LO GNOMO INVENTORE
Parole chiave: gnomo, testa fra le nuvole, inventore.

n un bosco pieno di abeti, di felci e di funghi dallo strano cappello, viveva una comunità di gnomi.
Abitavano all'interno di vecchi tronchi, ed il muschio era la loro moquette.
Non erano molti, ma bastavano a creare un grande scompiglio ogni volta che c'era da prendere una decisione, anche la più stupida.
Chi andrà a cercar cibo nel bosco questa settimana? Ed a chi toccherà rigovernare le pentole sporche? E via di seguito con altri problemi importantissimi come questi.

Solo su di una cosa erano tutti d'accordo: Stefano, lo gnomo inventore che con le sue strane idee era riuscito a colpire la fantasia di tutti, era il loro beniamino.
Sapeva far di conto con rara maestria ma poi inciampava appena varcava la soglia del suo albero-casa, snocciolava le formule chimiche di materie misteriose ma ogni volta che faceva il bucato macchiava le mutande di blu; insomma! Era un miscuglio di strani contrasti, ma per quella piccola comunità era un vanto.
Era buffo vederlo camminare nella radura, con la testa tra le nuvole, intento a pensare ai casi suoi. Ogni tanto si fermava e tirava fuori, da una strana taschina del suo zainetto, un quaderno di corteccia di quercia, e con una penna intinta nel rosso delle foglie d'autunno scriveva; cosa scriveva nessuno l'ha mai saputo, anche perché chi vide quei fogli giurò che fossero bianchi, pardon, marroni.

Fatto sta che ogni volta che Stefano tornava dalle sue passeggiate, ecco che una nuova idea sconvolgeva la vita del villaggio intero.
L'ultima invenzione era stata uno strano Juke Box, che nella piazza principale, raccontava ai bambini le favole, che a secondo di chi lo programmava, avevano un finale a sorpresa. Era diventato la mascotte di tutti gli gnomi più piccoli, e Stefano ne era orgoglioso.
Adesso stava pensando a qualcosa di molto importante. Voleva riuscire a catturare le stelle per portarle nelle case del villaggio ad illuminare le sere d'inverno.
Era grandioso il suo progetto, ma non disperava di realizzarlo.
Iniziò, così, a passeggiare per la radura cercando il modo di riuscire nel suo desiderio. Anche al villaggio sapevano delle sue intenzioni ed aspettavano fiduciosi il suo rientro.
Ma era arrivata la sera e nulla la sua testa aveva ancora inventato, quando, scendendo dalle nuvole e guardando finalmente più in basso, vide qualcosa luccicare in un cespuglio.

"Le stelle di terra???" - pensò con lo stupore negli occhi - "ma come è possibile una simile diavoleria?". Senza esitare si avvicinò a quello strano chiarore e quello che vide lo illuminò. Con la pazienza, che solo gli inventori possono avere, prese un bel sacco ed una per una le lucciole vi mise dentro, e trionfante al villaggio rientrò.
Sono passati tanti anni, ed in quel bosco gli gnomi hanno ancora, nei loro tronchi, le lucciole ad illuminarli, ma chissà perché le chiamano stelle.

Forse che Stefano, lo gnomo inventore, non gli abbia mai detto la verità?



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