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| CAMERAMAN IN STUDIO
La vita del cameraman in studio, per quanto piu’ riposante di quello che lavora in esterni, e’ probabilmente un po’ piu’ noiosa: egli deve infatti attenersi scrupolosamente agli ordini del regista, che gli dara’ le direttive mediante auricolare o cuffia.
Non sono possibili di regola voli di fantasia, inquadrature ingegnose e altre stravaganze che all’occorrenza l’operatore da esterni puo’ permettersi senza particolari patemi d’animo (tanto poi il montatore tagliera’ regolarmente senza pieta’ tutte le inquadrature “artistiche”). Ogni cameraman in studio deve invece rispettare con precisione il proprio compito, ed esser pronto ad eseguire rapidamente cio’ che il regista ordina. In una trasmissione televisiva di una certa importanza vi possono essere anche decine di telecamere in azione, ognuna con un proprio ruolo ben definito. Una dedicata ai primi piani del conduttore, un’altra per “i totali”, un’altra ancora per le inquadrature del pubblico e cosi’ via.
In studio spesso ci si annoia, specie durante i programmi registrati, per le lunghe attese necessarie tra una scena e l’altra, e il caldo infernale dei riflettori. Nelle dirette e’ un po’ piu’ divertente, ma la tensione e’ piu’ alta in quanto non sono consentiti errori. Lo svarione della camera che si perde il soggetto per strada o la sfuocata in diretta televisiva produce invariabilmente il bestemmione pauroso spaccatimpani del regista, che fa sobbalzare all’unisono i cameramen.
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