Le nuove poesie di Michelangelo Rossato























 































CONNESSIONE CON LA MIA FORMA MENTIS

Foglie al vento
che cantano
di giorni passati con impazienza,
erba al sole che gracida
di inverni trascorsi con perplessità.
Prego
(se Dio esistesse ad ascoltarmi)
che nulla cambi.
Sole d'agosto
che riscalda
le vecchie credenze impregnate
di umidità e lacrime
salsedine
e debolezze.
Cielo d'estate
che non conosce
stati e regioni
e confini,
territori e contrade.
Prego
(se Dio esistesse ad assecondarmi)
che nulla si stravolga.
Ricerca rete
è il dilemma
ricerca di una situazione
che non è questa qua.
Ricerca rete
è la questione
ricerca di una visione globale
di quello che sto vivendo.
Ricerca rete
è la problematica affrontata
in questa impropria forma poetica,
sbagliata forse sì
ma senza aspettative.
Circostanze inafferrabili,
capisco che non c'è niente da fare,
e poi di nuovo
mi ritrovo
dove credo di non cercare
soluzione a questa situazione precaria.
Schegge di tempo
che dolgono
le ore passate con intolleranza,
stasi necrotica che fa dimenticare
inverni consumati nella fobia.
Prego
(se Dio esistesse ad aiutarmi)
che non avvenga mutamento.
Luna d'agosto
che illumina
i cuscini di piuma impregnati
di polvere e pianto
miasma
e debilitazioni.
Notte d'estate
che non conosce
politiche e leggi
e discriminazioni,
massacri e conflitti.
Prego
(se Dio esistesse a sostenermi)
che non avvenga metamorfosi.
Ricerca rete
è l'incognita insolubile
ricerca di una disposizione
che non è questa qua.
Ricerca rete
è la discussione
ricerca di una visuale integrale
di quello che sto cercando.
Ricerca rete
è il funzionamento carente
di questo testo lirico,
melodrammatico sì
ma senza pretese.
Avvenimenti imprevedibili,
comprendo che non ho niente da dare,
e poi di nuovo
mi ritrovo
dove credo di non intercettare
soluzione a questa condizione sconnessa.
…connettiti…
Metto in rapporto
chi ero e cosa sono.
Ricerca rete
è l'integrazione
di una motivazione valida
con la mia forma mentis.
Ricerca rete
è la negazione
di qualsiasi principio di vitalità.
Bambole di cera
che piangono
giorni passati con inerzia paranoica,
erba in gola che disperde nell'aria
le note dei miei gemiti
soffocati dal freddo
e le mani bianche
consumate dalla depressione.


MUOVÖNOŠEVË

Dopo aver sostato a lungo
(se non ti ricordi avevamo appena
brindato con la musica più dolce
guadagnata con fatica e traspirazione.
Abbiamo perso anche qualche goccia)
rapidamente perlustrammo
lo scandire di suole
che avevamo appena
sommariamente costeggiato.
E poi per terra,
sulla terra marrone con l'erba.
Non mi viene in mente niente adesso.
Sei per caso stata tu
a rompere la madre
di tutte le paranoie mie?
Razziandoti promesse
-"Non tornare con gli occhi fragili"
Ed allora ti dirò
che sono nato imparato
nel settore claustrofobico
delle aspettative inutili.
Ed allora mi dirai
che sei nata trascesa
dai problemi che mi sono sempre
conferito.
Quello che cerco da un'intera vita
una mentalità subordinata…
….vibrazioni sulla pelle
vibrazioni sulle spalle
vibrazioni sul tuo seno
vibrazioni sul mio petto
vibrazioni inavvertibili
dimmi che non mi abbandoni.
E esercitavi la tua presa sulle mie gambe
per non farmi precipitare.
E poi non ci richiamavamo più alla memoria
che giorno era
e quindi cercammo di aggrapparci
a sostegni temporali.
Era venerdì, sì, era venerdì perché sì.
Troppo breve, avevamo appena inaugurato.
Riprendemmo la via di casa a rilento
ma -"Ci leggiamo domani".
Sei per caso stata tu
a guastare la matrice
di tutte le mie
schizofrenie?

