Le bio-camere di riconversione stavano dando un importante contributo alla
soluzione del problema della sovrapopolazione sulla terra che nel 2100 contava
ormai ben 20 miliardi di abitanti, contemporaneamente avevano anche salvato
molte specie animali dall'estinzione.
Molti si erano opposti per ragioni religiose, etiche e morali ma le migrazioni
di centinaia di milioni di esseri umani dal sud del pianeta ormai invivibile
a causa dell'effetto serra verso il nord aveva finito per spegnere ogni residua
opposizione.
Così in soli 3 anni circa un quarto della popolazione mondiale era stata già
riconvertita con successo e gli ecologi dissero che in altri 3 anni con la popolazione
umana ridotta a 10 miliardi si sarebbero forse potuti risolvere gli spaventosi
problemi che minacciavano ormai la stessa vita sulla terra.
La scelta di chi dovesse essere sottoposto al processo avveniva naturalmente
su base casuale, ma chi veniva arrestato per qualsiasi crimine, leggero o grave
che fosse, veniva comunque riconvertito, in questo modo il crimine che fino
ad allora era andato continuamente aumentando diminuì moltissimo in tutto il
mondo, non ci fu più bisogno di prigioni nè di penitenziari ed anche la pena
di morte negli stati dove ancora esisteva venne sostituita con questo sistema.
Molti poi vi si sottoponevano volontariamente poichè l'esaurimento delle risorse
energetiche e naturali aveva reso la vita umana sul pianeta alquanto dura, penosa
e difficile.
La riconversione era inoltre per molti un ottima alternativa alla vecchiaia,
alla malattia, al rifugio nelle droghe e naturalmente al suicidio dato che a
differenza di questo era un processo graduale, quasi indolore e che alcuni trovavano
persino emozionante, eccitante e piacevole.
Nonostante ciò tuttavia Emy avrebbe preferito non essere scelta.
I suoi genitori si consolarono pensando che in fondo in un certo senso Emy avrebbe
così avuto un esistenza più facile e migliore di quella che probabilmente la
aspettava altrimenti.
Quando toccò a lei la mamma la preparò come per una festa, le fece fare un bel
bagno, poi la pettinò e le mise un bellissimo vestito che le aveva comprato
apposta per l'occasione.
Poi le fece molte foto, per ricordo.
Infine babbo e mamma la presero per mano e la portarono al più vicino centro
di riconversione.
Qui parlarono per un pò con una giovane dottoressa molto gentile, poi la dottoressa
sorrise ad Emy e le fece i complimenti per il bell'abito che aveva, ti sta proprio
bene, le disse, tua mamma ha avuto proprio buon gusto a sceglierti il tuo ultimo
vestito.
A questo punto la mamma le dette un bacio e poi cominciò a spogliarla, Emy la
lasciò fare docilmente poichè si vergognava a farlo da sè.
Poi la dottoressa la visitò con molta attenzione ed infine per tranquillizzarla
le fece molti complimenti e le disse che una ragazzina così graziosa come lei
certamente si sarebbe abituata presto a stare nuda senza vergognarsi, poi la
prese per mano e la portò davanti ad una strana macchina dotata di due camere.
In una di esse era racchiusa una cerbiatta, Emy la guardò con interesse e curiosità.
Diventerò come lei? Chiese timidamente alla dottoressa.
Si, il tuo corpo si trasformerà gradualmente, quasi senza dolore, ed entro 1
anno diverrai la sua sorella gemella, sarai esattamente come lei.
Sarò ancora io? No, non sarai più Emy, sarai una cerbiatta come ti ho detto
ma ti piacerà, vedrai.
Ti faccio un esempio: poichè anche naturalmente tutto cambia e si trasforma
quando si invecchia non si è più veramente la stessa persona di quando si era
bambini, quindi se tu non dovessi essere riconvertita ti trasformeresti comunque
con gli anni in un altra persona, in un altra Emy.
Ma naturalmente la tua trasformazione sarà molto più radicale di quella portata
dagli anni.
