IL BEATO   DON MICHELE   SOPOCKO   PADRE SPIRITUALE   DI   SANTA   FAUSTINA  KOWALSKA

 

beato don Michele Sopocko

 

 

don Michele Sopocko, beato

 










 
 

don Michele SOPOCKO, direttore spirituale di Suor Faustina, servo fedele di Gesù Misericordioso.
O Gesù dacci dei sacerdoti esperti! pregava Santa Faustina Kowalska.
Fece parecchie novene, penitenze , prima che Dio le inviasse un sacerdote in grado di capire la sua anima.
Il direttore spirituale non solo deve essere santo, ma anche sperimentato e prudente; ci sarebbero molte più anime
sante se ci fosse un maggior numero di direttori spirituali con santità ed esperienza - scriveva suor Faustina.
Il reverendo prof. Michele Sopocko nacque  il 1.XI.1888 a Nowosady nella regione di Wilno.
Studiò nel seminario di Wilno. Ordinato sacerdote il 15.6.1914, terminò in seguito gli studi all'Università di Varsavia.
Nel 1928 diventò titolare della cattedra di teologia pastorale presso l'universita "Stefano Batory" di Wilno.
Nel 1934 fu nominato rettore della chiesa di S. Michele a Wilno. Per molti anni fu confessore in molte congregazioni religiose.
Dal 1933 al 1942 fu confessore ordinario della Congregazione SBVMM a Wilno e padre spirituale di Suor Faustina.
Suor Faustina di lui scrisse: "E' strano che ce ne siano così pochi di questi sacerdoti, capaci di inforndere nell'anima la
forza, il coraggio e l'energia, per cui l'anima senza affatticarsi avanza sempre. Sotto una direzione di questo genere
l'anima,  anche se debole di forze, può fare molto per la gloria di Dio. Affinchè un direttore possa guidare bene un'anima
lungo le vie della volontà di Dio verso la santità, l'anima deve pregare fervorosamente per molto tempo per avere un diret-
tore e chiedere al Signore di scegliere Lui stesso il direttore spirituale. Ciò che si è iniziato con Dio sarà di Dio; e ciò che
ha avuto inizi con mezzi puramente umani, sarà umano."
Scrive Santa Faustina di lui (1Q, 160): "mentre parlavo con il direttore della mia anima, in un lampo più veloce di quello
di un fulmine, vidi interiormente la sua anima in una grande tribolazione, in un tale tormento, che sono poche le anime
che Iddio prova con un tale fuoco. Tali sofferenze gli provengono da quest'Opera.
Verrà un momento in cuo tale Opera sembrerà in completo sfacelo ed all'improvviso seguirà l'azione di Dio con grande
energia, la quale darà testimonianza alla verità.
L'opera sarà un nuovo splendore per la Chiesa, sebbene esistesse già da molto tempo in essa. Che Dio sia infinitamente
misericordioso, nessuno può negarlo. Egli desidera che questo lo sappiano tutti, prima che torni come Giudice; vuole che le
anime prima lo riconoscano come Re di Misericordia. Quando si verificherà questo trionfo, noi saremo già nella nuova vita,
dove non ci sono sofferenze" (tutto questo si verificò puntualmente, il Santo Uffizio nel 1958  e con una Notificazione nel
1959 vietò di diffondere la devozione della Divina Misericordia nelle forme proposte da Sr. Faustina. Lo stesso don Sopocko
ricevette un severo ammonimento dalla Santa Sede ed ebbe molti altri dispiaceri; solo il 30.6.1978 la precedente notificazione veniva
dichiarata non più vincolante e addiritura abrogata dalla Santa Sede nel 1979, soprattutto ad opera dell'attuale Papa).
Durante la seconda guerra mondiale don Sopocko  fu professore nel seminario di Bialistok.
Già nel 1936 don Michele inviò un esposto sulla divina misericordia al I Sinodo dei Vescovi Polacchi (26-26/8/1936) presieduto
dal legato pontificio mons. Marmaggi.
 Dopo la morte della santa,  si impegnò per la costituzione del nuovo ordine femminile voluto da Gesù e richiesto con insistenza
a S. Faustina, ordine il cui scopo sarebbe stato quello di impetrare la divina misericordia per il mondo.
Il 15.10.1941 la prima aspirante fece voto di castità di fronte a don Sopocko.
Negli anni successivi si unirono altre aspiranti.
Il 2 agosto 1955 l'ordinario di Gorzov approvò la Congregazione di Gesù Cristo Redentore Misericordioso (oggi congregaz.
delle Suore di Gesù Misericordioso).
Don Michele morì il 15.2.1975 ottantasettenne; è' interessante notare che proprio in questo giorno si celebra la festa di S. Claudio La
Colombiere S. J. , direttore spirituale di S. Margherita M. Alacoque, la messaggera del Sacro Cuore di Gesù.
Don Michele Sopocko subì molte incomprensioni proprio legate alla devozione di Gesù Misericordioso  (tutti le opere di Dio incontra-
no resistenze,  però la volontà del Signore trionfa sempre).
"E' un sacerdote secondo il mio cuore, .....con quest'opera lavorerà fino alla fine del mondo" confidò Gesù alla nostra santa.
Suor Faustina scriveva di lui: "E' un'anima crocifissa, simile al Salvatore".
Le sofferenze di don Michele (2 Q,66), scrive suor Faustina, riguardavano anche la mente ed in forma molto acuta, ma tutto sarebbe
servito per assomigliare sempre più a Gesù e per ereditare nel regno dei Cieli la triplice corona nella gloria beatifica.
Il processo diocesano per la beatificazione del Servo di Dio don Michele Sopocko è già stato
avviato a Byalistock il 4 dicembre 1987
 Verrà proclamato beato il 28 settembre 2008 a Byalistock.