(dedicata a Vera)
FEELBLUE

Mi accingevo ad apprendere
un comportamento innovativo
per rispondere al tuo attacco.
Mentre valutavo soffocando
dico soffocando
ogni paura
avvertivo il tuo sorriso
riempirmi di
lucciole
che veloci mangiano lacrime.
Vorrei semplicemente con te stare,
per tutte quelle volte che
mi vedevi piangere
e non facevi nulla per fermare il tempo.
Vorrei semplicemente con te stare,
per tutte quelle volte
che mi hai fatto soffrire
e non dicevi nulla per rimediare…
Vorrei semplicemente rifiutare
il regalo che mi facesti dolce amore.
Perché è l'unica cosa di te
che mi rimane
e a volte
sai
fa sanguinare.
Pensieri seminudi senza pretese
strisciano incombenti per non lasciar rivalsa
per ribattere alla tua imboscata.
E mentre valutavo strangolando
dico strangolando
impeti embrionali
avvertivo il tuo sorriso
riempirmi di
lanterne
che veloci spengono dissapori.
Vorrei semplicemente con te stare,
per tutte quelle volte che
mi hai visto precipitare
e restavi indifferente per non farti capire.
Vorrei semplicemente con te stare,
per tutte quelle volte
che mi hai fatto del male
e credevi che ignorandomi ti potessi
perdonare…
Vorrei semplicemente respingere
l'infezione che mi hai contagiato dolce amore.
Perché è l'unica cosa di te
che mi rimane
e a volte
sai
è influente.
Mi accorgo ora solamente
che stavi meglio quando recitavi
di adesso che ti annulli mentalmente.
Mentre misuravo martoriando
dico martoriando
la testa mia
avvertivo il tuo respiro
riempirmi di
repulsioni
che veloci alimentavano le mie supposizioni.
Vorrei semplicemente con te stare,
per tutti quei momenti che
ti abbandoni al vuoto
e uccidi neuroni per bloccare il tempo.
Vorrei semplicemente con te stare,
per tutte quelle volte che
ti sei fatto trasportare
e non facevi nulla per non sfiorire…
Vorrei semplicemente rifiutare
il dono che mi facesti dolce amore.
Perché è l'unica cosa di te
che mi rimane
e a volte
sai
mi ferisce.
Vorrei semplicemente con te stare,
per tutti quei momenti che
ti abbandoni al nulla
e perdevi memorie che volavano al vento.
Vorrei semplicemente con te stare,
per tutte quelle volte
che ti sei lesionato
e non capivi che dal tunnel
non si può uscire…
…non c'è uscita no
no non ci sono luci nel tunnel…
E allora preferisco continuare
a piangere e a piangere
e a piangere per te
che a vederti affogare senza reagire.
Vorrei semplicemente rifiutare
all'omaggio che mi facesti dolce amore.
Perché è l'unica cosa di te
che è rimasta intatta
nel tempo
ma a volte
sai
fa male dentro.


COME FANNO DUE CIVETTE NELLA NOTTE

Anche se non è primavera,
è un’ora tarda della sera.
È un po’ buffo
pensare a te…
Insolito sogno
per uno come me,
dolce pensiero
di viverti già.
La consuetudine
di amare
potrà risorgere?
Sopporto le prediche
di chi insegna bene
e razzola male;
sei tu la ragione di vita,
sarà l’attimo in cui,
i nostri sguardi
si troveranno
(come fanno due civette nella notte)
che io potrò dire:
-“Il mondo è bello”.
Anche se non è primavera,
è un’ora tarda della sera.
La tua ninna nanna risuona
in me.
Sognandoti.
Piccolo regalo
nato dal nulla.
non finirò mai di dirti
che ti voglio bene.

(a qualcuno che verrà, al mio paterno
sogno che profuma di latte e infanzia..)


IL VERSO GIUSTO

Ho male la testa
e mi fa male pensare
che senso hanno le persone
e per quale verso
vanno prese.
Potrei inventare
una maniera innovativa per scovare
una bussola più attendibile.
Ho male la testa
e mi fa male pensare
che senso hanno le persone
e per quale verso
vanno prese.

