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La pirografia è un'antichissima arte e consiste nell'incidere il legno a fuoco.
Variando la temperatura del pirografo ed il tipo di segno,
è possbile creare delle sfumature di bruciato che formano un'immagine. | |
Con l'uso del pirografo possibile decorare oggettistica in legno, cuoio o sughero personalizzando il tutto con disegni e dediche specifiche.
Il pirografo è formato da un'impugnatura in plastica isolante con delle punte intercambiabili di diverse forme. Una volta collegato alla corrente elettrica, le punte si riscaldano, permettendo così le bruciature sul legno. | |
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E' preferibile usare sempre legno grezzo non trattato ed in commercio esistono diversi oggetti venduti proprio per questa tecnica.
Fate attenzione comunque al legno o al tipo di oggetti che comprate: un legno trattato male o con troppe venature potrebbe rovinare il risultato del disegno! |
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| Di cosa avete bisogno per eseguire un lavoro con il pirografo? |
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1. una buona immagine da riprodurre
2. una tavoletta o un oggetto in legno
3. carta copiativa per riportare l'immagine sul legno con una penna o con una matita
4. un pirografo, preferibilmente con la temperatura variabile e diverse punte
6. una base d'appoggio per il pirografo quando è caldo
7. una tavoletta di legno per provare la temperatura ed i tratti delle punte |
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| I diversi tipi di legno da utilizzare: |
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Abete: presenta dlele venature molto belle, ben sfumate; di colore rossiccio e bianco, è molto poroso e fragile.
L'alternarsi delle parti tenere e dure può però essere un inconveniente per la pirografia, ma l'artista potrà ottenere per la stessa ragione un grafismo irregolare sottolineato da una brunitura del legno attorno ai segni.
Caratteristiche: legno tenero, molto usato nell'antichità per la costruzione di carcasse, fondi, o come base per mobili impiallicciati. In massello per la costruzione di mobilio popolare. In patina acquisisce un colore giallo aranciato. Finitura quasi sempre a cera o ad olio.
Acero: bianco, solcato da ondulazioni grigiastre e dure. Consente un lavoro preciso e molto piacevole malgrado la sua durezza. Colore chiaro, lucentezza satinata, tessitura fine, fibre ravvicinate e talvolta ondulate. Riceve ottimo pulimento e brillante lucidatura.
Agrifoglio: molto duro, compatto, si leviga bene. Deve essere usato per lavori di pirografia molto impegnativi. E' un legno di colore bianco, forse il più bianco esistente, pesante, dalla vena compatta .
Betulla: Legno duro con venatura fitta e pesante.
Bosso: molto duro, pesante, color giallo pallido. Dà grande soddisfazione per i risultati che si riescono ad ottenere ma ha l'inconveniente di essere molto costoso. Di origine orientale, particolarmente adatto, per la sua durezza a lavori di tornitura, per tarsie e per piccole sculture.
Carpino: legno bianco, duro di difficile lavorazione a causa della direzione irregolare delle sue fibre.
Castagno: poco resistente, poroso, ma uno dei legni bianchi più facili da lavorare. Consente di realizzare bellissimi contrasti tonali pur permettendo delle belle sfumature. La lucidatura ha buona resa estetica, ma necessita di una accurata chiusura dei pori
Cedro: Legno dolce di dolor arancio chiaro, con una delicata venatura.
Ciliegio: grigio rossastro, con venature brune, si lavora facilemente, si leviga bene ma è soggetto a incurvarsi. E' un legno medio duro (ciliegio dolce) molto usato in alcune zone d' Italia (Piemonte, Emilia) per costruire mobili in massello, meno usato come impiallacciatura.
Corniolo: bianco, molto duro.
Ebano: E' un legno di colore nero intenso illuminato da riflessi rosso cupo , la cui origine può essere riferita all'Africa, India, Cava e al Madagascar . Si screpola difficilmente, poiché la sua grana fine lo rende compatto e durissimo.
