In un altro universo vi era un grande pianeta che stava "rinascendo".
Prima degli alieni a forma di farfalloni giganti l'avevano
gravemente inquinato fino a renderlo quasi inabitabile, poi quegli alieni
spinti dalla disperazione si autodistrussero combattendo terribili guerre
per le poche zone ancora vivibili del pianeta; restarono cosi' solo pochi
individui: la protagonista era una dei pochi individui di quella specie
e si chiamava Liscki.
Primo Capitolo
I miei amici.
Ero stata allevata in un orfanatrofio terrestre, mi avevano
dato con una macchina la forma di una bambina "umana"; poi mi ripresero
due vecchi e naturalmente mi riportarono nel mio pianeta: Alaires I.
Il sole di Alaires I si chiama Lailain ed e' un sole
giallo e piccolo come quello della terra, soltanto un po' piu' arancione.
Veduta di Alaires I e di una piccola parte del suo sistema
solare.
Conoscevo due soli ragazzi piu' grandi di me: Giacun e
Vincent, avevo anche un amica: Maxiany.
Maxiany era molto buona pero' era distratta, nervosa
e sciocca, comunque era una brava persona; Giacun era nervoso, sciocco,
distratto, codardo e scorbutico e Vincent era coraggioso, intelligente
e un po' distratto.
Secondo Capitolo
I due vecchi che mi riportarono su Alaires I si chiamavano
Gian e Laixuria, erano ancora "arzilli" per aver 200 anni; ma purtroppo
successe una grave cosa.
Giacun testardo e cattivo com'era nascose un arma che
aveva trovato in un vecchio bunker di una delle ultime guerre.
Con quest'arma che era come uno specchio con una strana
cornice verdastra di notte ando' nella "casastudio" di Gian e busso' sonoramente
alla "verga", ovvero emettendo degli ultrasuoni sulla porta "risonante"
con le sue antenne.
La porta si apri' e lui entro' nel corridoio chiamato
"Fur perx", un corridoio con disegni strani ma bellissimi, quasi magici,
di uno degli ultimi artisti di Alaires I.
L'ultimo disegno, il piu' strano e inquietante ne segnava
la fine.
Giacun busso' alla "scultura di entrata" e Gian domando'
chi era.
Giacun rispose subito che era lui; appena entrato sfilo'
l'"armaspecchio" da un contenitore, lo punto' verso Gian e in poco tempo
quest'ultimo non c'era piu'.
Il malfattore sghignazzo' e si preparo' per ammazzare
Laixuria, si precipito' alla porta accanto (la camera di Laix*) l'apri'
e uccise la nostra povera amministratrice (Gian e Laix amministravano tutto!!).
Quando Giacun smise di ridere perche' era felice per
quel che aveva fatto disse: "Vann, Rann, venite a festeggiare! Ora siete
i miei consiglieri e io sono diventato re di questo pianeta!! Chiamate
i miei "diabolici sudditi!"
* nome abbreviato
Vann era un mostricciattolo verde, grassoccio, senza gambe
ne' tronco, era verdognolo a forma di goccia ricoperto di foruncoli e con
gli occhi gialli.
Rann era uguale a Vann, solo era blu ed era piu' alto.
Venivano da Alaires II ed erano i piu' sciocchi di tutta
la galassia!!.
Vann
e Rann.
Ma ora riprendiamo la storia: Vann e Rann si precipitarono
saltellando da Giacun e quest'ultimo gli diede un "farfapugno" perche'
erano arrivati in ritardo.
Subito dopo Giacun corse vicino a noi che cercavamo disperatamente
di far qualcosa per fermarlo e urlo':"Stupidi!...Ora sono io il padrone
del pianeta!!." e ci punto' l'arma; noi credevamo che fosse uno specchio
ma per fortuna io caddi (per colpa di un "cubosasso") sopra Maxiany e Vincent;
cosi' solo per un caso Giacun ci manco'.
Per paura dell'arma di Giacun ci alzammo in volo, e,
con le nostre fortissime ali volammo via (in poche frazioni di millesimo
di secondo!!) Ma prima di lasciare Alaires I per ritornare di nuovo sulla
terra io urlai: "Un giorno ritornero' vigliacco!!" e il vile rise.
