Prefazione

Forse, Carlo Capacchione, nemmeno immaginava, che quanto da lui fatto in vita, in maniera semplice, spontanea e con tanta umiltà, un giorno non molto lontano, avrebbe rappresentato un “tesoro” ineguagliabile.

Uno scrigno di ricchezza interiore nel ricordo non solo dei familiari più stretti, ma anche di coloro che solo oggi, baciati dalla fortuna, si tufferanno nella lettura del presente libricino, alla pari di un mare senza confini... infatti, in esso, tanta poesia, da divenir canzone... ed ancora, storia di tempi vissuti, storia vera, forse, ben poco raccontata nei libri dedicati.

Qualche tempo fa, anch’io ho avuto la fortuna d’imbattermi nel libricino che Carlo, con amore, a suo tempo ha voluto editare in proprio, ebbene: una fitta dritta al cuore mi ha colpito, nel rammarico di non averlo conosciuto prima... e, così, grazie alla complicità e ai ricordi di uno dei suoi figlioli, Rosario, si è data vita al presente.

Fedele all’originale (di cui esistono pochissimi esemplari) e ai pochi manoscritti rinvenuti, dopo attenta ricerca, lo si è impaginato pari pari, correggendo solo pochi ed involontari errori di battitura tipografica.

Oggi, l’augurio è che tanti possano gustarlo ed apprezzarlo, col desiderio che questi bei versi (musicati, non solo dai Maestri, citati all’interno), arrivino a spiccare finalmente il volo… affinché “anche” le sue meravigliose canzoni, si ascoltino in giro per il mondo…

Concludo, con un espressione d’obbligo, dello stesso Capacchione (ovviamente riferitami), sempre schivo dal voler registrare i suoi scritti, per gli eventuali diritti:

-“Prendete e cantate pure le mie canzoni, senza limitazione… ma mi raccomando: dite che le ho scritte io!”

Paolo Visconti