24 dicembre 1995 - STORIA DI CICCIO

Caro Gesù Bambino,
vorrei tanto che insegnassi agli uomini ad amare gli animali, a non maltrattarli, ad averne rispetto.
Abito in questo giardino da quasi due anni e sono grato a questi soldati che mi hanno adottato. Loro proteggono un magistrato che abita in un grande palazzo qui vicino, ed io, cane nero un po' spelacchiato e zoppicante per i reumatismi, li sorveglio.
Sono bravissimo: inseguo le macchine, abbaio al postino e do l'allarme se c'é in giro qualcuno che non mi piace.
Mi allontano un pochino solo se piove, quando cerco rifugio vicino al portone, per ripararmi.
So che qualcuno si è lamentato. "Ciccio - mi ha detto il portiere - esci di qui, i condomini dicono che sei poco decoroso", "ma se piove...che fastidio posso dare?". Una vecchia signora mi porta il mangiare, i ragazzi della villa mi coccolano mentre gioco con loro, che fastidio posso dare?
E stanotte è Natale e siamo tutti più buoni. Come questo signore, ben vestito, distinto, che mi si sta avvicinando; so di non stargli molto simpatico perché col mio aspetto un po' trascurato sembro un barbone, l'ha detto al portiere..., ma deve averti ascoltato anche lui, Gesù Bambino, se si è deciso a portarmi questa buona e succulenta polpetta.
Grazie di volermi così bene.

In fondo, lo dicevo io, che fastidio potevo dare?



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