Alasdair MacIntyre: 

un filosofo americano di origine scozzese.

Ha senso parlare di dovere se obbliga l'uomo 

a conoscere e perseguire il bene 

e a conoscere ed evitare il male 

Bibliografia di MacIntyre

Indice degli autori

Agostino; 14; 18; 20; 73; 90; 91; 92; 93; 94; 96; 97; 98; 99; 100; 103; 104; 105; 113; 124; 266; 375; 391
Apel; 38; 65
Aristotele; 12; 14; 15; 16; 18; 20; 21; 35; 50; 72; 73; 81; 82; 83; 85; 86; 88; 100; 101; 104; 105; 108; 109; 113; 117; 124; 134; 151; 180; 181; 202; 225; 227; 228; 229; 230; 231; 232; 234; 235; 236; 237; 238; 240; 241; 244; 248; 249; 250; 251; 258; 267; 268; 280; 287; 289; 290; 302; 303; 308; 355; 361; 363; 374; 379; 386
Bentham; 12; 63; 153; 346
Cartesio; 53; 103; 221; 361; 371; 381; 383
Dante; 366; 390; 391
Dewey; 6
Eckhart; 30; 31; 35
Ferrarotti; 209
Fromm; 30; 31; 34
Gadamer; 54; 353
Gifford; 371
Habermas; 38; 54; 65
Hegel; 31; 223
Heidegger; 31; 32; 33; 191; 220; 378
Hume; 12; 103; 131; 132; 141; 142; 156; 163; 233; 242
Kafka; 193
Kant; 12; 21; 65; 110; 131; 144; 146; 147; 148; 156; 158; 163; 324; 361; 369; 377; 378; 383; 384
Kierkegaard; 12; 40; 131; 132; 149; 156; 161; 163; 377
Kuhn; 54
Lyotard; 38; 39
Marcuse; 22
Marx; 9
Mercier; 384
Mozart; 138
Newman; 377
Nietzsche; 12; 20; 25; 26; 40; 45; 63; 67; 99; 131; 132; 180; 181; 182; 183; 185; 186;  201; 203; 204; 205; 206; 209; 233; 256;
Nozick; 318; 324; 325; 346
Pecci G.; 380
Platone; 14; 73; 76; 78; 93; 109; 229; 238; 361; 363; 374; 386
Rahner; 378
Rawls; 58; 65; 256; 318; 319; 320; 321; 322;
Rorty; 5; 9; 38; 53; 54; 56; 214; 269; 327
Rosmini; 377; 378
Russell; 155
Sartre; 165
Socrate; 14; 73; 76; 77; 93; 229; 361; 386
Stuart Mill; 12; 153; 250
Tommaso; 14; 15; 18; 19; 20; 21; 31; 32; 37; 72; 73; 100; 101; 104; 106; 107; 109; 110; 112; 113; 114; 118; 121; 124; 125; 128; 151; 179; 180; 280; 284; 286; 362; 365; 374; 375; 377; 381; 386; 391
Vattimo; 46; 69
Weber; 9; 51; 52; 159; 161; 206; 207; 208; 209; 210
Wittgenstein; 354

La modernità liberale
è  caratterizzata dalla mancanza di criteri veritativi ed è dominata dall'Emotivismo e dal relativismo,
e da un'ingiustificata prevalenza delle regole di giustizia sulla ricerca del bene
e dal proliferare di retoriche senza verità.

MacIntyre denuncia l'opera demolitrice dell'Emotivismo, con i suoi effetti drammatici sulla vita delle persone (vedi l'Io emotivista) e delle comunità trasformatesi da «luoghi di vita condivisa» in un insieme di individui riuniti da reciproci interessi, manipolativi nella fase illuministica non più nella fase moderna e postmoderna, cementati da una razionalità "in sé" e millantata neutrale, tutta contemporanea, di scelta e buon uso dei mezzi per raggiungere scopi interessatamente ed arbitrariamente scelti e decisi.

L'Emotivismo
«È la dottrina secondo cui tutti i giudizi di valore, e più specificamente,
i giudizi morali
non sono altro che espressioni di una preferenza, espressioni di un atteggiamento o di un sentimento, e appunto in questo consiste il loro carattere di giudizi morali o di valore».
(After Virtue, p. 24)

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