Faggio: è difficile da levigare perchè duro e si spacca facilmente. Consente però una pirografia molto precisa. E' un legno semiduro e compatto,venato un modo uniforme,di colore crema chiaro che muta in rosa se trattato a vapore. Si distingue per chiazze piccole e lucide radunate in alcune parti e visibili anche se l' essenza viene colorata.
Frassino: solcato da venature molto 'capricciose' ha un'aspetto bianco o bruno o rossastro. E' molto adatto per la pirografia. Il frassino è un legno robusto e flessibile, usato più per le sue caratteristiche tecniche che per l'aspetto. E' un legno dalla colorazione abbastanza chiara che varia dal bianco grigiastro al marrone chiaro. Si piega e si lavora bene ed è usato per semplici mobili rustici. E' difficile la colorazione di pezzi nuovi usati come integrazione in un lavoro di restauro, perciò conviene sempre usare legno vecchio. Alcuni tagli di olmo e castagno assomigliano al frassino e possono essere usati in alternativa.
Limone: giallo chiaro, acquista una lucentezza molto bella ed è di facilissima lavorazione.
Melo: legno duro e pesante, con riflessi dal giallo chiaro al marrone.
Mogano: Colore giallo rosato che vira al rosso bruno dorato se esposto all' aria , tessitura variabile, fibre spesso intrecciate o ondulate con particolare effetto decorativo. Scuro e duro, non consente di realizzare opere particolarmente contrastate e quindi di qualità discreta dal punto di vista cromatico. E' un legno duro e resistente dal colore marrone rossiccio riccamente venato. ha grana fine ed uniforme, proprio per la sua compattezza venne preferito al noce, in quanto particolarmente adatto per intagli e finiture raffinate.
Noce: giallo caldo, consente la realizzazione di opere pregevoli la cui resa è ottima poichè è un legno che non si incurva. E' tuttavia molto costoso. Ha colore bruno con venature scure, qualche volta nere. Venne ed è considerato uno dei migliori legni, sia a livello estetico sia per la sua duttilità.
Olmo: E' di colore marrone chiaro però si scurisce col tempo. La caratteristica più importante dell'olmo è la sua vena fibrosa. La resistenza all'usura di questo legno, lo rende ideale per ripiani meccanici e per giunti meccanici nei mobili. Purtroppo è soggetto a deformazioni ed è facilmente attaccabile dai tarli.Viene lucidato sia a gommalacca che a cera.
Palissandro: Esistono due qualità di questo legno duro esotico. La più pregiata è quella brasiliana che ha una natura compatta e una grana grossa e aperta. E' di colore marrone con striature nere. Il Palissandro è un legno ostinato e difficile da lavorare Si scheggia facilmente e a causa della sua natura oleosa è difficile preparare le superfici all'incollatura. Nella impiallacciatura , il palissandro tende a formare piccole crepe e a rompersi nelle sezioni dentellate. Per la lucidatura,dopo aver chiuso bene i pori, si usano vernici a spirito come la gommalacca.
Pero: ha una grana fine e permette lavori di precisione per esempio una veduta in piroincisione da stamparsi poi su carta. Legno di rado usato per la costruzione di mobili in massello era ottimo per le torniture, usato ma di rado per fare impiallacciature e piccole decorazioni. Questo legno dipinto in nero viene molto usato per sostituzioni o imitazioni del legno Ebano.
Pino: Legno molto resinoso usato per la costruzione di mobili popolari praticamente in tutta Italia data la sua diffusione. Ne esistono moltissime varietà con caratteristiche diverse.
Pioppo: molto facile da pirografare perchè tenero e di ottimo rendimento cromatico.
Platano: di grana fine, si leviga molto bene, non si sforma. E' bruno e meno duro del faggio.
Quercia: ne n'è una gran varietà secondo la provenienza. E' assai difficile da lavorare a causa della sua durezza e della sua venatura. Per la pirografia bisogna scegliere le qualità più morbide. Legno di colore giallo bruno ravvivato da striature dorate. E' forte duro pur essendo a grana rada e a poro aperto e, non è certo fra i più semplici da lavorare.
