L'Amanita caesarea

E' in assoluto il più ricercato tra i funghi epigei, solo il più nobile cugino sotterraneo (il tartufo), ipogeo, può competere con l'ovolo e superarlo nella bontà e nel valore di mercato. Si tratta di un fungo di una bellezza straordinaria, quasi irreale nelle forti tonalità, che risaltano nel bosco abbagliando.
Cresce solitamente in gruppi di più individui e predilige gli spazi caldi e assolati, è il fungo che per le sue caratteristiche di colore, ovviamente nella forma adulta, non ha possibilità alcuna, di essere confuso con specie simili.
Da piccolo, quando è chiuso nella sua caratteristica forma ad uovo, ci appare come una pallina ovoidale bianca, in questa fase di sviluppo, oltre ad esserne vietata la raccolta dalla Legge, è confondibile con la mortale Amanita phalloides.
Diffidate, da chi vi dice, che in sezione appare una sottile riga aranciata, perché tale struttura non è così evidente come vi vogliono fare intendere, perché altrettanto sottile è il confine tra la vita e la morte (l'ovolo della mortale phalloides è identico), perché la raccolta di un ovolo chiuso è il segno di profonda inciviltà ambientale e cioè non date modo al fungo di maturare e di rilasciare le spore, atto necessario ed indispensabile alla sua perpetuazione.
Da adulto è inconfondibile: il suo cappello aranciato intensamente, le sue lamelle gialle oro, il suo gambo sempre del medesimo giallo e il suo anello dello stesso identico colore, lo rendono unico, solo la volva è di colore bianco.
La bontà e la delicatezza delle sue carni è incommensurabile, ricordatevi che per apprezzarlo al meglio delle sue caratteristiche deve essere consumato crudo in insalata, in cottura perde gran parte del suo valore organolettico.