Emy non era del tutto certa di aver capito ma comunque entrò lo stesso nell'altra
camera di riconversione senza fare storie, una porta si richiuse automaticamente
dietro di lei, ci fu un ronzio sommesso e poi un lampo di luce accecante.
Poi le porte si aprirono e la cerbiatta ed Emy furono fatte uscire.
Emy si sentiva esattamente come prima.
Sono un animale adesso? chiese. No, sono sempre io, si rispose da sè con un
senso di sollievo, infatti dopo essersi guardata e toccata ansiosamente non
si trovò per nulla cambiata.
Per il momento si, le disse la dottoressa, anche se ricordati che legalmente
e fin da ora non sei più una persona ma solo un animale dunque non ti è permesso
possedere nulla, non potrai più andare a scuola nè vestirti ma di quest'ultima
cosa non devi preoccuparti, non sarai nuda molto a lungo perchè presto sul tuo
corpo crescerà una bella pelliccia.
Tuttavia sarai un vero e proprio animale solo quando avrai perso la parola e
la ragione e questo ti succederà solo quando la trasformazione del tuo corpo
si sarà quasi completata.
Fino ad allora continuerai a stare coi tuoi genitori, dopo verrai portata in
uno dei più bei parchi del pianeta dove vivrai libera e senza provare alcun
rimpianto poichè non conserverai alcuna memoria della tua passata esistenza
umana.
Tornata in famiglia dopo qualche giorno Emy si accorse che la sua pelle stava
cambiando, stava diventando più spessa ed assumendo poco per volta una tonalità
rosata, in seguito in varie parti del suo corpo le spuntarono chiazze di pelo
bianche e brune ma lei non volle lo stesso uscir più di casa finchè non le fu
spuntata anche una piccola coda.
Adesso che ho la coda, pensò, sono abbastanza animale da poter andare in giro
svestita senza vergognarmi.
Stranamente la sua codina le piaceva molto e la mostrava con orgoglio alle sue
amiche, specialmente a quelle che si stavano trasformando come lei.
Quando la sua migliore amica le disse che stava diventando proprio una bella
cerbiattina ne fu molto contenta e le permise di decorarle la coda con un bel
fiocco rosso.
Cominciò allora per Emy un periodo breve ma felice in cui la ragazzina fece
della sua trasformazione un gioco, faceva finta coi suoi amici di essere già
una cerbiatta e giocava con loro facendo dei buffi versi che facevano ridere
tutti.
Del resto si sentiva perfettamente a suo agio dato che alcuni dei suoi amici
e amiche erano già più animali di lei, Giorgio, un suo ex compagno di scuola,
era ad esempio già quasi un cane, le sue braccia e le sue gambe gli si erano
col tempo gradualmente accorciate e rimodellate fino a diventare delle agili
zampe, il suo corpo ed il suo volto si erano fatti ormai più canini che umani,
da tempo gli riusciva naturale abbaiare proprio come un cane e tuttavia sforzandosi
un pò poteva ancora parlare con una strana voce roca e profonda, il giorno che
perse del tutto la parola i suoi genitori cominciarono a mettergli il guinzaglio
quando lo portavano fuori ed a trattarlo come il cane che stava diventando,
lui per un pò si sentì triste per questo ma poi si consolò perchè sapeva che
comunque sarebbe rimasto per il resto della sua vita coi suoi amati genitori
padroni.
Emy si guardava spesso nel grande specchio di casa, non per vanità, ma perchè
il suo giovane corpo in costante trasformazione e quindi sempre originale e
nuovo era per lei una scoperta continua e meravigliosa.
Poi un giorno proprio mentre stava ammirando la sua immagine nello specchio
cominciò ad avvertire una strana sensazione, come se potesse impercettibilmente
avvertire le ossa al di sotto della sua pelle mentre si stavano fondendo in
qualche modo e poi crescendo, col tempo però questa sensazione divenne come
una pressione fastidiosa e costante, a volte anche un poco dolorosa; i cambiamenti
nel suo corpo e nella sua struttura ossea le rendevano sempre più difficile
mantenere la posizione eretta, così fu molto contenta quando poco alla volta
i suoi piedi, dopo aver perso sensibilità, si divisero e degli zoccoli iniziarono
a crescerci attraverso, le sue gambe continuavano intanto ad accorciarsi e le
braccia ad allungarsi.
