1/ Nel dormiveglia della corriera
un susseguirsi di immagini,
un andirivieni di fotogrammi:
un riassunto di questo viaggio
di andata e ritorno tra l’io ed il mondo.
2/ Chi vede l’alba
malata
è morto dentro.
3/ Dopo essere stato in casa
per migliaia e migliaia di attimi
tremò come una foglia al vento,
mentre prendeva un caffè, di fronte
a sguardi estranei. Così estraniato
che si sentì uno straniero.
4/ Pensieri, un tempo ritenuti immortali,
ora seppelliti in un viale alberato di pini.
5/ Speranza ed attesa,
nostre uniche consolazioni,
mentre cerchi concentrici
si dissolvono nell’acqua.
6/ Tu porgi il tuo sorriso sull’ombra
di quel piatto e sull’orlo della tazza
e di quel che eri, io scaccio dalla mente
le parole facili.
7/ Quanto e quale rumore di fogli
appallottolati nel cestino
perché se ne venga fuori
all’improvviso l’onda d’urto
di un maledetto simbolo.
8/ Il mondo – mi dicevo- deve
essere un panottico, il cui grande
carceriere deve essere Dio o il caos.
Il sole già alto era solo un gioco di sponda
tra l’alba ed il tramonto.
9/ Un lapsus
uccise
il potere subdolo
degli oroscopi e dei sondaggi.
Un raptus
e l’ultimo pazzo in un mondo di sani
fece una strage di televisioni.
Bambino di silicio,
uccidi anche tu la tua televisione !!!!
10/ Bastarda sera inghirlandata a grande festa
e tu smettila di giocare con quei ninnoli
e non riprendere quel discorso interrotto
che è un vicolo cieco, perché la mente umana
per me frantuma le cose. Ritorniamo alle cose
semplici.
11/ Me ne sto da solo
e non ho voglia nemmeno
di alzare la cornetta del telefono
per sentire una voce amica.
Me ne sto da solo
e non cerco un senso alle luci smorzate
di case lontane,
e non conto i pensieri sul cuscino
e non cerco inutilmente i confini dell’anima.
Me ne sto da solo
e non voglio nemmeno che
lame di luce filtrino dalle imposte delle persiane.
12/ Membrana impermeabile,
frattura insanabile,
corpuscolo del cosmo,
filamento sparpagliato nel tempo,
energia incatenata in materia,
energia sprigionata in materia,
di passaggio sul pianeta Terra.
13/ A volte si ha bisogno
di starsene soli, ma starsene soli
troppo a lungo, è un peso opprimente,
un’ombra sul cuore. E le spire diafane
della mia sigarette si alzano lente
ad incontrare l’ultima luce.
14/ Che cosa cerchi in quel che chiamano amore ?
Un’esperienza totalizzante ? Un porto sicuro,
che ti ripari dalle mareggiate ? Un talismano,
che scacci la paura della solitudine ? O sei solo
legata alla catena indissolubile dell’abitudine ?
15/ Dalla culla alla tomba questa luce,
questo cielo, che ti rimane dentro ovunque vai.
Questo cielo, così vicino agli occhi, a colline e
pianure, a questa terra di poggio.
Questi tramonti, queste sfumature accese dei tramonti,
che sulle rive dell’Adriatico non vedi e non vedrai mai.
Questa luce che spiove da chissà quale pertugio.
Questa luce che spiove…..non si sa da dove.
16/ I cani latrano nel canile e ringhiano
con la bava alla bocca ed abbaiano
alla luna e alle ombre dei rami mosse
da quel matto del vento, ma non si strozzano
mai alle catene come i loro padroni.
17/ E se l’uomo è un manichino ?
Se è un automa ?
Se è un ingranaggio di un meccanismo senza senso ?
E se la natura è morta ?
In fondo a te Signorina Giovinezza, baciata
dalla bellezza, se la natura è morta….
che te ne importa ?
18/ E oltre questi filari, queste tralci di viti,
danza macabra di foglie riarse e calpestate
e cadaveri di fiori di campo e di colombe.
E oltre mille volte morte
di rose non colte e di steli senza rose.
19/ Se vado fuori
vedo solo scheletri
che camminano e ridono
invece che uomini in carne ed ossa
invece che esseri viventi di nervi e viscere.
20/ Le tue parole nella mia mente
risuonano distanti, trasportate da
un’eco smorzata. E non c’è un alibi
e nemmeno colpa. La tua fortezza
è inespugnabile. Non sono né vittima,
né carnefice. Tutto è accaduto
involontariamente,
inconsapevolmente.
21/ Tra l’etica e l’estetica
scelgo di ascoltare la radio di notte.
22/ Non sono io che scelgo queste parole,
sono queste parole che scelgono me.
Vorrei che questa terra e questo cielo
e questo mare e questo sole fossero
per un attimo la mia terra ed il mio cielo
ed il mio mare ed il mio sole. Non voglio
saper scrivere. Ma vorrei che questo mio
scrivere fosse tutto intriso di me.
Non sono io che scelgo queste parole,
sono queste parole che scelgono me.
23/ Le scie traslucide di lumaca
non sono che tracce labili
tra i prati e le radici aggrovigliolate.
24/ Notti bianche all’ora del lupo,
notti insonni, notti dell’anima.
Ascolta la notte con i tuoi soliti
abituali rumori…….resisti a tutto
se riesci a covare le tue notti insonni….
ascolta la tua notte.
25/ E’ l’apice della civiltà e dell’inciviltà dell’immagine.
E’ l’apice dell’evoluzione e dell’involuzione dei costumi.
E’ l’epoca dei chirurghi estetici, dei personal trainer,
dei dietologi che sconfiggono le maniglie dell’amore.
E’ l’epoca dei d.j e dei p.r, l’epoca dei calciatori miliardari
e di oche rifatte. Che sia la lente deformante
della mia ciclotimia ? Che sia un mio disturbo dell’umore
o la stupidità regna sovrana ed incontrastata ?
26/ Tutto questo saliscendi di tornanti,
questa sinusoide di umori altalenanti,
questi picchi repentini ed improvvisi di alti e bassi,
queste vaghe reminiscenze di serenità.
Ma tutto sommato preferisco il labirinto
del mio mondo al deserto del nulla.
27/ Ma il vento e l’acqua
scavano
ancora
tra le rocce
con sibili
taglienti
e radenti
gocce.
E rose
selvatiche
fioriscono
ancora
tra aride
pietre.