
| 1916 | Odio i capodanni | LEGGI |
| 1916 | I giornali e gli operai | LEGGI |
| 1916 | Pietro Gavosto | LEGGI |
| 1917 | Carattere | LEGGI |
| 1918 | Un anno di storia | LEGGI |
| 1919 | Sindacati e Consigli (1919) | LEGGI |
| 1919 | Ai Commissari di reparto delle Officine Fiat Centro e Brevetti | LEGGI |
| 1919 | Avvenimenti del 2 - 3 dicembre 1919 | LEGGI |
| 1919 | Bilanci Rossi | LEGGI |
| 1919 | Cronache dell'"Ordine Nuovo" | LEGGI |
| 1919 | Democrazia Operaia | LEGGI |
| 1919 | La taglia della storia | LEGGI |
| 1919 | I sindacati e la dittatura | LEGGI |
| 1919 | Lo sviluppo della rivoluzione | LEGGI |
| 1920 | Il movimento torinese dei Consigli di Fabbrica | LEGGI |
| 1920 | Sindacati e Consigli | LEGGI |
| 1920 | Scissione o sfacelo | LEGGI |
| 1920 | Per un rinnovamento del Partito Socialista | LEGGI |
| 1920 | Operai e contadini | LEGGI |
| 1920 | Lo strumento di lavoro | LEGGI |
| 1920 | Il partito comunista | LEGGI |
| 1921 | Uomini in carne ed ossa | LEGGI |
| 1921 | Un monito | LEGGI |
| 1921 | La tattica del fallimento | LEGGI |
| 1921 | La smorfia di Gwynplaine | LEGGI |
| 1921 | La guerra � la guerra | LEGGI |
| 1921 | La Confederazione Generale del Lavoro | LEGGI |
| 1921 | Illusioni | LEGGI |
| 1921 | Il carnefice e la vittima | LEGGI |
| 1921 | Mandarini | LEGGI |
| 1921 | Fuori dalla realt� | LEGGI |
| 1921 | Il popolo delle scimmie | LEGGI |
| 1922 | I partiti comunisti e i sindacati | LEGGI |
| 1922 | Insegnamenti | LEGGI |
| 1924 | N� fascismo, n� liberalismo: soviettismo! | LEGGI |
| 1924 | Lettere da Vienna | LEGGI |
| 1924 | Il partito del proletariato | LEGGI |
| 1924 | Contro il pessimismo | LEGGI |
| 1924 | Conferenza di Como | LEGGI |
| 1925 | Volont� delle masse e volont� dei capi opportunisti | LEGGI |
| 1925 | Massimalismo ed estremismo | LEGGI |
| 1925 | Sull'operato del comitato centrale del partito | LEGGI |
| 1925 | Per una preparazione ideologica di massa | LEGGI |
| 1925 | Opinioni nelle file del partito | LEGGI |
| 1925 | L'organizzazione per cellule e il secondo congresso mondiale | LEGGI |
| 1925 | L'organizzazione base del partito | LEGGI |
| 1925 | La volont� delle masse | LEGGI |
| 1925 | La situazione interna del nostro partito e i compiti del prossimo congresso | LEGGI |
| 1925 | Il partito si rafforza combattendo le deviazioni antileniniste | LEGGI |
| 1925 | Il Partito combatter� con energia ogni ritorno alle concezioni organizzative della socialdemocrazia | LEGGI |
| 1925 | Dopo lo scioglimento del comitato d'intesa | LEGGI |
| 1925 | Critica sterile e negativa | LEGGI |
| 1925 | Contro lo scissionismo frazionistico per l'unit� ferrea del partito | LEGGI |
| 1926 | Intervento nella commissione politica | LEGGI |
| 1926 | Tesi del III� congresso del P.C.d'I | LEGGI |
| 1926 | 5 anni di vita del partito | LEGGI |
Gramsci, Antonio (1891-1937)
nasce ad Ales (Oristano) il 22 gennaio 1891, dove trascorre un'infanzia
funestata dall'incarcerazione del padre (per un atto di 'giustizia trafficata'
in seguito alle elezioni del marzo 1897), dalle conseguenti difficolt�
economiche che non lo abbandoneranno per molto tempo e da una caduta che poco
dopo sar� forse la causa di una malformazione irreversibile alla colonna
vertebrale. Col procedere dell'indebolimento fisico tender� a diventare 'tutto
cervello'. Dalla sua compagna, Julka Schucht, conosciuta a Mosca nel '22, ebbe
due figli. Le sue prime esperienze come giornalista le ebbe ancora giovane a
Cagliari come corrispondente dell' 'Unione Sarda'. Dopo aver preso il diploma si
trasfer� Torino per frequentare l'Universit�, grazie a una borsa di studio per
studenti poveri che vinse in regolare concorso (9� Gramsci, 2�
Togliatti,
vengono entrambi dalla Sardegna e da allora inizia la loro amicizia). Le
privazioni, la denutrizione e il freddo gli procurano un esaurimento fisico, ma
non gli spengono la curiosit� intellettuale. Fa amicizia con Tasca, l'unico
dell'ambiente studentesco ad avere interessi politici, e con
Terracini. Nel
1919 fonderanno insieme il settimanale (e dal gennaio 1921 quotidiano) "Ordine
Nuovo". E' attento a
Croce, perch�
antipositivista e quindi antideterminista, e prover� per lui sempre grande
