Quest’anno io e il mio amico Claudio siamo partiti di sabato per la visita annuale alla Fiera del Camper. Memori dell’esperienza dello scorso anno (stendiamo un velo pietoso) con parcheggi nei campi e generale organizzazione approssimativa, ci siamo posizionati coi camper nel piazzale di un ristorante a 8 km dalla fiera, A San Prospero.

Qui un nostro socio UCA, Daniele, ci ha con grande gentilezza e disponibilità fatto da autista portandoci avanti e indietro.

Ed eccoci sulla strada della fiera: all’arrivo la prima cosa che notiamo sono i grandi parcheggi (cari) semivuoti. Abbiamo pensato che i prezzi probabilmente hanno spinto molti camperisti a fare come noi.

Una volta entrati, ai parcheggi mezzi vuoti corrispondeva una fiera mezza vuota; l’accredito stampa che in altra città facevo in un bell’ufficio con un addetto competente e un computer, qui è sostituito da un banco con due scatoloni di cartone e dei moduli da compilare … mah !

La prima impressione che abbiamo da un giro esplorativo è che gli spazi sono aumentati ma l’immagine è di un cementificio coperto di moquette.

Domenica mattina alle ore 10,00 abbiamo la nostra riunione UCA; cerchiamo e troviamo la Sala Rossa. Luci spente alle 09,30 e a fatica troviamo gli addetti che in maniera scortese ci dicono che tutto sarà pronto per le dieci meno un quarto. La sala è ancora sporca e sui tavoli bottiglie d’acqua mezze vuote. Le sale riunioni sono nello stesso padiglione del Self-service; nella nostra sala galleggia un intenso odore di porchetta, probabilmente quella vicina saprà di pizza … mah !

E ARRIVIAMO AI CAMPER

Vedrò di essere breve, come breve è stata la mia visita. La mia opinione è che i costruttori abbiano pensato che la crisi non c’è: Ho visto camper sempre più grandi, prezzi sempre più alti e i soliti effetti speciali con lucine e faretti acchiappa acquirenti di primo camper.

Ho fatto una fugace visita al “reparto accessori” e anche qui niente di nuovo tranne alcune inutilità che potranno far spendere un pò di danaro al povero camperista ormai sempre più povero … mah !

Vorrei aggiungere qualche nota positiva a questa mia personale delusione, ma non la trovo.

Nella mia mente e nelle mie esperienze di viaggio e di lavoro Parma è una città deliziosa, nobile, elegante piena di cultura e di arte; aggiungo che i tortelli, il prosciutto e il “ganassino” la rendono una città veramente appetibile.

MA PER I CAMPER NO

Siamo passati dal salotto di Rimini al mercato di Parma.

Sono tornato sconsolato al mio camper, che ho trovato ancora bellissimo e funzionale; per un po di tempo avevo pensato di tradirlo con un altro. Certo non avrò le lucine che si accendono e spengono quando faccio la doccia (come ho visto in un camper/pullman in esposizione) ma sicuramente farò ancora dei viaggi con il mio CI e mi ritroverò qualche soldino in più che di questi tempi non guasta.

Signori Costruttori e Rivenditori ma quando li aprite gli occhi ?

 

Ezio Marconi   Bologna

 

 

 

 

torna alla homepage