2 NOVEMBRE (LO STRANISSIMO UMORE
  MENTRE GUARDO IN ALTO)

Non sai chi ti pensa
ora.
Mentre dovrebbe pensare ad altro.
Soltanto tu dolcissimo amore
hai riscoperto in me
una nascosta trasgressione.
Una guerra ormonale
affilata fino ai denti
di armi
da taglio
e baci di dame…
Dove sei?
Dove sei?
Ti scorgo in lontananza
tristemente incosciente.
Se mi avessi visto per
un attimo,
cosa c’è?
Cosa c’è?
Conosci benissimo
che non è il freddo
a farmi tremare.
Ma sei tu,
soltanto tu altissimo calore
hai ritrovato in me
una insana depressione.
Una battaglia morale
armata di lamenti
di piacere
e amore di lame.
Ma tu chi sei?
Ma tu chi sei?
Ti vedo senza speranza
incautamente ignorante.
Se mi avessi amato per
un istante,
perché è così?
Perché è così?
Sai benissimo
che non è il caldo
a farmi arrossire.
Ma sei tu,
stranissimo umore,
che non sai chi ti pensa,
ora.
Mentre dovrebbe guardare in alto.



SCROCCHIARSI LE OSSA

Com’è dolce
la vendetta.
Un pasto che viene
servito freddo
da un’esilarante cameriere.
È rilassante
sudare
sotto la frusta e lo sguardo perenne
della tua coscienza.
È così indecente
credere nei propri universi?
È così penoso
stimarsi?
Vendetta,
vendetta, come un ciclone in una stanza.
Vendetta, voglio vendetta ad oltranza.
Vendetta,
vendetta,
come un incubo feroce e lieve,
Vendetta, sono la strega di Biancaneve.
Vendetta,
vendetta,
Ora che la musica
mi fa ballare
non  mi vergogno a dire
che sono la cosa più bella che ho.
Ora che il sonno
mi fa viaggiare
non mi detesto a pensare
che sono la cosa più cara che ho.
Perché l’importante è credere
ai miei valori
e non farmi illudere
da chi non mi ama.
L’importante è far sopravvivere
il mio volere,
e usare l’accetta
per chi non mi accetta.
Dalla sua tana
vendetta,
vendetta,
come un vetro infranto.
Come il mio pianto.
Vendetta o giustizia?
Sono un ugual delizia.
Vendetta,
vendetta,
per chi mi vuole del male.
Vendetta, voglio una ripicca crudele.
Olio bollente
negli occhi della gente.
Non sanno che
l’intolleranza
può uccidere.
Sono indolente
sempre di più.
…
Perchè l’unica
medicina…
…che scaccia
la voglia di fuggire…
…è la vendetta,
vendetta,
forte e violenta.
Vendetta,
vendetta,
come una morte lenta.
Vendetta, voglio una rivalsa indipendente
che uccide i pensieri umilianti
dell’ipocrita gente.
…
Un pensiero improvviso
mi abbatte
come una bestia al macello.
Con chi rimango
se la faccio pagare
a tutti?
….



MIGNON - LA CLONAZIONE

Il più delle volte
mi trovo irrimediabilmente
infantile.
Il più delle volte
o miei occhi
vedono quello che gli altri vogliono.



PIOGGIA DI TEMPERA

La tempesta.
Il lampo è già caduto?
La tempesta si avvicina.
Hai già sentito il tuono?
Il vento ulula
e chiede “perché?”.
Noi stiamo abbracciati qui
in una valle di luce:
e il tuo sorriso,
qui,
illumina la stanza.
E il vento scende dalle finestre
la pioggia arriva fresca
come i tuoi sguardi.
Io non so,
io non conosco,
ma sono sicuro che
la tempesta è qui con me.
Ora che il mondo
ci lascia all’arbitraria
potenza
di un’esaltante frenesia.
Il nostro ciclone
sarà capace di scacciare la tempesta?
Guardalo dalla finestra,
guardalo a stento
e va in cerca di me…



MIGNON 0 - BIRTHDAY

“Ho paura di affezionarmi”
Non avere timore,
amami con tutto il mio cuore.
Perché ho la necessità
di amare.

