Firma Pedro RodriguezPedro Rodriguez
Ferrari 250 TR '59  - #10 - BrummLa Ferrari "Testa Rossa" è uno dei grandi classici del "Cavallino", dalla metà degli anni '50, fino all'inizio dei '60. Il modello denominato TR'59 è forse il più classico.
Ferrari 250 TR '59 - #28 Governor's Trophy Nassau 1959 - BrummGovernor's Trophy, Nassau 1959
Ferrari 250 TR '60 - 24 Ore di Le Mans 1960 - #12 - Rodriguez-Scarfiotti - Jolly ModelsLa Ferrari "Testa Rossa" è uno dei grandi classici del "Cavallino", dalla metà degli anni '50, fino all'inizio dei '60. Il modello denominato TR'60 è una delle ultime evoluzioni di questa vettura che prendeva il nome dal colore dei coprivalvole del 12 cilindri. L'esemplare iscritto col n° 12 dalla NART ed affidato alla coppia Rodriguez-Scarfiotti per la 24 Ore di Le Mans del 1960 non ebbe molta fortuna. Dopo appena 3 ore di gara rimase fermo senza benzina lungo il percorso. L'altra 250 TR, ma versione '59 affidata a Ricardo Rodriguez e Pilette , sempre iscritta dalla NART, si classifico al secondo posto, subito dietro alla 250 TR '60 ufficiale della coppia Gendebien-Frére.
Ferrari 250 GTO - 1000 Km Parigi (Monthlery) 1962 #1 - Winner - Pedro e Ricardo RodriguezLa prima grande vittoria degli "hermanos Rodriguez" arriva alla 1000 Km di Parigi, sul velocissimo circuito di Monthléry. E' il 1962, Luigi Chinetti affida ai due giovanissimi fratelli messicani una 250 GTO, una vettura già collaudata ed affidabile e i "Rodriguez brothers", come li chiamano nel giro delle corse, non tradiscono la fiducia. Alla fine la loro 250 GTO infligge un giro di distacco alla vettura gemella di Parkes e Surtees. Un trionfo. Purtroppo la prima grande vittoria degli "hermanos sarà destinata anche a restare l'ultima.
Ferrari Dino 246 SP - 24 Ore di Le Mans 1962 #28 - Pedro e Ricardo Rodriguez - Art ModelUn'altra Ferrari dei primi anni '60, una delle prime, se non la prima in assoluto, a motore posteriore. La Dino 246 SP numero 28, è ancora una macchina iscritta dalla NART alla 24 Ore di Le Mans del 1962. La coppia è suggestiva : gli "Hermanos Rodriguez": Pedro y Ricardo. Non è una partecipazione fortunata, ma certamente esaltante: quando, dopo 14 ore, sono costretti al ritiro per rottura della trasmissione, i due giovanissmi fratelli messicani stanno dominando la corsa che sarà poi appannaggio della coppia Gendebien-Phil Hill con una classica Ferrari 330 TR a motore anteriore.
Ferrari 330 P - 24 Ore di Le Mans 1964 - #15 - Rodriguez-Hudson - Art ModelLa Ferrari 330P #15, affidata a Pedro Rodriguez e Skip Hudson dalla NART, la scuderia di Luigi Chinetti, per la 24 Ore di Le Mans del 1964 era una vecchia 250P... ricondizionata a 330P. Il telaio portava il #810 e l'auto era caratterizzata da una livrea particolare, anche per la NART. In quella 24 ore non ebbe fortuna, un pistone la tradì allo scadere della quinta ora. L'auto è ancora in circolazione e spesso partecipa ai raduni della Ferrari.
Ferrari 158 F1 - Gran Premio del Messico 1964 - #18 NART - BrummGP Mexico 1964 - Ferrari 158 F1 iscritta con i colori della NART, come quelle di Bandini e Surtees che quel giorno si laurea Campione del Mondo con un solo punto di vantaggio su Hill, grazie a Bandini che gli cede il secondo posto nel finale.
