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età sanno elargire senza chiedere nulla. Quando si cresce l'amicizia diventa rara, è difficile che sia disinteressata e sincera.

     Il suo carattere e la sua grinta non potevano essere detti da leader ma aveva un carisma che affascinava tutti anche i ragazzi più arroganti.

     Quell'estate passammo un bellissimo periodo dai miei nonni in questa piccola comunità.

     Mi ricordo anche la sua generosità, anche della sua famiglia, ci portava dell'uva, raccolta nel suo orto, gli acini erano lunghi come le dita delle nostre piccole mani. Noi non avevamo mai visto dell'uva con chicchi così lunghi e di un sapore così dolcissimo.

     Tullio, l'anno successivo entrava in seminario per la prima media ed era l'orgoglio di mio zio e anche dei miei nonni, che vedevano in questo generoso e devoto fanciullo un giovane prete.

     Gli anni passarono e da i miei nonni andavamo ogni anno, ma i periodi di permanenza in questa canonica si fecero più brevi, sicuramente anche perché mio padre era rientrato a casa. Tullio qualche anno non era presente perché impegnato in attività con il seminario.

     La nostra amicizia proseguì ancora per un paio di anni, quando ci si trovava era come vivere con un vero fratello, uno con cui ci si sentiva al sicuro, uno con cui si stava bene.

     Nel 1963 mio zio venne trasferito in una parrocchia vicino al veronese (Malavicina) e di tutte le persone conosciute a Sacchetta si persero le tracce,, non ricordo neppure il nome degli altri ragazzi ma Tullio restò nei nostri cuori per l'affetto di amicizia che riusciva a trasmettere.

     Nei primi anni settanta apprendemmo che Tullio era uscito dal seminario, i miei nonni rimasero profondamente colpiti ed addolorati da questo fatto, avevano regalato il vestito sacerdotale a Tullio (con molti sacrifici da parte loro) e anche mio zio restò sconcertato perché credeva nell'animo di Tullio.

     Nel 1973 prima morì mia nonna e dopo sei mesi mio nonno, in una di queste oc

Tullio (a destra) con un amico
Tullio (in ginocchio) Sergio e Italo