(a Lara)



LA PADRONA DI CASA

Come puoi non vedere
il terrore che scorre
nei capillari dei miei occhi.
Come puoi non voler vedere
il diamante che ho maturato dentro…
…hai paura che ti abbagli?
Sei una regina di cuori
vanesia fino in fondo
se non vuoi che scappi
dal tuo castello…
Hai fatto germogliare
tu
la foresta che mi imprigiona?
Ho tanto amore da donare
Lasciami sognare…
Dovresti imparare da me…
…comprendere che non sarò per sempre tuo…



NATALE 04’ (VORREI SCAPPARE VIA)

Era tutto così perfetto…
come può
l’esistenza
sfuggirmi dalle dita…
…sento ancora il suo calore sulle mani
e l’illusione di vivere ancora.
Come possono poche parole
sfibrarmi il cuore
uccidere la speranza
del mio amore.
Se è per proteggermi questo…
…perché continuo a volermi uccidere?
Se la normalità mi accompagna…
…perché continuo a vagare nella diversità?
Perché rimango aggrappato a paranoie
di un’altra età,
perché rimango afflitto dal peso
della ragione.
perché anche quest’anno
tengo un mazzo di dolori
in mano?
Credevo di aver trovato la medicina
alla mia patologia…
…gli effetti collaterali
si fanno sempre più chiari…
Sto diventando uno spettro
morto dentro.
Mi avevano promesso di proteggermi
dagli inganni del mio tempo,
mi avevano promesso di annullare
le ossessioni che mi invecchiano
velocemente.
Buon Natale,
il peggior augurio che mi potreste fare.
Mi fate del male,
la tortura più atroce
che mi potreste scagliare.
Era tutto così realizzato…
come può
l’astinenza
spezzarmi le dita…
…sento ancora il tuo calore sulle mani
e l’illusione di viverti ancora.
Come possono pochi termini
sfinirmi il cuore
annullare il congedo
al mio dolore…
Se è per volermi bene questo…
…perché continuo a logorarmi l’anima?
Se la giovinezza mi accompagna…
…perché continuo ad appassire così?
Se il diavolo possiede la mia anima
…perché mi sento un angelo?
Come posso dimenticare
ciò che mi ha fatto vivere?
Come posso cancellare
chi mia ha ridato la voglia
di parlare?
Con loro riesco a fingere
sorridere
stringere i denti.
Con loro riesco a recitare
come fanno a non notarlo?
Mi dispiace dirlo
ma desidero scappare via
da questa cella di corteccia.
Sono loro i giardinieri
che hanno coltivato la foresta nera
che mi imprigiona.
Vorrei amare chi amo
e odiare chi odio.
vorrei sognare senza confini
vorrei volare
con te
(dolce amore)
e vorrei capire perché
Dio ci ha donato un’ala soltanto.
Aveva paura che i sui angeli più belli
volassero via?



LE LACRIME MI FANNO BELLO

Come riesco a fingere
di non essere
affascinato
dall’inevitabile eccezione?
La sua semplice
eleganza
perpetua
amenità
non giustificano
il fatto
che mi lascio sedurre
con facilità.
Mi posso lasciare abbattere
mi posso lasciare morire
mi posso lasciare piangere
ma così mi faccio paura…
Non posso
camminare con la consapevolezza
che non camminerò mai
in compagnia delle mie dolcezze.
“Ora che il tempo
non mi lascia scampo
vorrei guardarti
come si guarda in faccia
alla persona amata”
Sarò per te soltanto un amico.
Sarò per me soltanto un nemico.
…
Mi sento tagliato fuori
dal mondo,
forse perché mi sono reso conto
allo specchio
che le lacrime mi fanno bello…


MIGNON - LE PARANOIE COLPISCONO ANCORA

L’indecifrabile imbarazzo
lo intravedi nei miei occhi…
…mi sono accorto
che è triste abbracciare il cuscino.
Il freddo
mi tiene compagnia sotto le coperte…



MIGNON RELOADED (MORDIMI)

Mordimi…
Mi piace mettermi in discussione.
Mi piace essere
indecente e inopportuno…
5 KILOGRAMS