Preghiera del 24.6.2007

Don Michele Sopocko, beato santo nella gloria di Dio, prega per noi.
Don Michele ottienici la grazia di un padre spirituale secondo il cuore di Gesù e .......datti da fare
adesso che sei nel Cielo.
Non deludere chi confida in te.
Beato don Michele Sopocko donaci la grazia che si realizzi il progetto di Dio nella vita.
Immacolata accompagnaci ogni giorno sulla strada della  vocazione personale.
Ottieni  anche la grazia della guarigione e della perseveranza-
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo......
 
 

BIOGRAPHIE DE MARCEL VAN
 

Joachim Nguyen Tan Van naît le 15 mars 1928 à Ngam Giao, petit village situé entre Hanoï et Haïphong dans le nord du Vietnam. Sa mère, chrétienne, lui apprend très tôt à réciter des prières. Lenfance de Van est heureuse : « Autour de moi, tout respirait la joie, tout reflétait la beauté, surtout dans ma famille. Comment décrire toutes les douceurs de mon enfance et tout lamour de mes parents ? »

A 4 ans il montre un intérêt peu commun pour la vie des Saints qu’on lui raconte, et le désir de les imiter. A 6 ans, c’est habité d’un grand désir de rencontre avec le Seigneur, qu’il prépare sa première communion : « L’heure a sonné, la minute tant désirée est arrivée. Je m’avance vers la table sainte, l’âme débordante de joie. Je ne manque pas de rappeler sans cesse à Jésus de venir à moi sous la forme d’un tout petit enfant. Je tiens bien serré dans ma main le cierge allumé, symbole du feu de l’amour qui brûle en mon âme. »

Il a 7 ans et comme il ne supporte pas la terreur que le maître fait régner dans l’école du village, sa mère a l’idée de le confier à l’abbé Joseph Nha, curé de Huu Bang, qui accueille des jeunes vietnamiens à son presbytère. Les jeunes aident le curé dans son quotidien, sinitient plus profondément à la vie religieuse tout en poursuivant leurs études. Van passera là 5 années fort sombres de sa vie : frappé, humilié, violenté par le surveillant et quelques catéchistes du presbytère. Il souffre en silence, ne tirant sa force que de sa prière, notamment sa prière à Marie : « Toutes les grâces que Dieu ma accordées sont passées par ses mains maternelles. De plus, tous les bons sentiments et les belles pensées que jai fait monter vers le ciel, cest encore Elle qui les a fait naître doucement dans mon cœur Le cœur de Marie est vraiment un livre où sest inscrit clairement la vie de chacun de ses enfants. »

Puis Van est admis, début 1942, au petit séminaire de Lang-Son. Van a 14 ans, il se prépare à devenir prêtre et est toujours poursuivi par le désir de la Sainteté, mais rejette cette idée comme une tentation, une ambition orgueilleuse, et demande l’aide de la Sainte Vierge : « O Mère chérie, je vous supplie de me donner un signe qui me permette de comprendre si la pensée qui torture mon cœur vient de Dieu ou du Démon » Celle-ci l’éclaire en l’invitant à lire « Histoire d’une âme », autobiographie de Sainte Thérèse de l’Enfant Jésus. La plus belle et la plus consolante étape de son itinéraire spirituel souvre. Il trouve en Sainte Thérèse une sœur spirituelle qui partage ses désirs : Aimer Dieu de tout son cœur, de toutes ses forces avec la simplicité, laudace et la confiance dun enfant : « Jai compris que Dieu est Amour et que lAmour saccommode de toutes les formes de lamour. Je puis donc me sanctifier au moyen de mes petites actions Un sourire, une parole, un regard, pourvu que tout soit fait par amour. » Sainte Thérèse laccompagne dans son quotidien au Séminaire. Il lentend parler et a de longs colloques avec elle. C’est elle qui lui révèle, à l’automne 1942, qu’il ne sera pas prêtre, mais que Dieu le veut religieux, « Apôtre caché de l’Amour. »

En juin 1943, alors que la guerre rend la vie difficile au Séminaire (froid, faim, mauvaise hygiène), Van lutte pour obtenir pour lui et ses congénères des conditions de vie décentes. Son attitude nest pas tolérée, Van est chassé du Séminaire.