ammirazione per l'importanza data alla sovrastruttura, alla cultura, nel
rapporto dialettico con la struttura economica, che in Gramsci diventer�
esaltazione del ruolo dell'Intellettuale. Lasciata l'Universit� nel '15, segue
con passione gli scioperi contro la guerra e si dedica al giornalismo da
socialista, ma non firma gli articoli. Il suo idealismo giovanile si esprime col
rifiuto del determinismo positivista proprio della "pseudo-scienza", ma anche
del riformismo e del massimalismo socialista della II Internazionale, e con
l'esaltazione del volontarismo dei bolscevichi e della soggettivit� (La
rivoluzione contro il capitale, 1918). Si nota gi� l'antidogmatismo nei
confronti del marxismo, che rimarr� uno dei tratti tipici del suo pensiero fino
alla morte. In occasione dell'occupazione delle fabbriche del '20 il gruppo di 'Ordine
Nuovo' riesce ad orientare le lotte della classe operaia torinese: considera
le Commissioni interne presenti nella fabbrica l'embrione della democrazia
consiliare, dei soviet, come autogoverno dei produttori, e quindi del governo
operaio. La sconfitta lo fa riflettere sulla necessit� del Partito per dirigere
i movimenti sociali; isolato nel partito, in contrasto con
Bordiga,
Tasca, Terracini e Togliatti sui Consigli di fabbrica, sul partito
rivoluzionario, sull'atteggiamento dei Socialisti, � convinto che 'la fase
attuale della lotta di classe in Italia � la fase che precede: o la conquista
del potere da parte del proletariato rivoluzionario [...] o una tremenda
reazione da parte della classe proprietaria assieme alla classe governativa e
nessuna violenza sar� trascurata'. Al Congresso di Livorno del 1921 c'� la
rottura coi Socialisti riformisti e la costituzione del P.C.d'I, anche dietro
invito dell'Internazionale ad espellere dal partito socialista i riformisti.
Intanto numerosi sono gli arresti nel P.C.d'I., tanto da disgregare il vecchio
gruppo di 'Ordine Nuovo' e lo stesso gruppo dirigente del partito, gi�
lacerato da forti contrasti interni e, sotto la direzione di Bordiga, molto
restio a seguire le direttive dell'Internazionale che arriva a sostituirlo
d'autorit� alla direzione del partito con Gramsci, l'uomo del 'dialogo'. Gramsci
attuer� quella politica centrista voluta dall'Internazionale ormai stalinizzata
e volta non pi� a portare avanti gli interessi della rivoluzione proletaria
internazionale, quanto piuttosto a difendere gli interessi interni dello stato
russo. A febbraio del '24 esce il primo numero de 'L'Unit�' e a maggio
Gramsci viene eletto deputato in Veneto e gode pertanto dell'immunit�
parlamentare. Nonostante ci� viene comunque arrestato nel 1926. Il lungo periodo
di prigionia a cui verr� sottoposto lo allontan� dalla politica attiva e lo
costrinse ad occuparsi, dal carcere, di questioni per lo pi� storiche e
filosofiche (incentrate per lo pi� sullo studio dell'importanza del ruolo dell'
"intellettuale"). Per questo motivo non si hanno elementi certi sul suo rapporto
con lo stalinismo e con l'Opposizione di sinistra. Certo � che inizialmente si
oppose a questa ed a Bordiga, ogni tanto per� rispuntano documenti che
comproverebbero un suo cambiamento di rotta nei rapporti con l'originario leader
dei comunisti italiani.Grazie all'attivit� a Roma di Tatiana Schucht, sorella
della moglie Giulia, viene organizzato dagli antifascisti un Comitato
internazionale per la salvezza di Gramsci. Nonostante le forti pressioni, il
governo fascista gli concede solo il trasferimento al carcere-ospedale di Formia
e poi alla clinica Quisisana di Roma, dove Gramsci muore il 27 aprile 1937.
Onorato Damen,
suo compagno di partito ed in seguito fondatore del Partito Comunista
Internazionalista, non manca (come altri marxisti) di ritrovare in egli una
visione troppo idealista (quindi non materialista e non marxista) e,
soprattutto, pur lodando i sui pregi morali e umani di Gramsci, Damen non manca
di rilevare come ci� "non salva Gramsci dalle precise accuse di aver aggiogato
il Partito alle esigenze non di una autentica Internazionale rivoluzionaria, ma
a quelle di una politica contingente dello Stato russo, anche se operaio".
Nota biografica a cura del MIA