Rovere: Molto meno resistente della quercia (è sempre della famiglia della quercia) ma ha le stesse caratteristiche. Questo legno, giallo con picchiettature scure , viene utilizzato per la costruzione dei mobili di pregio per un lunghissimo periodo: dal Duecento al Quattrocento, mentre in Inghilterra resistette fino al Settecento. Viene poi prevalentemente usato per la costruzione delle strutture interne. Un altro uso, poco attinente con l'ebanisteria, che si è fatto di questa essenza e la costruzione delle toghe delle botti, che garantiscono un grande invecchiamaento ai vini rossi e ai distillati.
Tasso: Legno compatto, liscio e brillante. Invecchiando assume sfumature arancio scure/marroni.
Tek: Il Tek è un legno duro e pesante, di colore marrone striato. E' straordinario da lavorare. Appena tagliato ha uno strano tessuto ceroso ed un odore che ricorda il cuoio. Si taglia bene, e come la quercia, si scurisce con l'esposizione alla luce.E' uno dei legni più forti, durevoli e resistenti all'usura che esistano, ma a causa dell'aspetto opaco e del peso è stato preso in considerazione in occidente solo di recente.
Tiglio: ha una grana fine, di color giallo delicato, molto adatta per lavori a punto. E' eccellente per la pirografia.
Ulivo: verdognolo o giallastro con ricche venature nere o brune, legno durissimo è compatto ed omogeneo, resiste al tarlo. Se mal stagionato si torce e si spacca, è adatto per fini lavori d'intarsio e per la tornitura. Più che all'ebanisteria, l'uso di questo legno è legato alla scultura. Non è infatti facile da trattare a causa della sua durezza.
Compensato: Realizzato ocn fogli di legno ottenuti mediante la tranciatura o la sfogliatura. Costituito normalmente da tre strati di legno di cui lo strato centrale corre a squadra rispetto ai laterali.
E' utile ricordare, per concludere, che sono adatti per essere pirografati anche i compensati e gli agglomerati (come il Prespan) poichè di facile lavorazione. Nei negozi che vendono legno per il 'fai da te' è possibile trovare una vasta gamma di oggetti in legno naturale (cornici, vassoi, scatole di varie dimensioni, piatti, ciotole etc.) che possono essere facilmente pirografati e utilizzati anche per fare un regalo specie in occasione delle feste. |
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| Il modo migliore per realizzare il disegno sul legno è prepararlo su un foglio di carta e poi, usando la carta copiativa, portarlo sul legno. | |
| Le diverse punte del pirografo servono per ottenere diversi effetti. |
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| Le punte del pirografo R100/R200/R300 ed il loro utilizzo: |
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T20 - punta coltello
Imprime il legno annerendolo.
P20 - Punta per scurire
Per brunire o annerire senza sfondare.
F20 - punta forca
Per ottenere 3 punti allineati o 3 linee parallele.
O20 - punta ovale
Segni grossi e decisi.
R20 - punta triangolo
Imprime triangoli di dimensioni variabili.
21 - punta universale
La si può usare per numerosi effetti senza doverla sostituire.
B21 - punta a sfera 1mm
Punti regolari e profondi.
22 - punta ad ago
Punti rotondi con diametro variabile, ottime per il puntinismo.
B22 - punta a sfera 2mm
Penetra bene anche nei legni più duri.
23 - punta piatta/tonda
Il segno che si ottiene è molto sottile.
B23 - punta a sfera 3mm
Ottima per la resa del volume, luci e ombre.
C23 - punta a cerchio 3mm
Produce un segno circolare.
24 - punta per velluti
Scalda molto poco, ideale per velluti ma non solo.
B24 - punta a sfera 4mm
Grosso punto semisferico e lucido.
C24 - punta a cerchio 4mm
Per ottenere sezioni di cerchio.
D24 - punta semicerchio
E' possibile realizzare numerose combinazioni.
25 - punta per piroscultura
Segno obliquo profondo e brillante.
26 - punta per doratura
Ideale per il cuoio.
Polistirolo 1-2-3-4-5
Per scolpire eliminando la materia.
Polistirolo S32
Per incidere il polistirolo |
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