Capitolo 3
Di nuovo sulla Terra, pensieri di Alaires
Appena arrivata con i miei amici ci trasformammo in umani;
io ero diventata bionda con gli occhi verdi-azzurri e alta; mi ricordai
un fatto della mia infanzia, quando ero sulla terra: per la festa di Halloween
io mi ero vestita da strega e avevo messo un cuscino dietro la mia schiena,
sulla faccia ero tinta di grigio; presi molti pasticcini, me li mangiai
e feci un indigestione colossale!! (erano cosi' buoni che mi avevano fatto
dimenticare come fosse delicato lo stomaco umano! e pensare che su Alaires
I ero in grado di far fuori senza problemi chili e chili di "iperdolci"!!).
Dovetti andare all'ospedale e ci restai per 2 giorni;
i dottori risero quando feci una smorfia (prima avevano detto che non dovevo
mai piu' mangiare tanti dolci), ora rido anch'io del passato!.
Ah, dimenticavo, Vincent era diventato un bel ragazzo
e Maxiany una ragazza ne' brutta ne' bella.
Vincent
e Maxiany.
A Vincent non gli sembrava un vestito il suo (anche se
lo era) poi non si era ancora ben abituato a camminare con quelle gambe;
comunque dopo qualche giorno riusciva a saltare e a correre, naturalmente
meglio di voi umani, non per vantarci ma noi siamo piu' forti di voi, difatti
non riuscireste a rompere il bozzolo, cosa che noi facciamo con delle difficolta'.
Vincent imparo' presto (qualche giorno) la storia della
terra e i nomi dei numeri (pochi secondi) delle forme e dei colori, che
so' (1280 ?); per le lingue utili ovvero Francese, Inglese, Russo, Tedesco,
Indiano, Polacco, Svedese, Portoghese e Spagnolo ci mise una settimana
e per l'Italiano mostro' un certo interesse.
Io comunque volevo ritornare su Alaires; chissa' se la'
era restato vivo il "Ricibilluppo" un piccolo esserino a forma di sfera
(gialla limone) con due occhi tondi e neri, molle e buffo con due gambe
microscopiche che comunque riuscivano a farlo saltare e due mani quasi
invisibili (era senza bocca e orecchie); emetteva (con le zampette) questo
suono:- Ricibilipp - con voce acuta e chiara.
Il
Ricibilluppo.
Un altro essere di Alaires era l'Acrilicus, un gigantesco
e splendido esemplare d'uccello: aveva un ciuffo rosso sulla testa, i suoi
occhi color oceano brillavano e sembravan dire: - Io ho liberta', guardatemi,
sono libero -; il becco era arancio, le piume erano bianco puro tranne
quelle del petto che erano viola e giallo limone, le zampe erano giallo
scuro, sapeva volare molto in alto (aveva un apertura alare di 8 metri).
L'Acrilicus mi aveva fatto sognare, pensavo che ci fosse
un posto dove vi erano migliaia di quegli uccelli anche se poi tornavo
alla realta' guardando quel solitario uccello; inventai anche una poesia
su di lui:
Uccello,
oh uccello libero
tu vedi la luna*
Uccello,
l'erba ti sorride
il mare ti racconta
ti racconta la sua vita.
Uccello bianco puro,
il tramonto tu vedi
E' li che andrai?
L'uccello
della speranza.
* La nostra luna si chiama Fainx
Ero molto preoccupata per il mio paese; tutti gli Alaires
avevano qualche problema: Alaires II era la patria di Vacan il piu' diabolico
essere di tutti, lui aveva un grande occhio, anzi piu' precisamente era
proprio un occhio, rosso, con le palpebre e senza ciglia ma con le sopracciglia.
Alaires III era desolato.
Alaires IV era troppo freddo.
Alaires V sarebbe stato vivibile sotto terra pero' non
c'era essere vivente.
Alaires VI non aveva ossigeno.
Alaires VII era un pianeta di ghiaccio.
E Alaires I era stato chiamato cosi' per ironia ma ora
si meritava quel nome.
