Deficit G6PD(Favismo) La ragione di questa coincidenza risiede nel fatto che il difetto enzimatico conferisce agli individui eterozigoti una relativa resistenza alla malaria. Per l'insufficiente attività enzimatica, le emazie sono incapaci di riparare il danno ossidativo e vanno incontro a lisi. La malattia è geneticamente eterogenea: se ne conoscono almeno 400 diverse varianti, suddivise in classi in base alla gravità del quadro emolitico associato. Il gene per l'enzima è localizzato sulla parte terminale del braccio lungo del cromosoma X. Una gran parte delle varianti sono state definite a livello molecolare La gran parte dei
difetti sono mutazioni puntiformi. Quadro clinico Alcune forme, caratterizzate da una grave riduzione dell'attività enzimatica, sono associate a un'anemia emolitica cronica (anemia emolitica cronica non sferocitica) che si aggrava ulteriormente a causa dei ricorrenti stress ossidativi. Queste varianti, per altro rare, presentano un quadro clinico caratterizzato da anemia, ittero, splenomegalia e calcoli biliari. Altre varianti, tra cui quelle polimorfe, e quindi quella mediterranea, si associano ad anemia emolitica acuta e ittero neonatale, ma non a emolisi cronica. L'ittero neonatale ha grande variabilità e a volte può essere causa di morte o di danno neurologico permanente (ittero nucleare). L'anemia emolitica acuta viene scatenata da numerosi farmaci, da infezioni e dall'ingestione di fave (favismo). Si ha anche emoglobinuria, determinata dal carattere intravascolare dell'emolisi. In alcuni casi, soprattutto nei bambini, queste manifestazioni possono essere molto gravi. Il quadro è più grave negli emizigoti maschi che nelle donne eterozigoti che hanno quadri clinici variabili, per lo più leggeri. Al di fuori delle crisi gli individui portatori del difetto sono perfettamente normali. Diagnosi La diagnosi del difetto di glucosio 6 fosfato deidrogenasi deve essere presa in considerazione in ogni caso di emolisi cronica, e in modo particolare nell'emolisi acuta. Gli individui emizigoti e omozigoti possono essere identificati con test di screening e con metodi per la determinazione quantitativa dell'attività enzimatica. Nella diagnosi occorre ricordare che il dosaggio enzimatico eseguito dopo l'emolisi acuta può dare un risultato falsamente normale, essendo in quel momento presenti in circolo solo globuli rossi giovani, che possiedono una buona attività enzimatica. Nelle donne eterozigoti la popolazione di emazie è costituita da cellule totalmente prive di attività enzimatica e da cellule normali. La proporzione tra queste due popolazioni varia in modo marcato, fino ai casi di donne eterozigoti con predominanza della popolazione di cellule normali, che danno un risultato normale al dosaggio quantitativo. Esistono anche eterozigoti con valori simili a quelli dei maschi omozigoti. In questi casi la diagnosi di emizigote può essere fatta con l'analisi diretta del DNA. Terapia Il processo emolitico acuto è autolimitato. Molti casi hanno bisogno solo di sorveglianza; in altri invece occorre una trasfusione di sangue. Nelle forme croniche la terapia è sintomatica; in casi di ipersplenismo può essere utile la splenectomia. Consulenza genetica Nelle regioni ad
alta incidenza può essere utile l'identificazione con
programmi di screening dei portatori del difetto. Ciò
permette sia di fornire appropriate informazioni in
merito ai farmaci rischiosi e al consumo di legumi (fave),
sia di attuare un'accurata sorveglianza dei neonati a
rischio. CENTRI DIAGNOSTICI Tel. 010/5632394-351-362
- Fax 010/5632628 Ist. Clinica e Biologia
dell' Età Evolutiva Bibliografia Nathan D.G.,
Oski F.A. Hematology of infancy and childhood. Saunders,
Philadelphia, 1993. |
Farmaci e sostanze che provocano crisi
emolitiche clinicamente significative nei soggetti con
difetto di glucosio-6- fosfato deidrogenasi. Acido nalidixico Blu di metilene Blu di toluidina Dapsone Doxorubicina Fenazopiridina Fenilidrazina Furazolidone Isobutil - nitrito Naftalene Niridazolo Nitrofurantoina
Noraminodopiridina Pentachina Primachina Sulfacetamide Sulfametossazolo Sulfanilamide Sulfapiridina Tiazosulfone Trinitrotoluene Urato - ossidasi
Acido acetilsalicilico Acido ascorbico Acido paraminobenzoico Actazolina Aminopirina Antazolina Antipirina Benzexol Chinacrina Chinidina Chinino Cloramfenicolo Clorguanide Clorochina Colchicina Difenilidramina Dimercaprolo Fenacetina Fenilbutazone Fenitoina Isoniazide L-dopa Menadione Sodio bisolfito Menaftone Paracetamolo Pas Piribenzamina Pirimetamina Probenecid Procainamide idrocloruro Proguanile Streptomicina Sulfadiazina Sulfaguanidina Sulfamerazina Sulfametossipiridazina Sulfisossazolo Sulfoxone Triesifenidile Trimetoprim Tripelenamina Vitamina K |