Mi trovavo senza di te improvvisamente.
Ed è stato come
privarmi dell'aria
per un solo istante.
Uno solo, eterno.
Per tutta la primavera
ho atteso,
e poi l'estate
e poi l'autunno
e l'inverno
e poi ancora primavera.
Cinque chilogrammi ho lasciato
cadere dalle spalle,
dietro di me.
Cinque chilogrammi ho perso
solamente per te.
Ed ora la voglia di mangiare
non vuole ritornare.
Mi sono trovato senza di te inaspettatamente
ed è stato come
privarmi della vista
per un solo attimo.
Uno solo, privo di luce.
Per tutto l'inverno
ho atteso,
e poi la primavera
e poi l'estate
e poi l'autunno
e poi ancora l'inverno.
Cinque chilogrammi ho ceduto
all'infinita agilità del tuo essere.
Cinque chilogrammi ho consumato
nelle notti insonni.
Perché dormire è un po' come morire.
Cinque chilogrammi ho perso
ma per te sono la stessa
identica persona
di ieri.
D'un tratto mi sono accorto
che il tuo bisogno di me
è solo sotto le lenzuola.
Finché così, solo e sempre sarà,
di cinque chilogrammi a notte
la mia anima si priverà…



DODICIPAROLE - 2005

Ora che noi,
io,
siamo rimasti
in compagnia
della nostra voce
corrosa dall’insicurezza.
Troverò il posto di
vincere le mie
felicità.
Perché la dolce romantica
autostima,
mi rende incoerente
impaziente.
Sono solo
pochi mesi
prima che
inizi
un nuovo lungo giorno…
dodiciparole, 2005.





FREDDO

Mi resta solo
la speranza
di un addio.
Ti resta solo la decisione
se schiuderti al mondo.
E non vorrei più
lasciarti
e vorrei ancora
immaginarmi
con te.
Mi restano solo
poche ore di indugio.
Ti resta solo
un saluto sciupato
e una lacrima di gioia.
E non cadrei più
lascivamente
e avrei tutt’ora
anche se non può sembrarti
il coraggio di difendermi.
spero che non ci sia
più per noi
l’ultimo abbraccio,
spero che non ci sia
mai
per noi
una pioggia d’argento.
Le gocce di limone
tu le senti bruciare sul viso?
Non voglio sentire quei violini
di una canzone che fa piangere,
non voglio sentirti dire
“addio”.
Non voglio affrontare
il gelido tepore
di un umile
congedo,
non ci credo
di affondare
il triste terrore
di un imbroglio volubile.
Mi resta solo
la circostanza
di ribadirti
che sei un’amica che amo,
che sei una persona che stimo.
Non ti resta che
accogliermi,
abbandonarmi,
non ti resta che
farmi felice.
L’hai gia fatto.
Risento
l’amaro dolciastro
dell’amicizia
volare come un vento autunnale
tra le fronde dei peschi
nuotare come un pesce migratore
tra i ghiacci del nord.
Non ci resta che
aspettare
l’indiscutibile e critica
sentenza
del destino.
Potrai farmi capire
la mente mi sta facendo
tramontare
dietro una montagna di ingiustizia.
Sono un fiore
che sta appassendo
con troppa rapidità.

(a Lara, la migliore amica
che potessi avere)





POI C’È L’INVERNO

Perché dovete
continuare a uscire
dai miei occhi?
Perché volete
bagnare il mio cammino
e fortificare il passato.
Come mai
non sapete arrendervi
e volete sempre
avere ragione?
Poi c’è l’inverno
che piangerà per me,
poi c’è il ghiaccio
che urlerà per me.
Il mielato sospiro
precaria sensazione agrodolce,
il rimorso di aver lasciato
scappare il vento,
l’oblio sconosciuto,
prima di incontrare
la verità
che mi fa male.
La lauta punizione
me la sono
frustata da solo.
Per un crimine che
non ho compiuto.
Perché
lacrime bollenti
volete sgelare la dolce ignoranza
e farmi capire
chi sono.
E questo sarebbe
vivere il mondo,
a me pare di
morire ogni secondo.





