pagina del sito della Nuova Tèchne di Paolo Albani

 ANTICIPAZIONI 
DEL NUMERO IN PREPARAZIONE

 
   

        Il prossimo numero (26) della rivista Nuova Tèchne sarà dedicato  al tema della SFORTUNA (altrimenti detta SFIGA).
         
«Come nella novella persiana, la storia funziona così: un oracolo ti dice che se vai a Milano morirai, se vai a Roma ti salverai. Ovviamente vai a Roma. Lì una signora nerovestita e munita di falce appare e ti dice: grazie di essere venuto, ti aspettavo». È questo l’incipit della voce Sfiga del dizionarietto approntato da Maurizio Ferraris in La filosofia per dame (Guanda 2011).

         Di personaggi sfortunati (altra cosa è il genere del cosiddetto maudit, figura tragica che rigetta i valori della società, conducendo uno stile di vita provocatorio, asociale e autodistruttivo), di anime perse, di esistenze mancate per colpa di un destino avverso son piene le pagine letterarie. È un vasto e variopinto campionario che comprende, fra gli altri, l’ingenuo velleitario e l’incapace volenteroso come pure l’idiota pieno di candore e imbranato, il sognatore che non riesce a realizzare nemmeno uno dei suoi sogni e che, eternamente insoddisfatto, insegue tutta la vita la sua donna ideale, senza successo. Avete presente Arturo Bandini di Chiedi alla polvere di John Fante? 

      E ancora: c’è personaggio più sfortunato del buon soldato Sc’vèik di Jaroslav Hašek?

     Alla Sfortuna (o Disdetta), perfida dea sempre in agguato, Charles Baudelaire ha dedicato una poesia: «Per sollevare un così grande peso, / Sisifo, ci vorrebbe tutto il tuo coraggio! / Pur lavorando lieti e di gran lena, / l'Arte è lunga e il Tempo breve. […]».

      Nel romanzo di Daniel Pennac Il paradiso degli orchi, Benjamin Malaussène fa di professione il capro espiatorio: non solo deve sobbarcarsi gli incidenti e i contrattempi della propria vita, ma anche prendere la colpa delle disgrazie altrui. Si può essere più sfortunati di così?

    Rosario Chiarchiaro, protagonista della novella La patente di Luigi Pirandello, viene scacciato dal banco dei pegni perché tacciato di portare sfortuna, di essere un iettatore; perseguitato dalla gente, che al suo passaggio fa i gesti scaramantici, l’uomo si rivolge al tribunale per vedere confermata questa sua capacità di portare sfortuna.

    Ne L’eleganza del riccio di Mauriel Barbery, la portinaia Renée, grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente, è in realtà una coltissima autodidatta, che adora l'arte, la filosofia, la musica e la cultura giapponese; la donna muore in modo insensato proprio quando ha iniziato a vivere davvero.

       Lemony Snicket, pseudonimo di Daniel Handler (1970), ha scritto un ciclo di romanzi per bambini intitolato Una serie di sfortunati eventi, storia di tre fratelli rimasti orfani dopo un misterioso incendio che ha distrutto la loro casa e ucciso i loro genitori; ai tre accadono cose terribili a causa di un malvagio individuo, il conte Olaf.

         Cosa pensereste se una mattina, svegliandovi, vi trovaste trasformato in uno scarafaggio, come accade al rappresentante di commercio Gregorio Samsa? Certamente vi verrebbe il sospetto che la vita forse non vi arride. Del resto, come diceva Albert Einstein, la sfortuna si adatta incommensurabilmente bene al genere umano: meglio del successo.

     Ci sono sfortunati così irriducibili, scrive Claudio Magris, che se si mettessero a vendere calzoni gli uomini nascerebbero senza gambe.

       Esempio di sfortunato cronico (e comico) è il ragioniere Ugo Fantozzi.

      

Home page     Menu della rivista