Una bella sera d'inverno, su di un monte con la
cima bianca di neve, mentre stava nevicando, Marco lo sciatore
si divertiva a scivolare sulla neve fresca.
Ad un tratto, dai cespugli innevati apparve una strana
creatura.
Chi sarà ???.......pensò e
gli batteva forte il cuore.
Per lo spavento, cascò sulla neve.
Batte' la testta su di un sasso e svenne.
Quando si svegliò sentì un gran male
al capo.
Se lo toccò e ... scoprì che aveva
le corna!
Era disperato!
In quel momento sentì una voce rauca che gli
diceva :
- Ora hai le corna mi dispiace per te, ma per me si
romperà l'incantesimo!,
Non sarò più un cervo ! -
- Povero me !!! Come farò a tornare a casa?
Mi prenderanno tutti in giro! - disse Marco.
Intanto sopraggiunse la notte e Marco seguì
il cervo in una grotta dove si addormentò .
All'alba, andarono al fiume, l'animale per abbeverarsi
, l'uomo per lavarsi.
Marco era disperato :
nell'acqua vedeva il riflesso delle sue corna!
Si lavò il viso ma si accorse che il suo viso
era pieno di peli!
Aveva preso il muso del cervo; e, magia, il cervo
aveva il viso di Marco.
Cammina cammina scesero dalla montagna mentre
la neve si stava sciogliendo.
A tutti e due venne fame e cercarono da mangiare.
Gli animali che incontrarono, appena li videro così
strani scapparono impauriti!
La fame aumentava, i loro stomaci brontolavano, non
ne potevano più.
Il cervo correva, lo sciatore un po' scivolava
e un po' arrancava quando non c'era la neve, per cercare cibo .
Alla fine giunsero in collina e trovarono le mucche
che pascolavano.
Marco esclamò:
- Possiamo bere il latte!
Lo bevvero ma, dopo un po', allo
sciatore successe un guaio.
Si piegò e le braccia e le gambe diventarono
zampe.
Ma anche al cervo successe qualcosa:
si alzò e le sue zampe si trasformarono nelle
gambe di Marco e gli apparvero le braccia.
Le mucche si misero a ridere e dissero:
- Che strano spettacolo! -
Offesi si diressero verso la pianura.
Marco era molto arrabbiato e brontolava:
- Uffa, non voglio essere un cervo! Ma guarda cosa
mi va a capitare! -
Invece il cervo era felicissimo perché
stava ritornando uomo, si liberava dall'incantesimo.
Arrivati in pianura, per fortuna trovarono un campo
di zucche: erano mature e grosse, grosse.
Marco, lo sciatore, per la gran fame, mangiò
un boccone di zucca.
Sentì un brivido, si guardò e vide che
il suo corpo era pieno di peli marroni, pungenti.
Sentì anche che gli stava crescendo, sul dietro,
una piccola coda di cervo.
L'animale invece prese il torace di Marco.
Era diventato un uomo!
Per la gioia si mise a saltare e gli si spezzarono
gli sci.
Il cervo-Marco, vedendo i suoi sci rotti e infuriato
per essersi trasformato in un quadrupede, si mise a piangere.
Pianse così tanto, di giorno, di notte, che
le sue lacrime allagarono la pianura.
Per non affogare il falso Marco e il cervo-Marco si
aggrapparono alle zucche che galleggiavano sul mare di lacrime.
- Aiuto, aiuto, non sappiamo nuotare! - gridavano
i due.
Il falso Marco si arrabbiò:
- Per colpa tua, proprio ora che sono diventato un
uomo come lo ero prima dell'incantesimo, devo morire!
Tutta questa fatica per niente, solo per morire!
Perché ti sei messo a piangere? ........................
Non fece in tempo a finire di parlare, che, tutti
e due, scivolarono nell'acqua.
Bevvero, bevvero tanto che il livello del mare di
lacrime si abbassò fino a scomparire
completamente.
I due disgraziati si trovarono all'asciutto, si guardarono
ma non si riconobbero: il cervo non c'era più, al suo posto c'era
un boscaiolo robusto e allegro che disse:
- Sono Gerardo, ho riconquistato la mia identità!
-
- Anche io sono ritornato me stesso, non avevo la
personalità del cervo! -
Da quel giorno diventarono amici per la pelle e per
sempre.
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