IL DOLCE PRINCIPE

Io sono vivo,
in questa landa di sabbia e morte.
Io respiro
anche se l’aria pesa nei polmoni.
Io posso amare.
Posso sentirmi sensuale…
Io posso odiare.
Posso sentirmi anormale…
Un po’ di autostima
nel dire che
mi ritengo superiore alla norma,
un po’ di cattiveria
nel giudicare gli altri
delle serpi.
Toccami, toccami…
Fammi sentire un gatto assonnato.
Baciami, baciami…
Fammi provare il peccato…
Bevi un sorso di latte,
bevi un sorso del mio amore.
Lègami, lègami…
Fammi sentire brutale.
Prendimi, prendimi…
Fammi provare del male.
Entrami, entrami…
Studia le mie forme.
Adorami, adorami…
Lecca la mia fronte.
Amami, amami
fallo dolcemente.
Tentami, tentami…
Ricoprimi di crema e
assaggiami, assaggiami
ovunque.
Sfiorami, sfiorami…
Accarezzami il viso.
Mordimi, mordimi…
Intreccia i miei capelli
di seta e profumati d’incenso alle mandorle
o al muschio bianco.
Pregami, pregami
Fammi sentire un erotico narciso.
Addentami, addentami…
Scivola nei miei occhi.
Perditi nelle mie pupille.
Perditi dentro me.
Donami l’anima,
annullati, cancellati per me…
…era ora.





COME LA MAREA

Ogni volta che ti vedo
sorridere
o
mangiare.
Ogni volta che osservo
la tua bocca parlare.
Se sento un suono
simile alla tua voce,
un brivido veloce
entra dentro me.
Il mio calore
è come la marea
che ti accarezza piano e poi scappa via.
Ti sento nuotare dentro
il mio sangue
che confluisce a divertire
i miei spasimi…
…prima o poi…
Ti divertirò
…prima o poi…
Io ti morderò perché
…prima o poi…
Un istinto animale
prevarrà in me.
Ma che cos’è
questo magico e intenso
trasporto?
E vorrei perdermi nei tuoi
sguardi.
Ogni volta che ti sembro
sorridere
o
giocare.
Ogni volta che osservi
la mia mano enfatizzare
vorrebbe posarsi sul tuo viso.
Ogni volta che guardi
la mia bocca parlare
vorrebbe assaggiare
le tue labbra
dolci come fragole.
E non vorrei sprecare le parole
in argomenti futili,
Ogni volta sto con te
apro la bocca
e vorrei dirti “ti amo”
ma l’esitazione si sviluppa nella mia
testa.
Non c’è contatto
tra noi
e vorrei stringerti la mani con tenerezza.
Ogni volta che
ti penso
vorrei essere con te...
Ti sembrerò un bambino
ingenuo e poco maturo
ma non ho mai amato
come amo te
perché…
…prima o poi…
Spero te ne accorgerai
…prima o poi…
Cercherò il tuo affetto
…prima o poi…
Io ti cullerò
…prima o poi…
Ti porterò con me
perché…
…prima o poi…
Spero te ne accorgerai
…prima o poi…
Cercherò il tuo affetto
…prima o poi…
Io ti cullerò
…prima o poi…
Io ti amerò
…prima o poi…

(dedicata ad Erica)



MIGNON REVOLUTION (PRENDIMI L’ANIMA)

Ora che mi trovo
in balia della tuo lineare
sorriso,
mi accorgo che non è amore.
Sei solo la mano
di un angelo
che riesce a farmi volare
quando sono alla mercé
della convenienza.
MA TU, PERÒ

