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Articoli e segnalazioni riguardanti l'attività di Tèchne (Gli articoli e le segnalazioni sono inseriti in ordine cronologico)
la Rivisteria,
numero 10, 1987. Le ultime due riviste neonate in casa Campanotto sono Fantasma, una rivista d'arte in bella veste presentata però per ora solo come un prototipo per una eventuale futura pubblicazione perioclica, e la rivista Tèchne, a periodicità quadrimestrale e a cura di Eugenio Miccini. Di piccolo e simpatico formato, ben curato gratifamente, apertamente antiretorica già nel sottotitolo, dichiara intenti eretici nei confronti del cosiddetto prestigio, accademico o non, delle grandi operazioni culturali odierne. Contro di esse, si accorge, non è più operabile (come si credeva in altri tempi) un'azione di "punzecchiamento". Andrebbero semmai "sostituiti globalmente o quasi gli apparati dirigenziali compiendo una vera e propria scalata al potere". Eppure Tèchne opta ancora e tranquillamente di farsi portavoce di un'azione culturale di minoranza, cui è permesso fare "ironie, sarcasmi, gesti duri, sempre ad alta voce". Più convincente allora è sfogliarsi la rivista, che offre un alternarai sobrio di boutades e testi poetici. Le prime forse non tutte fresche (come il pezzo di "stoffa d'artista" incollato sulla pagina), i secondi ben equilibrati fra loro e in sintonia con uno stile che senz'altro richiama quello che ultimamente Spatola, anche qui presente, nell'almanacco di Tam Tam ha definito "l'esteriorità permanente della poesia", anche se con un taglio qui decisamente più leggero e casuale. Tèchne: poesia ironica, articolo non firmato In molti amano i giochi di parole e la poesia ironica e ludica che vi è ispirata. Esiste però una rivista "di poesia e non" che ne ha fatto la sua ragione di esistenza. Si chiama Tèchne ed esce irregolarmente, in genere una volta l'anno, grazie alla cura e all'attenzione di un piccolo gruppo redazionale che segue scelta dei testi, traduzione e cura delle parti grafiche. La maggior parte dei testi sono poesie ludiche e ironiche, nonsense e giochi di parole, di autori italiani contemporanei oppure di grandi classici della scrittura ironica e surreale, come Alphonse Allais, Marcel Duchamp, Edward Lear, André Breton, Lewis Carrol, Georges Perec. La rivista si può richiedere alla redazione presso Paolo Albani, casella postale 313, 51100 Pistoia (ogni volume lit. 15,000). Il numero 6 uscirà nel mese di febbraio '96 e comprende tra l'altro poesie di Octavio Paz e calligrammi di MicheI Leiris. Scaccomatto di Giampaolo Dossena. Le riviste di Eliana Bouchard. Viva l'errore. L'importante è giocare e imparare: con l'amore come con la tv di Stefano Bartezzaghi Ma è Bond o Joyce? Riscoperte/Pizzuto, articolo non firmato "[...] Non per niente Pizzuto è un mito tra i funamboli della lingua. Sul prossimo numero di Tèchne (Campanotto Editore), rivista annuale di giochi linguistici curata da Paolo Albani (quello di Aga Magèra Difùra, il Dizionario delle lingue immaginarie realizzato con Berlinghiero Buonarroti per la Zanichelli), usciranno alcune lettere in cui Pizzuto spiega che "la nostra sensibilità" è "ormai insofferente di ogni retorica e di ogni colore, tesa verso l'essenzialità, assetata di suggestioni che non più la sintassi ma la parola può dare [...]". "Giochi letterari, giochi di parole, giochi verbo-visivi sono contenuti nella rivista 'Tèchne' (editore Campanotto, www.campanottoeditore.it), curata da Paolo Albani (space.tin.it/giochi/palbani). Albani è anche coautore di libri come il dizionario delle lingue immaginarie Aga Magera Difura (con Berlinghiero Buonarroti, Zanichelli, Bologna 1994) e l'enciclopedia delle scienze anomale Forse Queneau (con Paolo della Bella, Zanichelli, Bologna 1999)". il Venerdì
di Repubblica,
29 novembre 2002. Un delitto non ricordare l'Aub che andava al Max di Stefano Bartezzaghi. Il libro di Ernesto Screpanti Un mondo peggiore è possibile. Sei perle dalla triste scienza (Odradek 2006) contiene un saggio pubblicato sul numero 15 di Tèchne. In un articolo intitolato "Se gli inoperosi diventano un partito", dedicato al mio Dizionario degli istituti anomali nel mondo (Quodlibet 2009), Stefano Bartezzaghi scrive: "Albani non è nuovo a questo tipo di imprese: assieme a diversi complici ha già compilato repertori di lingue inventate, di scienze anomale, di libri immaginari e la sua rivista Tèchne riprende e tramanda lo spirito del gioco letterario e di ogni altro paradosso della scrittura che ha animato tutto il Novecento del surrealismo, della patafisica, dell’Oulipo di Raymond Queneau e soci, del Caffè di Giambattista Vicari. Tutto ciò, senza mai badare troppo alle differenze fra il reale, il letterario e l'immaginario. Il pensiero precede queste distinzioni, come ogni altra classificazione accademica, ed è a quello che punta, sia pure con aria svagata, il lavoro di Albani: a quella regione ancora indeterminata in cui la forma del pensiero non ha ancora preso in considerazione l'essere possibile o impossibile, plausibile o implausibile, utile o inutile". Una rivista a forma di libro che brucia benissimo. Ma anche no di Gianvittorio Randaccio. Il nonsenso da Beckett a Tiziano Sclavi di Stefano Bartezzaghi. Non hanno libri? Che leggano le riviste! di Lavinia Emberti Gialloreti. Nel libro di Stefano
Bartezzaghi Come dire. Galateo della
comunicazione
(Mondadori 2011, p. 82) si riporta questo aforisma di Max Aub tratto
dall'omaggio a Max Aub curato dall'Archivio
e Centro studi "il Caffè"
e dalla redazione di Tèchne:
"Aquel implacabile corrector de pruebas, incapaz de quitarle los pleonasmos a su cónyuge, acabó con úlcera en el colon. Quell’implacabile correttore di bozze, incapace di levare alla moglie i pleonasmi, finì con l’ulcera al colon". Il
Foglio, 8 maggio 2012.
La rivista delle modeste proposte, perdersela è un peccato di Paolo Nori. Della recensione di Nori ne ha parlato, sempre l'8 maggio 2012, Edoardo Camurri a Pagina 3, programma radiofonico di approfondimento delle pagine culturali e dello spettacolo su Rai Radio 3, ascolta qui.
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