Ferrari 365 P2 - 24 Ore di Le Mans 1965 #18 - Rodriguez-Vaccarella - Best"24 Heures du Mans" 1965. La Ferrari respinge l'assalto della Ford . il modello di punta di Maranello è la P2 . La NART iscrive, come tutte le altre scuderie "clienti", il modello "365 " , vale a dire 4400cc di cilindrata, per la coppia Rodriguez-Vaccarella. Le P2 "ufficiali" hanno il motore serie "330" , ovvero 3960cc, e sono tutte costrette al ritiro per gravi problemi all'impianto frenante. La "365" di Pedro Rodriguez e "Ninni" Vaccarella è l'unica P2 a concludere la corsa. Finisce settima assoluta e prima della sua categoria , completando il trionfo della Ferrari che chiude con tre auto ai primi tre posti, vincendo anche tutte le categorie più importanti , esclusi i prototipi 2000.
Ferrari 1512 F1 - GP USA 1965 - BrummGP USA 1965 il primo "boxer" della Ferrari la 512 F1
Ferrari 365 P2 -12 Ore di Sebring 1966 #26 - Rodriguez-Andretti - Best12 Ore Sebring 1966 Ferrari 365 P2. E' la stessa P2 che ha chiuso al settimo posto nella 24 ore di Le Mans dell'anno prima. La Ferrari, in crisi per gli scioperi e per qualche problema finanziario, è in ritardo con la nuova P3 e, dopo aver disertato la 24 ore di Daytona, si presenta a Sebring con solo un prototipo P3 e una Dino 206S. A Daytona Rodriguez e Andretti, con questa stessa vettura erano arrivati quarti assoluti, stavolta la rottura del cambio li mette fuori causa dopo quasi undici ore di gara mentre erano saldamente al quarto posto. Purtroppo il ritiro della Ferrari numero 26 ha anche un risvolto tragico. Andretti, rimasto senza cambio, tocca la Porsche 906 di Wester che esce di pista travolgendo ed uccidendo quattro spettatori.
Ferrari 206 S - 1000 Km Nurburgring 1966 #12 - Rodriguez-GintherLa Ferrari Dino 206S è stata una delle auto più belle della Ferrari e la linea inconfondibile di questo prototipo ha fatto scuola . Questo esemplare, iscritto dalla NART, venne affidato alla coppia Rodriguez-Ginther alla 1000 Km del Nurburgring 1966. L'auto si classificò al terzo posto assoluto, dietro la Chaparrall 2D di Hill-Bonnier e all'altra Dino, ufficiale, di Bandini e Scarfiotti.
Ferarri 330 P3 - 24 Ore di Le Mans 1966 #27 - Rodriguez-Ginther - BangUn pezzo di storia della 24 ore di Le Mans. Questa Ferrari 330P3 , iscritta dalla NART per combattere l'egemonia Ford assieme alle due P3 ufficiali, è un pezzo leggendario. Al via il motore resta muto e Pedro Rodriguez scatta fra gli ultimi, ma con una grandiosa rimonta sotto una pioggerellina insistente accende d'entusiasmo i 400.000 spettatori, fino a conquistare le posizioni di vertice , arrivando anche a guidare la corsa. Il pubblico è tutto per la Ferrari n° 27 , riconoscibile per la "mascheratura" dei fari anteriori , che Rodriguez fa volare insidiando le Ford Mk II. All'undicesima ora il cambio cede e le Ford avranno via libera...
Ferrari Dino 206S #3 - Bridgehampthon '66 - Art ModelCon la "piccola" Dino 206, la NART partecipa anche alla "classica" di Long Island, la "Bridgehampton 500", una prova della serie CAN-AM. Vengono iscritte due unità, una per Kolb, l'altra per Pedro Rodriguez. Le Dino si comportano bene, soprattutto considerando il fatto che affrontano un parco - avversari composto da giganti. Pedro entusiasma il pubblico, ma deve ritirarsi per la perdita di una ruota.
