possesso; a volte ci sono burrasche e temporali. Non ti preoccupare mai; quando è passata la bufera tu ritorna fra le braccia di Dio, come se nulla fosse stato. Non misurare la tua vita col metro della sofferenza, pensando che abbia valore solo quello che ti costa. Il valore di ogni cosa è l'amore. Cerca di amare Dio coi sentimenti di una figlia. Quando stai bene, gli sei vicina come quando stai male; cerca in un caso come nell'altro di voler bene al tuo Padre celeste.

Quando ti senti in colpa o ti pare di aver fatto qualche mancanza (anche piccola) non martoriarti, pensando che meriti castighi e punizioni. Ogni colpa, grande o piccola, è una mancanza di amore: Se la vuoi riparare bene, cerca di aumentare il tuo amore verso Dio, serenamente. Dio non vuole altro. Se hai fatto qualche mancanza, se qualche volta perdi la pazienza e il coraggio, non perdere troppo tempo a "contemplare" i tuoi sbagli. Daresti a loro troppa importanza e ruberesti a Dio del tempo che Gli appartiene. Piuttosto va subito col tuo cuore a Gesù e alla Madonna e cerca di dare loro, in modo ancora più bello e fiducioso, l'amore che non hai saputo dare prima.

In ogni cosa ricorda sempre che il bene e la forza vengono da Dio. Se hai bisogno di forza, di serenità, di pace, di perdono, corri a Dio con una fiducia senza limiti. Non farai mai tanto piacere a Dio come quando Gli chiedi le cose buone e la sua grazia. Non sei al mondo per soffrire ma per amare. Offri ogni pena come ogni gioia, sono tante occasioni per aumentare il tuo amore. La tua condizione attuale è la più vicina a Dio. Basta che tu l'accetti e la viva con Lui. Vedi, occorre sforzo e buona volontà per fare del bene e dell'apostolato; ma non è il massimo, perché siamo sempre noi a dare quello che vogliamo. (Don Elios Giuseppe Mori)

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GESU'

E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
campagne sotto il mietitor rimorte:
il suo giorno non molto era lontano.
E stettero le donne in sulle porte
delle case, dicendo: " Ave, Profeta! "

Egli pensava al giorno di sua morte.
Egli si assise all'ombra d'una meta
di grano, e disse: " Se non è chi celi
sotterra il seme, non sarà chi mieta ".

Egli parlava di granai ne' Cieli:
voi fanciulli, intorno lui correste
con nelle teste brune aridi steli.
Egli stringeva al seno quelle teste
brune; e Cefa parlò: " Se costì siedi,
temo per l'inconsutile tua veste ".

Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:
"Il figlio " Giuda bisbigliò veloce
d'un ladro, o Rabbi, t'è costì tra' piedi:
Barabba ha nome il padre suo, che in croce
morirà ". Ma il Profeta, alzando gli occhi,
"No", mormorò con l'ombra nella voce;
e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.
(Piccolo Vangelo di Giovanni Pascoli)

Un missionario viaggiava su un veloce treno giapponese e occupava il tempo pregando con il breviario aperto. Uno scossone fece scivolare sul pavimento una immaginetta della Madonna. Un bambino seduto di fronte al missionario si chinò e raccolse l'immagine.

Curioso come tutti i bambini, prima di restituirla la guardò. "Chi è questa bella signora?", chiese al missionario. "E'... mia madre" rispose il sacerdote, dopo un attimo di esitazione. Il bambino lo guardò, poi riguardò l'immagine. "Non le assomigli tanto", disse. Il missionario sorrise: "Eppure, ti assicuro che è tutta la vita che cerco di assomigliarle, almeno un pò!".

LA VECCHIETTA CHE ASPETTAVA DIO

C'era una volta un'anziana signora che passava in pia preghiera molte ore della giornata. Un giorno sentì la voce di Dio che le diceva: "Oggi verrò a farti visita". Figuratevi la gioia e l'orgoglio della vecchietta. Cominciò a pulire e lucidare, impastare e infornare dolci. Poi indossò il vestito più bello e si mise ad aspettare l'arrivo di Dio.

Dopo un po', qualcuno bussò alla porta. La vecchietta corse ad aprire. Ma era solo la sua vicina di casa che le chiedeva in prestito un pizzico di sale. La vecchietta la spinse via: "Per amore di Dio, vattene subito, non ho proprio tempo per queste stupidaggini! Sto aspettando Dio, nella mia casa! Vai via!". E sbattè la porta in faccia alla mortificata vicina.

Qualche tempo dopo, bussarono di nuovo. La vecchietta si guardò allo specchio, si rassettò e corse ad aprire. Ma chi c'era? Un ragazzo infagottato in una giacca troppo larga che vendeva bottoni e saponette da quattro soldi. La vecchietta sbottò: "Io sto aspettando il buon Dio. Non ho proprio tempo. Torna un'altra volta!". E chiuse la porta sul naso del povero ragazzo.

Poco dopo bussarono nuovamente alla porta. La vecchietta aprì e si trovò davanti un vecchio cencioso e male in arnese. "Un pezzo di pane, gentile signora, anche raffermo... E se potesse lasciarmi riposare un momento qui sugli scalini della sua casa", implorò il povero. "Ah, no! Lasciatemi in pace! Io sto aspettando Dio! E stia lontano dai miei scalini!" disse la vecchietta stizzita. Il povero se ne partì zoppicando e la vecchietta si dispose di nuovo ad aspettare Dio.

La giornata passò, ora dopo ora. Venne la sera e Dio non si era fatto vedere. La vecchietta era profondamente delusa. Alla fine si decise ad andare a letto. Stranamente si addormentò subito e cominciò a sognare. Le apparve in sogno il buon Dio che le disse: "Oggi, per tre volte sono venuto a visitarti, e per tre volte non mi hai ricevuto".

IL SILENZIO

Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola
perché i nostri pensieri siano rivolti alla parola.
Facciamo silenzio dopo l'ascolto della Parola
perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi.

Facciamo silenzio la mattina presto
perché Dio deve avere la prima parola.
Facciamo silenzio prima di coricarci
perché l'ultima parola appartiene a Dio.
(Dietrich Bonhoeffer).

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