Luce soffusa sotterranea
laconica nenia lenta
dalla mia gola spenta.
Dovresti portarmi là, dove c'è il mare,
e buttarmi in acqua,
senza preavviso.
Solo allora sarebbe
una terapia d'urto alla patologia
che mi ha trasmesso
il tuo cuore randagio.
Pioggia d'estate di notte
sulle palpebre.
Anche se ho gli occhi chiusi
vedo attraverso le
palpebre.
Come mai non riesco a trovare
il nascondiglio della tua volontà
come mai non riesco a scovare
il buco in cui si è infilata la cortesia
che un tempo mi hai fatto conoscere.
Non so. Non so. Non so
perché
mi ostino a volerti bene
mentre tu,
cuore randagio,
non hai occhi nemmeno
per te.
Questa poesia è l'epilogo
di tutte le incertezze
e le paranoie
e le fissazioni
e le frustrazioni
e le illusioni
le delusioni.
Farò di tutto per disinnestare
la voce tua consumata dalle scuse.
Farò di tutto per disinnescare
gli occhi tuoi alle mandorle dalla memoria.
Ma tu, però, ti prego:
…tornami l'anima…
La pioggia d'estate
riesco a sentirla sulla mia pelle
drogata di te,
che fino a poco tempo fa
insensibile non sentiva dolore
quando la tagliavo.
Dovresti portarmi là, dove c'è il mare,
e buttarmi in acqua,
senza preavviso.
Solo allora sarebbe
una terapia d'urto al tumore
che mi ha infettato
il tuo cuore errante.
Tempesta d'estate di notte
sulle labbra.
Anche se me le hai cucite col filo
riesco a gustare
con le labbra.
Le tue attraenti promesse
sono come stanchi braccianti
esauriti
dal lavoro nei campi,
ma erano così vivi
e incoraggianti.
Con l'urgenza di chi fugge
ti ho sentito muovere
con la fobia di chi nasconde
ti ho sentito pronunciare il mio nome.
Solo tu mi chiami per nome.
Lo so. Lo so. Lo so
il perché
ti ostini a confondermi
mentre io,
mente fragile,
non ho il coraggio di vivermi
da solo.
Questa poesia è la conclusione
di tutte le debolezze
e le speranze
e le ossessioni
e le mortificazioni
e le falsità
le amarezze.
Farò di tutto per disinserire
la voce tua consumata dai rimedi.
Farò di tutto per disattivare
gli occhi tuoi alle mandorle dai ricordi.
Ma tu, però, ti scongiuro
in ginocchio:
…tornami l'anima…
Sto andando in overdose
di sorde malinconie.
Ma non sarò più io
il tossico che muore
sotto la tua finestra.
Sotto la pioggia.
Mai più. Non sarò più io.
Ma tu, però, mi devi
un ultimo favore:
…tornami l'anima…


SNOW WHITE IN THE BLACK FOREST

Il buio.
Gli alberi dietro di me
si chiudono come una morsa.
Sono bianco come la neve
le vedi le mie labbra disegnate
rosse come il sangue,
i miei capelli al vento neri
come l’ebano?
La luce. Mi acceca.
Come una bambola di porcellana
dal profilo illuminato
da uno spiraglio di sole e polvere.
Tu li vedi gli alberi,
dolce odore di latte?
Tu le vedi le ombre,
dolce bacio di madre?
Mi doneresti tre gocce del tuo sangue
mi sembra che sia l’unico antidoto
contro l’ipocrisia,
per scacciare le mie
schizofrenie
che infestano la mia ragione.
Vienimi a cercare,
le mie mani tese nel buio
aspettano che tu le afferri.
Ora che
ho fatto la scorta per l’inverno,
ora che
ho ingoiato troppi rospi,
ora che
i miei sortilegi non valgono più.
Ora che
il tempo se ne va
come la pioggia sulla terra.
Ora che
puoi farmi sognare
portami via da questo bosco
ma attenta a non perderti.
Ci sono dei mostri tra le piante
che vogliono mangiarti l’anima.
Io non so
parlare adeguatamente,
il mio grido di aiuto
è così debole
che non lo puoi sentire.
Perché dover morire
fa quasi il solletico.
Non uscire dal sentiero,
segui la mia voce
e intreccia i miei echi.
Voglio sentire le tue mani
fra i miei capelli.
Non posso continuare a reprimere
l’istinto di abbracciarti.
I sette nani
sono andati alla miniera.
Vivere con loro
mi nausea a volte.
A volte ho la necessità di litigare.
Con te, invece, sento l’indole di amare.
Vivere
non mi sembra difficile
quando la tua voce mi accarezza.
Dove sei?
La strega del bosco…
Dove sei?
…sta arrivando…
Dove sei?
…per togliermi il fiato…
Dove sei?
…con un amaro boccone
della sua mela…
Sto vivendo
o morendo
in una favola nera…
Ma accovacciato
tra le radici di una quercia
sento il panico angosciante
e l’inquietudine
di perdermi. Di perderti.
Ti prego, cercami e spera
nella mia foresta nera.
Aiutami a non farmi invecchiare.
Uniamo le nostre ali
e voliamo oltre questa selva,
intrico di paranoie e fissazioni
groviglio di intenzioni e gesti dominati,
voglio sentire il calore del sole
sulla mia pelle.
Abbracciami e turbami come nessun altro ha fatto,
stordiscimi e assetami di sensuali utopie.
I miei occhi sono sfiniti,
vogliono vedere il bagliore che ti circonda
arrivare da lontano.
Vorrei vivere per sempre
felice e contento.
Cerco con maniacale ansia
le tue mani calde.
Percepisco un dolce brivido nei tuoi sguardi.
Ti cerco, e ho il terrore di non trovarti.
Dove sei?
Prendimi e portami via.


