IL PARADISO E SANTA FAUSTINA
 

( 2Q 187) . Oggi - scrive s. Faustina- in spirito sono stata in Paradiso e ho visto l'inconcepibile bellezza e
                 felicità che ci attende dopo la morte.
               Ho visto come tutte le creature rendono incessantemente onore e gloria a Dio, ho visto quanto
                 è grande la felicità in Dio, che si riversa su tutte le creature rendendole felici.
                 Comprendo ora San Paolo che ha detto. <occhio non vide, nè orecchio udì, nè mai entrò nel
                 cuore d'uomo ciò che Dio prepara per coloro che lo amano>.
 
 
 

                 Fin qui santa Faustina, vi posso citare una testimonianza.
                 Un giovane uomo che chiameremo Franco  (per ragione di privacy non cito il vero nome) era alla
                 ricerca della verità, aveva il dono della fede cristiana (eredità dell'infanzia e dell'adolescenza)
                 anche se praticava poco o nulla:  credeva che il cattolicesimo non avrebbe avuto la forza di
                 coinvolgere le grandi masse e lui stesso non si sentiva soddisfatto.
                 Cercava di cogliere la verità nelle filosofie, psicologie umanistiche, altre religioni;
                 fece corsi di astrologia e imparò a redigere temi natali,  ma si pose dei punti fermi:  non credeva
                 per esempio alla reincarnazione tanto in voga nei circoli astrologici perchè credeva in Gesù e
                 nelle sue promesse.
                 Si accorse che diverse persone in cerca di assoluto si rivolgevano al buddismo, alle varie
                 correnti yoga e a personaggi vari.
                 Cerca e ricerca non riusciva a trovare la verità.
                 Andò ad un ritiro religioso nel Lazio   che in realtà era un raduno sincretistico di alcuni giorni:
                 c'erano seguaci di Sai Baba, di Are Khrisna, di Jogananda, ma per lo più era gente in ricerca
                 religiosa (c'era un ragazzo giovane che sentiva forte l'impulso religioso e non sapeva però a
                 quale religione rivolgersi),  impregnata di sincretismo e in parte convinta che tutte le religioni
                 erano delle vie, dei  sentieri equivalenti.
                 Ognuno dei partecipanti aveva una cella (il luogo era un convento religioso), al mattino alle
                 sei c'era la sveglia, poi subito dopo nell'orto si faceva il saluto al sole, la colazione, vari semi-
                 nari sui mantra;  ogni giorno un sacerdote orientale faceva una catechesi, impregnata di
                 sincretismo e non facente mistero delle sue idee sulla reincarnazione.
                 Questo sacerdote cattolico orientale celebrò anche la santa messa nell'ultimo giorno del ritiro.
                 Franco, la persona di questa tesimonianza, finito il ritiro fece una tappa ad Assisi; qui ebbe
                 la grazia di capire che la via era una sola:
                  Gesù Cristo, via, verità e vita e che la Chiesa era una realtà viva.
                 Capì che valeva la pena di soffrire tutta la vita pur di poter un giorno andare in Paradiso e
                 gustare la soavità di Dio: Dio è AMORE.
                 Approfondì la dottrina trascurata per le compagnie e le frequentazioni di quegli anni e comprese
                 l'importanza dei sacramenti.
                 Questa persona che ha voluto dare testimonianza invita coloro che si perdono nella nebbia
                 del sincretismo a rivolgersi senza pregiudizi alla Chiesa e che approfondiscano la conoscenza
                 di Gesù (molto spesso coloro che si rivolgono alle religioni alternative hanno una conoscenza
                 scarsa o distorta del cristianesimo e della dottrina).
                 Che tesoro inestimabile la presenza di Gesù sacramentato nell'eucaristia!!!
                 Se non hanno la fede ma hanno la buona volontà possono pregare questa preghiera:
               Signore di misericordia, che hai dato la vita per me, in questo momento dubito, non ho fede,
               ma desidero credere, aiutami, donami la fede.
 
 
 
 

                Santa Faustina vede che le anime pienamente purificate dopo la loro morte (umana)
                sono in cielo, contemplano Dio e la divina essenza si manifesta loro senza veli, apertamente
                e per questo godono di quella felicità eterna che è inimmaginabile.
                Alla fine del mondo Cristo ritornerà nella sua gloria per giudicare i vivi e i morti.
                Alla venuta di Gesù i morti risorgeranno con i loro corpi, i corpi dei giusti saranno trasformati
                e glorificati ad immagine del corpo risorto di Cristo.
                A tal proposito San Paolo insegna: "Egli trasformerà il nostro misero corpo, rendendolo confor-
                me al suo corpo glorioso, in virtù di quel potere con il quale può assoggettare a sè ogni cosa
               (Fil 3,21). "Si semina corruttibile, risorge incorruttibile; si semina spregevole, risorge glorioso;
               si semina nella debolezza, risorge pieno di forze; si semina corpo animale, risorge corpo spiri-
               tuale".(Cfr. I Cor. 15.33).
               Il mondo presente sarà rinnovato (Is 65,17 "Ecco io sto per creare nuovi cieli e nuova terra").
               San Paolo insegna che tutta la creazione fu colpita dalla maledizione del peccato e aspira alla
               redenzione e che, come l'uomo, sarà liberata dalla schiavitù della corruzione e resa partecipe
               della libertà e della gloria dei figli di Dio (Rom 8,18-25).
               San Giovanni ci offre una descrizione poetica del nuovo cielo e della nuova terra, il cui centro
               è la nuova Gerusalemme, che scende dal cielo ed è il tabernacolo di Dio in mezzo agli uomini.
               "E Colui che stà sul trono disse: Ecco, io rinnovo tutte le cose" (Ap 21,1-8).
 
 

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