Ferrari 412 P - 24 Ore Daytona 1967 - #26 Rodriguez-Guichet - BrummNella più celebre, e celebrata, vittoria di Maranllo c'è anche la firma di Pedro Rodriguez. "Ferrari, uno, due , tre" titolano. in italiano, i giornali americani dopo la trionfale "parata" di Daytona. Dopo le due 330 P4 "ufficiali" di Bandini-Amon e Parkes-Scarfiotti, si piazza la "412 P" della NART affidata a Pedro e al francese Guichet. La "412", in pratica una P4 a carburatori e 24 valvole, è la vettura che la Ferrari affida ai privati in quel 1967. Sarà questo il suo miglior risultato.
Ferrari 412 P - 24 Ore di Le Mans 1967 - #25 Rodriguez-Baghetti - BangLa 412P NART schierata a Le Mans per completare la squadra da opporre alla Ford è la stessa che, in versione spider ha chiuso la trionfale parata di Daytona [844]. Stavolta, affidata a Rodriguez-Baghetti, nella tattica di gara ha il compito di tallonare le potenti Ford sin dai primi giri,e , se possibile, attaccarle. All'avvio, Pedro Rodriguez, specialista in partenze veloci a Le Mans, insidia per qualche giro la Ford MkII di Hawkins e Bucknum, poi cominciano i problemi che portano la macchina di Chinetti sempre più lontana dalle posizioni di testa. Sesta alla prima ora, scivola al decimo posto alla terza, poi al diciassettesimo. Quando è costretta al ritiro, dopo 10 ore è sedicesima.
JWA Gulf-Ford GT 40 - Winner Le Mans 1968 -#9 Rodriguez-L.Bianchi - IXO ModelsLa Ford GT40, modificata ed alleggerita da John Wyer, trionfa a Le Mans con la coppia Rodriguez-Lucien Bianchi. E' una vittoria storica, la terza consecutiva della Ford a Le Mans, ma, soprattutto, è la prima grande vittoria nella classe Sport per Pedro Rodriguez. La Ford GT40 viene ridisegnata dal Team Gulf e la vettura che esce fuori, delle vecchie GT40 ha solo la sigla. Oltre che più leggera ha forme più arrotondate e un'aereodinamica migliore ed è destinata a diventare, con i colori della Gulf, una macchina vincente.
Ferrari 312 P - 1000 Km Spa-Francorchamps 1969 - #8 Rodriguez-Piper - BestLa Ferrari 312P è una vettura bella e sfortunata. Il V12 di Maranello ha molta potenza al banco, ma problemi di lubrificazione in corsa impediscono ai moltissimi cavalli di scatenarsi sulla pista. La versione barchetta è davvero splendida come linea. Questa, affidata a Rodriguez-Piper, non avrà troppa fortuna alla 1000Km di Spa quando, dopo una toccata con una Porsche molto più lenta, rimonterà fino al secondo posto dietro la Porsche 908 di Siffert e Redman.
Ferrari 312 P - 24 Ore di Le Mans 1969 - #18 Rodriguez-Piper - BestLa 312P nasce "barchetta", ma per partecipare alla 24 Ore di le Mans viene deciso di applicare una "cupoletta" che la trasforma in una vettura coperta. Nonostante la soluzione sia posticcia (sulla vettura definita coupé si possono notare addirittura i rivetti che fissano la cupoletta alla carrozzeria ...) la 312 non perde la sua eleganza e resta, anche in questa versione, una vettura molto bella. Bella e sfortunata. Alla 24 Ore del 1969 vengono iscritti due esemplari, entrambi "chiusi", con i numeri 18 e 19. La numero 18, di Rodriguez-Piper, si difende bene nonostante lo strapotere delle Porsche 917 LH, ma si ritira alla 16ma ora per la rottura del cambio. Ancora più sfortunata l'altra 312 affidata alla coppia Amon-Schetty: al primo giro passa sopra i rottami incendiati della Porsche 917 con la quale si è appena ucciso il pilota inglese John Woolfe ed è costretta al ritiro.