En août 1943, répondant à la révélation de Sainte Thérèse, il demande à entrer chez les Rédemptoristes. Après avoir essuyé plusieurs refus, du fait de sa mauvaise santé, il est finalement admis comme postulant frère, le 17 octobre 1944. Il devient Frère Marcel Van. Il est maintenant dans sa vocation, celle que Dieu a choisi pour lui : « Métant mis à lécole du Rédempteur, mon seul désir était de mener une vie semblable à la Sienne [] Seule cette ressemblance est capable de satisfaire lamour et de créer lunité. » Van cherche à se modeler sur Jésus, mais aussi à le découvrir en ses frères : « Cest merveilleux, Jésus répartit ses vertus sur plusieurs. Aussi, il ne faut pas se contenter de lire l’Evangile pour apprendre le secret de la sainteté ; il faut encore savoir lire les Evangiles vivants que Dieu a placé autour de nous et que sont nos frères ! »

Sur fond de guérilla entre la France et les Viet Minh communistes, Van prend lhabit des Rédemptoristes le 8 septembre 1945. On le nomme Frère Marcel. Pendant son année de noviciat, Frère Marcel va vivre des dialogues intimes avec le Seigneur : « Van un seul regard de ta faiblesse suffit à charmer Mon Amour et à attirer Mon Cœur jusquà toi. Laisse à Mon Cœur toute liberté de se manifester à toi. » « Je t’ai choisi pour être la mère des âmes ; or c’est à force de souffrances que la mère parvient à faire de ses enfants des personnes de valeur. » A la demande du Père Antonio Boucher qui avait sa tutelle, il commence à mettre par écrit les grâces reçues depuis son enfance.

Le 8 septembre 1946, Van prononce ses premiers vœux. Il est envoyé en février 1950 dans le monastère de Saïgon, puis celui de Dalat où il prononce ses vœux perpétuels. Il retournera selon le désir de Dieu, à Hanoï en 1954. Les Viet Minh communistes tiennent le Nord du Vietnam et Frère Van vivra là en résidence surveillée avec trois autres pères jusquà son arrestation en 1955. Il est déporté dans des camps. Malgré la faiblesse physique et la peine morale, il y mène une vie tournée vers les autres : « En dehors des heures de travail obligatoire, je dois continuellement accueillir les gens qui viennent les uns après les autres chercher du réconfort auprès de moi Je suis heureux, car durant ces mois de détention, ma vie spirituelle na subi aucun préjudice, et Dieu lui-même ma fait savoir que jaccomplis ici sa volonté »

Jugé irrécupérable, Van est mis à lisolement dans un cachot. Fin juin1959, atteint de tuberculose et de béribéri, il est sorti de son cachot et placé dans une salle commune où il agonisera jusquau 10 juillet. Il meurt à 31 ans et 4 mois entouré de catholiques : « En donnant mon cœur à Jésus, Jésus me laisse la liberté dembrasser en mon cœur toutes les personnes, toutes les âmes que jaime. Je ne veux pas vivre seul dans lamour de Jésus ; mon seul désir cest que beaucoup dautres âmes mènent la même vie que moi, afin que lAmour infini de Jésus soit satisfait »
 

Pour aller plus loin, je pourrais

- Contempler l’Amour de Van pour Dieu, la simplicité avec laquelle il s’adresse à Dieu, à Marie et à Sainte Thérèse.

- Contempler combien cette proximité, entretenue par la prière, les longs colloques, lui permet d’accepter le projet de Dieu pour lui et d’y trouver la plénitude du sens de sa vie. Voir comment cela l’a rendu disponible aux autres.

- Sentir à quoi la découverte de la vie de Frère Van m’invite dans ma propre vie… Prière, Simplicité dans ma relation à Dieu, Ouverture aux autres, Dépassement de souffrances, Confiance...

Bibliographie extraite de :
Magnificat, avril-mai 2000 Vol XXXV, N°s 4-5, Ed. Magnificat
« L’amour me connaît - Ecrits spirituels de Marcel Van », Ed.

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