Quando gambe e piedi le si furono mutate in zampe e zoccoli fu davvero felice
di poter cominciare a muoversi come l'animale che stava diventando.
Non del tutto però perchè conservava ancora le mani con cui potè ancora per
un pò carezzarsi la sua morbida pelliccia, quando lo faceva aveva anzi una curiosa
sensazione che era quella di non stare accarezzando sè stessa ma invece una
cerbiatta, eppure quella stessa cerbiatta era pur sempre lei.
Poi però anche braccia e mani le divennero zampe e zoccoli ed allora dovette
adattarsi ad usare la bocca per prendere gli oggetti e a mangiare come un cane
da una ciotola, inoltre se voleva essere accarezzata lo doveva per forza chiedere
alla mamma oppure alle sue amiche umane; queste ultime erano molto contente
di farlo ma Emy si rese conto che la trattavano ormai proprio come un cane o
un gatto di casa e questo non le andava a genio poichè lei invece stava diventando
un animale selvatico e cominciava a desiderare spazi aperti e libertà.
Le sue orecchie si fecero col tempo più grandi e sensibili, scoprì presto che
il suo udito si era fatto molto più acuto, inoltre poteva pure tenderle in direzione
dei suoni, così amava divertirsi ad ascoltare i discorsi che le persone umane
facevano sottovoce pensando di non poter essere ascoltate.
La sua coda crebbe ancora un pò raggiungendo un discreto sviluppo, il suo corpo,
la sua faccia ed il suo collo cominciarono ad allungarsi mentre anche il suo
naso si stava scurendo e cambiando forma.
Fu in questo periodo che cominciò a dimenticare il significato delle parole.
Non riusciva più a comprendere bene quello che i genitori le dicevano, era come
se poco per volta stesse disimparando tutto quello che aveva imparato fino ad
allora.
Per un pò si sentì a disagio, ebbe paura.
Ma i pensieri umani che stava perdendo non la lasciavano vuota, venivano infatti
felicemente sostituiti da eccitanti sensazioni, cominciò a sentirsi tutta immersa
in un mare di odori che prima appena avvertiva, provò tante emozioni tutte nuove
e piacevoli; così Emy decise di non sforzarsi più di pensare ma di concentrarsi
invece su queste belle cose che provava con tanta intensità, questo le fu sorprendentemente
facile e così piacevolmente e quasi senza accorgersene le ultime parole che
ancora riusciva a capire persero per lei rapidamente di significato diventando
solo semplici suoni.
I genitori si resero presto conto che Emy non li capiva più ed un giorno la
portarono di nuovo al centro di riconversione, lì la dottoressa la esaminò attentamente,
le fece diversi esami e poi disse sorridendo che Emy era in perfetta salute,
si era fatta bella, forte e robusta, inoltre dopo aver perso la parola stava
regolarmente e progressivamente perdendo anche la ragione, insomma la sua trasformazione
procedeva nel migliore dei modi verso la sua conclusione finale: Emy stava per
diventare una graziosa cerbiatta e presto, molto presto sarebbe stata pronta
per il parco.
Così quando gli ultimi barlumi di pensiero umano sembrarono essersi spenti nella
sua mente Emy venne portata al parco dove fortunatamente venne subito accettata
ed adottata da una cerva che era stata in passato una giovane ragazza.
La mamma prima di lasciarla alla sua nuova vita volle darle un ultimo bacio.
Emy ebbe un fremito, emise un sommesso bramito e sforzandosi molto riuscì ad
avere ancora un pensiero umano, un pensiero di una sola parola: mamma.
Ma anche quest'ultima scintilla di umanità fu presto spenta da una dolce brezza
di primavera ed Emy divenne finalmente una vera cerbiatta.