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Scritto in memoria di Ugo da mia zia Ada Magnani |
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In ricordo di Ugo |
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La scomparsa di chi amiamo ci sconvolge la vita, e occorre un lungo viaggio interiore per mettere un po' di serenità tra noi ed il lutto. Io mi sento ancora per strada. Anche se ho la certezza che la morte è un arrivo, non una partenza; un incontro invece di un distacco. Piangiamo i nostri morti e insieme quella parte di noi che se n'è andata con loto. Ci resta la nostalgia di non aver capito tutto, e allora la morte ci porta a rivedere com'erano le persone scomparse che ci sono state care. E' una specie di apprezzamento ulteriore, perché la vita non si compie senza la morte. Chi aveva il senso della giustizia e non ce ne siamo accorti; chi aveva da confidarci di sé cose su cui abbiamo sorvolato alla svelta; chi era più buono di quanto dava a vedere… Quanto si capterebbe di più, se sapessimo guardare indietro dal futuro. Resta la nostalgia delle parole che non ci siamo dette, per pudore, per distrazione, perché è mancata l'occasione, o forse non è bastato il tempo… di Franca Zambonini da "Famiglia cristiana" n° 43 del 11/1999 Non avrei mai voluto arrivare a scrivere di noi fratelli, perché sognavo in cuor mio che noi saremmo stati eterni, che mai uno di noi sarebbe mancato. Invece la malattia, una lunga dolorosa malattia era in agguato per portarsi via da noi Ugo, quello che fisicamente era il più forte. |
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ibis victor redibis |