Ferrari 312 P - Bridgehampton 1969 - #12 - BestLa Ferrari 312 P nella versione chiusa viene impiegata anche a Bridgehampton, ma con scarsi risultati. Le principali novità son rappresentate dalle appendici aereodinamiche sui parafanghi anteriori (già impiegate sulla "barchetta" a Spa) e dalla sparizione dello spoiler posteriore usato a Le Mans.
Ferrari 312 F1 - Monza 1969 #10 - BrummLa 312 F1 edizione 1969 è forse una delle Ferrari meno riuscite di ogni epoca. La monoposto è potente, ma molto pesante , difficile da guidare. Il V12 Ferrari al banco è il motore con più cavalli, ma, in pista , problemi di lubrificazione fanno sì che gran parte della potenza venga spesa per emulsionare l'olio. Pedro Rodriguez inizia il Mondiale con la BRM, ma dopo tre ritiri consecutivi, prima del GP d'Olanda, arriva alla Ferrari. Senza fortuna: in Olanda non partecipa, così come in Germania. A Silverstone , invece, si ritira mentre è quarto. A Monza conquista il primo punto dopo un GP sofferto. Una curiosità: la 312 F1 era per Tino Brambilla, che però si infortuna cadendo in moto alla vigilia del GP e Pedro recupera il sedile per una corsa difficile e senza soddisfazioni.
Gulf-Porsche 917 - 24 Ore di Daytona 1970 Winner #2 - Rodriguez-Kinnunen - SolidoEsordio e trionfo per Pedro Rodriguez in coppia con il finlandese Leo Kinnunen alla prestigiosa 24 ore di Daytona. La corsa che consacra la nuova Porsche affidata alla John Wyer e sponsorizzata dalla Gulf è anche quella che sancisce, in modo definitivo, l'addio di Rodriguez a Maranello. La nuova 917, tipo "KH" ("kurtz-heck", "coda corta") è senza rivali nella corsa americana che apre la stagione 1970. La Ferrari ha fatto in tempo a presentare la nuova 512S che ha strappato la "pole" ma poi si è arresa a molti problemi di affidabilità ed ha risentito del peso eccessivo, oltre 100 kg, rispetto alla rivale tedesca nel tratto veloce del circuito. Il Dominio Porsche è assoluto : Rodriguez-Kinnunen vincono con 45 giri (!) di vantaggio sui compagni di squadra Siffert-Redman, che, nonostante abbiano perso un'ora per la sostituzione completa della frizione riescono lo stesso a precedere la 512S di Andretti-Ickx. Un trionfo che apre un'era.
Gulf-Porsche 917 - 1000 Km Monza1970  Winner #7 - Rodriguez-Kinnunen - BrummLa Porsche 917K che vinse alla 1000Km di Monza del 1970 è la macchina con la quale Rodriguez ha colto il maggior numero di successi. Stavolta, in coppia col regolarista finnico Kinnunen, riesce a tenere a bada tre Ferrari 512 ufficiali, anche per la disorganizzazione messa in mostra dal Team di Maranello incapace di gestire la corsa dal punto di vista tattico. Rodriguez ne approfitta e vince davanti alla Ferrari di Vaccarella/Giunti affidata al "rush" finale di Chris Amon. Con questa vittoria, Pedro, bissa il successo di Brands Hatch e conquista la terza vittoria stagionale (al termine della stagione saranno quattro...) nel momento forse migliore della carriera, che verrà coronato con la conquista del GP del Belgio, ancora davanti ad Amon...
