Un'idea di poesia
 

 
Oggi c'e' bisogno di romanticismo e nello stesso tempo di spirito scientifico.
Leopardi dovrebbe essere il poeta guida del nostro tempo.
Niente scempiaggini alla New Age, ma si' senso del mistero e del sacro, della bellezza, e della potenza umana, che e' umana solo quando serve la compassione.
Moravia auspicava si sviluppasse in noi il tabu' della violenza, come si e' sviluppato quello dell'incesto.
Temo che purtroppo dietro lo sviluppo del tabu' dell'incesto ci sia la violenza.
Siamo infatti di una superbia colossale e paradossale.
Dovremmo pensare che se abbiamo una testa pensante, abbiamo anche un culo che scarica merda e siamo poveri animali fratelli di tutti gli animali che depositano ogni santo giorno i loro puzzolenti escrementi sulla terra.
Vedere un uomo (un animale) vivo non e' per tutti, come dovrebbe essere, un piacere infinitamente superiore a quello di vederlo morto.
Gesu' Cristo, come scrive Bloch, e' l'utopia concreta del futuro, e, come noto, Bloch era ateo e marxista.
Ottimista Ernst, ma dopo?
Se Dio e' morto (ma dove? dentro di noi? fuori di noi? e' mai nato un Dio fuori di noi?) o e' ostinatamente assente o e' solo una nostra invenzione, il futuro non e' affatto allegro.
L'enigma e' irrisolvibile.
Cosi' comunque piu' o meno stando le cose, tutti gli uomini dovrebbero essere uniti nell'imperativo di non farsi male, anzi di farsi del bene.
E invece dall'obbedire a questo comandamento interiore (?) siamo, evidentemente, molto lontani.
E' il Diavolo che domina il mondo?
Troppo comodo crederlo e se non esiste Dio figuriamoci il Diavolo.
Dieu existe: c'est le Diable, diceva uno scrittore francese molto spiritoso (e lucido).
I miti sono il rimedio delle frustrazioni e a volte, come sostiene Nietzsche, il rimedio e' peggiore del male.
Cerchiamo di vivere seguendo virtude e conoscenza.
Ma senza insuperbirci, perche' del nostro pensiero potremmo andare soddisfatti solo se ci servisse per non farci soffrire, noi e il nostro prossimo ("l'altro", se si vuole usare la corrente terminologia filosofica, e non quella cristiana, peraltro poeticissima nonostante -o proprio per- i duemila anni di antichita').
Ma in massima parte il pensiero ci serve per autodistruggerci o per fregarci l'un l'altro ( per legittima difesa, naturalmente!) e la Verita', comunque, non ci appartiene.
Questo ce lo dice (provvisoriamente) la scienza.
 
Il superamento del capitalismo e' un'esigenza umana e cristiana. Del resto anche il marxismo va superato. E l'uomo va superato, ma non per arrivare a Superman, semmai per arrivare ad un Oltreuomo che ha un'unica -buona- volonta' di potenza, quella che serve l'amore per gli altri come altri noi stessi.
La via non e' quella della violenza e della dittatura, ma quella della pace, della democrazia e della liberta' dei singoli. Tutti siamo cittadini del mondo e la terra e' di tutti. Questo, per Kant, e' un principio di ragione. Ne siamo lontanissimi. Ma la speranza di un mondo piu' umano non puo' e non deve morire.
 
 
L'anomalia Berlusconi, un capo di governo detentore anche di un immenso potere mediatico, anomalia della cui esistenza la sinistra ha, come noto, la sua parte di responsabilita', si configura come il risultato di un lungo processo di deterioramento, e i danni rischiano di farsi irreversibili.
L'economicismo imperante, la precarieta' del lavoro, l'inefficienza dei sistemi scolastici ed educativi, la crisi della famiglia tradizionale e la spettacolarizzazione della vita pubblica e privata costituiscono gli agenti patogeni che generano aggressivita', superficialita', egoismo e autodistruttivita' negli stili di vita di cittadini sempre meno cittadini.
La guerra e il terrorismo ( che non e' solo islamico, ma anche nostro, cioe' occidentale: vedi le torture -violazione massima dei diritti umani- fatto "normale" dell'umana barbarie di ogni tempo e luogo) completano la spinta al nichilismo e alla disperazione.
Ma bisogna reagire, pur senza farci illusioni. Abbiamo diritto ad un mondo migliore, abbiamo il dovere d'impegnarci a costruirlo. Ognuno a suo modo e come puo'. La nostra morte e' solo la nostra fine, ma altri esseri umani restano a combattere per la vita. Dobbiamo aiutarli, finche' in noi c'e' vita. E pur sapendo che il cosiddetto Male sulla terra ci sara' sempre, probabilmente non perche' esiste il Diavolo, ma perche' l'Universo e' Caos in fuga verso la propria distruzione e trasformazione. I problemi probabilmente nascono solo da li'. Il che peraltro e' un affascinante e misteriosa caratteristica dell'Uomo: esser parte di un Tutto e non sapere cos'e'. Quindi non sapere nemmeno cosa siamo. In questo quadro disperato resta che la vita, se felice, e' bella. E che la sofferenza, soprattutto quella degli innocenti, soprattutto quella ingiusta e' orribile. Ed e' orribile sempre , anche se ci dicono che viene da Dio per i nostri peccati. Osano ancora dircelo, infatti.