Ma ora torniamo alla nostra storia, sulla terra
avevo conosciuto l'essere piu' "intelligente" che e' al culmine dell'evoluzione,
che vive in perfetta armonia con la natura...
(Non ridete)... La formica; noi e voi abbiamo sempre
bisogno di nuove invenzioni, fisicamenta cambiamo, cambiamo sempre; loro
hanno trovato una forma perfetta.
Analizzai la casa di questo insetto, andai da una vecchia
signora con un formicaio in casa: era in un grande contenitore di pasta.
Si vedevano alcune vie, addirittura si vedeva la regina
di questi "esseri".
Il Duello... La fine? La rinascita.
Mi ricordai di nuovo di Alaires e pensai di agire; chiamai
subito Vincent e Maxiany ma loro esitarono.
Ormai non c'era scelta, dovevo andare nel mio pianeta;
mi trasformai in "farfalla" dove nessuno poteva vedermi e andai sul mio
pianeta.
Non potevo crederci: era tutto devastato... cosi' grigio,
cosi' brutto, cosi' morto.
Io vidi Giacun, mi nascosi pensando a Vincent e mi dissi
tante cose cattive su di lui pensando al mio povero pianeta devastato;
ad un certo punto pero' mi sentii toccare la spalla, era Vincent; lo guardai
arrabbiata e mi voltai e lui mi disse: "Scusa sono stato sciocco, cieco"
e io lo guardai cominciando a piangere; appena finito vidi che Vincent
era sparito, era andato la' vicino a Giacun.
I due si guardarono, spiccarono il volo e allontanandosi
l'uno dall'altro cominciarono a volare molto veloce così da non
potersi quasi nemmeno vedere; cercavano di colpire le ali dell'altro con
le scie di fuoco lasciate dalla folle velocita' di 1.000.000.000.000.000.000.000
miliardi di Km. in un solo miliardesimo di secondo!!.
Con tutto quel fuoco e con quell'erba secca (che ora
ricopriva tanti Km2) si creo' un incendio che pero' non fermo' i due, io
stavo a vedere tristemente quando un albero rotto da un fulmine cadde su
di me, sarei potuta scappare da quel tronco ma la paura che qualcuno morisse
mi aveva fermata; l'albero era infuocato pensavo di perdere la mia "terza
parte del corpo" ma Vincent arrivo' e spostando l'albero senza paura del
fuoco che ormai stava ricoprendo l'ex vegetale riusci' a salvarmi.
Io ero salva, le mani di Vincent no! Giacun disse pentito:
"Ormai ho capito, sono stato sciocco per tutta la vita! Quando ho visto
morire i miei genitori ho perso la testa e Vacan ne ha approfittato per
influenzarmi coi suoi terribili poteri mentali; attenti a Vacan!!".
Dopo scomparve tra le fiamme ormai altissime dicendo
sempre piu' piano: "E' tardi, tardi, tardi, tardi"; alla fine urlo' quella
parola e la sua voce non si senti' piu', mai piu'.
Vann e Rann (gli aiutanti di Giacun) restati vivi e cattivi
scapparono; mi ero appena voltata verso Vincent quando lo vidi triste,
molto piu' triste di me, non piangeva e guardava il fuoco che ormai ci
circondava; disse lui: "Addio fratello".
Subito dopo capii l'atteggiamento di Vincent; le fiamme
continuavano ad avanzare sempre piu' veloci, ormai ci stavano per inghiottire,
noi avremmo forse ancora potuto andare in alto nel cielo senza bruciarci
le ali ma non ci pensavamo, stavamo per morire quando un violentissimo
temporale spense le fiamme proprio all'ultimo minuto; eravamo salvi.
Dopo qualche secondo vedemmo l'Acrilicus volare alto
su quel cielo impetuoso senza paura della pioggia che aumentava sempre
di piu'; dopo un po' vidi decine e decine di quegli uccelli; noi due molto
felici vedemmo il primo A. fermarsi sulla cima di una montagna e, contenti,
ribattezzammo quella specie volatile della Speranza.
Il rinascimento di un nuovo mondo - Alaires... Vacan, Vacan.