LA NEBBIA MENTRE CAMMINI, PARLI, MANGI, RESPIRI…

È terribile
morire dentro.
Non smetti di versare
struggenti lacrime,
la congenita inquietudine
(la nebbia che ti agguanta a sorpresa)
ti penetra brutalmente;
un’ipertrofica tortura
violenta la mente
…striscianti paranoie
ossessioni ed illusioni
pulsano nelle vene.
Mentre la malinconia
ti scorre nei polsi,
dentro di te senti il vuoto
stuprarti l’anima.
Il tormento ti saccheggia
ti devasta la voglia di vivere,
coltiva l’istinto di annientarsi.
Cos’è peggiore
di diventare succube
del dolore?
Ondeggi tra spinosi raggiri
che ti sferri da solo…
…hai deciso quale punizione infliggerti?
Ti sciogli poco a poco.
Non esisti.
Cammini,
parli,
mangi,
respiri,
ma non esisti.

(un sentimento che non voglio provare,
che non voglio far provare a nessuno.
Esistono tanti fantasmi, morti dentro.
Non voglio diventare uno spettro…)


MIGNON - DAL PROFONDO DELLA NOTTE

Sembra che
il nostro amore ristagna tra le mura
e il suo eco si percepisce.
Sembra che
dopo l’angoscia
ci sia un giardino.
Voglio prendermi cura di te…


29 DICEMBRE 04’ (LA SEMPLICITÀ)

Vorrei solo
dichiararvi la mia immensa
gratitudine.
Ho ritrovato
la consuetudine
grazie a voi.
Dai vostri piccoli segnali
(irrilevanti ai vostri occhi)
ho rinvenuto
la volontà per andare avanti.
Avete scacciato le bestie
che uccidono il mio
volare.
Grazie per i saluti
per le frasi di circostanza
per il vostro calore
(che annebbia il dolore).
grazie per la pizza.
Perché siete stati
come una terapia
zuccherata quanto basta.
La cura
contro una patologia
che non ho.
I riguardi
contro una malattia
che non controllo.
La medicina
che ha scacciato le mie paranoie.
Grazie per avermi sorriso.
grazie per avermi parlato.
grazie per aver capito…
Tra le impreviste
affinità
simbiotiche impressioni
mi sentivo felice.
E non mi sento più in imbarazzo
quando parlo, cammino, respiro…
Vorrei solo
manifestarvi la mia intensa
riconoscenza.
Ho rintracciato la semplicità
grazie a voi.
Dai vostri gesti frugali
(insignificanti ai vostri occhi)
ho rianimato
la voglia di sorridere.

(agli amici del centro “Orientagiovani” di Stra)


LA SEDUZIONE DEL NEMICO

Sto architettando
buoni propositi.
Sto aspirando
a ritrovare
la voglia di sopravvivere
alla fissazione
di appassire.
A cosa mi servono
tredici anni
se continuo
a voler invecchiare?
A cosa mi servono
i baci degli amici
se non a guarire
le ferite
che nessuno vuole
curare.
Voglio essere amato
dal mondo
e riuscire
ad odiare
chi ha violentato
la mia innocenza.
Perché non riesco ad disprezzare
chi mi ha abbattuto…
…è così forte amare il nemico,
ma non posso continuare
a lasciarmi sedurre
da tutti.
Se fare del bene
non comporta ricompense
sceglierò il male.
Il mio corpo non sarà più
il loro tempio.

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