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Giallo, suoni da Venezia Esce il primo album di un artista storico della Laguna (articolo di RasWalter comparso per la prima volta sul
settimanale 'Controsenso' diretto da Antonio Savino ed edito dalla PubbliVenere)
‘Nuovo Giorno’ , album d'esordio del veneziano Giallo Man, sembra essere uscito dritto dritto dalle onde verdi e azzurre della splendida città lagunare. Venezia è infatti da sempre una delle 'capitali' della musica reggae di casa nostra e Giallo, (al secolo Gianlorenzo Scarpa, trentaquattro anni) è da diverso tempo uno dei suoi campioni. Perchè hai scelto come nome di battaglia quello di 'Giallo'? E' un po' l'abbreviazione di Gianlorenzo. E' un nome che mi hanno affibbiato gli amici. E' anche il mio colore preferito, comunque. Nella scena in levare italiana tutti ti conoscono come Papa Giallo, adesso Giallo Man. Come mai hai deciso di cambiare? In effetti, da quando ho cominciato a cantare, tutti a Venezia mi chiamavano 'Papa Giallo'. Molti lo pronunciavano addirittura 'alla giamaicana', chiamandomi 'Puppa Giallo'. Per il mio primo cd ufficiale ho scelto di cambiare, trovando il nome della maturità, quello definitivo. Ma perchè a Venezia il reggae, specie quello più tradizionale, ha attecchito tanto? Pensiamo anche ai Pitura Freska, ad esempio. A Venezia c'è un ritmo dettato dal mare che ha delle affinità con quello del reggae. E' un ritmo sia lento che incalzante. Come una gondola che va avanti e indietro. E poi qui c'è un'umanità che si sposa bene con le tematiche di questa musica. Venezia è un posto dove la gente si incontra per i canali e parla. ...al Carnevale di Venezia poi c'è sempre la comparsa dello storico sound system 'Careggaetton' che suona questa musica in giro per la città. Il Careggaetton è stato sempre un faro nella notte per noi. Ha illuminato tante e tante serate, raccogliendo tanta gente lungo le strade e poi nel Carnevale. Io stesso ci ho mosso i primi passi cantando sulle 'version' (le basi, n.d.r.). Come sono stati tuoi inizi? Ho militato e collaborato con molti gruppi, come 'Rasta e Basta', 'Tribù' - col quale suonammo anche a Potenza -' We and Them', 'Radio Rebelde' e 'So Vibes'. Con quest'ultima band abbiamo realizzato un brano per la colonna sonora del film 'Zora la Vampira', con Carlo Verdone. In realtà devo moltissimo al cantante reggae giamaicano Winchester che rimase impressionato dalle mie doti vocali e che mi portò in Svizzera, dove lui vive, per farmi registrare tre brani. Era il 1996. Parliamo del nuovo album, allora. E' nato con l'esigenza di concretizzare dieci anni spesi nella musica. Le canzoni sono prevalentemente in italiano, ma ce ne sono anche in inglese e venexiano. Sono presenti anche suoni acustici. Colgo l'occasione per ringraziare il deejay brindisino Mighty Cez che è un vero talento e che ha collaborato con me in un brano. Il disco, mi pare di capire, è dedicato ai bambini. Esatto. In copertina c'è la foto di mia figlia. C'è molto da imparare da loro. I bambini si relazionano fra di loro senza dire 'Tu sei bianco', 'Tu sei nero' eccetera. Mi danno tanta gioia, specie quando li vedi ballare al ritmo della musica. Sul retro copertina infine c'è una foto dell'Imperatore d'Etiopia Haile Selassie. Una dedica anche a lui? Certo. Per me è il solo e vero Rasta. Quella è una foto di quando venne in visita a Venezia nel 1970. Un anno prima che nascessi. E' una figura che mi ha sempre ispirato e che mi ha aiutato a crescere. (Wal. De S.) |