Gulf-Porsche 908/3 - Targa Florio 1970 #40 Rodriguez-Kinnunen - BestLa Porsche temeva di essere in difficoltà sui circuiti che non si adattavano alle Porsche 917 , poco maneggevoli sui percorsi tortuosi, dove l'agilità era da preferire alla potenza. La soluzione trovata dai progettisti di Stoccarda è la Porsche 908/3, una macchina che si basa su un'idea semplicissima : togliere quello che non è essenziale. Quando esordisce alla Targa Florio del 1970 la nuova "piccola" della Porsche viene accolta con qualche sorriso. La soprannominano per la realizzazione spartana "ìa bicicletta". Deriva da una macchina poco famosa, ma un'autentica pietra miliare dello sviluppo dell'auto da corsa : la 909, nata nel 1968 per le corse in salita e soprannominata "Bergspyder", ovvero "spider montagna". Fu quella la prima auto con la carrozzeria in plastica e la guida avanzata, le stesse idee guida che sono state applicate per la nuova 908. Impiegata alle Madonie ed al Nurburgring, diventerà subito imbattibile. La n°40 della coppia Rodriguez-Kinnunen completa col secondo posto il trionfo delle Gulf-Porsche del Team Wyer.
Gulf-Porsche 917 - 1000 Km Monza 1971  Winner #2 - Rodriguez-Oliver - BrummSenza rivali, invece, il trionfo del 1971 con la nuova Porsche 917 col propulsore da 5000cc, invece del vecchio 4500. Gara dominata dalla coppia Rodriguez-Oliver con la vettura che presenta due pinne posteriori rispetto al modello precedente. Le Alfa 33, che hanno sorpreso e vinto a Brandts Hatch, sul velocissimo circuito di Monza non hanno scampo e le Porsche dominano.
Gulf-Porsche 908/3 - Targa Florio 1971 #4 Rodriguez-Muller - BestTarga Florio 1971. Pedro Rodriguez l'affronta con una gran voglia di rivincita dopo il secondo posto dell'anno prima, dietro Jo Siffert. Corre in coppia con un suo amico, lo svizzero Herbert Muller, un sodalizio quasi inedito. La Targa Florio non è una corsa che si addice troppo alle caratteristiche di Pedro che anche quest'anno non ha troppa fortuna. La sua ultima "Targa" si conclude presto. Al primo giro, uscendo dall'abitato di Collesano, urta contro un paracarro e distrugge entrambe le ruote sul lato sinistro. La sua corsa finisce subito in un giorno nerissimo per la Porsche che in quello stesso primo giro perde anche l'altra Gulf 908/3 per un'uscita di strada di Redman e che vedrà il ritiro, a seguito di una foratura, anche della Martini 908/3 di Elford-Larrousse.
Gulf-Porsche 908/3 - 1000 Km Nurburgring 1971 #1 Rodriguez-SiffertAnche nel 1971 la Porsche si affida alle "biciclette" per opporsi alle Alfa 33 ed alla Ferrari 312PB. Alla Targa Florio trionfa l'Alfa, che ha vinto anche a Brandts Hatch, ma al Nurburgring la Porsche coglie la sua rivincita. Partono in prima fila un'Alfa 33 e la Ferrari di Ickx-Regazzoni. Le due 908/3 del Team JWA con le consuete coppie Siffert-Bell e Rodriguez-Oliver sono in terza fila, dietro anche alle macchine della Martini. Quando la numero 2 è costretta al ritiro, sulla numero 1 si compone una coppia inedita : Rodriguez-Siffert che si piazza seconda dietro a Elford-Larrousse che vincono.
Gulf-Porsche 917 LH - Le Mans 1971. La Porsche schiera l'auto forse più evoluta della sua storia. L'evoluzione definitiva della 917, il modello "Lang Heck" con il nuovo propulsore 5000 ed un'aereodinamica spinta all'eccesso. E' l'arma assoluta per la casa di Stoccarda che vuole bissare la vittoria dell'anno prima. John Wyer schiera due LH per Rodriguez-Oliver e Siffert-Redman. Nei test il "mostro" sbalordi-sce. Jackie Oliver sul rettilineo delle Hounaudières sfiora i 400 Km/h, stabilisce il nuovo record sul giro in prova e durante la gara. Le "Lang Heck", tuttavia, si dimostrano poco affidabili : nessuna delle tre unità iscritte da Gulf e Martini concluderà la gara. L'onore della Porsche viene salvato dalle "convenzionali" ed affidabili "Kurz Heck" che terminano prima e seconda con Marko-Van Lennep (Martini) e Attwood-Muller (Gulf).